Il Fronte Interno di Trump, le Difficoltà per la Fed. Rischia alle Elezioni di Midterm. Matteo Castagna.

Marco Tosatti

Cari amici e nemici di Stilum Curiae, Matteo castagna, che ringraziamo di cuore, offre alla vostra attenzione queste riflessioni su Donald Trump, e il fronte interno in vista delle elezioni di medio termine. Buona lettura e condivisione.

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di Matteo Castagna

il 23 aprile The Washington Post ha scritto un interessante articolo, ripreso dall’economista italiano Giuseppe Liturri, secondo cui Kevin Warsh, nominato da Donald Trump per guidare la Federal Reserve, ha promesso indipendenza alla banca centrale e ha mostrato serietà durante l’audizione di conferma al Senato, dichiarando sotto giuramento di non aver mai promesso tagli ai tassi e di non voler pregiudicare le decisioni sui tassi, ribadendo l’impegno a tenere la politica fuori dalla Fed e a ridurre le comunicazioni pubbliche per evitare confusione sui mercati.

L’unico vero ostacolo alla sua conferma resta l’indagine penale infondata avviata dal Dipartimento di Giustizia di Trump contro l’attuale presidente Jerome Powell: una volta archiviata, Warsh potrà assumere rapidamente l’incarico e dimostrare di voler riformare l’istituzione con umiltà, allontanandosi dalle distrazioni su green energy e politiche di diversity, equity and inclusion che hanno in parte deviato la Fed negli ultimi anni.

Warsh ha descritto l’intelligenza artificiale come una forza disinflazionistica, stimando che gli investimenti nei data center daranno una modesta spinta alla crescita ma che l’impatto complessivo dell’AI sull’economia potrebbe essere molto maggiore, pur sottolineando che la Fed dovrà svolgere ancora un lavoro considerevole prima di poter valutare i guadagni di produttività e le loro implicazioni per la politica dei tassi, un approccio cauto e ottimista che porta una dose salutare di umiltà all’istituzione.

Egli vuole l’indipendenza della FED. Ma Trump cosa pensa?
«Ha testimoniato sotto giuramento che non ha mai fatto alcuna promessa a Trump di votare per tassi di interesse più bassi e ha detto di non essere uno che pre-decide dove dovrebbero stare i tassi.»
«Ha parlato con convinzione di restare fuori dalla politica e di ignorare le pressioni da parte di funzionari eletti. […] “Proviamo a tenere la politica, se sarò confermato, fuori dalla Federal Reserve”.»

Perciò c’è la necessità di archiviare l’indagine su Powell. «Il più grande ostacolo affinché Warsh ottenga il lavoro è il rifiuto del presidente Donald Trump di abbandonare l’indagine penale infondata del Dipartimento di Giustizia dell’uscente presidente della Fed Jerome H. Powell. Prima lo fa, prima Warsh potrà procedere.» «L’anno scorso Warsh ha descritto l’intelligenza artificiale come una “forza disinflazionistica”. Martedì ha stimato che gli investimenti di capitale nei data center aumenteranno la crescita di “qualche decimo di punto percentuale” ma ha previsto che l’impatto dell’AI sull’economia più ampia potrebbe essere “notevolmente più grande”.»

«Ha detto che la Fed deve ancora fare un “lavoro considerevole” prima di poter valutare i guadagni di produttività e cosa significhino per la fissazione dei tassi. La sua prospettiva ridimensionata ma ottimistica è benvenuta. La Fed potrebbe beneficiare di una sana dose di umiltà.»

Quali fondi di private credit credono davvero nei propri bilanci? Su The Wall Street Journal, Jonathan Weil scrive che molti fondi di private credit quotati in borsa sostengono che i loro asset valgano più di quanto il mercato sia disposto a pagare, ma il vero test di questa convinzione arriverà con i report del primo trimestre: i buyback aggressivi delle proprie azioni diventeranno il principale indicatore della fiducia della dirigenza nelle valutazioni ufficiali, soprattutto per i fondi che scambiano con forti sconti rispetto al NAV.

Mentre i fondi non quotati affrontano richieste di riscatto e limiti alle uscite, i BDC quotati offrono liquidità di mercato e devono valutare gli asset al fair value trimestrale; quando trattano a forti sconti sul NAV, l’assenza di riacquisti di azioni è un segnale d’allarme che suggerisce valutazioni gonfiate, perché se la direzione non crede abbastanza nel proprio bilancio da comprare le azioni a sconto, difficilmente dovrebbero farlo gli investitori esterni.

Alcuni gestori come Blue Owl e Blackstone hanno annunciato nuovi programmi di buyback da centinaia di milioni, mentre fondi come FS KKR, che scambia al 53% del NAV senza un programma attivo di riacquisti e chiede di poter emettere azioni sotto NAV, rischiano di trovarsi vicini al limite regolatorio del 150% di asset coverage, rendendo i buyback non solo un segnale di fiducia ma anche uno strumento per evitare tagli alle distribuzioni o vendite forzate di asset.

«Per i fondi quotati in borsa, i riacquisti di azioni diventeranno una metrica cruciale per valutare la convinzione della dirigenza nelle proprie valutazioni». «Se il fondo scambia a un forte sconto e non riacquista le proprie azioni, questo dovrebbe essere visto come un segnale d’allarme che suggerisce fortemente che il NAV è sopravvalutato. Se il fondo non vuole comprare le proprie azioni a forte sconto, probabilmente non dovrebbero farlo nemmeno gli investitori.»

Esiste un forte rischio regolatorio per i fondi con forti sconti. «Se il fondo svalutasse i suoi asset per allinearsi ai valori impliciti nel prezzo delle azioni, probabilmente scenderebbe sotto il pavimento del 150%, il che potrebbe innescare un blocco delle distribuzioni agli azionisti e costringere il fondo a vendere asset e rimborsare debiti». Questo articolo di economia interna agli Stati Uniti dispone di contenuti che mettono in allarme gli investitori.

Perciò, non si pensi che le problematiche del Presidente eletto siano solamente le guerre nel mondo. C’è un’effettiva preoccupazione da parte del ceto produttivo americano che non ha precedenti. E’ opinione di chi scrive che, oltre a chiudere in fretta con il Medio Oriente, Donald Trump dovrebbe tornare completamente all’ “America First”, altrimenti tra coloro che ne chiedono perizie per sincerarsi della sua stabilità mentale e le notevoli sconfitte elettorali in quasi tutti gli Stati dell’Unione in cui si è recentemente votato, potrebbero esserci dei fardelli che lo condannerebbero a novembre ai minimi storici del midterm.

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