La Tafazzata Autolesionistica di Trump contro Leone XIV. Che Autogoal! Americo Mascarucci.

Marco Tosatti

Cari amici e nemici di Stilum Curiae, Americo Mascarucci, che ringraziamo di cuore, offre alla vostra attenzione queste riflessioni sui rapporti Trump-Leone XIV. Buona lettura e condivisione.

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Chissà se Trump conosce il noto “Tafazzi”?

L’attacco sgradevole sferrato contro papa Leone XIV è quanto di più masochistico il presidente Usa potesse mettere in campo.

Sono lontani gli anni in cui Bush, pur probabilmente irritato dalle critiche di Giovanni Paolo II contro la guerra in Iraq, si guardava bene dall’attaccare apertamente il pontefice, consapevole di quanto ciò lo avrebbe reso impopolare agli occhi dei cattolici Usa e del mondo, e anzi ne apprezzava pubblicamente i richiami alla pace pur non prendendoli in minima considerazione.

E questo è stato pressappoco lo stile di tutti i presidenti statunitensi, compreso Clinton, altrettanto criticato dal Vaticano per la guerra contro la Serbia, che in Italia rese Wojtyla una sorta di improvvisato leader della sinistra pacifista (come dimenticare Armando Cossutta che in televisione gridava che bisognava ascoltare i richiami del papa).

Trump invece, attaccando virulentemente Leone, ha reso uno straordinario servigio alla propaganda della triade, ovvero i tre cardinali americani più vicini al mondo dem e più ostili a lui, ovvero  Blase Cupich, Robert McElroy e Joseph William Tobin. L’elezione di Prevost dimostra senza ombra di dubbio che Trump è stato il convitato di pietra dell’ultimo conclave e che, la scelta di eleggere il primo papa statunitense della storia, sia stata determinata, se non totalmente, certamente in larga parte dalla sua presenza alla Casa Bianca.

C’era chi avrebbe voluto un pontefice marcatamente anti-trumpiano che portasse avanti l’opposizione di Bergoglio al trumpismo, e non a caso il nome di  Cupich è stato quello che ha risuonato di più sui media nei giorni del toto-papa, visto che l’arcivescovo di Chicago è stato fra i più risoluti contestatori della politica del presidente Usa, sia durante  il primo che il secondo mandato, soprattutto sui temi dell’immigrazione e sulla politica estera.

Anche Tobin era considerato un papabile, seppur con meno possibilità di Cupich in virtù delle sue posizioni ultra progressiste in tema di diritti Lgbt e diaconato femminile.

Ma alla fine la scelta è caduta su Prevost dal profilo moderato, non filo liberal, più americano in senso largo che statunitense (data la sua carriera episcopale in Perù) e soprattutto non marcatamente anti Trump, con l’obiettivo di non acuire troppo le tensioni con la Casa Bianca.

Con i suoi attacchi a Leone, oggi Trump ha legittimato ulteriormente l’opposizione del trio Cupich, McElroy e Tobin e ha contribuito ad avvalorare le loro accuse nei confronti di un presidente che si definisce alleato del mondo cattolico a parole, per poi palesarsi come nemico della Chiesa.

Uno schiaffo in faccia all’episcopato conservatore, che invece ha sempre controbilanciato la propaganda di Bergoglio e dei cardinali di più stretta osservanza, e legittimato il voto cattolico in favore dell’attuale presidente contro il clero progressista, favorevole a concedere la comunione ai cattolici dem pro aborto come Biden.

Oggi i cattolici americani che hanno votato in maggioranza Trump si trovano di fatto le armi spuntate davanti a chi, come la triade cardinalizia democratica, ha visto rafforzata la propria propaganda rivolta a descrivere Trump come pericoloso, razzista, guerrafondaio, nemico della Chiesa e dei principi cristiani, in cerca del consenso cattolico per esclusivo opportunismo.

Ma cosa pretendeva davvero Trump, che Leone sostenesse la sua politica di sistematica violazione del diritto internazionale, in combutta con un criminale come Netanyahu ricercato dal Tribunale penale internazionale per crimini contro l’umanità?

Che manifestasse giubilo per l’omicidio dell’ex guida suprema Alì Khamenei e altri vertici del regime iraniano come hanno fatto tanti pseudo cattolici italiani?

O che parlasse in difesa  del concetto di guerra preventiva, pretesto chiaramente utilizzato da anni per eliminare chiunque osi contrapporsi agli interessi statunitensi e israeliani nel Medio Oriente?

Prevost sta seguendo in questo il magistero di Giovanni Paolo II e viene da ridere a leggere certa sinistra italiana ed europea che si è affrettata ad arruolarlo nel proprio schieramento. L’irritazione di Trump e la sua reazione così scomposta, stanno a dimostrare che Leone XIV, accusato con estrema leggerezza anche da pezzi grossi dell’episcopato italiano di essere poco incisivo e determinato rispetto a Francesco, in realtà si sta rivelando per gli Usa una spina nel fianco molto più tagliente del suo predecessore.

Ma le sue critiche sono prettamente cattoliche, non pregiudizialmente anti-trumpiane e state certi che le avrebbe espresse comunque, anche se alla Casa Bianca ci fosse stato ancora Biden.

Ciò detto, va analizzato anche il rovescio della medaglia. Trump assomiglia sempre di più al classico cane che abbaia ma non morde, diversamente da certi suoi illustri predecessori che hanno fatto molto più male alla Chiesa. In testa a tutti Barack Obama che ormai è palesemente considerato uno dei registi, se non il principale in assoluto, del complotto che ha spinto Benedetto XVI alle dimissioni, con la violenta campagna finanziaria e mediatica internazionale scatenata contro il Vaticano, con gli scandali della pedofilia e la guerra contro lo Ior.

E’ chiaramente emerso dai carteggi di Vatileaks, ed è stato poi confermato anche da autorevoli fonti, interne ed esterne al Vaticano. Quel papa si opponeva al nuovo ordine mondiale ed andava eliminato (come dimenticare le intimidazioni con tanto di annunci di morte di Ratzinger entro pochi mesi) ed Obama, come denunciò anche pubblicamente monsignor Luigi Negri, sarebbe stato l’ispiratore occulto di tutti gli attacchi internazionali rivolti a screditare la Chiesa a livello internazionale, comprese le manine che facevano uscire dall’ufficio del papa i documenti riservati.

Certo è che, con l’avvento di papa Francesco, l’opposizione della Chiesa verso il nuovo ordine mondiale non soltanto è venuta meno, ma la Chiesa bergogliana è sembrata uniformarsi all’agenda mondialista, globalista, migrazionista e liberal, del duo Obama-Soros. E la prima elezione di Trump fu da molti salutata proprio come salvifica e utile ad ostacolare i progetti del filantropo ungherese e del primo presidente afro-americano.

Quindi, tutto sommato, è molto meno pericoloso un Trump fuori controllo che sbraita sui social e che alla fine non andrà oltre le minacce e i richiami ad Avignone; un presidente che appare sempre più debole sul piano internazionale, con la situazione iraniana che si sta rivelando ogni giorno di più un danno di immagine e di popolarità in vista delle ravvicinate elezioni di metà mandato.

Americo Mascarucci

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5 commenti su “La Tafazzata Autolesionistica di Trump contro Leone XIV. Che Autogoal! Americo Mascarucci.”

  1. Gabriela Danieli

    Gent. dott. Americo la prego di pubblicare anche il mio commento.

    Indipendentemente da Trump, che non sono in grado di giudicare rispetto ai suoi ultimi predecessori, (che sappiamo erano massoni)…
    Dire che Prevost porta avanti il Magistero infallibile di papa S.GPII è assolutamente falso.
    È straevidente invece, che l’antipapa Prevost, (perché non è il legittimo successore dell’ultimo Pietro BXVI), sta portando avanti la stessa dottrina anticristica pro-lgbt pro-aborto e pro-suicidio assistito, pro-nuova religione mondiale che raccoglie tutte le “religioni” meno l’unica vera dell’UNICO vero Dio uno e Trino dell’antipapa massone luterano idolatra suo predecessore Bergoglio.

    Ma, come dice Gesù nel Suo Vangelo, i veri cristiani sono quelli che riconoscono il Buon Pastore da Lui stabilito: BXVI e gli rimangono fedeli.

    Solo i capri, dopo 13 anni di evidente impostura religiosa ai vertici, si ostinano a riconoscere loro capi i pastori mercenari (eretici ed idolatri) Jmb e Prevost stabiliti dalla massoneria ecclesiastica per distruggere Cristo e la Sua Chiesa.

    🔹PS: concordo in tutto con quanto riportato in questo video sulle invalide dimissioni di Papa Benedetto XVI (che è rimasto il papa legittimo fino alla morte, se pur costretto  in sede impedita dalla massoneria eccl.).
    Meno, ovviamente, l’ultima frase sulla messa di sempre che, se celebrata una cum l’attuale antipapa, sappiamo essere illecita e l’eucaristia invalida.
    E questa non è un’ opinione personale, ma una grande VERITÀ ribadita da tutti i papi, in particolare da S.GPII in. Eccl. de Eucharistia n. 39 e da Ratzinger in “Il Primato del Successore di Pietro nella Chiesa” n. 11-15.

    Ma perché tanti vescovi e sacerdoti si ostinano a calpestare con disprezzo questa GRANDE VERITÀ a scapito di tanti fedeli privati della S. Eucaristia valida???

    Preghiamo per i vescovi e sopratutto per i cardinali pre 2013 perché abbiano la forza e il coraggio di lasciarsi spogliare, flagellare e crocifiggere con Cristo Cristo per amore della VERITÀ e delle anime a loro affidate. ⬇️

    https://youtu.be/_eBxVgNI8Fw?is=o83irX408fhFe9G7

  2. Ma insomma, Bergoglio è stato un papa validamente letto o no? e il suo pupillo Leone?
    Sembra che la questione sia in sospeso fra chi dice dice chi dice di sì, chi dice di no e prenda netta decisione di rifiuto (vedi don Minutella), e chi dice di no ma anche ni. Poi c’è che aspetta il 2036 come il giornalista Cionci che ha assunto le vesti del guru copia e anti Minutella.
    Un bel casotto! No?

  3. Davide Scarano

    L’Autore scrive: ” Quindi, tutto sommato, è molto meno pericoloso un Trump fuori controllo che sbraita sui social”. Mi sembra che quanto stia avvenendo in Iran vada oltre i social..Probabilmente il papa non sarà costretto ad andare ad Avignone -almeno nei prossimi mesi- però gli spettri di una catastrofe globale potrebbero manifestarsi a breve già a partire dai pozzi petroliferi di Iran e penisola arabica.

    1. Americo Mascarucci

      Mi riferivo alla Chiesa….Obama era un pacifista di facciata e buonista con tutti, eppure ha scatenato una guerra strisciante contro la Chiesa da provocare la dimissioni di un papa.Trump urla ma lì si ferma…altra cosa la situazione mondiale

  4. … la Chiesa bergogliana è SEMBRATA uniformarsi all’agenda mondialista, globalista, migrazionista e liberal, del duo Obama-Soros.

    No: non è SEMBRATA, ma lo ha fatto.

    O si smarca o fa parte di quel gioco. E chi lo dice ha diritto di dirlo.

    Tafazzi è un’altra cosa. Somiglia a chi fa finta di non vedere che cosa è successo a Benedetto XVI.

    Lui sì che era CONTRO i padroni del mondo.

    Ma la verità è inossidabile. Tafazzi o no.

I commenti sono chiusi.

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