L’Anniversario più Importante? Il Battesimo. Cinzia Notaro.

Marco Tosatti

Cari amici e nemici di Stilum Curiae, Cinzia Notaro, a cui va il nostro grazie, offre alla vostra attenzione queste riflessioni sull’ingresso di ciascuno di noi nella comunità cristiana. Buona lettura e diffusione.

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L’ ANNIVERSARIO PIU’ IMPORTANTE ? IL BATTESIMO

Il Battesimo, dato per volontà di Gesù nel nome della Trinità, ci rende membri del nuovo popolo di Dio, partecipi della natura divina, membra di Cristo, uniti alla sua missione sacerdotale profetica e regale, e ci conferisce lo Spirito Santo. L’esortazione è ad invocare con fede il nome di Gesù, approfondendone la forza e quindi a rinnovare spesso le promesse battesimali non solo nel giorno in cui siamo diventati figli di Dio, ma anche nella veglia pasquale, in cui è concessa l’indulgenza plenaria.

Ma quali sono i passi che ci parlano del significato del Battesimo?

Atti 2:38: “Allora Pietro disse loro: «Ravvedetevi e ciascuno di voi sia battezzato nel nome di Gesù Cristo per il perdono dei peccati, e voi riceverete il dono dello Spirito Santo.” Il battesimo è un segno della remissione dei peccati, cioè, della giustizia che è per fede;

Atti 22:16 : “Ed ora che aspetti? Alzati e sii battezzato e lavato dai tuoi peccati, invocando il nome del Signore.” Il battesimo è il segno del lavacro dei peccati, della giustizia che è per fede, come la circoncisione;

Romani 6:4: “Noi dunque siamo stati sepolti con lui per mezzo del battesimo nella morte affinché, come Cristo è risuscitato dai morti per la gloria del Padre, così anche noi similmente camminiamo in novità di vita.” Il battesimo, come la circoncisione, è il segno del rinnovamento in Cristo. Nel battesimo noi moriamo con Cristo e risuscitiamo con Lui in novità di vita e di cammino;

Galati 3:28: “Poiché voi tutti che siete stati battezzati in Cristo, vi siete rivestiti di Cristo.” Il battesimo è il segno dell’essersi rivestiti di Cristo, cioè, di essere rinnovati in Lui.

Seguono i passaggi che semplicemente identificano i due segni, circoncisione e battesimo:

Colossesi 2:11-12: “nel quale siete anche stati circoncisi di una circoncisione, fatta senza mano d’uomo, ma della circoncisione di Cristo, mediante lo spogliamento del corpo dei peccati della carne: essendo stati sepolti con lui nel battesimo, in lui siete anche stati insieme risuscitati, mediante la fede nella potenza di Dio che lo ha risuscitato dai morti.” Qui l’apostolo chiaramente identifica i segni del battesimo e della circoncisione riguardo al loro significato. Egli scrive alla chiesa della nuova dispensazione che i credenti sono circoncisi nel senso spirituale della parola, e che questa circoncisione spirituale ebbe luogo quando furono seppelliti con Cristo nel battesimo. Una prova più diretta che la circoncisione ed il battesimo hanno essenzialmente lo stesso significato, e che essi cambiano, dalla dispensazione delle ombre in quella dell’adempimento, non potrebbe essere fornita;

Filippesi 3:3: “i veri circoncisi  infatti siamo noi che serviamo Dio nello Spirito e ci gloriamo in Cristo Gesù senza confidarci nella carne.” Qui Paolo non menziona il battesimo, né vi fa riferimento, ma dichiara che non i giudei, ma la chiesa della nuova dispensazione in Cristo Gesù sono la circoncisione. La circoncisione non è stata messa da parte per quanto si riferisce alla sua essenza, ma anzi è continuata nella chiesa della nuova dispensazione! E’ evidente dalla Sacra Scrittura che la circoncisione è stata rimpiazzata dal battesimo nella  Nuova Alleanza. I due segni all’inizio nelle comunità giudaiche-cristiane non potevano quindi più stare fianco a fianco, in quanto la circoncisione appartiene al periodo delle ombre, mentre il battesimo è il segno dell’adempimento. E’ per questo che San Paolo scrive che noi siamo circoncisi quando siamo battezzati (Colossesi 2,11-12e che noi siamo la vera circoncisione (Filippesi 3,3).

FONTE  L’anniversario più importante? Il Battesimo! – La Fiaccola

Foto: Credit a Myriam Blog.

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1 commento su “L’Anniversario più Importante? Il Battesimo. Cinzia Notaro.”

  1. La vita in Cristo è un rinascere dall’alto.

    La nostra realtà è di essere formati in questo mondo per nascere all’eternità.

    Si parte dall’esistenza così com’è per trasfigurarla: ma non ci sarebbe quel futuro senza questo presente.

    C’è una vita carnale e psichica che tende a diventare spirituale, senza mai disincarnarsi.

    Il mistero della grazia del battesimo è l’accesso dal corruttibile all’incorruttibile, dal morto che cammina al vivo eternamente.

    Sicuro al cento per cento per tutti? No: la vita futura non porterà pienezza beata ai morti e infelici che abiteranno l’eternità.

    Il profumo di Cristo riempie tutto, ma non lo sente chi è sordo a quelle note olfattive.

    Da notare che l’olfatto è molto più semplice delle pretese teoriche del vedere/capire, sentire/ascoltare o anche del toccare/gustare.

    La comunicazione nel profumo di Cristo è l’officina della fede, del modello che porta a indossare la veste adatta alle nozze.

    Siamo all’embrione, alla generazione che porta a formare in noi il Cristo (Gal 4,19).

    A differenza dell’embrione carnale, il cui futuro verrà, in Cristo il presente è riempito immediatamente di eternità!

    Ci si immerge nella passione e nella morte del Cristo per risorgere con Lui.

    E questo mistero, il sacrificio di soave odore (Ef 5,2), si sprigiona anche nei luoghi e nei tempi più maleodoranti del vissuto.

    Persino l’unione di noi con noi stessi, nel nostro essere materiale e psichico, è profonda come lo è tra noi e Cristo in forza della grazia.

    Cristo non è più “al nostro fianco”, ma in Lui viviamo, ci muoviamo e siamo (At 17,28).

    Il sacramento del battesimo dono l’essere, il sussistere conforme a Cristo.

    E’ il primo mister che ci soccorre morti e ci restituisce alla vita.

    Non siamo noi ad esserci mossi: è venuto Lui. Non l’abbiamo cercato: siamo stati cercati e salvati.

    La pecora dispersa non ha cercato il pastore. La moneta perduta non ha cercato chi la trovasse.

    Il Cristo non ci toglie da qui: la vita rinata è soggetta a tutte le insidie. Ma ci lascia la possibilità di essere celesti.

    Di pensare “alle cose di lassù”. Di divinizzarci, attraverso una porta da cui entrano anche tutti gli altri sacramenti della grazia.

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