Leone XIV. La Benedizione alle Coppie Irregolari un Pericolo per l’Unità della Chiesa.

Marco Tosatti

 

Cari amici e nemici di Stilum Curiae, offriamo alla vostra attenzione il testo integrale della Conferenza Stampa di Leone XIV sull’aereo che lo riportava a Roma di ritorno dall’Africa, e ringraziamo EWTN per la cortesia. Ci sembra interessante in particolare la risposta sulla benedizione alle coppie dello stesso sesso, o comunque in posizione irregolare, perché ci sembra implicita una presa di distanza sia da Amoris Laetitia ( sacramenti ai divorziati risposati) che da Fiducia Supplicans (benedizione alle coppie dello stesso sesso). E il richiamo ai pericoli per l’unità della Chiesa se i vescovi tedeschi proseguono su questa strada non mi pare senza significato. È un modo delicato per mettere sul tavolo il problema di uno scisma di fatto. Buona lettura e condivisione.

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Per ascoltare e vedere la conferenza stampa cliccate sul collegamento.

 

Conferenza stampa completa di Papa Leone sul volo di ritorno dall’Africa

Papa Leone XIV mentre risponde alle domande dei giornalisti sul volo papale di ritorno da Malabo verso Roma. Credit: Patrick Leonard / EWTN News
Papa Leone XIV mentre risponde alle domande dei giornalisti sul volo papale di ritorno da Malabo verso Roma. Credit: Patrick Leonard / EWTN News

La conferenza stampa a bordo del volo che lo riporta in Vaticano dopo 10 giorni in Africa.

Introduzione del Santo Padre

«Buongiorno a tutti, spero stiate bene e siate pronti per un altro viaggio, con le batterie cariche.

Quando faccio un viaggio – parlo per me stesso, oggi come Papa, vescovo di Roma – soprattutto un viaggio apostolico, pastorale, lo faccio per incontrare, accompagnare, conoscere il Popolo di Dio.

Molte volte l’interesse è piuttosto politico: che cosa dice il Papa su questo tema o su quell’altro, perché non giudica un governo di un Paese o di un altro… Certamente ci sono molte cose da dire, e ho parlato anche di ingiustizia, ma quella non è la prima parola.

Il viaggio va interpretato soprattutto come un’espressione del desiderio di annunciare il Vangelo, proclamare il messaggio di Gesù Cristo. È un modo per avvicinarsi al popolo nella sua felicità, nella profondità della sua fede, ma anche nella sua sofferenza.

È chiaro che molte volte è necessario fare dei commenti o cercare di incoraggiare lo stesso popolo ad assumersi la responsabilità della propria vita. È importante anche parlare con i Capi di Stato, per incoraggiare un cambiamento di mentalità, una maggiore apertura, per pensare al bene del popolo e affrontare questioni come la distribuzione dei beni di un Paese.

Nei colloqui che abbiamo avuto abbiamo fatto un po’ di tutto, ma soprattutto abbiamo potuto vedere e incontrare il popolo, con questo entusiasmo. Sono molto contento di tutto il viaggio: vivere, accompagnare e camminare con il popolo della Guinea Equatoriale è stata veramente una benedizione.

Con l’acqua, loro erano contenti delle piogge degli ultimi giorni, ma soprattutto di questo segno di condividere con la Chiesa universale ciò che celebriamo nella nostra fede.»

Iran, guerra e ipotesi di cambio di regime

 

Domanda in italiano:
«Grazie per questo viaggio. I negoziati per fermare il conflitto in Iran sono nel caos, con pesanti effetti anche sull’economia. Lei auspica un cambio di regime? Quale appello rivolge a Iran, Israele e USA per uscire dallo stallo? La NATO e l’Europa dovrebbero essere maggiormente coinvolte?»

Risposta del Santo Padre:

«Vorrei cominciare dicendo che bisogna promuovere un nuovo atteggiamento, una cultura della pace. Tante volte, quando valutiamo certe situazioni, la risposta immediata è: bisogna intervenire con la violenza, con la guerra, attaccando, e abbiamo visto che tanti innocenti sono morti.

Ho appena visto una lettera – che forse avete visto anche voi – delle famiglie dei bambini morti nel primo giorno degli attacchi: hanno perso i loro figli…

Cambio di regime sì o no, la vera questione è come promuovere i valori in cui crediamo senza la morte di tanti innocenti. La questione iraniana è molto complessa. Nelle trattative che si stanno tentando, un giorno l’Iran dice sì, un giorno gli USA dicono no e viceversa: c’è una situazione caotica e critica per l’economia mondiale, e allo stesso tempo c’è un’intera popolazione in Iran, persone innocenti che stanno soffrendo per questa guerra.

Cambio di regime sì o no, non è nemmeno chiaro quale sia il regime in questo momento, dopo i primi giorni di attacchi di Israele e degli USA contro l’Iran.

Piuttosto, vorrei incoraggiare la continuazione del dialogo per la pace: che le parti coinvolte continuino gli sforzi per promuovere la pace, per allontanare la minaccia della guerra e perché sia rispettato il diritto internazionale. Ed è molto importante che gli innocenti siano protetti, cosa che non è avvenuta in diversi luoghi.

Porto con me la foto di un bambino musulmano che, durante la visita in Libano, stava lì ad aspettarmi con un cartello “Benvenuto, Papa Leone”. Nella prima fase della guerra è stato ucciso. Sono tante le situazioni umane come questa, e penso che dobbiamo avere la capacità di riflettere.

Come Chiesa, lo ripeto, e come pastore non posso essere a favore della guerra. Vorrei incoraggiare tutti a fare sforzi per cercare risposte che vengano da una cultura di pace e non di odio.»

Migrazioni, Nord globale e Sud globale

 

Domanda (in spagnolo) sul tema delle migrazioni. Risposta del Santo Padre:

«È evidente che il tema delle migrazioni è molto complesso e riguarda molti Paesi, non solo la Spagna, non solo l’Europa, ma anche gli Stati Uniti: è un fenomeno globale.

E la mia risposta comincia con una domanda: che cosa fa il Nord globale per sostenere il Sud globale, quei Paesi in cui i giovani di oggi non trovano futuro e vivono quel sogno che tutti hanno di andare verso il Nord, ma a volte il Nord non ha risposte da dare?

Molti soffrono a causa della tratta di persone, dello sfruttamento legato proprio ai flussi migratori.

Io personalmente credo che uno Stato abbia il diritto di stabilire regole alle proprie frontiere; non mi piace che tutti entrino senza ordine, a volte creando situazioni più ingiuste di quelle che hanno lasciato. Ma, detto questo, domando: che cosa facciamo, come Paesi più ricchi, per cambiare la situazione in quelli più poveri?

E perché non possiamo guardare – con l’aiuto degli Stati ma anche con gli investimenti di grandi e ricche imprese multinazionali – a un cambiamento reale delle condizioni in Paesi come quelli che abbiamo visitato in questo viaggio? Per molte persone, l’Africa è un luogo dove andare a prendere minerali, a prendere le ricchezze, per arricchire altri Paesi.

Io credo che, a livello mondiale, dobbiamo lavorare per promuovere maggior uguaglianza e sviluppo, così che non sia più necessario emigrare verso la Spagna o altri Paesi.

Un altro punto che voglio sottolineare è che i migranti sono esseri umani e dobbiamo trattarli in modo umano, non peggio degli animali domestici. È un problema serio quando un Paese dice di non poter accogliere più nessuno, e tutto questo; ma, quando le persone arrivano, sono persone, e meritano il rispetto che ogni essere umano merita per la sua dignità.

Ho anche il desiderio di visitare vari Paesi dell’America Latina, ma per ora nulla è confermato: siamo in attesa.»

Rapporti con leader autoritari e accusa di “pope‑washing”

 

Domanda (Arthur, giornalista francese, in inglese):
«Santo Padre, grazie a nome di tutti i miei colleghi francesi per questo viaggio straordinario. Durante questo viaggio ha incontrato alcuni dei leader più autoritari del mondo. Come può evitare che la sua presenza dia autorità morale a questi regimi? Non teme una sorta di “pope‑washing”?»

Risposta del Papa:

«Grazie per la domanda. Certamente, la presenza di un Papa accanto a qualsiasi capo di Stato può essere interpretata in modi diversi. Può essere interpretata – ed è stata interpretata da alcuni – come se il Papa o la Chiesa stessero dicendo: “Va bene che vivano e governino così”. Altri possono interpretarla diversamente.

Vorrei tornare a qualcosa che ho detto nelle mie osservazioni iniziali: è importante capire lo scopo primario dei viaggi che compio, che il Papa compie, cioè visitare i popoli. E c’è anche il grande valore del fatto che la Santa Sede continui, a volte con grande sacrificio, a mantenere relazioni diplomatiche con Paesi di tutto il mondo.

Talvolta abbiamo relazioni diplomatiche con Paesi che hanno leader autoritari. Questo ci dà l’opportunità di parlare con loro a livello diplomatico, in modo formale. Non sempre facciamo grandi proclami, criticando, giudicando o condannando. Ma c’è moltissimo lavoro che si svolge dietro le quinte per promuovere la giustizia, per sostenere cause umanitarie, per cercare – quando è possibile – situazioni in cui ci sono prigionieri politici e trovare vie per la loro liberazione, situazioni di fame, di malattia, e così via.

La Santa Sede, mantenendo, per così dire, una certa neutralità e cercando modi per continuare relazioni diplomatiche positive con così tanti Paesi diversi, in realtà sta cercando di applicare il Vangelo a situazioni concrete, affinché la vita delle persone possa essere migliorata.

Le persone interpreteranno il resto come vorranno, ma penso che per noi sia importante cercare il modo migliore per aiutare il popolo di ogni Paese.»

Benedizioni di coppie omosessuali e unità della Chiesa

 

Domanda (Verena Schalter, German Radio, in inglese):
«Santo Padre, congratulazioni per il suo primo viaggio papale nel Sud globale. Abbiamo visto molto entusiasmo, persino euforia. Immagino che sia stato molto commovente anche per lei. Vorrei sapere come valuta la decisione del cardinale Reinhard Marx, arcivescovo di Monaco e Frisinga, che ha permesso nella sua diocesi la benedizione di coppie dello stesso sesso. E, alla luce delle diverse prospettive culturali e teologiche, soprattutto in Africa, come intende preservare l’unità della Chiesa universale su questo tema?»

Risposta del Papa:

«Prima di tutto, credo sia molto importante capire che l’unità o la divisione della Chiesa non dovrebbe ruotare intorno alle questioni sessuali. Tendiamo a pensare che, quando la Chiesa parla di morale, l’unico tema sia quello sessuale; in realtà, credo che esistano questioni molto più grandi e importanti, come la giustizia, l’uguaglianza, la libertà degli uomini e delle donne, la libertà religiosa: tutte cose che, a mio avviso, hanno la priorità rispetto a questo tema particolare.

La Santa Sede ha già parlato con i vescovi tedeschi. Ha chiarito che non siamo d’accordo con la formalizzazione delle benedizioni di coppie – in questo caso coppie omosessuali, come lei ha chiesto – o di coppie in situazioni irregolari, oltre quanto fu specificamente permesso da Papa Francesco quando disse che “tutte le persone possono ricevere benedizioni”.

Quando un sacerdote dà la benedizione alla fine della Messa, quando il Papa benedice alla fine di una grande celebrazione, come quella che abbiamo avuto oggi, sono benedette tutte le persone. La famosa espressione di Francesco, “tutti, tutti, tutti”, è l’espressione della fede della Chiesa: tutti sono accolti, tutti sono invitati. Tutti sono invitati a seguire Gesù e a cercare la conversione nella propria vita.

Se oggi andiamo oltre questo, penso che l’argomento rischi di creare più disunità che unità. Dobbiamo cercare modi per costruire la nostra unità su Gesù Cristo e su ciò che Gesù Cristo insegna. È così che risponderei alla sua domanda.»

Esecuzioni in Iran e condanna della pena di morte

 

Domanda (Anneliese Taggart, Newsmax, in inglese):
«Santo Padre, grazie. In questo viaggio lei ha parlato di come le persone abbiano fame e sete di giustizia. È stato appena riferito che l’Iran ha giustiziato un altro membro dell’opposizione, e si dice che il regime abbia anche impiccato pubblicamente molte altre persone e ucciso migliaia dei suoi cittadini. Lei condanna queste azioni? Ha un messaggio per il regime iraniano?»

Risposta del Papa:

«Condanno tutte le azioni che sono ingiuste. Condanno il fatto di togliere la vita alle persone. Condanno la pena di morte.

Credo che la vita umana debba essere rispettata e che la vita di tutte le persone, dal concepimento fino alla morte naturale, debba essere rispettata e protetta.

Quando un regime, quando un Paese, prende decisioni che tolgono ingiustamente la vita ad altre persone, è evidente che questo va condannato.»

15 commenti su “Leone XIV. La Benedizione alle Coppie Irregolari un Pericolo per l’Unità della Chiesa.”

  1. Simone Torreggiani

    Purtroppo non mi pare che vi sia una discontinuità sostanziale tra le posizioni di ‘Papa’ Prevost e quelle di ‘Papa’ Bergoglio; la differenza principale sta nello stile, ossia nel fatto che Prevost privilegia un approccio più graduale, ponderato e ‘politicamente corretto’ rispetto alla ‘esuberanza’ di Bergoglio.
    La benedizione formale delle coppie omosessuali risulta, ad oggi, troppo controversa e divisiva tra i cattolici?
    OK, evitiamo di fare questo passo avanti (sempre in nome di un’unione cerchiobottista, limitandoci quindi a benedizioni ‘solo’ informali/pastorali delle unioni peccaminose…), ma la linea generale di tollerare sempre di più il peccato per ‘non offendere la sensibilità’ del peccatore (ossia per evitargli il salvifico ‘dolore della conversione’) rimane sostanzialmente immutata… in attesa di poter ‘far breccia’ nella morale cattolica un domani con un consenso sufficientemente ampio, in ossequio alla pseudo-democrazia introdotta dai ‘sinodali con Bergoglio’.
    In questa distorta prospettiva l’iniziativa del ‘pioniere’ (il Card. Marx) risulta ‘ammirevole’ ma ancora troppo ‘scandalosa’ per risultare al momento universalmente praticabile; dunque occorre ‘tirare le orecchie’ pubblicamente al pioniere per conservare un ampio ‘bacino di utenza’, ma al contempo lavorare assieme dietro le quinte per arrivare a sdoganare quanto prima la sua linea, tarata sui nuovi ‘valori europei’…

    Aggiungo anche una riflessione: chi da un pulpito sostenesse la moralità di una ‘vaccinazione’ finalizzata in realtà alla riduzione della popolazione condannerebbe (di fatto) a morte molte innocenti vittime…
    Dunque da un lato la pena di morte ‘formale’ è condannata, dall’altro quella ‘informale’ è (di fatto) promossa e praticata.

    Da 14 anni la Chiesa edificata su Pietro non è governata dal suo legittimo successore:

    https://sfero.me/article/-scherzo-prete-benedetto-xvi-nome

    Nel contesto di questa usurpazione ci si arrampica sugli specchi per salvare le apparenze, ma il magistero degli ultimi anni risulta infarcito di contaminazioni moderniste indegne della Tradizione cattolica.
    Invito quindi ‘tutti tutti tutti’ a fare un onesto e doloroso esame di coscienza — necessario per convertirsi davvero — nell’attesa che al successore di Papa Benedetto XVI sia finalmente riconosciuto quel ‘ministerium’ che gli spetta e nella speranza che il ripristino della legalità prossimo venturo sarà accolto con gioia, sollievo e gratitudine da molti convertiti.

    Una ‘correzione delle coscienze’ (Avvertimento) per ‘tutti’ è stata annunciata da diverse profezie mariane:

    https://sfero.me/article/apocalisse-punto-siamo-cosa-sta-accadere-1749645515994

    Oramai non manca molto, ma sarebbe preferibile iniziare questo processo fin da ora, per non rischiare di farsi cogliere impreparati e sprecare così il ‘dono dal Cielo’ — con tutte le tragiche conseguenze del caso…

  2. Leone: “Tendiamo a pensare che, quando la Chiesa parla di morale, l’unico tema sia quello sessuale; in realtà, credo che esistano questioni molto più grandi e importanti, come la giustizia, l’uguaglianza, la libertà degli uomini e delle donne, la libertà religiosa: tutte cose che, a mio avviso, hanno la priorità rispetto a questo tema particolare.”

    Qui Leone fa i primi errori: la morale sessuale sarebbe una questione “particolare”, cioè individuale, dunque altri temi più generali (non necessariamente ‘cristiani’ ma di morale ‘umana’ e civile) avrebbero la priorità.
    Errori: contrapposizione tra morale individuale e morale pubblica; la morale sessuale riguarda il peccato; il peccato individuale ha sempre un riflesso sullo ‘stato di salute’ spirituale del genere umano, dunque tocca altri temi più generali.
    In breve: confondere piani diversi, con una scala di valori metafisicamente fasulla, e non chiamare le cose con il loro nome esatto (paura di usare quella orrenda parolina ormai fuori moda, il ‘peccato’).

    Leone: “La Santa Sede ha già parlato con i vescovi tedeschi. Ha chiarito che non siamo d’accordo con la formalizzazione delle benedizioni di coppie – in questo caso coppie omosessuali, come lei ha chiesto – o di coppie in situazioni irregolari…”

    Errore: “la Santa Sede ha già parlato… Ha chiarito… non siamo d’accordo…” Ha già parlato, ha chiarito, e i vescovi tedeschi continuano sulla loro strada eretica, non cattolica, e non vengono puniti a norma di Codice di Diritto Canonico? La Santa Sede esprime solo il suo “disaccordo”? Un po’ pochino, anzi una azione del tutto deficitaria, in quanto il Papa in prima persona dovrebbe essere il custode, il garante della Verità tutta intera che sola può garantire la vera unità della Chiesa, in quanto suo fondamento. Senza la quale, può esserci solo una pseudo anzi falsa unità, basata sul nulla.

    Leone: “La famosa espressione di Francesco, “tutti, tutti, tutti”, è l’espressione della fede della Chiesa: tutti sono accolti, tutti sono invitati. Tutti sono invitati a seguire Gesù e a cercare la conversione nella propria vita.
    Se oggi andiamo oltre questo, penso che l’argomento rischi di creare più disunità che unità.”

    Errori: “Tutti sono invitati…” No, ci vuole da parte della Chiesa la chiara e inequivocabile affermazione di cosa sia peccato e di cosa non lo sia, non generici inviti a seguire Gesù, a “cercare” di convertirsi (cosa ben diversa dal convertirsi vero e proprio, richiesto da Gesù quando disse per esempio all’adultera: “Va’, e non peccare MAI PIÙ”).
    Andare oltre questi generici (e inutili) appelli, parlando anche solo dell’ “argomento” peccato, rischierebbe di creare “più disunità che unità”. Dunque, aboliamo tali argomenti scomodi, mettiamoli sotto il tappeto o buttiamoli addirittura via nella spazzatura.

    Conclusione schizofrenica di Leone: “Dobbiamo cercare modi per costruire la nostra unità su Gesù Cristo e su ciò che Gesù Cristo insegna.”
    Errori: per l’unità, non sono da ricercare “modi” per costruirla… O c’è o non c’è, essendo essa una conseguenza della adesione alla Verità di Gesù Cristo, Verità tutta intera e non a spizzichi e bocconi.

    Conclusioni: Leone ha “dribblato” la domanda, infilando però nella sua risposta una serie di errori sostanziali, non trascurabili.

  3. Il peccato impuro contro natura è in abominio a Dio

    Spero mi venga pubblicata la risposta a d. P. Paolo:
    Don, per quale motivo lei continua a scandalizzare i fedeli con i suoi commenti pro antipapa Prevost e la sua chiesa massonica pro-lgbt, pro aborto, pro eutanasia, pro invasione islamica e che sta lavorando per sostituire la vera RELIGIONE DELL’UNICO DIO UNO E TRINO con una nuova religione massonica mondiale che abbraccia tutte le false religioni?

    Certo lei è davvero molto abile nell’impedire ai lettori DI rendersi che Prevost è l’antipapa RESPONSABILE DELL’ABOMIMIO DEL GAY PRIDE A ROMA FIN DENTRO LA BASILICA DI S. PIETRO, DELLA MESSA SACRILEGA PRO PECCATO IMPURO CONTRO NATURA e delle COMUNIONI SACRILEGHE agli omosessuali impenitenti‼️

    Lo stesso Mons. Francesco, vice pres. della Cei, durante l’omelia, ha ammesso che è stato PREVOST a dargli il permesso di celebrare sacrilegalmente L’EUCARISTIA nella chiesa del Gesù a Roma per i partecipanti al PELLEGRINAGGIO Giubilare programmato da  “LA TENDA DI GIONATA (❗) e altre associazioni” il 6 settembre 2025.

    Mons. Savino :
    “Lasciatemi aprire una piccola parentesi doverosa: Il 7 agosto ultimo scorso ho avuto UN’UDIENZA PERSONALE CON” “LEONE”; un incontro che mi ha portato a casa sereno, gioioso, carico di speranza, carico di bellezza. Sì perché
    🔴 quando ho condiviso con lui che venivo qui a celebrare L’EUCARISTIA, LUI (PREVOST) con una grande tenerezza  e con dolcezza, ha detto:
    🔴 «LEI VADA A CELEBRARE IL GIUBILEO ORGANIZZATO DALLA TENDA DI GIONATA e delle altre organizzazioni che si occupano di fratelli e sorelle», che siete voi.

    https://www.gionata.org/mons-savino-facciamo-camminare-la-speranza-in-tempi-oscuri/

    Ma, se è VERO che Cristo governa la Sua Chiesa attraverso il legittimo PIETRO da Lui stabilito in un valido Conclave, ne consegue che nessun sacerdote di Cristo può permettersi “BESTEMMIARE” pubblicamente, riconoscendo “papa” un antipapa pro-gay che, come BERGOGLIO, sottoscrive in Fiducia Supplicans LA BENEDIZIONE all’abominevole PECCATO IMPURO CONTRO NATURA , vale a dire il SECONDO PECCATO CHE GRIDA VENDETTA AL COSPETTO DI DIO‼️

  4. Don Pietro Paolo

    Considerazioni:

    1. Il Papa rimette l’ordine delle priorità, non nega la morale

    Quando Papa Leone XIV afferma che l’unità della Chiesa non ruota attorno alle “questioni sessuali”, non riduce affatto il peccato né banalizza la morale. Compie, piuttosto, un’operazione classica – direi evangelica: ricollocare tutto nel suo centro, che è Cristo.

    Il Vangelo non è un manuale monotematico.
    È annuncio di salvezza che abbraccia tutta la vita dell’uomo: giustizia, verità, libertà, conversione, santità.

    Ridurre il cristianesimo alla sola morale sessuale – anche con l’intenzione di difenderla – significa, paradossalmente, deformarlo.

    2. “Tutti, tutti, tutti” non è relativismo: è chiamata universale

    Il riferimento a Papa Francesco è chiarissimo, per chi voglia capirlo senza pregiudizi:
    tutti sono accolti, ma tutti sono chiamati alla conversione.

    Sostenere il contrario, come fa il signor Tobia, non è zelo per la verità: è semplicemente negare l’evidenza.

    Il Papa lo ha detto esplicitamente:

    “tutti sono invitati a seguire Gesù e a cercare la conversione nella propria vita”.

    Se questo non è invito alla conversione, allora si discute per partito preso.

    3. Benedizioni: chiarezza, non ambiguità

    Qui la risposta è persino più netta di quanto alcuni vorrebbero:

    * no alla formalizzazione delle benedizioni di coppie irregolari
    * sì alla benedizione delle persone, sempre e comunque

    È la distinzione classica tra persona e situazione.

    Parlare di “fumogena menzogna” o di confusione significa ignorare un principio elementare della teologia morale cattolica.

    4. Pena di morte e sviluppo della dottrina

    Alla signora Adriana sfugge un punto decisivo:
    la dottrina della Chiesa si sviluppa nella sua comprensione.

    Non è una smentita del passato, ma un approfondimento coerente del principio della dignità della vita umana.

    Confondere sviluppo con contraddizione è un errore grossolano.

    5. Dulcis in fundo: Nippo, aspirante revisore del Vangelo

    Definire “menzogna fumogena” il “tutti, tutti, tutti” significa una sola cosa:
    non aver capito il Vangelo prima ancora del Papa.

    Quel “tutti” non è un’invenzione moderna:
    è l’eco limpida delle parole di Cristo:

    “Venite a me, voi tutti…” (Mt 11,28)

    Se questo è un “programma”, allora sì:
    è quello di sempre della Chiesa.

    Conclusione

    Il problema non è il Papa.
    È chi pretende un Vangelo su misura: pochi dentro, molti fuori, misericordia ridotta a privilegio.

    Cristo ha detto “tutti”,
    non “i selezionati da Nippo & Co.”.

    E non è relativismo: è la condizione stessa della conversione.
    Perché chi non è chiamato, non cambia.

    Il resto è rumore: falso zelo che diventa ideologia, fede svuotata di Cristo, polemica travestita da dottrina.

    Il “programma”? Sì, c’è.
    Ed è lo stesso da duemila anni:

    aprire la porta a tutti, per condurli a Cristo — non chiuderla per sentirsi migliori.

    1. Mio caro Don,
      se lo sviluppo della dottrina deve fondarsi sulla sua comprensione…il gruppo di teologi cristiani che l’hanno costruita per poi demolirla deve essere il più tardo di comprendonio di tutti gli adepti di altre religioni, essendo giunto a ripudiare la pena di morte circa 2000 anni dopo la comparsa del suo Fondatore…che, a sua volta, pare abbia fatto una bella piroetta rispetto ai diktat di morte stabiliti dalla divinità ebraica (dichiarata da un Papa “santo-subito”, la sorella maggiore del Cristianesimo). Ma che bella famiglia di “parenti/serpenti”!

      1. Don Pietro Paolo

        Caro Tobia,

        “sofismi” è l’ultima risorsa di chi non ha argomenti.
        Se ne ha, li esponga. Altrimenti il suo intervento resta un suono — non una risposta.

        Adriana,

        tolta la vernice ironica, il suo ragionamento è questo:
        siccome la Chiesa comprende progressivamente, allora si contraddice.

        È un errore elementare.

        1. “Ha capito dopo 2000 anni”

        No: ha continuato a capire ciò che è dato in Gesù Cristo.
        Se il “dopo” fosse un problema, dovrebbe buttare via tutto ciò che nella storia è stato chiarito: Trinità, canone, dogmi.
        Le conviene?

        2. “Piroetta”

        Parola brillante, pensiero debole.

        Se la dignità umana è reale, le sue conseguenze emergono sempre più chiaramente.
        Non è una giravolta: è coerenza che si dispiega.

        3. Antico Testamento contro Cristo

        Qui lei non critica: taglia.

        Prende la storia della salvezza, elimina il compimento in Gesù Cristo, e poi accusa la Bibbia di incoerenza.
        È come strappare l’ultima pagina di un libro e lamentarsi che la storia non si capisce.

        4. “Parenti/serpenti”

        Se questo è il livello, la questione è chiusa:
        non è teologia, è cabaret.

        Conclusione

        Il suo metodo è semplice:

        * banalizzare
        * distorcere
        * ironizzare

        Funziona nei commenti, non nella verità.

        La dottrina non fa piroette.
        Cresce.

        E chi non distingue le due cose, finisce per combattere una caricatura — e perdere contro di essa.

  5. Davide Scarano

    Il papa afferma: “Quando faccio un viaggio – parlo per me stesso, oggi come Papa, vescovo di Roma – soprattutto un viaggio apostolico, pastorale, lo faccio per incontrare, accompagnare, conoscere il Popolo di Dio”.
    Possibile che fra tutti i verbi utilizzati dal papa non ve ne sia uno che identifichi il suo specifico di papa e persino di sacerdote? Che so insegnare, portare, ecc. Se sostituiamo “popolo di Dio” con un’altra comunità a piacere, che so: tifosi della squadra del Pinco Pallo o amanti delle bocce, non troveremo alcuna differenza tra il messaggio di papa Leone e quello di un laico qualsiasi.
    Ed ancora: la giornalista tedesca interroga il papa in tema di unità della Chiesa. Ecco, prima dell’unità della Chiesa vi è la salvezza delle anime, questo la Chiesa ha sempre insegnato. Se è vero che la domanda è stata posta dal giornalista in tali termini, sta però al papa, almeno a mio parere, ribadire alla giornalista, quale sia l’ordine delle cose, terrene ed umane.

  6. “Quando un regime, quando un paese…” autorizza la pena di morte, “è sempre da condannare”: ossia, Leone condanna lo Stato della Chiesa dall’inizio e per tutti i secoli fino al 12/02/2001.😎. Interessante.

  7. “Prima di tutto, credo sia molto importante capire che l’unità o la divisione della Chiesa non dovrebbe ruotare intorno alle questioni sessuali. Tendiamo a pensare che, quando la Chiesa parla di morale, l’unico tema sia quello sessuale; in realtà, credo che esistano questioni molto più grandi e importanti, come la giustizia, l’uguaglianza, la libertà degli uomini e delle donne, la libertà religiosa: tutte cose che, a mio avviso, hanno la priorità rispetto a questo tema particolare…..
    ….oltre quanto fu specificamente permesso da Papa Francesco quando disse che “tutte le persone possono ricevere benedizioni”.
    ….La famosa espressione di Francesco, “tutti, tutti, tutti”, è l’espressione della fede della Chiesa: tutti sono accolti, tutti sono invitati. Tutti sono invitati a seguire Gesù e a cercare la conversione nella propria vita.”

    Che accozzaglia di falsità!!!!
    Bergoglio non ha MAI invitato i peccatori alla converione!!!
    Non è mai stato chiaro sulle benedizioni!!!
    MA PIU’ GRAVE DI TUTTO, TERRIBILMENTE GRAVE: Prevost parla del PECCATO MORTALE come “questioni sessuali”!!!!!!! E dice che i problemi social-politici sono PIU’ GRAVI!!! NULLA E’ PIU’ GRAVE E DEVASTANTE DI UN SOLO PECCATO MORTALE!!! (e qualche santo ha anche detto: di un solo PECCATO VENIALE!!!)
    Il messaggio di Fatima viene così gettato nel cestino della carta straccia!!!
    Senza la conversione, che cosa nel mondo può andare bene???
    POVERI NOI!!!
    Tobia

  8. La risposta di Prevost, come si dice, è tutta un programma.
    Che dire della menzogna fumogena bergogliana del “tutti, tutti, tutti” che Prevost riprende per il suo … programma?
    Prevost agostiniano supera il suo padrino gesuita.

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