Cisgiordania, G@z@: I$r@ele e i Coloni Continuano a Massacrare Civili. A Famiglie Intere.

Marco Tosatti

Cari amici e nemici di Stilum Curiae, offriamo alla vostra attenzione alcuni elementi di valutazione su quanto sta accadendo in Medio Oriente, su un teatro che è stato messo in disparte dopo l’aggressione di Israele e degli Stati Uniti all’Iran. Buona lettura e condivisione.

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C’è questo post di InsideOver:

gaza 16 uccisi

Domenica 15 marzo le forze israeliane hanno ucciso almeno 16 palestinesi in una serie di attacchi a Gaza e Cisgiordania occupata, in una delle giornate più sanguinose delle ultime settimane.

Secondo le autorità sanitarie palestinesi e fonti mediche locali, nella Striscia di Gaza un attacco aereo israeliano ha colpito un veicolo della polizia vicino all’ingresso della città di az-Zawayda, nel centro dell’enclave. L’esplosione ha ucciso nove agenti. Almeno 14 persone sono rimaste ferite, molte delle quali civili che si trovavano nelle vicinanze.

Un altro attacco aereo ha colpito un edificio residenziale nel campo profughi di Nuseirat, nella parte centrale della Striscia.

Nella stessa esplosione è morto anche un ragazzo di 15 anni, trasferito all’ospedale al-Awda di Nuseirat.

I residenti della zona hanno raccontato che l’attacco è avvenuto senza alcun preavviso. “Eravamo tutti addormentati quando abbiamo sentito l’esplosione. Il missile è stato potentissimo”, ha dichiarato Mahmoud al-Muhtaseb.

Nel complesso, secondo funzionari locali e autorità ospedaliere, almeno 13 palestinesi sono stati uccisi a Gaza nel corso della giornata.

Nelle stesse ore a Gaza un muro di un edificio bombardato dall’esercito israeliano è crollato su una tenda a Khan Younis, uccidendo 5 palestinesi.

In Cisgiordania Occupata l’esercito israeliano ha aperto il fuoco contro l’auto della famiglia uccidendo Ali Khaled Bani Odeh, 37 anni, sua moglie Waad Othman Bani Odeh, 35, i loro due figli: Mohammed, 5 anni, Othman, 7 anni.

Le forze israeliane hanno colpito la famiglia alla testa, al viso, al petto e dopo la strage hanno sequestrato l’auto trivellata dai colpi.

Dalla cosiddetta “tregua” di ottobre oltre 650 palestinesi sono stati uccisi dal fuoco israeliano nella Striscia di Gaza. Nelle ultime settimane le violenze da parte dei coloni e delle forze di occupazione israeliane in Cisgiordania sono aumentate mentre il mondo guarda alla guerra contro l’Iran.

Credit foto slide 4 Ayman Nobani.

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Sempre su quei massacri a Gaza e in Cisgiordania: cliccate sul collegamento per il video.

 

gaza massacri

 

Domenica 15 marzo le forze israeliane hanno ucciso almeno 16 palestinesi in una serie di attacchi a Gaza e Cisgiordania occupata, in una delle giornate più sanguinose delle ultime settimane.

Secondo le autorità sanitarie palestinesi e fonti mediche locali, nella Striscia di Gaza un attacco aereo israeliano ha colpito un veicolo della polizia vicino all’ingresso della città di az-Zawayda, nel centro dell’enclave. L’esplosione ha ucciso nove agenti. Almeno 14 persone sono rimaste ferite, molte delle quali civili che si trovavano nelle vicinanze.

Un altro attacco aereo ha colpito un edificio residenziale nel campo profughi di Nuseirat, nella parte centrale della Striscia.

Nella stessa esplosione è morto anche un ragazzo di 15 anni, trasferito all’ospedale al-Awda di Nuseirat.

I residenti della zona hanno raccontato che l’attacco è avvenuto senza alcun preavviso. “Eravamo tutti addormentati quando abbiamo sentito l’esplosione. Il missile è stato potentissimo”, ha dichiarato Mahmoud al-Muhtaseb.

Nel complesso, secondo funzionari locali e autorità ospedaliere, almeno 13 palestinesi sono stati uccisi a Gaza nel corso della giornata.

Nelle stesse ore a Gaza un muro di un edificio bombardato dall’esercito israeliano è crollato su una tenda a Khan Younis, uccidendo 5 palestinesi.

In Cisgiordania Occupata l’esercito israeliano ha aperto il fuoco contro l’auto della famiglia uccidendo Ali Khaled Bani Odeh, 37 anni, sua moglie Waad Othman Bani Odeh, 35, i loro due figli: Mohammed, 5 anni, Othman, 7 anni.

Le forze israeliane hanno colpito la famiglia alla testa, al viso, al petto e dopo la strage hanno sequestrato l’auto trivellata dai colpi.

Dalla cosiddetta “tregua” di ottobre oltre 650 palestinesi sono stati uccisi dal fuoco israeliano nella Striscia di Gaza. Nelle ultime settimane le violenze da parte dei coloni e delle forze di occupazione israeliane in Cisgiordania sono aumentate mentre il mondo guarda alla guerra contro l’Iran.

Credit foto slide 4 Ayman Nobani.

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#westbankunderattack #gazagenocide

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E c’è questo post su Instagram:

 

cisgio bambina 5 anni

 

Una bambina palestinese di 5 anni Sawar Salem Al-Hathaleen di Umm al-Khair West Bank è stata investita da un colono israeliano fuori casa sua.

I testimoni dicono che l’autista ha colpito il bambino ed è fuggito dalla scena del crimine.

Il villaggio si trova vicino a Hebron in Cisgiordania, dove i residenti dicono che le tensioni e gli scontri con i coloni israeliani sono stati frequenti. Secondo i rapporti locali, il conducente coinvolto nell’incidente non è stato fermato.

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Questo post parla delle conseguenze dell’investimento…per chi ha denunciato il fatto!

cisgio attivista espulsa

Per chi non conosce il francese il post dice: un colono israeliano travolge una bambina di cinque anni, Israele espelle dunque logicamente l’attivista israelo-americana che ne è stata testimone….

 

Un colono israeliano abbatte una donna palestinese di 5 anni, quindi Israele espelle logicamente l’attivista israeliano americano che lo ha assistito.
Un caso che ricorda il procuratore militare arrestato per aver diffuso il video dello stupro di un detenuto palestinese.
https://www.haaretz.com/west-bank/2026-03-15/ty-article/.premium/israel-to-deport-american-activist-who-reported-car-hitting-palestinian-girl/0000019c-f023-d937-adfd-f8bfb2500000

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C’è questo post di Instagram:

cisgio famiglia massacrata

 

Nella notte tra il 14 e 15 marzo, un’intera famiglia palestinese è stata uccisa a sangue freddo dalle forze di occupazione israeliane nella città di Tammun, a sud di Tubas, Cisgiordania occupata.

L’esercito israeliano ha aperto il fuoco contro l’auto della famiglia uccidendo Ali Khaled Bani Odeh, 37 anni, sua moglie Waad Othman Bani Odeh, 35, i loro due figli: Mohammed, 5 anni, Othman, 7 anni.

Le forze israeliane hanno colpito la famiglia alla testa, al viso, al petto e dopo la strage hanno sequestrato l’auto trivellata dai colpi.

Poche ore prime i coloni israeliani avevano attaccato il villaggio di Qusra, Cisgiordania occupata picchiando brutalmente Motasem Odeh e suo figlio Ameer Odeh, che è stato ucciso.

Secondo le Nazioni Unite, dall’inizio della guerra con l’Iran il 28 febbraio, si sono verificati 192 attacchi di coloni israeliani contro villaggi e città palestinesi in Cisgiordania.

L’ONU stima che 180 palestinesi sono stati costretti a lasciare le proprie case dall’inizio della guerra con l’Iran mentre oltre 1.500 persone sono state sfollate dall’inizio del 2026.

Secondo statistiche pubblicate a gennaio 2026 da IDF e Shin Bet, nel 2025 gli attacchi di coloni israeliani contro palestinesi in Cisgiordania sono aumentati del 27% rispetto all’anno precedente.

Secondo Yesh Din, organizzazione israeliana per i diritti umani che difende i civili palestinesi dalla violenza dei coloni, il 69% dei palestinesi che contattano l’organizzazione decide di non esercitare il proprio diritto a presentare una denuncia alla polizia, spesso per mancanza di fiducia nel sistema o per timore di ritorsioni.

E anche quando le denunce vengono presentate, i tempi restano lunghissimi: il 45% dei reclami presentati da palestinesi contro soldati israeliani rimane aperto tra due e cinque anni, senza una conclusione.

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#westbankunderattack #idf #palestine

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E infine questopost di  paolacaridi  che non vogliamo commentare. 

 

famiglia masscarata cisgio

Nel caso non ve ne foste accorti, è Ramadan. Gli ultimi giorni di un Ramadan completamente dimenticato causa guerra. Sta per arrivare Eid al Fitr, la festa che conclude il ramadan, la festa dei regali come a Natale, e dei vestiti nuovi che si comprano per i bambini. Comincia martedì. A Gerusalemme la Spianata delle Moschee è ancora chiusa, vietata ai fedeli, persino nella 27ma notte, la più santa del Ramadan, a proposito di Israele come campione nella difesa della libertà religiosa. La giustificazione – stupisce? – parla di sicurezza. E’ probabile sia il primo passo per rendere la Spianata sempre meno accessibile ai fedeli palestinesi musulmani.

Qualche decina di chilometri più a nord di Gerusalemme, Cisgiordania occupata, dicono i resoconti giornalistici che la giovane famiglia Bani Odeh, palestinese, era andata a Nablus per fare gli acquisti per l’Eid, per la festa. I vestiti nuovi. Quando sono rientrati nel loro paese, Tammun, la macchina è stata colpita dal fuoco di una pattuglia dell’esercito israeliano.

Ali e Waad, marito e moglie, padre e madre, sono stati uccisi con colpi alla testa. Stesso destino per 2 dei loro 4 figli. I più piccoli. Mohammed aveva cinque anni. Othman 7. Khaled, il maggiore, ha 12 anni, e vicino all’altro bambino sopravvissuto, Mustafa, racconta ai giornalisti palestinesi l’incubo. Ha sentito i soldati dire che avevano “ammazzato dei cani”. E quando Khaled ha chiesto a uno dei soldati se amava i propri genitori, e perché allora aveva ucciso suo padre e sua madre, si è beccato un pugno in faccia.

Che schifo. Non lo dico mai, non è una reazione da fine analista di relazioni internazionali, ma quello che è successo ieri in Cisgiordania è l’ennesima linea rossa di cui sembriamo non curarci. Siamo già su un altro pianeta. Discettiamo di giochi di guerra. Trattiamo la guerra regionale più pericolosa degli ultimi 80 anni come fosse un risiko pieno di pedine. Non una terra piena di esseri umani. Sembra che a molti piaccia così, ora, senza quel necessario colpo di reni a salvarci la dignità.

I corpi della famiglia Odeh sono stati avvolti in bandiera palestinese e kefiah. Non in bandiere di fazioni. I dettagli, in Palestina, contano.

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