Marco Tosatti
Carissimi StilumCuriali, portiamo alla vostra attenzione questo post pubblicato su Facebook da Annarosa Rossetto, a cui va il nostro grazie. Buona lettura e diffusione.
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EUCARISTIA AI CANI.
(Ma la cosa non sarebbe poi tanto grave)
“La diocesi di Coira ha annunciato in una dichiarazione del 17 aprile di aver completato un’indagine su un incidente avvenuto su una benedizione degli animali tenuti lo scorso 4 ottobre, alla Good Shepherd Parish di Zurigo.
“A causa di una cattiva previsione del tempo, la benedizione è stata spostata all’interno e combinata con una celebrazione eucaristica. Durante questa celebrazione eucaristica, tre persone hanno condiviso porzioni dei loro ospiti con i loro cani”, ha detto la diocesi.
Il vescovo diocesano Joseph Bonnemain ha saputo dell’incidente e ha iniziato un’indagine.
“I risultati hanno mostrato chiaramente che i tre individui non hanno agito con intento sacrilego. Di conseguenza, questi individui non possono essere accusati di sacrilegio, poiché mancavano di questo intento sacrilego. Pertanto, non hanno incorso nella scomunica riservata alla Sede Apostolica come punizione per le loro azioni”, ha detto la diocesi.
La legge canonica afferma che “Chi butta via le specie consacrate o, per uno scopo sacrilego, le porta via o le tiene, incorre in una scomunica latae sententiae riservata alla Sede Apostolica”.
In questione, secondo la dichiarazione diocesana, è se una persona possa commettere sacrilegio contro l’Eucaristia senza l’intenzione di farlo.
Secondo il commento canonico della Canon Law Society of America: “Il canone prevede tre possibili situazioni criminali: buttare via irrispettosamente le specie sacre (di solito ospi consacrati) o spargerle in un luogo inappropriato, portarle intenzionalmente dal tabernacolo per scopi sacrilegi (ad esempio rituale satanico), o tenerle per tali scopi osceni anche se sono state ottenute legittimamente (ad esempio in un’Eucaristia)”.
Il vescovo di Coira ha concluso che un crimine, o crimine canonico, non avrebbe potuto aver luogo senza l’intento sacrilegio da parte dei cattolici coinvolti.
Il diritto canonico stabilisce che i cattolici che infrangono una legge non possono essere puniti se sono “senza colpa, ignoranti di violazione della legge o del precetto.”
La diocesi ha definito l’incidente “profondamente deplorevole” e ha detto che il vescovo ha organizzato un ritiro con l’intero gruppo parrocchiale per approfondire l’esortazione apostolica di Papa Francesco sull’Eucaristia, Desiderio desideravi.
Secondo il sito web locale SwissCath, un rosario di riparazione è stato tenuto il 3 gennaio nella stessa chiesa in cui si è verificato l’incidente. Il rosario della riparazione è stato avviato da laici locali e ha attirato circa 40 partecipanti”.
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7 commenti su “Coira, Eucarestia a Tre Cani. Ma il Fatto non Sarebbe poi così Grave…Niente Scomunica ai padroni.”
La materia è ben disciplinata dalla nostra Dottrina e dal vigente Codex.
Evito articoli e nome procedurali derivanti dall’ultima Riforma.
Il caso in questione é di una gravitá assoluta tale da comportare, senza alcuna decisione esterna e senza alcun dubbio, una Scomunica Latae Sententiae, che puó essere rimessa dal solo papa (il prossimo canonicamente eletto, visto che Benedetto si é trasferito in paradiso e Prevost è un impostore).
Ma andiamo per ordine: la materia era già trattata dal codex del 1917 e la procedura di accertamento dei fatti era a capo del vescovo locale che cercava di valutare se l’atto fosse delittuoso, cioè frutto di un dolo a scopo sacrilego oppure se fosse dovuto all’ignoranza dell’esecutore, che manteneva comunque in sè una grave responsabilità morale nel suo gesto. La scomunica anche allora era automatica ed essendo un “peccato riservato”, ogni decisione rimaneva ed ancora é di competenza del papa. Il codice del 1983, nato dal Conc. V II ha una migliore difesa e una più profonda concezione del SS Sacramento: le cose sono cambiate. Non si tratta solo di punire i colpevoli, ma di riparare l’offesa al Cristo, spesso avente connotati pubblici e mediatici.
Il caso di sacrilegio, o solo di oltraggio, si trasforma così non solo nella immediata sanzione per il colpevole ma in una azione di giustizia verso la Chiesa intera offesa. Inoltre la norma vuole che si debba verificare, anche nel caso di ignoranza dei fedeli, se esista la omissione di atti d’ufficio e ancor prima la verifica che siano state attuate predisposizioni e procedure di salvaguardia nella celebrazione “canina” da parte del parroco a difesa del SS.Sacramento …e anche da parte del Vescovo, per i quali e contro i quali va aperto un procedimento amministrativo, un vero procedimento extragiudiziale contro di loro, per verificare se hanno violato o meno l’alta vigilanza loro assegnata e da loro dovuta.
Poichè i tre parrocchiani HANNO COLPA,e se non sono completamente imbecilli (ma quasi) sono dunque indubbi: materia grave, il loro deliberato consenso e piena avvertenza, quindi certa è anche la gravità del loro peccato, tale da meritare senza alcun dubbio la scomunica). Che il peccato sia mortale è indubbio ma quanto sia profonda questa gravità può deciderlo solo il (vero) Pontefice, soprattutto nella valutazione del pentimento (se ci sarà) nel caso decida di togliere la scomunica. Poi sono previsti atti di riparazione e preghiera. Va precisato che la confessione dei rei va fatta solo dal papa o da un suo delegato.
É chiaro: gli innocenti sono solo i cani, meno indegni dei loro padroni e del parroco, un prete privo di ogni grazia, vero cane pastore di pecore ignoranti, che ha visto compiersi l’oltraggio in ben tre differenti momenti e quindi poteva e doveva intervenire subito nel momento della frazione della prima particola. Il vescovo -altro esempio luminoso di capacitá e amore per Dio- anche lui, è gravemente colpevole, degno di essere redarguito o destituito, perchè complice di fatto assieme al parroco e magari rimandato a studiare al seminario, poiché doveva sapere che non ha alcuna autorità decisionale e che la materia andava, anzi va, demandata alla Santa Sede e avocando a se l’inchiesta soprattutto ha sminuito la gravitá dell’oltraggio certamente avvenuto.
Insomma se la cavano solo i cani. Delle bestie ci si può fidare ma, come tutti possono vedere, degli uomini bergogliferin prevostiani, certamente no!
Stavo per chiudere il commento ma voglio far notare che ciò che sempre più succede negli ultimi tempi (e anche ciò che appare su questo Blog, fra commenti e articoli) spesso è all’emblema della ignoranza piú profonda e delle chiacchiere. Abbiamo un papa e, con quello che combina, NESSUNO verifica come puó essere stato canonicamente eletto! Nessuno! E vale per chi si dice in piena coscienza e in buona fede ma poi lo chiama Leone, sua santitá, lo chiama papa e ci va a Messa! In base a quale motivo? Siete in piena coscienza e buona fede? Non dovete rispondere a me: io, ogni fine sera (se non crollo di stanchezza) me lo faccio il mio esame di coscienza: non vado a messe scismatiche perchè lo dice la Dottrina.
Da ascoltare in italiano.
Il vescovo della diocesi di Coira in Svizzera ha deciso di rifiutare di applicare la scomunica per i tre parrocchiani che hanno dato l’eucaristia ai loro cani, perché secondo lui questi parrocchiani non avevano la coscienza che l’Eucaristia é il Corpo e il Sangue di Cristo-Dio.
https://youtu.be/ku6YA9X1ivI?is=RGbC66WnDurToU3G
Questi sono i vescovi e i parrocchiani della falsa chiesa massonica di Bergoglio e Prevost.
Ma cosa aspettano i pochi cardinali di S. Romana Chiesa rimasti a riconoscere UFFICIALMENTE Benedetto XVI ultimo LEGITTIMO Romano Pontefice che mai ha abdicato invalidando le elezioni di Bergoglio e del suo successore Prevost?
Ma nessuno si rende conto che dopo più di tre anni siamo ancora senza il legittimo successore di Pietro BXVI?
L’unico che può decretare il giusto giudizio contro la massoneria ecclesiastica al potere da 13 anni?
Dunque, quegli individui non hanno agito con intento sacrilego. Può darsi, ma suvvia, da dove vengono costoro e dove vivono? Possiedono un minimo senso del sacro? E sanno cosa sia l’Eucaristia? Se portano i cani a benedire, sapranno cosa sia una benedizione. E se si imbattono (non si capisce come) con una celebrazione eucaristica, vanno a prendere la Particola solo perché vedono farlo dagli altri? Ma di che stiamo parlando? Fra l’ altro, neanche mi suona normale che si benedicano i cani durante la messa. Ma chiedo venia perché forse saranno puntigliosità della vecchiaia, però ancora mi ricordo di quando i cani, anziché spruzzarli con l’ acqua santa, al solo vederli approssimarsi in chiesa, si scacciavano via.
Che dire? Miserere Mei ha già illustrato il tema con efficacia e chiarezza, però osservo che: “è come se ogni giorno fosse il penultimo nella discesa verso il peggio”. Lascia sbigottiti questa volontà ed insieme questa certezza autoassolutoria. Come può un qualsiasi battezzato, ammesso al Sacramento della Comunione, non sapere che quella particola contiene “il Corpo di Cristo”?
Non è per tornare ancora sulla questione della comunione nella mano…
Ma se non si consegnasse il Santo Sacramento con così tanta distrazione nelle mani di chiunque, forse certe cose non accadrebbero.
Come se ci fosse ancora il chierichetto con il piattino, difficilmente cadrebbero al suolo le Ostie consacrate.
Se chi riceve il Santissimo Sacramento si avvicinasse con consapevolezza, non commetterebbe certe leggerezze.
La “piena avvertenza” viene da lontano. Come il completo sbando.
Concordo
1-Materia grave
2-Piena avvertenza
3-Deliberato consenso
Ai proprietari dei cani manca la 2.
Come fanno a frequentare la parrocchia e mancare della 2?
Forse come nella diocesi in cui un presunto miracolo eucaristico, sotto indagine canonica, è finito nei rifiuti speciali?
https://www.ravennaedintorni.it/societa/2026/03/23/lo-strano-caso-dellostia-insanguinata-di-savarna/
Già, perchè prima che nei proprietari dei cani sta diventando preoccupante la crisi di “piena avvertenza” nei pastori del gregge.
Se le sacre specie sono solo un simbolo, che problema c’è?
Forse che siamo protestanti, ma ci diciamo cattolici?
I commenti sono chiusi.