Marco Tosatti
Carissimi StilumCuriali, Cinzia Notaro, che ringraziamo di cuore, offre alla vostra attenzione queste riflessioni sullo stato della Chiesa, nel nostro emisfero e altrove. Buona lettura e diffusione.
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VOCAZIONI IN CALO, SCANDALI E CONFUSIONE: “SIGNORE DA CHI ANDREMO” ? ( GV 6,68)
Negli ultimi decenni, in Occidente le vocazioni religiose sono calate, i seminari sono sempre più vuoti, i monasteri hanno pochi ingressi, le parrocchie si accorpano, e persino sacerdoti lasciano il ministero, creando confusione tra i fedeli e dubbi sulla stabilità della Chiesa Cattolica.
Oggi i fedeli sentono messaggi contrastanti: preti che approvano convivenze, altri che benedicono coppie omosessuali, voci mediatiche che parlano di cambiamenti dottrinali, e questo genera smarrimento, perché è difficile distinguere tra dottrina ufficiale, interpretazioni personali e abusi di singoli sacerdoti.
È importante ricordare che la Chiesa non coincide con il comportamento dei singoli preti, e che la verità cristiana si fonda sull’incontro con Gesù Cristo, non sulla perfezione degli uomini.
Le cause della diminuzione delle vocazioni sono molte. L’individualismo e il relativismo culturale allontanano i giovani dalla chiamata di Dio, il consumismo e il benessere riducono la percezione del bisogno spirituale, e scandali e divisioni interne minano la fiducia. Inoltre, l’aumento di correnti protestanti, nuove comunità religiose o l’ateismo offre alternative spirituali, ma solo nella Chiesa Cattolica si riceve la salvezza secondo il dogma e l’insegnamento dei Padri della Chiesa. Esistono due eccezioni straordinarie ammesse dai Padri: il battesimo di desiderio, per chi senza conoscere la Chiesa desidera sinceramente unirsi a Dio e compiere la Sua volontà, e il battesimo di sangue, per chi muore per la fede prima di ricevere il battesimo sacramentale. Queste eccezioni si collegano anche al concetto di ignorantia invincibilis, cioè l’ignoranza involontaria e insuperabile, quando la persona non conosce la verità e non può conoscerla: Dio può concedere la salvezza in questi casi. Al contrario, chi rifiuta consapevolmente la verità della Chiesa, rientrando nella ignorantia docta o ignoranza colta, sceglie di ignorare ciò che potrebbe conoscere, e fuori della Chiesa non ha la garanzia della salvezza eterna. Chi si allontana senza rientrare in queste eccezioni perde l’anima.
Al contrario, in Africa, in Asia e in America Latina le vocazioni sono ancora numerose, perché la fede cresce dove la comunità è viva, la trasmissione in famiglia è forte e Dio è percepito come centrale nella vita quotidiana.
I santi e i Padri della Chiesa hanno parlato di tempi difficili. San Giovanni Bosco diceva: “Lontano da Dio il mondo perderà la fede e l’autorità dei pastori sarà contestata.”
Santa Faustina Kowalska ricordava l’importanza di pregare per i sacerdoti, perché il male tenta di indebolirne la fedeltà.
San Paolo, nella seconda lettera a Timoteo (2 Tm 3,1‑5), descrive i tempi ultimi come difficili, con uomini “amanti di se stessi, vanagloriosi, disobbedienti ai genitori, ingrati, empi.”
Sant’Agostino scriveva: “La Chiesa è santa perché Cristo è santo, non perché tutti i suoi membri lo siano.” San Giovanni Crisostomo ricordava che le prove e le tempeste rafforzano la fede dei credenti.
La Bibbia stessa ci esorta a preservare la fede che è stata consegnata ai santi.
Paolo scrive a Timoteo: “Ricordati di Gesù Cristo… come io lo annuncio nel mio Vangelo”. Egli lo esorta a predicare la Parola, insistere in ogni occasione e non rinunciare alla sana dottrina, non cedere alla tentazione di seguire favole o dottrine che allontanano dalla verità (2 Timoteo 4,2‑4).
Paolo aggiunge: «Affida a uomini fedeli ciò che hai udito da me… perché possano insegnarlo anche ad altri» (2 Timoteo 2,2), indicando che la fede va preservata e trasmessa come un tesoro prezioso. Oggi, però, la fede si trasmette sempre meno. Nelle scuole, nelle famiglie, negli ambienti sociali e educativi, Dio spesso è espulso dalla vita quotidiana. Se la fede non viene insegnata e vissuta, rischia di scomparire, perché le nuove generazioni possono crescere in un mondo che offre solo favole e ideologie, senza radicamento nella verità del Vangelo.
La carenza di vocazioni, i preti che lasciano il sacerdozio e l’aumento di altre correnti religiose non indicano necessariamente la fine della fede, ma mostrano un cambiamento nel modo in cui essa viene vissuta. Le nuove generazioni cercano senso e spiritualità, ma spesso non lo trovano nelle forme tradizionali. La Chiesa deve affrontare la sfida non solo difendendo le strutture, ma proponendo la fede come scelta personale, significativa, radicata nella verità e orientata alla salvezza eterna. La crisi può diventare occasione di purificazione e rinnovamento.
Infine, la fede si trova e si conserva nella Parola, nel Vangelo che Gesù ha lasciato. La fede non è un sentimento passeggero, né una favola comoda, ma la risposta alla chiamata di Dio nella Sua Parola. Come Paolo stesso testimonia: «Ho combattuto la buona battaglia… ho conservato la fede» (2 Timoteo 4,7), e indica che solo chi rimane fedele alla Parola del Vangelo avrà la vita eterna.
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1 commento su “Vocazioni in Calo, Scandali e Confusione nella Chiesa: Signore, da Chi Andremo?…Cinzia Notaro.”
A me sinceramente sembra che ci sia un grande calo di fedeli, più che di vocazioni al sacerdozio o ad altre scelte religiose. Io vedo le chiese vuote, c’è più clero che fedeli.
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