Il Complotto Americanista contro la Chiesa di Roma: Don Curzio Nitoglia. Scontro USA-Vaticano.

Marco Tosatti

Cari amici e nemici di Stilum Curiae, offriamo alla vostra attenzione questo articolo di don Curzio Nitoglia, che ringraziamo di cuore. E facciamo precedere lo studio da questo articolo de La Voce di New York:

 

Scontro Pentagono-Vaticano, il Papa annulla la visita negli USA?

 

L’episodio, venuto alla luce solo in settimana, risale allo scorso gennaio. Vance assicura: “Faremo chiarezza”

Lo scontro 

Secondo ricostruzioni pubblicate da The Free Press, il sottosegretario alla Difesa Elbridge Colby avrebbe convocato a porte chiuse l’ambasciatore vaticano a Washington DC, il cardinale Christophe Pierre, in un incontro dai toni duri, durante il quale sarebbe stato evocato anche il precedente storico di Avignone, il periodo in cui il papato fu sottoposto alle pressioni della monarchia francese.

Un riferimento che, secondo fonti vicine alla Santa Sede, è stato letto come un segnale implicito di pressione. I funzionari dell’agenzia avrebbero inoltre detto al cardinale che la Chiesa cattolica avrebbe dovuto sostenere la linea del governo Trump.

“L’America ha la potenza militare per fare ciò che vuole nel mondo”, avrebbero detto il sottosegretario Colby, e i suoi colleghi. “La Chiesa cattolica farebbe bene a schierarsi dalla sua parte”.

Rinviata la visita di Papa Leone?

Stando a quanto rivelato da fonti interne, le durissime affermazioni dei funzionari della Difesa avrebbe portato Papa Leone XIV ad annullare una visita ufficiale negli USA.

Secondo alcune indiscrezioni, infatti, il Santo Padre, originario di Chicago, avrebbe fatto ritorno negli Stati Uniti in occasione delle celebrazioni del 250° anniversario del Paese.

In seguito alla diffusione della notizia, il Pentagono ha respinto la ricostruzione, sostenendo che si trattò di un confronto “rispettoso”. “Nutriamo la massima stima e accogliamo con favore la prosecuzione del dialogo con la Santa Sede”, ha spiegato un portavoce della Difesa.

Vance: “Parlerò con il cardiale Pierre”

Nonostante le affermazioni dell’agenzia, in settimana il vicepresidente JD Vance è tornato sull’argomento, dichiarando di voler far luce sulla questione.

“Vorrei davvero parlare con il cardinale Cristophe Pierre e, francamente, con i nostri collaboratori, per capire cosa sia realmente accaduto”, ha detto. “Credo che sia sempre una cattiva idea esprimere un’opinione su storie non confermate e non corroborate, quindi non lo farò.”

Nel corso degli ultimi mesi, Papa Leone XIV si è espresso in diverse occasioni contro l’operato dell’amministrazione Trump.

Martedì, parlando con i giornalisti mentre lasciava la tenuta di Castel Gandolfo, a sud di  Roma, il pontefice ha risposto direttamente alle dichiarazioni del presidente, che minacciava di voler cancellare in una notte la civiltà iraniana.

“Oggi, come tutti sappiamo, c’è stata questa minaccia contro tutto il popolo iraniano”, ha detto il Papa per l’occasione. “Questo è veramente inaccettabile”.

 

SINTESI SUL “COMPLOTTO AMERICANISTA CONTRO LA CHIESA ROMANA”.

di Don Curzio Nitoglia

PETER THIEL & SAM ATMAN

PROLOGO

Dopo aver studiato le figure di Peter Thiel e Samuel Atman e il ruolo che il primo ha giuocato a Roma, nel marzo del 2026, soprattutto: 1°) nell’ambiente cattolico conservatore, legato alla Messa tradizionale, (solo se normalizzata dall’accettazione piena del Concilio Vaticano II e della perfetta ortodossia del Novus Ordo Missae del 1969, negli Istituti “Ecclesia Dei”); 2°)  … Messa tradizionale, che è stata posizionata da Thiel nella cornice del “Katèkon” (che secondo lui sarebbe … lui stesso …) all’Anticristo; ossia, 3°) in uno strano miscuglio (stile “ermeneutica della continuità” di Benedetto XVI) di Tradizione apostolica (Messa romana, detta impropriamente di san Pio V), sposata non soltanto al modernismo del Vaticano II e della nuova Messa montiniana del 1969 (in “Ecclesia Dei adflicta”), ma addirittura anche alla tecnologia altamente avanzata dell’Intelligenza Artificiale, del Palantir e alla filosofia panteista del Transumanesimo di Yuval Noah Harari.

Ebbene, questo mi sembra essere il “problema dell’ora presente”.

Infatti, Thiel vorrebbe arrivare (come tutti gli alchimisti, gli stregoni, gli esoteristi e i luciferisti) a ottenere l’immortalità grazie alle sue scoperte tecnologiche, che supererebbero (ipoteticamente, secondo lui) l’umano; in un certo senso come la grazia (realmente, per la sana teologia) supera e sorpassa la natura.

In effetti, Thiel reputa l’IA superiore a quella umana e, quindi, la venera o “adora” come qualcosa di magico, sovrumano o “divino” in senso panteistico e luciferiano, ricongiungendo la tecnologia scientifica al Transumanesimo filosofico di Noah Harari.

PERCHÉ QUEST’ARTICOLO RICAPITOLATIVO?

Per questo motivo, riunisco, in quest’articolo di sintesi, ciò che ho scritto più dettagliatamente recentemente su alcuni di questi temi, per trarne la lezione morale, che poi è la questione più importante dell’ora presente. Ossia, cosa rappresenta tutto ciò che è accaduto or ora sotto i nostri occhi?

Insomma, come dobbiamo reagire davanti a questo scatenamento delle forze del male, che vorrebbero distruggere l’ultimo “Alcazar”, che s’ostina ancora a non farsi normalizzare dall’untuoso entrismo dell’Anticristo filantropico americanista, che vuol “conciliar l’inconciliabile, nel nome dell’ultimo Concilio”?

I – PETER THIEL

Peter Thiel è un sostenitore accanito di Donald Trump (almeno durante il suo secondo mandato); egli è un rappresentante della “tecno/destra”; ossia del conservatorismo statunitense, che vorrebbe redimere l’umanità tramite la tecnologia conservatrice ed elitaria (siam passati dall’«élite del caffè» brasiliano all’«élite della tecnica» americana), messa soprattutto a presidio degli eserciti (statunitense e israeliano, gli unici veramente occidentali, atlantici e democratici), che l’hanno impiegata per massacrare (democraticamente e a fin di bene) almeno 70 mila Palestinesi di cui oltre 20 mila bambini al disotto dei 12 anni (senza dimenticare i milioni di morti provocati tra gli anni Ottanta e il 2010 – anche dalla Nato, Italia compresa – in Libano, Iraq, Jugoslavia, Libia e Siria …).  Secondo lui tutto ciò che s’oppone alla tecnologia e tecnocrazia va messo fuori legge.

Infatti, egli invita al «convegno sull’Anticristo e il “Katèkon”» il vecchio radical/pannelliano (un vero “pezzo da 90” per trattenere l’Anticristo … dalle risate …) Daniele Capezzone, Antonio Zanardi Landi: l’Ambasciatore presso la Santa Sede dei “Cavalieri di Malta” e il nord-leghista Lorenzo Fontana; poi manda i convitati alla Messa tradizionale, pur non essendo cattolico e convivendo con un uomo (= Matt Danzeisen, finanziere americano, vicepresidente di “BlackRock” dal 2017, dal quale ha avuto un figlio in utero in affitto …).

 Secondo Thiel la democrazia è oramai sorpassata e dev’esser rimpiazzata dalla tecnocrazia; perciò, egli predica l’avvento della nuova era di salvezza tecnocratica mediante la dissoluzione o l’antinomia (“anti” = contro; “nomè” = Legge; cioè, la violazione della Legge naturale, come mezzo di santificazione); insomma gli stessi temi predicati dai cabalisti e specialmente da quelli polacchi e ucraini del XVIII secolo: per esempio, tra i più famosi, Jacob Frank e Isaac Zevi e, infine, da Julius Evola (La metafisica del sesso, Roma, Atanòr, 1958; Cavalcare la tigre, Milano, Scheiwiller, 1961).

La società dell’avvenire, secondo Thiel, dev’essere diretta dai tecnocrati, dalla tecnologia altamente avanzata (Intelligenza Artificiale, con la “maiuscola”) onde arrivare al “Transumanesimo” (preannunziato da Yuval Noah Harari) o “indiamento”; vale a dire, farsi “Dio” con la propria gnosi o conoscenza tecnologica e non più solamente metafisica (come avrebbe voluto il vecchio René Guénon, La crisi del mondo moderno, 1927; Il re del mondo, 1927; La metafisica orientale, 1939).

Secondo Thiel siamo giunti alla vigilia dell’«apocalisse» (che non è quella di san Giovanni Apostolo); viviamo ora un’epoca crepuscolare, una sorta d’inter-regno, che precede quello del Messia: Trump/Netanyahu/Thiel (una vera “anti-trinità infernale”), che sconfiggerà l’Anticristo, forse proprio come gli Usa stanno (4 aprile 2026) sconfiggendo … l’Iran…

Naturalmente il “Messia” sarebbe proprio lui (e chi se no) … ma non ci salverà con l’ascesi, il pentimento e la conversione; bensì con la dissoluzione (morale, logica e metafisica) e, perciò, egli si adopera per accelerarla nichilisticamente. “Tanto peggio, tanto meglio”, “pecca fortiter sed fortius spera”.

La “Palantir” di Thiel, ultimamente e “stranamente”, è coinvolta in tutte le operazioni di spionaggio e specialmente in quelle belliche e soprattutto in quelle che hanno luogo nei teatri attuali di guerre sanguinose (Gaza, Cisgiordania, Ucraina, Russia, Iran, Israele e Usa …).

La “Palantir” è nata con l’11 settembre del 2001, e grazie alla “Patriot act”, ha iniziato a schedare tutti noi con il nobile intento d’impedire ai Boing di schiantarsi contro i grattaceli americani, che essendo troppo alti rischiano di causare numerosi “incidenti”, specialmente se alla loro guida ci sono degli arabi ultra/integralisti ma ubriachi (“ermeneutica della continuità [tra islam e alcooltest]” di Ratzinger o “coincidentia oppositorum” di Spinoza) anche se, successivamente (2003), rendono possibile all’America d’invadere l’Iraq per rubare o meglio “esportare” il petrolio, con la scusa d’«importare» la democrazia.

Thiel è stato in contatto con Jeffrey Epstein …, il Mossad, vari apparati dei servizi segreti mondiali soprattutto statunitensi (naturalmente democratico/conservatori).

II – SAM ATMAN

Il secondo personaggio che adesso entra in ballo, è Sam Altman, il quale come il suo socio Peter Thiel, si è “sposato” civilmente – alle Hawaii, ça va sans dire – con un uomo, idem ut supra, (= Oliver Mulherin) nel gennaio del 2024 (v. Corriere della Sera, 12 gennaio 2024) e il 23 gennaio 2025 ha annunciato sui social l’adozione di un figlio, già prevista un anno prima (v. La Repubblica, 12 novembre 2024)); ora, il figlio “di Thiel” è nato con l’utero in affitto; tuttavia, non saprei come sia nato quello di Altman, che nonostante l’Intelligenza Artificiale non è ancora onnipotente e ha – almeno per il momento – qualche difficoltà a ingravidare un uomo …. Perciò, è probabile che il figlioletto sia stato fatto anch’esso in laboratorio o (in maniera più casereccia) con l’utero in affitto.

Però, occorre ammettere almeno che Sam Atman (a differenza di Peter Thiel) non presume di essere il “Katèkon” dell’Anticristo e non organizza “party-messa san Pio V” a Roma (v. Il Sole 24 ORE, 19, gennaio, 2023, Ecco chi è Sam Altman, l’inventore di ChatGPT), in funzione della “Opzione Benedetto” come recita il titolo del libro del suo amico Rod Dreher (tr. it., Cinisello Balsamo, San Paolo, 2018).

III – ROD DREHER

Ed eccoci giunti al “terzo personaggio in cerca d’autore”: Rod Dreher. Infatti, anche il sodalizio Thiel/Dreher è preoccupante; poiché, Dreher ha lanciato il piano di “ricristianizzare” l’Europa, ma in maniera americanizzata, sotto l’egida della “nuova teologia” (anche se moderatamente conservatrice) di Benedetto XVI e non più sotto quella patristica e tradizionale di san Benedetto da Norcia (troppo integralmente “cattolico-romana”), che funge solo da paravento a Ratzinger/Benedetto XVI.

Ecco l’ambiguità di Dreher, quella di usare il nome “Benedetto” in due modi, diametralmente diversi; proprio come Ratzinger aveva usato equivocamente il medesimo termine “Tradizione” in maniera assieme tradizionale e modernista; volendo far passare l’idea di una continuità tra due entità in contraddizione: Benedetto da Norcia e Benedetto da Marktl in Baviera, ossia XVI / Vaticano II e Tradizione apostolica (Cfr. Francesco Spadafora, La Tradizione contro il Concilio, Roma, Volpe, 1989).

Insomma, bisognerebbe rifondare «un’Europa giovane, con Messa antica», possibilmente vestita con “look-Cucinelli,” in prospettiva neocon, ultra-liberista, calvinista/fondamentalista, filosionista, anche moderatamente aperta al Rotary e alla Massoneria, naturalmente conservatrice o anglo/americana, … tutt’altra cosa da quella latina e progressista…

La venuta di Thiel a Roma va letta in quest’ottica, che puzza di Cia, la quale vuole americanizzare Roma – non più con le bombe, come nel 1943/44 –, ma con l’infiltrazione liberal-conservatrice nel seno del cattolicesimo tradizionale, avendo già infiltrato il Vaticano durante il Concilio (1962-65) e gli Istituti “Ecclesia Dei” (1983/84), durante la “Restaurazione teologica” avvenuta nei pontificati di Wojtyla (1978-2005) e Ratzinger (2005-2013); Restaurazione che ha conosciuto una battuta d’arresto durante il regno di Bergoglio (2013-2025) e che forse dovrebbe essere rilanciata (con l’aiuto di Thiel) sotto questo attuale del Pontefice americanista Prevost, finanziato e sponsorizzato da Trump.

IV – CIA & “NOM” PASSANDO PER LA “MESSA-BEAT”

Il 3 aprile del 1969 venne promulgata la Nuova Messa di Paolo VI; mentre, le cosiddette Messe-beat risalgono già al 1966 (tre anni prima della promulgazione del NOM).

La Liturgia-beat, riproduceva canzonette vagamente religiose con un ritmo fortemente e sfrenatamente beat; inoltre, il loro contenuto era ripieno di un sentimentalismo mieloso e appiccicoso, che dava fastidio a ogni intelletto ben ordinato, preparandolo ad accettare l’obbrobrio – inizialmente meno beat – della nuova Messa montiniana del 1969 (vedi lo sketch bellissimo di Aldo Fabrizi su “La Messa-beat, la notte di Natale”).

Ecco che, il 27 aprile 1966, a Roma nella chiesa di Santa Maria in Vallicella, fu cantata e presentata al gran pubblico con tanto di televisione e di stampa, la prima Messa-beat … c’erano migliaia di persone.

Attenzione! La Messa-beat non è un incidente di qualche prete scapestrato; anzi, la Messa-beat è stata voluta (in pieno stile “Scuola di Francoforte”) dalle alte sfere vaticane passate al modernismo e anche dall’Intelligence statunitense per rovinare la Chiesa romana.

Ora, in questa congiuntura post-pandemica e bellica (Palestina, Ucraina, Iran …), che va dal 2019 al 2026, Thiel/Atman/Dreher stanno cercando di portare a termine il progetto Cia/Morlion (1943/1966-69) per completare totalmente la sovversione e la dissoluzione dell’umanità.

Infatti, in questa concatenazione di avvenimenti non è possibile non vedere la mano dell’Intelligence, come al Vaticano II lavorò in gran segreto il Bené Berith, ossia la Massoneria ebraica.

PADRE FELIX MORLION

Molto importante è un personaggio, che occorre studiare bene, Felix Morlion; … ora vedremo chi è.

L’Università “Pro Deo” fu un progetto della CIA e dell’O.S.S., vale a dire i servizi segreti militari americani.

Padre Morlion arrivò in Sicilia con l’esercito americano nel ‘43, sbarcò in Trinacria, hanno distrutto lo spirito dell’Europa e il più bello doveva ancora venire.

Egli, arriva con l’esercito americano nel ‘43, poi dal ‘43 al ’44 risale mezza Italia in direzione di Roma, il 4 giugno ‘44 gli Americani entrano a Roma; Morlion ci arrivò con una lettera di presentazione di Alcide De Gasperi e di Don Sturzo.

Morlion era una persona molto importante esperto di tecniche di guerra psicologica e di propaganda di massa, era un agente operativo dei servizi segreti militari americani O.S.S., col placet di Monsignor Montini fondò a Roma nel ‘46 “L’Università Internazionale di Studi Speciali” (LUISS),  non ancora la “Luis”, era la “LUISS”, che poi diventerà la “Luis-Luigi Carli” della Confindustria; quindi si passa dal Clero alla Confindustria la LUISS era chiamata anche “Pro Deo”, Morlion la fondò assieme a Vittorio Valletta che è diventato il direttore della Fiat al tempo di Giovanni Agnelli. Valletta, era un celebre massone.

Oggi, oggi la LUISS si chiama “Luis-Guido Carli”, ed è l’Università della Confindustria, che concilia (contro il Vangelo e secondo il Vaticano II) Dio e Mammona.

V- L’ULTIMO ASSALTO AMERICANISTA

Assistiamo, soprattutto con il “convegno Thiel sull’Anticristo” e la partecipazione dei suoi fans alla Messa tradizionale alla “Trinità dei pellegrini”, a un trasbordo teologico inavvertito del mondo tradizional/conservatore verso il l’Americanismo tecnologicamente transumanista, che va oltre il Vaticano II e il “NOM” montiniano. Insomma, a qualcosa di tremendamente attuale, pericoloso e diabolicamente ingannatore.

Infatti, specialmente dopo “il tornado Trump”, che è visto anch’esso dai “conservatori estremi” come il “novello Carlo Magno o san Benedetto (post-Ratzinger, Benedetto XVI)”, restauratore della neo-Cristianità, che andrebbe dall’Atlantico a Israele, naturalmente nell’ottica del Giudeo/cristianesimo e dei “Fratelli Maggiori” (da “Nostra aetate”, 1965 a Giovanni Paolo II/Benedetto XVI, 2005/13).

Purtroppo, l’intenzione di trovare una via d’uscita dalle circostanze dei tristissimi tempi odierni, rispecchia quella dell’ingenuo, che accetta un’insidiosa “mano tesa” (da Trump/Thiel/Prevost), senza rendersi conto che quella mano lo trarrà poi a passare il Rubicone verso l’errore e l’ingiustizia (card. Alfredo Ottaviani, Doveri dello Stato verso la Chiesa, Roma, 1952).

Oggi, infatti, la mano viene tesa a quella parte del cattolicesimo romano tradizionale, che è scampato allo tsunami del Vaticano II, da parte dell’Americanismo aggiornato con un pizzico di teo-conservatorismo (che già fu condannato da Leone XIII, in Testem benevolentiae nostrae, 1899) e che oramai (2026) parla apertamente di sé (Thiel) come se fosse il “Katèkon” o “l’ostacolo” che fermerà “la Bestia che sale dal mare”, il cui nome è “666”, ossia l’Anticristo finale.

L’odierna mano tesa, insomma, è quella che sembra aver abbandonato apparentemente l’odio verso la Tradizione apostolica, anzi oramai essa è rivestita da un guanto di un filantropismo mieloso e pacifista a parole.

I filantropi anticristici sembrano essere disposti a concedere alla Tradizione (purché se ne resti in sacrestia) almeno una tolleranza pratica (tipicamente americana) o il compromesso “meta-storico” o “meta-fisico”; poiché proiettato verso un Nuovo Ordine Mondiale, fondato sul Trans/umanesimo e l’Intelligenza artificiale, in cui l’uomo finalmente si farà simile a Dio con le sue forze e quelle delle macchine o dei microchip dei vari Noah Harari, Peter Thiel ed Elon Musk.

Purtroppo, lo stesso ritornello che stava in bocca ai cattolici per il socialismo e progressisti vari di ieri, lo si ritrova in bocca ai “conservator/isti” di oggi: «Finalmente un potere politico/religioso dal “volto umano”: Trump/Thiel! Come si fa a rifiutare la loro “mano tesa” alla Tradizione/conservatrice e il loro “compromesso meta-storico” con il conservatorismo/neo-tradizionale, che addirittura invita ad andare alla Messa tradizionale con tanto di “pass” al collo coloro che ascoltano le parole di Thiel sull’Anticristo?».

Pio XII ci aveva avvertito poco prima di morire: “Nessuno di voi diventi un disertore”. Infatti, col timore di essere accusati di voler tornare al medioevo o di voler restare nel “ghetto”, alcuni dei nostri non se la sentono più di mantenere le posizioni dottrinali, che oggi sono politicamente e teologicamente scorrette.

Atteniamoci, invece, al monito di Leone XIII, il quale, raccomandando la concordia e l’unità nel combattere l’errore, aggiungeva: “… e qui bisogna stare in guardia di non lasciarsi andare a essere conniventi con l’errore, o a opporgli più debole resistenza che la verità non comporti”.

Insomma, i veri cattolici integralmente legati alla Tradizione divino/apostolica, che sanno di essere nel sicuro possesso della verità e della giustizia rivelata da Dio e trasmessa dagli Apostoli di Cristo, non vengono a transazioni e non cercano di annacquare il cristianesimo. Essi esigono il pieno rispetto dei loro diritti, che son quelli di Dio.

Coloro invece che, non si sentono sicuri del possesso della verità (poiché stanchi o ingenui) non riescono a tener da soli il campo. Ecco la trappola del “compromesso storico/teologico” o “meta-storico”, che è l’accettazione del dialogo con la modernità americanista (presentataci, nonostante le guerre scatenate quasi ininterrottamente dagli Usa –  da oltre duecento anni – in tutte le parti del mondo, come l’unico baluardo democratico assieme con Israele – nonostante le stragi e il genocidio finale del Sionismo che vanno dal 1948 al 2026 – che si ergerebbe contro la “barbarie antidemocratica” palestinese, russa e persiana, che sarebbe il “male assoluto di oggi”), iniziato da Giovanni XXIII, fatto solo con la misericordia o meglio con l’arrendevolezza e senza la giustizia, ossia senza confutare gli errori e gli orrori del mondo moderno e contemporaneo.

Invece, “La Chiesa cattolica insiste sul principio che la verità deve avere il sopravvento sull’errore e che la vera religione, quando essa è conosciuta, deve essere aiutata nella sua missione spirituale in preferenza alle religioni il cui messaggio è più o meno manchevole e in cui l’errore si mescola con la verità”.

Un accordo pratico coll’Americanismo (specialmente se “conservatore” e di “destra”, come sarebbe quello trumpiano di Thiel, apparentemente molto più “conservatore” di quelli di Reagan e Bush) porterebbe immancabilmente poco a poco 1°) non solo a rinchiudere la Tradizione in sagrestia – con il riconoscimento ufficiale del modernismo ascetico/politico (condannati da Testem benevolentiae, 1899; Graves de communi re, 1903; Notre charge apostolique, 1910), come è avvenuto agli Indiani d’America rinchiusi nelle riserve e regolarmente riconosciuti, purché si limitino a fare le comparse di un passato che fu vivo e oggi fa solo folklore – ma anche 2°) a cadere nelle grinfie del Nuovo Ordine Mondiale, che non si rassegna a perdere il suo primato mondiale politico ed economico e vuole abbattere la Russia cristiana (anche se ortodossa) passando prima attraverso l’Iran, dopo essersi impadronito del suo petrolio immediatamente dopo quello venezuelano e l’acqua della Groenlandia così necessaria per l’«informatica» e per l’Intelligenza artificiale.

VI– QUALE LEZIONE TRARRE DA TUTTO CIÒ?

Assistiamo, soprattutto con il “convegno Thiel sull’Anticristo” assieme alla partecipazione dei suoi fans alla Messa tradizionale alla “Trinità dei pellegrini”, a un trasbordo teologico inavvertito verso il l’Americanismo tecnologicamente transumanista e implicitamente verso il Regno dell’Anticristo finale.

Insomma, si sta cercando nuovamente di conciliare il neo-modernismo con la Tradizione, alla luce di Benedetto XVI e della sua «“ermeneutica della continuità” sempre affermata, ma mai provata» (come invece ha dimostrato monsignor Brunero Gherardini).

Infatti, qualcuno (i “neoconservatori estremi”) cerca di scambiare i suoi desideri per la realtà e vedere in Trump e nello spirito di Benedetto XVI, il restauratore della neo-Cristianità, che andrebbe dall’Atlantico a Israele.

I filantropi anticristici sembrano essere disposti a concedere alla Tradizione apostolica dogmatico/liturgica almeno una tolleranza pratica (tipicamente americana) o il compromesso “meta-storico” e “meta-fisico”; poiché proiettato verso un Nuovo Ordine Mondiale, fondato sul Trans/umanesimo e l’Intelligenza artificiale, in cui l’uomo finalmente si farà simile a Dio con le sue forze e quelle delle macchine o dei microchip dei vari Noah Harari, Peter Thiel, Sam Atman ed Elon Musk.

VII – CONCLUSIONE

Per concludere, ci si chiede, se possa nascere da quest’ordine di cose, proprio dell’Americanismo, qualcosa di buono; anche se esso fosse corretto da “destra”, ossia, dalla “Trump-filosofia” e dalla “Thiel/tecnologia”?

Certamente “Dio può trarre dei figli di Abramo anche dalle pietre” (Lc., III, 8; Mt., III, 9), essendo onnipotente; ma, normalmente Egli lascia agire le cause seconde, ossia l’essere umano, e poi interviene con la sua “Grazia, che presuppone la natura, non la distrugge ma la perfeziona” (S. Th., I, q. 1, a. 8, ad 2).

Dopo aver esaminato la dottrina di Thiel, uno dei principali leader del movimento della “destra” americana filo-trumpista, che si definisce “neo-conservatorismo nazional americano/post-liberale”, mi sembra che sia molto difficile vedere nel Trump/Thielismo o paleo/conservatorismo americanista una zattera di salvataggio per il povero mondo che sta andando a rotoli come il “Titanic” e che potrà essere restaurato solo dall’Onnipotenza divina, che tuttavia vuol servirsi anche delle cause seconde, nella misura in cui esse sono disposte a cooperare con la grazia di Dio, certamente non con “unioni contronatura”, che negano sia 1°) il “principio speculativo d’identità e la sinderesi morale”: “Il bene è il bene, il male è il male, il male non è il bene” (Principio di non contraddizione: Ermeneutica della continuità tra Tradizione e Vaticano II); sia 2°) la Sinderesi: “Il bene è il male, il male è il bene, bisogna fare il male e fuggire il bene” (l’unione omosessualista voluta e propagandata di Thiel e Atman).

Infatti, quale stabilità potrebbe avere un movimento politico che non è ancorato su saldi princìpi filosofici (politico/economici) e teologici (dogmatici e morali). Sembrerebbe piuttosto una casa costruita sulla sabbia o sulle onde agitate del mare e non sulla roccia.

Basterebbe studiare il piano di Trump/Thiel per Gaza; inoltre, Trump si è perfino vantato del fatto che suo genero Jared Kushner abbia convertito sua figlia al giudaismo lubavitcher.

La benefattrice o finanziatrice principale di Trump è Miriam Adelson, ultra miliardaria padrona di un impero di 60 miliardi di dollari. Sionista convinta. Ella ha donato a Trump per la sua ultima campagna elettorale più di cento milioni di dollari (cfr. The Times of Israel, 17 ottobre 2024). Anche J. D. Vance e Marco Rubio sono stati finanziati dalle lobby ebraiche statunitensi.

Certamente con questi princìpi (e la provenienza di questi dollari: “Se io do una cosa a te, tu poi dai una cosa a me!”) non si va lontano, anche se si è accompagnati o teleguidati da “Palantir”, che – se vede tutto – ancora non può tutto e dipende poi dai donatori di dollari come il tossicodipendente dal pusher (“do ut des”).

Non si può costruire un edificio duraturo sull’onda mobile in perpetuo divenire della contraddizione per principio; ma occorre farlo solo sulla roccia stabile e permanente dell’essere in atto (“Ego sum qui sum”).

        d. Curzio Nitoglia

1  Cfr. Maurizio Blondet, Gli Adelphi della dissoluzione, Milano, Ares, 1994; Gershom Scholem, Sabbetai Sevi. Il Messia mistico, 1973, tr. it., Torino, Einaudi, 2001; Arthur Mandel, Il Messia militante. La storia di Jacob Frank e dei Frankisti, 1979, tr. it., Milano, Arké, 1989.
2 Cfr. Léon de Poncins, Il problema degli ebrei al Concilio Vaticano II, Roma, 1962, stampato in proprio; Emanuel Ratier, Misteri e segreti del B’nai B’rith, Verrua Savoia, CLS, 1994; Maurice Pinay, Complotto contro la Chiesa, Roma, 1962, stampato in proprio, rist. Proceno, Effedieffe, 2015.
3 Leone XIII, Enciclica Immortale Dei, dell’1-11-1885.
4 Jacques Maritain, I diritti dell’uomo e la legge naturale, trad. it., Vita e Pensiero, Milano 1977, p. 24.
5 Brunero Gherardini, Concilio Ecumenico Vaticano II. Un discorso da fare, Frigento, Casa Mariana Editrice, 2009; Tradidi quod et accepi. La Tradizione, vita e giovinezza della Chiesa, Frigento, Casa Mariana Editrice, 2010; Concilio Vaticano II. Il discorso mancato, Torino, Lindau, 2011; Quaecumque dixero vobis. Parola di Dio e Tradizione a confronto con la storia e la teologia, Torino, Lindau, 2011; La Cattolica. Lineamenti d’ecclesiologia agostiniana, Torino, Lindau, 2011.
6 Miriam Adelson è nata a Tel Aviv nel 1945, è un medico e filantropo (naturalmente, non poteva non esser così … la filantropia è di moda, se non l’hai, ripudiato sarai) israeliano/statunitense, ereditaria di un enorme patrimonio da parte del marito e magnate dei casinò Sheldon Adelson († 2021). È una delle donne più ricche del mondo ed è fervente sostenitrice d’Israele e di Trump, nella misura in cui anch’egli sostiene lo Stato sionista. Miriam è considerata una delle figure più influenti delle relazioni Usa/Israele.

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1 commento su “Il Complotto Americanista contro la Chiesa di Roma: Don Curzio Nitoglia. Scontro USA-Vaticano.”

  1. Don Curzio Nitoglia: “La venuta di Thiel a Roma va letta in quest’ottica, che puzza di Cia, la quale vuole americanizzare Roma – non più con le bombe, come nel 1943/44 –, ma con l’infiltrazione liberal-conservatrice nel seno del cattolicesimo tradizionale, avendo già infiltrato il Vaticano durante il Concilio (1962-65) e gli Istituti “Ecclesia Dei” (1983/84), durante la “Restaurazione teologica” avvenuta nei pontificati di Wojtyla (1978-2005) e Ratzinger (2005-2013); Restaurazione che ha conosciuto una battuta d’arresto durante il regno di Bergoglio (2013-2025) e che forse dovrebbe essere rilanciata (con l’aiuto di Thiel) sotto questo attuale del Pontefice americanista Prevost, finanziato e sponsorizzato da Trump.”

    COMMENTO: Questo passo del divertente Don Curzio puzza di complottismo, anche ad un complottista come me. Inoltre, parlare di Cia che avrebbe infiltrato gli Istituti Ecclesia Dei (tutti?) negli anni 1983/84 è chiaramente un falso storico. Gli Istituti Ecclesia Dei prendono il nome dalla Ecclesia Dei Adflicta di Giovanni Paolo II, documento pubblicato nel 1988 in seguito alle ordinazioni episcopali lefebvriane. La Fraternità San Pietro, uno se non il principale di tali istituti, nasce appunto in seguito a quelle ordinazioni, dunque nel 1983/84 non esisteva e non poteva essere “infiltrato” dalla Cia. Idem con patate per l’Istituto Cristo Re Sommo Sacerdote, nato nel 1990. Così come per le altre piccole o piccolissime realtà radunate sotto le ali della Ecclesia Dei, tutte successive e per la scarsità dei membri sicuramente non rilevanti.
    Questo tipo di fake news le abbiamo già viste, quando negli anni settanta del secolo scorso circolò la diceria che Comunione & Liberazione era infiltrata e sovvenzionata dalla Cia, con conseguenti devastazioni delle sue sedi e gambizzazioni di suoi membri ad opera dei rivoluzionari di sinistra. Sono quindi fake news molto pericolose da diffondere, e Don Curzio dovrebbe essere più prudente… Inoltre, squalificano tutto il resto dell’articolo, che non è tutto da buttare. Bene infatti la critica a Thiel e bene anche quella a Dreher, una “banderuola” che è passata dal protestantesimo al cattolicesimo all’ortodossia e adesso al trumpismo o al tecnologismo con grande disinvoltura, ogni volta giurando e spergiurando di avere trovato la Verità. E che per questa sua superficialità e abilità nel seguire il vento non merita il credito che molti cattolici tradizionali gli concedono né gli onori che insipientemente gli tributano.

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