“Solo l’Adorazione Eucaristica Può Salvare il Mondo. Un Messaggio di Investigatore Biblico.

Marco Tosatti

Carissimi StilumCuriali, offriamo alla vostra attenzione questo articolo pubblicato da Investigatore Biblico, che ringraziamo per la cortesia. Buona lettura e diffusione.

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“Solo l’Adorazione Eucaristica può salvare il mondo: condividi questo messaggio ORA” di IB

 

Fermati un attimo e leggi fino in fondo: questo è un messaggio urgente che riguarda tutti noi.
Se ti tocca anche solo un po’ il cuore, ti chiedo di condividerlo ovunque, senza paura.
Facciamolo arrivare il più lontano possibile: il mondo ha bisogno di preghiera, adesso.

Non so se questo messaggio di oggi avrà qualche importanza per voi lettori, ma sento forte nel mio cuore il bisogno di divulgarlo. Forse, come tante parole nel nostro tempo, finirà disperso nel rumore del web e cadrà nel dimenticatoio. Eppure ciò che desidero consegnarvi oggi è qualcosa di serio, urgente, che vi chiedo di condividere il più possibile, anche in altre lingue, se potete.

Credo che, nel profondo, siamo tutti consapevoli che ciò che sta accadendo nel mondo non è uno scherzo. Anche se molti esitano a dirlo apertamente, il rischio di un conflitto globale è reale. Le tensioni crescono, la paura si diffonde, e l’uomo cerca soluzioni umane, strategie, equilibri fragili. Ma oggi è necessario dire con chiarezza una verità che supera ogni logica umana: il mondo sarà salvato solo dall’Adorazione Eucaristica.

Gesù Cristo, realmente presente nell’Eucaristia, in questo momento cerca veri adoratori. Non cerca numeri, non cerca apparenze, ma cuori che si inginocchiano, che credono, che si affidano. La pace non nascerà solo da accordi tra uomini, ma da ginocchia piegate davanti a Dio. La guerra si spegnerà quando molti torneranno ad adorare, quando si alzerà dalla terra un grido silenzioso ma potente: quello della preghiera davanti al Santissimo Sacramento.

Non lasciatevi ingannare dalle illusioni del potere umano. Nessuna forza, nessuna ideologia, nessuna strategia potrà salvare davvero il mondo. Solo Gesù Eucaristia. Solo Lui può toccare i cuori, cambiare le decisioni, fermare ciò che sembra inevitabile.

Per questo vi invito con tutto me stesso a creare una catena immensa, senza confini, di adoratori. Ovunque vi troviate, in ogni nazione, in ogni situazione della vita: mettetevi davanti a Gesù. Entrate in una chiesa, sostate in silenzio, oppure unitevi spiritualmente se non potete muovervi. Anche chi è malato, chi è solo, chi è costretto a letto: nessuno è escluso da questa chiamata. L’adorazione non ha barriere (link per l’Adorazione on line Live Adorazione Eucaristica Perpetua LIVE – Investigatore Biblico).

Scateniamo una adorazione mondiale. Anche pochi minuti, anche nel silenzio del cuore. Non importa quanto tempo, importa la verità del cuore. È urgente pregare. È urgente tornare a Dio.

Forse questo messaggio arriva tardi. Ma per Gesù non esiste il ritardo. Egli accoglie anche l’opera dell’ultima ora, guarda il cuore, non il tempo. E se trova cuori sinceri, può ancora cambiare la storia.

Vi prego, vi supplico: non tenete per voi queste parole. Condividetele. Fatele arrivare lontano. Che diventino un appello che attraversa il mondo. E insieme, come un solo popolo, chiediamo la pace davanti a Gesù Eucaristia.

Adoriamo. Torniamo ad adorare. Mettiamoci in ginocchio. Perché è lì, davanti a Lui, che il mondo può ancora essere salvato.

E ora vi chiedo, con semplicità e con fiducia, di ricordarvi anche di me, l’Investigatore Biblico,  nella vostra preghiera. Io non conto nulla. Sono solo un messaggero e anche tanto inadatto. Presentate al Signore le mie intenzioni, le mie fatiche, il mio cammino. Vi ringrazio di cuore.

Condividete il più possibile.

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13 commenti su ““Solo l’Adorazione Eucaristica Può Salvare il Mondo. Un Messaggio di Investigatore Biblico.”

  1. La Signora di tutti i popoli

    @Matto
    Verissimo e pieno di significato!
    Adorare è presenza cosciente di sè stessi, di quello che si è davanti a Dio. È sapere ciò che siamo e soprattutto ciò che facciamo e facciamo di noi. È l’espressione di due entità che sembrano separate e differenti ma che non lo sono: la propria coscienza di fronte a Dio, la Verità.
    Quando diciamo di stare a “tu X tu” di solito stiamo a tu X tu con noi stessi e non con Dio; davanti agli occhi dovremmo vedere, comodita, viltà e tradimento. Adorare: parole vana piena di sentimento infantile e immaturo, ricerca di sè… basta(!) e solo adorazione nello specchio.

  2. La Signora di tutti i popoli

    Lo slancio dell’IB è bello ma tardivo e cieco: sarebbe meglio distinguere fra il mondo che prepara la guerra per una pace fittizia e la nostra anima la cui salvezza dipende dalla buona volontà.
    Il mondo avrà pace solo con la seconda venuta del Signore, poichè Lui è la Pace. Ma i tempi e i modi non sono conoscibili nonostante le profezie. Una cosa è sicura: negli “ultimi giorni” la salvezza del mondo invocata dall’IB, è una speranza lontana, ultima. Tanta malvagità umana richiede una sofferenza apocalittica: ci attendendono periodi di grandi sconvolgimenti naturali e di guerre, spaventose perdite di vite umane, carestie, malattie e agenti soprannaturali. L’anticristo, per chi saprà riconoscerlo, sarà il segno di inizio degli ultimi tempi.
    Non c’è risposta a chi chiede “quando”! Ma chi conosce profezie e la Parola sa bene che non sarà possibile evitare nè morte ne distruzione…basti pensare a Fatima e a ciò che disse G. Paolo II, Malaki Martin e tutt’ora dice Paul Kramer.
    Il mondo non sarà salvo nel prossimo futuro; la preghiera assidua e l’adorazione eucaristica riguardano invece la nostra pace interiore, la nostra vita spirituale, perchè su quella fisica é bene non contarci troppo.
    Sazi di benessere ora sentiamo echi di guerra e ci prende la fregola di pregare, di adorare, di fare ammenda! Come persone certo è ancora possibile salvare l’anima ma per il nostro mondo e per la nostra vita quaggiù, il discorso è diverso, è tragico! Si morirà cari amici e moriranno tanti innocenti!
    Sono discorsi scomodi, tuttavia resta che chi ama la propria vita terrena sa che perderà quella del Cielo e presto perderà anche la vita su questa terra.
    Quale pace chiediamo allora? Direi quella eterna e noi dobbiamo essere già pronti.
    Ridimensionata metà dell’articolo del nostro detective biblico, passiamo al resto. Un resto che la nostra pigrizia mentale non accetterà. Chi oggi ci può dare un sacramento valido e lecito da adorare e nutriente da mangiare? Ce ne parla Daniele: se il Santo Sacrificio sparirà o sarà compromesso tanto da non essere fruttuoso in Grazia, chi adoreremo e in quale chiesa lo troveremo?
    Ma che ci importa, andiamo a messa azzimmati da fuori e falsi da dentro: una messa, magari in Vetus Ordo, così nobile e altisonante e noi vogliamo far parte della elite dei ginocchi piegati e della lingua tesa! Pensiamo che il latinorum faccia miracoli, poi è così misterioso, anche se non ci capiamo un’acca! Siamo ipocriti: non solo le ginocchia dobbiamo piegare ma il nostro cuore incapace di amare da molto tempo.
    Eppure se ne parla da anni su questo prezioso Blog, ma nessuno comprende cosa significa nutrirsi di un sacramento che Iddio mai ha voluto celebrato da mani sporche di scisma ed eresia.
    Basta andare a questo commento: [https://marcotosatti.com/2024/07/12/prega-leggi-lavora-e-non-ti-far-prendere-dalla-sfiducia-nella-gioia-della-pace-r-s/#comment-246023 ]  per capire cosa causano Bergoglio e Prevost.
    Adorare sì, certo! Ma chi ci darà la Grazia Santificante, quale prete ci darà un sacramento valido e lecito se prima non ripudia l’impostore che sta a Roma? Nel nostro cuore egoista non sentiamo lo sgegno di un Dio offeso in una messa ingiusta e maledetta Una Cum falso papa? No, siamo sordi! Ma quale salvezza avremo?

    Dopo 2000 anni nessuno ha capito che se siamo membri vivi di un Corpo Mistico occorre ristabilire la Comunione Ecclesiale con la Chiesa Universale, che si è rotta con un antipapa. Dimenticate che l’Eucarestia si chiama “Comunione”? La Eucarestia senza la comunione non è possibile mangiarla nè adorarla, perchè senza “il tutto” non c’è Cristo!!

    Che sacramento mettiamo in bocca e quale strada fa, se non va ospite del nostro cuore? Dio non perdona la nostra indifferenza al Suo dolore quando prendiamo un sacramento illecito, ce lo dice Lui stesso: mangiamo la nostra condanna… e se poi prendessimo anche un sacramento invalido?? Saremmo pure ridicoli!! Dio però è serio: ama e vuol essere riamato a modo Suo, in comunione cum vero papa e non a modo nostro.
    Nessun teologo sa dire cosa ci da la messa Una Cum Prevost? Nessuno ha notato mai il riproporsi di ben precisi concetti sulla Comunione Ecclesiale, che partono dalla Lumen Gentium e arrivano alla Enciclica Ecclesia de Eucharistia?
    Se nessuno si sbilancia è comprensibile: le lauree e i dottorati si regalano a cani, porci e paraculi, ma se a costoro non importa la propria salvezza tanto che partecipano alle messe dell’antipapa, perchè non pensano che il cattivο esempio è scandalo per i più semplici, è levare loro la salvezza?
    Il caro IB, ma quale pace vuole??
    Chi dice (o va alla messa) Una Cum Prevost, quale pace può desiderare!? Quella della pancia in un’ illusione di pienezza con caffè e pastarelle domenicali?
    L’adorazione è una cosa seria e Diο non scherza su ciò che Gli è costato Sangue.

  3. Adorare è il tacere del desiderio, del pensiero e della parola.
    E’ lasciar andare ogni proprietà per essere presenti a se stessi e quindi a Dio.
    Presenza a se stessi e presenza a Dio non inscindibili.

    1. Domande tra Matti, ma non furiosi.

      Il mistico durante l’estasi non avverte stimoli esterni: in tal caso è presente a se stesso?
      Il mistico invece nel senso di colui che vive l’abbandono, ma nella percezione degli stimoli, quanto mantiene della presenza a se stesso?
      Se dobbiamo diminuire perchè cresca in noi il Signore, quale io deve tendere a zero perché possa esserci spazio per Dio?
      Il dolore (morale, psichico e fisico) è una condizione di maggior esclusione o di maggior percezione della presenza di Dio?
      La compassione (che equivale alla misericordia) è una passione, dunque non una virtù: se è spontanea non è voluta, cercata, deliberata.
      Ma la misericordia (che è Dio creatore) non è esterna al misericordiato solo se non ne fa un misero, ma la misericordia nella creatura.
      Dio, la grazia, la misericordia (la fede), rende divina la creatura che se ne riempie e bea, non restandone separata.
      La compassione di Dio coinvolge la compassione creaturale, senza distinguere più il misericordioso e il misericordiato.
      Questo è possibile solo in Cristo, altrimenti non potrebbe sussistere questo stato di cose.

      1. Posso rispondere soltanto valendomi della mia esperienza personale.

        La presenza a se stessi è uno stato che si conquista in anni e anni di esercizio.
        Soltanto l’esercizio può far comprendere cosa vuol dire essere presenti a se stessi.
        Come si dice: regnum regnare docet.
        L’esercizio della presenza a se stessi mette in grado di conoscere (non di “capire” con la mente)
        come essa sia indisturbata da qualsiasi stimolo, che può esservi come non esservi.
        Come il Silenzio, quello vero, non è disturbato da parole, suoni e rumori, che possono esservi o non esservi.
        L’io che deve tendere a zero, ma è meglio dire che dev’essere lasciato decantare (il chicco di grano che deve cadere in terra),
        è il coacervo di “informazioni” di qualunque specie che occupa la Coscienza di per sé libera e nitida come uno specchio pulito.
        Se lo specchio della Coscienza non è pulito tutto ciò che riflette è offuscato e deformato.
        Non c’è dottrina e onomastica che tenga se lo specchio non è terso. Direi: marianamente terso, limpido, immacolato.

        Con un matto, pacifico saluto.

        1. Grazie.
          Nell’esercizio il problema è che dipende dal nostro impegno. La Grazia è altro da noi. E bussa. Ma da dentro. Fuori siamo noi!

  4. Nella mia infinita pochezza, e indegnità, mi impegnerò, caro Investigatore, pregando anche per lei.
    Chissà che potessimo commuovere il Cuore di Dio

  5. L’Adorazione eucaristica è uno stare a tu per tu con il Signore. E’ il luogo del tesoro: il vero tesoro della Chiesa è la presenza permanente del Signore nel suo Sacramento. Il tesoro nascosto a chi non lo vede, non lo considera, non sa che cosa farsene. L’inutile per chi si impegnerebbe solo per guadagnare (o rubare) un qualcosa che è un utilità per il mondo. Il mistero raggiungibile della presenza reale di Gesù, divinità e umanità, per entrare fin d’ora nel Suo Regno. Questo adorare, stare e pensare le cose di lassù è pura misericordia divina disseminata nella realtà delle cose e dei giorni. Solo in grazia di quella misericordia può esserci una tale occasione di imparare a ricevere e gustare il santissimo Sacramento. Altrimenti la comunione “la fai”, ma senza “saperne” davvero il gusto. O la riduci a mensa, mentre lì c’è il sacrificio.

    Stiamo inginocchiati, o prostrati, dinanzi a Dio che per primo si è chinato verso l’uomo, Agnello immolato fin dalla fondazione del mondo. E’ la divina misericordia inscritta nella struttura dell’universo, dall’infinitamente piccolo all’ultima delle galassie, dall’intera storia dell’umanità a quel frammento di vita che riguarda me, adesso. Nell’adorazione eucaristica l’anima continua a nutrirsi di amore, di verità, di pace, di speranza… Colui davanti al quale stiamo adoranti, al lordo dei nostri peccati, non ci giudica e non ci schiaccia, ma ci libera e ci trasforma.

    L’Adorazione eucaristica è un atto sacro della religione… ma supera l’atteggiamento religioso per dirci la santità di Dio e farcene partecipi. Dal sacro (luogo e tempo di distacco dalle cose comuni) al Santo (cioè l’eterno infinito di Dio): da un’esperienza di culto al tuffo che si abbandona nella misericordia divina, il misteriosissimo e delicatissimo abbraccio dell’Onnipotente con la fragilità della creatura, l’eterno e infinito che si mostrano in una particola in cui c’è tutto intero assolutamente l’Assoluto!

    Non c’è alterità o contrapposizione nell’assolutezza inscalfibile di Dio. Non c’è concorrenza tra la santa Messa e l’Adorazione eucaristica… anzi, lo stare adoranti la misericordia forma nell’anima l’ambiente spirituale per unirci alla misericordia che si dona transustanziando il pane e il vino. L’interiorità non si improvvisa: l’eterna istantaneità di Dio trova spazio nel cuore che desidera coltivarsi come terreno buono. C’è una vita di fede, riempita da Dio, ad accogliere la Grazia dei sacramenti. In questa vita battesimale, rinata dall’alto, l’Adorazione guarisce la durezza, l’eternizzarci è terapia al secolarismo, il silenzio spegne il rumore, uno sguardo vigile sul mistero corregge le occhiate frettolose sulla religione.

    Con conseguenze a noi sconosciute… inimmaginabili, perchè proprie di chi si fida e si abbandona, non di chi sa già tutto.

  6. Mimma Gattaino

    Certo, carissimo Investigatore.
    Certo.
    Adorerò di più e pregherò per Lei con tutto il cuore

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