La Tradizione. Perché è Preziosa e Vitale, perché la Vogliono Distruggere. Claudio Gazzoli.

Marco Tosatti

 

Carissimi StilumCuriali, Claudio Gazzoli, a cui va il nostro grazie, offre alla vostra attenzione queste riflessioni sulla Chiesa, e la sua tradizione. Buona lettura e diffusione.

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TRADIZIONE
                              «L’uomo nella prosperità non comprende, è come gli animali che periscono» (Salmo 48)
Lo avevo osservato anche lo scorso anno. Ormai anche questa tradizione marchigiana di rievocare, con l’accensione dei falò, il passaggio miracoloso della Santa Casa di Loreto, quasi a voler rischiarare il percorso degli Angeli (quelli veri !…), “lu focaro’ pe’ la Madonna de li Cuppitti”, è perduta. E non mi riferisco ai falò “ufficiali” che le varie associazioni organizzano per la “sera della venuta”, che hanno ormai il tono della rievocazione. Nessun falò nelle campagne e nei paesi che posso vedere da casa, solo il luccichìo dei led che ora rivestono gli alberi con strane figure che poco hanno a che vedere con il Natale. Ed effonde, dalle case, non visibile ma invadente, totalitaria e liberticida, soffocante ma sacrosanta, la televisione.
Ricordo, da bambino, mi divertivo a contare i fuochi che scintillavano nelle campagne, il segnale forte di una non ancora sopita pietà popolare, prima della devastazione dei primi anni sessanta.
Stanno uccidendo la TRADIZIONE perché costituisce un ostacolo all’azzeramento delle differenze, al “nuovo umanesimo”, anzi “transumanesimo”, preparato per il nuovo ordine mondiale.
La tradizione non è “la sagra de la maialata in piazza”, quella semmai è l’anti-tradizione, è tutto il complesso di pratiche, usanze, abitudini, che hanno sfondato i limiti del tempo perché opportune, persuasive, valide, in una parola, belle.
È la memoria di un popolo.
È la facoltà di pensare secondo modelli perfezionati da millenni di dura, quotidiana lotta per la vita.
La tradizione avvicina, dona corpo e dignità ad una comunità, la rende unica, la identifica.
La tradizione è la nostra autentica cultura che ci accomuna ai progenitori, ci rende possibile una corrispondenza irrealizzabile, ci permette di invertire il tempo in un impercettibile accenno di eternità.
La tradizione è l’unica materia che Dio ci permetterà di preservare, mentre di tutto il resto delle cose terrene, che ora ci sembrano sublimi, non rimarrà che il nulla assoluto della loro costitutiva essenza.
È l’antidoto sicuro contro i veleni della modernità.
La tradizione, preservata dalla memoria, è la nostra unica speranza terrena.
Claudio Gazzoli
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5 commenti su “La Tradizione. Perché è Preziosa e Vitale, perché la Vogliono Distruggere. Claudio Gazzoli.”

  1. Il ” calice ” che ci siamo procurati abbandonando il nostro passato e Dio con esso, temo, dovremo berlo fino in fondo. Auguriamoci solo d’averne bevuto tanto da essere vicini al fondo. Allargando pero’ lo sguardo intorno colgo, drammatica , l’inconsapevolezza su quello che si tracanna.

  2. Il ” calice ” che ci siamo procurati abbandonando il nostro passato e Dio con esso, temo, dovremo berlo fino in fondo. Auguriamoci solo d’averne bevuto tanto da essere vicini al fondo. Allargando pero’ lo sguardo intorno colgo l’inconsapevolezza su quello che si tracanna.

  3. stilumcuriale emerito

    Le tradizioni ispirate dalla fede nella loro materialità (il fuoco è un fatto materiale) avevano un contenuto simbolico carico di spiritualità.

  4. Caro Gazzoli, mio conterraneo, anch’io mi rivedo bambina a guardare dalla finestra con gli occhi sorridenti i fuochi brillare nella campagne il giorno della “Venuta”. Calava la notte e spuntavano le luci: “Sono per illuminare la via agli angeli” ci insegnava la mamma ed era vero, ché si notavano fino al mare che da casa nostra, quella perduta per le evenienze della vita, quasi si poteva toccare. Chissà come sorrideva allora la Madonna al veder tanta amorevole accoglienza e come agli angeli fosse più lieve quel miracoloso trasporto che ora, persino in basilica a Loreto si legge come leggenda. Era la nostra tradizione con le sue radici profonde che si chiamano senso religioso della vita, un naturale onore e rispetto alle Colonne della nostra cristianità, Gesù, la Madonna e insieme gli angeli e i santi, tanto che si racconta che san Giuseppe da Copertino, passando inconsapevole nei pressi di Loreto esclamasse estasiato: “Oh, quanti angeli vedo salire e scendere sopra quella collina!” Tradizioni radicate, tramandate in verità e bellezza quando ancora i cuori erano aperti al soprannaturale e nessuno, diciamo rarissimi, erano i negatori, gli insinuatori di dubbi. E molte, molte le sane guide spirituali.
    Il mondo è sottosopra, lo vediamo, caro amico, ma non facciamocene una ragione, non è lecito, non è utile, né rassicurante farsene. Umanamente ci resta solo la preghiera.

I commenti sono chiusi.

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