Marco Tosatti
Cari amici e nemici di Stilum Curiae, offriamo alla vostra attenzione questo articolo degli Alleti dell’Eucarestia e del Vangelo, che ringraziamo per la cortesia. Buona lettura e diffusione.
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La Riforma liturgica e quelle deformità da evitare. Un seminarista
Cosa c’è di male nel sognare che la chiesa, i suoi Ministri e i suoi riti tornino al lustro e al sublime che gli appartiene e che la Riforma invece, che sarebbe meglio chiamare “deforma”, ha violato? Le Messe Tridentine, scrigno e deposito della nostra santa religione, vivono nell’anima dei fedeli per la bellezza e la profondità che da quel rito promana. Sia onore a tutti coloro che si prestano per tenere in sella la sana Fede Cattolica, nonostante l’ora presente. Grazie anche al nostro seminarista, così attento a che nulla offenda Nostro Signore Gesù Cristo, che adoriamo. Buona lettura
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Tra le molte cose ambigue o, diciamolo pure, sbagliate presenti nel Messale e nelle Rubriche del Novus Ordo Missae, vorrei soffermarmi su ciò che la riforma liturgica, più che riformare, rivoluziona, se non proprio deforma.
E metterò l’ accento su alcuni particolari momenti e gesti rituali fondamentali a cui andrebbe prestata la massima attenzione e che invece sono troppo spesso trascurati. Ci occuperemo quindi in questa sede:
– Del corporale: modalità dell’ apertura e sue funzioni.
– Di come il sacerdote dovrebbe tenere le mani dopo la Consacrazione.
– Della purificazione dei frammenti sulla patena .
– Del piattino per la Comunione.
• Il Corporale: molto spesso durante la Messa si vede, e non va bene, il sacerdote o il sagrestano di turno che, sistemando l’altare in vista della Santa Messa, apre il Corporale sventolandolo come fosse una tovaglia qualsiasi. Magari ripetendo il gesto più e più volte per distenderlo meglio, dimenticando o proprio ignorando che lì potrebbero essere presenti dei frammenti di Eucaristia che ovviamente si disperderebbero ovunque, annullando in un colpo solo le funzioni stesse del Corporale, che sono due: la prima che è appunto, quella di raccogliere eventuali frammenti di Eucaristia caduti su di esso durante la celebrazione e la seconda che è quella di delimitare lo spazio nel quale le Sacre Specie saranno consacrate. (Per approfondire vedasi: Tutorial per il corretto uso del Corporale)
Mi sembrerebbe ancora molto meglio l’ insegnamento tradizionale, che la novità!
Infatti il Corporale, normalmente in lino, usato nel gesto di “purificare” la patena, secondo il Messale Novus Ordo, non fa altro che catturare potenzialmente, nelle sue fibre, alcuni frammenti di Gesù Eucaristia!
[93.] “È necessario che si mantenga l’uso del piattino per la Comunione dei fedeli, per evitare che la sacra ostia o qualche suo frammento cada…”
..mi congedo con qualche domanda che volutamente lascerò aperta, per suscitare nel lettore le proprie personali riflessioni. Mi chiedo:
– Come mai il piattino è caduto così in disuso?
– In quante chiese si usa ancora?
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