Marco Tosatti
Cari amici e nemici di Stilum Curiae, Agostino Nobile, che ringraziamo di cuore, offre alla vostra attenzione queste riflessioni su un tema di grandissima attualità in questi giorni. Buona lettura e diffusione.
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Palantir e Identità Digitale
Il nome Palantir viene direttamente da Il Signore degli Anelli di Tolkien. I Palantiri erano sfere di cristallo indistruttibili che permettevano di comunicare con altri e vedere eventi lontanissimi. Palantir è stata fondata con i primi finanziamenti di In-Q-Tel, il fondo di venture capital della CIA. I suoi clienti sono le organizzazioni più potenti e segrete del mondo. Questa non è tecnologia per consumatori. È tecnologia per il potere.
Fondata da Peter Thiel, Alex Karp, Joe Lonsdale, Stephen Cohen e Nathan Gettings, Palantir è come un’agenzia di intelligence. Tutti i dati, registri di polizia, manifesti doganali, transazioni finanziarie, soffiate di informatori, immagini satellitari. Raccoglie tutto, crea un’unica immagine coerente e, questo è il punto chiave, porta alla luce le connessioni nascoste che permettono a un operatore di agire concretamente.
Palantir è costituito da due prodotti principali. Gotham: per lo spionaggio, mappa reti umane, grafici sociali, collegamenti nascosti, timeline per la lotta al terrorismo o la logistica militare. Foundry: per il mondo aziendale, aiuta le grandi aziende a gestire catene di approvvigionamento estremamente complesse o giganti farmaceutici a ottimizzare le sperimentazioni cliniche e di mercato. Due mondi completamente diversi, ma con la stessa funzione di base: ordinare decine se non centinaia di dati e trasformarlo in decisioni cristalline.
Palantir registra tutti i nostri dati, quelli disordinati vengono normalizzati in un formato strutturato ben organizzato. Ogni modifica, ogni trasformazione è registrata, firmata e reversibile. Crea una traccia di verifica perfetta. Palantir non pensa in tabelle, modella la realtà come un grafico. Ogni elemento (una persona, una macchina, un conto bancario, un evento, un telefono) è un nodo sciolto e collegato ad altri eventi. Questo modello permette agli analisti di trovare segnali deboli, connessioni minuscole e apparentemente casuali, impossibili da individuare in database separati, ma che diventano evidentissime quando vengono mappate.
Chi utilizza il Palantir?
Dipartimento della Difesa statunitense, CIA, NSA, Esercito, Aeronautica Militare, servizi segreti israeliani. È utilizzato per la guerra in Ucraina, in Iran e chissà quali altri paesi. Palantir non è solo un software, è integrato nel meccanismo operativo di individuazione, logistica e analisi dell’intelligence.
La corsa al Palantir non ha limiti. Chi non lo possiede rischia di restare indietro, con inefficienze nei servizi di sicurezza, militari, nella capacità di rispondere alle crisi. Si è pronti, così, ad accettare una dipendenza strategica da un’azienda americana e/o israeliana. È inutile sottolineare che la sicurezza nazionale dipende da un paese straniero. L’Italia, per esempio, è una base cruciale per lo stato di Israele.
Palantir sta cambiando la natura stessa del potere nel XXI secolo. Nel vecchio modo gli analisti impiegavano settimane o mesi a compilare dati in un rapporto. Un leader lo leggeva, lo interpretava e prendeva una decisione. Con Palantir tutto questo ciclo temporale collassa.
Palantir non è un sistema di sorveglianza fuori controllo nato per caso. È stato progettato fin dall’inizio per essere un Grande Fratello per le istituzioni che sono già legalmente autorizzate a esserlo: agenzie di spionaggio, eserciti, forze di polizia. Non crea il potere della sorveglianza, prende il potere che già esiste e lo rende spaventosamente efficiente.
Il libro La Repubblica tecnologica (il titolo è già un programma), pubblicato in Italia da Silvio Berlusconi Editore nel 2025, firmato da Alexander Karp, cofondatore e amministratore delegato di Palantir Technologies, e Nicholas Zamiska consulente legale presso l’ufficio dell’amministratore delegato di Palantir, dà un’idea del mondo in cui ci troviamo.
L’Identità Digitale.
Viene presentata come uno strumento per la sicurezza e la protezione del cittadino (in Italia sarà obbligatoria dal 3 Agosto 2026). L’idea sembra buona, come per esempio la celerità dei servizi e la possibilità di fare tutto da casa, evitando gli sportelli. Infatti, se inizialmente sarà limitata all’identità e per avere accesso ai servizi online della Pubblica amministrazione, in seguito potrebbe fungere da strumento per diminuire la nostra già limitata libertà. Con un mezzo come Palantir si potrà assemblare in un unico portafoglio tutto ciò che abbiamo scritto o detto sul cellulare, sui social, fino alle spese quotidiane e ai medicinali che acquistiamo. Se poi le smart TV ci sentono e registrano, come già accade con i cellulari, vivremo sotto una spada di Damocle, più o meno come accade in alcune città cinesi.
A proposito di Cina, riporto alcuni stralci di un mio articolo del giugno 2020. Non parlo di Palantir che, come abbiamo visto, rende il controllo più onnisciente, ma i risultati potrebbero essere gli stessi. Si tratta della sorveglianza di massa basata sul riconoscimento facciale, con una rete che copre strade, città e spazi pubblici. Il territorio dispone di centinaia di milioni di telecamere CCTV dotate di intelligenza artificiale, in grado di identificare le persone in pochi secondi.
«Al cittadino, sorvegliato dalle telecamere onnipresenti, viene assegnato un punteggio base di mille punti. Ogni sua azione, buona o cattiva, contribuisce a incrementare o diminuire il credito sociale. In relazione al proprio punteggio, ogni cittadino obbediente può accedere alle facilitazioni sull’assegnazione di un mutuo e ottenere tutti i vantaggi […] Invece per le persone considerate cattive, magari per aver espresso un pensiero non condiviso dal governo, i punti diminuiscono. Potrà riguadagnarli solo facendo buone azioni o denunciando un altro “cattivo”. Chi cade sotto la soglia di cinquecento punti, perde automaticamente i suoi diritti elementari, come la possibilità di acquistare biglietti di viaggio, fare la spesa o avere l’accesso alle scuole per i propri figli.»
In pratica, un morto che cammina con famiglia appresso.
Durante la pandemia di Covid-19, l’imposizione dei vaccini e le restrizioni hanno bloccato intere nazioni, dalle multinazionali alle grandi industrie, costringendo la popolazione a una detenzione domiciliare con umiliazioni, arresti e persecuzioni di ogni genere. Ma chi ha il potere di attuare un programma così mostruoso da imporre la chiusura anche alle multinazionali miliardarie se non i grandi banchieri che li finanziano?
Per terrorizzare e isolare psicologicamente i pochi che potevano uscire di casa hanno imposto l’uso obbligatorio delle mascherine, pur sapendo che non possono fermare un virus con un diametro compreso tra 20 e 300 nanometri (come voler fermare le zanzare con il cancello del giardino chiuso).
Oltre ai guadagni miliardari dalla vendita dei vaccini, hanno potuto fare le prove generali per la prossima crisi energetica, economica, alimentare o per altri virus. Si spera solo che i processi avviati negli USA, che mirano a smentire l’intera farsa del virus e dei vaccini con un’ampia documentazione scientifica, diano i loro frutti.
Conclusione. Chi parla ancora di democrazia, fascismo o comunismo è fuori tempo. È un illuso che, invece di prendere coscienza del tunnel in cui ci hanno intruppati e agire, continua a manifestare per i colori politici. Bisogna agire. Agire per rifiutare almeno l’Identità Digitale, che contribuirà a stabilire la più pervasiva dittatura della storia.
Agostino Nobile
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4 commenti su “Palantir e Identità Digitale. Perché è Necessario, Vitale, Essenziale Rifiutarla. Agostino Nobile.”
Qualcuno potrebbe rispondere: “ma io non ho fatto niente”, oppure “non ho fatto niente di male” e qualcun’altro- su questa terra o altrove potrebbe rispondere: “appunto!”.
Il possesso è nove decimi della proprietà e l’esercizio del potere è il potere. Detta così sembra, anzi è la più presuntuosa delle banalità. Eppure tutte le evoluzioni di struttura si riassumono, attraverso travagli più o meno lunghi e complicati, nel principio del maggiordomo. Se l’oligarchia è un consorzio di parassiti che per ingordigia latifondista ha distrutto la base dell’esercito repubblicano consegnandosi ai generali, l’imperatore un ragazzino la cui capacità di incidere in un mondo che va a pezzi inizia e finisce nel nome, il re un capellone ignavo e fannullone, o magari un orologiaio mancato, e il potere (le armi/l’economia/l’immagine della realtà che si impone alla massa) risiede altrove, è solo questione di tempo perché le vecchie forme si dissolvano a mo’ di ectoplasmi alle luci dell’alba, quando non vengono tolte di mezzo con le cattive o (se va molto bene) gentilmente accompagnate in un ricovero fuori dalla Storia.
I Soliti dicono da sempre che il popolo è incapace di autogovernarsi, che dare alle plebi il potere vero anziché al massimo una sua illusione ad acqua è come mettere una pistola carica in mano a un bambino. Ergo panem et circenses, oppure bastone e cavezza nel caso digitali, e tutti al passo dello zombi smartphonalienato, ché pensare e decidere sol tocca a chi è abile e autorizzato; i conflitti sono unicamente tra minoranze, creative o conservative ma comunque elitarie; ai soliti con la minuscola invece l’esclusivo privilegio di crepare nelle di lor guerre e per i superni lor interessi. Pregiudizio apparentemente inattaccabile, in quanto fondato su troppi paragrafi in neretto di folle imbestiate e scatenate, o, in schizofrenica alternanza, bovine e decerebrate. La cui unica, piccola, dolosissima fallacia sta nel confondere causa contingente ed effetto spacciato per costante universale. Se prendi un gruppo di neonati e li fai allevare da balie mute sotto minaccia di frusta, aspettando di scoprire se la lingua naturale dell’essere umano è il latino, il greco o l’ebraico, ciò che otterrai non sarà colpa di qualche determinismo cosmico. Se riempi la mente di generazioni con il mezzo facendo in modo che sostituisca qualsiasi messaggio, passato, presente e futuro, se svuoti la sostanza della rappresentatività riducendola a un teatro di burattini animati dalla mano invisibile del Mercato, se ormai dall’alto dei tuoi Cloud dichiari apertamente di volere e potere algoritmizzare la totalità umana in atto e potenza, un prossimo domani (o recente ieri) la stessa identità biologica dei sudditi, tutti compresi nessuno escluso salvo impossibilità di “comprare e vendere”, quello che stai facendo è caricare non solo la democrazia ma tutto ciò che l’umanità è stata finora su un carro trainato dai buoi e mandarlo a ramengo di fatto, in attesa della tua intronizzazione di diritto su un trono divino che della divinità a suo tempo facilmente assumerà anche il nome.
Se dare una pistola carica in mano a un bambino è da pazzi, consegnare vita e destino a una congrega di pazzi deliranti cos’è?
Qualcuno potrebbe rispondere: “ma io non ho fatto niente”, oppure “non ho fatto niente di male” e qualcun’altro- su questa terra o altrove potrebbe rispondere: “appunto!”.
Giusto, e infatti. Questa su cui ci troviamo è la terra dei viventi di fuoco e di gelo a varie gradazioni, e dei vegetanti a sola temperatura ambiente il cui peccato secondo padre Dante viene rigettato pure dall’Inferno. Può sembrare un paradosso, ma proprio il Medioevo della piramide feudale e dei servi della gleba definì il concetto nella maniera più cristallina e impegnativa possibile, facendone l’imperativo categorico non di una filosofia ma di tutta una civiltà: vivere è scegliere, fra una parte e l’altra, concupiscenza e responsabilità, amore di Sé e amore del prossimo, Dio e Mammona, Bene e Male, addirittura per l’eternità. Non schierarsi per non compromettersi, limitarsi a lasciarsi cadavericamente portare dalla corrente, seppellire i talenti sotto una pietra per non pagare il prezzo della vita, è anch’essa una scelta, la peggiore perché non prevede nemmeno la possibilità della conversione. Fra chi prende a calci una suora dopo averla scaraventata a terra o compie un genocidio in diretta streaming, e chi resta a guardare come fosse uno degli scrolling in cui hanno ridotto la realtà o si nasconde dietro i sofismi dei servi per vocazione, anche a livello puramente umano non c’è dubbio sullo schifo che non merita neanche l’orrore.
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