4 Maggio 1949, Superga, il Grande Torino, Mio Padre. Una Cartolina, un Ricordo.

 

 

Marco Tosatti

Cari amici e nemici di Stilum Curiae, oggi mi permetto di usare il blog per un ricordo personale. Grazie, vi chiedo una preghiera e vi auguro buona lettura.

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Torino Cartolina Renato 250x140

Mio padre si chiamava Renato Tosatti, era un giornalista sportivo, scriveva sulla «Gazzetta del Popolo», antico quotidiano torinese. Era sull’aereo che tornava da Lisbona con il grande Torino il 4 maggio del 1949. Avevo un anno e mezzo; mio fratello Giorgio, che doveva seguirne le orme professionali, dieci di più; e mia sorella, la più grande, ne aveva quasi diciotto.

Abitavamo a Torino, allora; poi, cinquant’anni fa, siamo tornati a Genova. In una casa in cui ho vissuto, e dove vive ancora mia sorella. Anche se adesso ha dovuto affrontare, inaspettato, qualche problema di salute, e si trova in un centro di riabilitazione. Proprio a causa di questi suoi problemi sono tornato a Genova da Roma, dove vivo da molti anni, e mi sono trovato a frugare in cassetti e armadi. E ho scoperto un documento di cui ignoravo l’esistenza, e che ho visto qualche giorno fa per la prima volta, con un’emozione grandissima.

E’ una cartolina, che rappresenta lo stadio Nazionale di Lisbona: quello in cui il Grande Torino ha disputato la sua ultima partita. E’ indirizzato «Al signorino Giorgio Tosatti, Via Beccaria 9, Torino». Sopra una sobria dedica: «Baci da papà» si affollano le firme dei giocatori del grande Torino. Ballarin, Ossola, Gabetto, Maroso… Una cartolina spedita con posta aerea, e che è arrivata a casa nei giorni successivi allo schianto. Spedita dall’aeroporto; probabilmente l’ultimo documento firmato dai personaggi di quel mito.

L’ho trovata in una cartella che conteneva qualche ritaglio di giornale. Uno, di quei giorni, intitolato «I “nostri” tre» parlava dei tre giornalisti, Luigi Cavallero, Renato Casalbore e Renato Tosatti. Accanto una foto: il corteo funebre, e subito dietro le bare ho riconosciuto mio fratello, un ragazzino con i capelli lisci e gli occhi bassi, pieni di una tristezza immensa. Quella foto la conoscevo: e per caso – o per premonizione – Giorgio me l’aveva ricordata nei mesi che hanno preceduto l’operazione al cuore, e la sua fine.

La cartolina, invece, non l’avevo mai vista. È racchiusa in una cornice dorata, a doppio vetro; ma dubito che sia mai stata appesa. Certamente, non da quando ho avuto la capacità di osservare e ricordare. Ho esitato prima di decidere di pubblicarla; in casa abbiamo sempre circondato di molto pudore quella tragedia; anche quando ne parlavamo fra di noi, quasi per paura di risvegliare un dolore sopito, non spento. Infine ho deciso per il sì; un contributo alla memoria di quei grandi campioni, di quelle vittime tutte e di Renato e Giorgio, due protagonisti di valore del giornalismo del nostro Paese.

9 commenti su “4 Maggio 1949, Superga, il Grande Torino, Mio Padre. Una Cartolina, un Ricordo.”

  1. Davide Scarano

    Un caro saluto ed un ringraziamento per averci regalato un ricordo che non tocca solo Lei, ma anche, a vario titolo, molti dei visitatori di questo sito.

    1. Agostino Nobile

      Carissimo Marco, grazie per aver condiviso questo commovente ricordo. Non mancherà nelle mie preghiere. Ti abbraccio.

  2. Caro Dottor Tosatti, grazie infinite per aver condiviso con noi questo momento intimo riguardante la sua famiglia. In tutti questi anni, leggendola ogni giorno, l’affetto e la stima per Lei sono andati sempre crescendo. Un sicuro ricordo nella preghiera per Lei e i suoi familiari. Con tanto affetto.

  3. stilumcuriale emerito

    Caro Tosatti, quel giorno io avevo 19 anni e, come lei sa, non l’ho mai dimenticato. Per tutti noi, anche a chi, come me. non è particolarmente interessato al Calcio, fu una dolorosa notizia e lei fu il bambino più noto e amato in Italia. Grazie per questo post che ci fa sentire tutti un po’ suoi familiari.

  4. Caro Dott. Tosatti, conosco bene il tragico fatto e come non commuoversi di fronte alla sua commozione…
    Succede che tanto più si diventa vecchi, tanto più il cuore batte di più al pensiero di certi ricordi familiari, specialmente quelli più pesanti e dolorosi impossibili da dimenticare.
    Le assicuro le mie poverissime preghiere.

  5. Ci sono stato lo scorso anno, assieme a mia moglie e mia figlia, a Superga, dove non ero mai salito in sette anni della mia permanenza a Torino, dove ho studiato proprio quelle tecniche che consentono a quei trabiccoli di volare e sempre più di spargere morte e distruzione, adesso in modo “intelligente”… Ormai è un luogo senza tempo nel quale la basilica di Juvarra con la sua meravigliosa cupola sembra resistere imponente all’avanzare di un mondo che non riconosce più il sublime e neanche la dignità della tragedia. Poi abbiamo percorso quella strada laterale che porta al muraglione dove ho letto il nome di suo padre sulla lapide.
    Claudio Gazzzoli

  6. Oggi il rosario del mese di maggio lo dico anche per tuo padre, per Giorgio, per te e per i tuoi cari.
    Con stima immutata e affetto crescente,
    Adriano

  7. Maria Cristina Ruffoli

    Un intenso abbraccio e grazie per aver condiviso questo ricordo, dove il dolore si stempera nella dolcezza della memoria.

I commenti sono chiusi.

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