Marco Tosatti
Cari amici e nemici di Stilum Curiae, Benedetta De Vito, che ringraziamo di tutto cuore, offre alla vostra attenzione questo delizioso racconto, una panoramica della realtà odierna visto con gli occhi di un satanasso di seconda categoria… Buona lettura e condivisione.
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“Scrivi, scrivi, che ti ho detto, lumacone che non sei altro! Ti volevo promuovere a diavolo custode, ma guardati, ti ho sentito sai chiedere a quella odiosa, la ragazzina di Nazareth, che volevi accucciarti ai suoi piedi per riposare un poco. Razza di traditore, furfante matricolato!”
Codariccia, seduto al tavolaccio con zampe di serpente e dorso di coccodrillo, scriveva inzuppando una zampa di coniglio nell’inchiostro di sangue che era il suo preferito, ma mugolando, cercò di giustificarsi. “C’è troppo, troppo lavoro in quella valle di lacrime, tutti che ci chiamano, non abbiamo un secondo libero, maestà demonica, e ogni tanto anche noi vorremmo riposare. Ma quegli uomini, inorgogliti, lontani dal nostro Nemico oramai da secoli, vanno oltre, sempre più e noi, persino noi che siamo i loro lupi travestiti da pastori, siamo stanchi e quasi quasi vorremmo scioperare…”
“Zitto, impertinente, altrimenti ti mando subito giù sulla terra, piuttosto scrivi che dobbiamo mandare la lista completa ai nostri esecutori, quei fresconi, i rettiliani li chiamano, che credono di essere nostri amici e, disprezzando i loro simili (ahahahaha, risata cavernosa) si sprofondano sempre più nelle nostre grinfie”.
“Sì, sì – gioì Codariccia – abbiamo Regine d’Inghilterra, imperatori Romani e poi scrittori, fondatori di imperi, banchieri dai nomi altisonanti che qui… ahahahah – soffrono le mille pene che noi troviamo per loro e quando ci guardano, imploranti, con gli occhioni che dicono “ma noi, noi, vi abbiamo ubbidito, ci avevate promesso la vita eterna, la sapienza dell’albero proibito e… noi, giù, giù, cacciati tra le fiamme, sempre più in basso, vermi, servi inutili e sciocchi”.
“Sì, così mi piaci, caro il mio Codariccia, pieno di voglia di lavorare. Avanti stiliamo la lista delle cose fatte e da fare per la cupola della pirrrramide, per tutti i babilonesi, cioè i figli di Baal che ci aiutano, speranzosi, nell’impresa di distruggere l’opera dell’Innominabile con la sua odiosa fanciulla pura (ahhhh, non riesco neppure a pronunciarlo quel fetido aggettivo). Via, ora scrivi, porca vita, scrivi asinistro!”
E così dettò la lista: 2020 psicopandemia per renderli nemici tra loro, nell’eterno, magnifico motto: homo homini lupus, poi via col siero magico che colpisce chi qui e chi lì e anche instupidisce, tanto per nasconder meglio che è opera nostra. Naturalmente i giornalnienti tacciono tutto in modo che turbocancri, infarti nei bambini e morti improvvise siano ignorati. Ahahaha, se non lo dice la Zuzzù (zozzona tivù) non è successo nulla. Ahahahah. Poi subito dopo una bella guerra, e creiamo l’eroe della guerra uno zozzone (zella nel cielo) che usa il suo attrezzo per suonare il pianoforte. Ma nelle nostre mani, che uomo integro! Ahahahah.
Intanto, vai con la propaganda massiccia sulla terra infuocata (ma non se butti le bombe, ahahahah), sul femminicidio (per uccidere i padri!) e gli animalisti, poi, un’invenzione geniale così i bambini vengono sostituiti dai gattini. E nella Zuzzù vai con le litanie dei fili di finto oro per mostrare le malattie delle creature così col fischio che li fanno i figli quei gozzoni!
Poi, il capolavoro, quando sono cotti a puntino, pieni di menzogne fino a scoppiare, li abbiamo fatti palesare: pedofili, assassini, cannibali. Abbiamo fatto sapere tutto e qualche gonzo ci è finito nel fango, ma solo le stupide pedine. Palesandoli, impuniti e ridenti come quel presidente stupidotto che non voleva mollare le foto delle sue orge, abbiamo creato ancora più caos e sgomento e inquietudine e soprattutto impotenza.
Perché solo la pregh… ma taccio taccio! Poi, il colpo da maestri: la guerra, bombe, fumo, scoppi, paurrrrrrrra (che è ingrediente primo per tutto il nostro programma) e il caos è completo, sublime, meraviglioso trionfo della morte. Intanto vedo da lontano il nostro signore, ancora bambino, che presto, ahahahah, arriverà. E sembrerà un piccolo santo, buonino, carino, bellino. La menzogna delle menzogne. Ahahahaha.
Hai scritto, scioccone, via, fila su da quei pecorotti. Via, su.
E Codariccia, sbuffando, salì sulla terra, ma, trovandola troppo, troppo malvagia anche per i suoi gusti di diavolo di secondo ordine, si addormentò sotto la statua della Madonnina…
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3 commenti su “Il Mondo Visto da un Satanasso di Seconda Categoria. Benedetta De Vito.”
Cara Benedetta (nome che mi ricorda il Santo Padre Benedetto XVI e le sue sofferenze ancora non del tutto condivise), ti ringrazio per questo ritratto della situazione e ne ripercorro qualche dettaglio, tentando di farlo attraverso lo sguardo degli occhi della “ragazzina di Nazareth”.
La valle di lacrime… E’ il luogo dell’afflizione e il male che affligge la creazione è conseguenza del peccato. Come mai la Vergine Maria, che è immacolata, ha così tanta compassione di questa sofferenza? E perchè ha sofferto lei, sette spade l’hanno trafitta, che di peccati non ne ha?
Quale mistero si annida nella sofferenza? Forse è proprio il mistero della croce? Anche Gesù non pecca, ma si carica del peccato altrui…
Dicono ai diavoli gli altisonanti regnanti, certamente altamente suonati nel credere di regnare: “noi, vi abbiamo ubbidito”…
Accidenti: ubbidire al falsario menzognero significa disubbidire alla Verità! Lo sanno, lo dicono: sono la voce della menzogna.
Eppure gli occhi della ragazzina aprono uno spiraglio alla volontà di bene: lei ha compassione per le loro vittime e anche per loro stessi!
No, non è “buonismo”: è che lei è obbediente alla Verità. Per essere giusti e buoni davanti a Dio non basta la legge o non avere peccato.
Ci vuole quella divina compassione che sa addossarsi i peccati degli altri, tanto è l’amore e la misericordiosa volontà di salvare il peccatore.
Lei ha obbedito: è senza peccato, ma è umile. Non si fa vanto della sua purezza, ma apre il cuore alla stessa compassione di Dio.
Ci mette la sua vita di Madre: soffre la croce redentrice del figlio. Così, a spanne, la direi … corredentrice, umilmente in secondo piano.
Lei, la ragazzina, è una creatura come noi, ma è obbediente alla volontà di Dio di essere misericordioso mediante la croce.
Il dono dello Spirito Santo è a Pentecoste… eppure Gesù morendo in croce (come uomo muore davvero) emette già lì lo Spirito!
La donna, la Madre, è esattamente lì sotto: con gli stessi sentimenti, obbediente alla volontà di chi le sta sopra e davanti, dal principio.
Se la Madonna è priva del peccato originale non è solo perchè non ha peccato, ma perchè ha sempre obbedito a quella scelta crocefissa.
Non dal 33 d.C., ma dalla fondazione del mondo. Quindi lei non è una che rientra nel paradiso terrestre, ma che è nel paradiso eterno di Dio.
Maria non ha peccato perchè è liberamente (la libertà dell’umile di essere obbediente alla Verità che rende liberi) sempre rivolta a Dio.
E’ la disobbedienza che distacca dal paradiso terrestre e innesca la catena di sofferenza e morte: lei non ha mai disobbedito.
Perciò è la creatura rimasta divinizzata, cioè piena della grazia di Dio, nell’originale di Dio senza il peccato originale!
Non si è lasciata ingannare, non separandosi da Dio: è giusta e buona senza vantare meriti, da umile ancella del Signore.
Che rabbia per il diavolo… Ma quanta compassione anche in lei per noi! Non si sente superiore, non ci accusa… Soffre sotto la croce.
Palesandoli, impuniti e ridenti… Chi ha abboccato alla menzogna pare proprio spassarsela!
La Madonna invece soffre: stabat Mater dolorosa iuxta crucem lacrimosa…
Lei, immacolata e piena di grazia, soffre. Qui c’è proprio il mistero dei misteri. Qui c’è la volontà originale di Dio che è misericordia.
L’obbedienza assimila: o ti assimila a Dio, obbedendo a Dio; o ti assimila a Satana, obbedendo a lui. La simulazione (presunzione) di Dio.
Per grazia invece si è obbedienti e la croce fa parte dell’obbedienza.
Con gli occhi di Maria si può vedere che il giusto è il contrito di cuore: il peccatore convertito è un giusto e in Cielo si fa festa per lui.
Maria si è dovuta convertire? No, se da un peccato, ma sicuramente ha dovuto accettare la spada che le trafigge l’anima.
Lei, obbediente a Dio, umile serva del Signore, non si è sentita “imbrogliata” (così Bergoglio) nel fare sua la compassione sofferente di Gesù.
E’ stata capace di superare la tentazione di sentirsi a posto, avendo detto “fiat”, vivendo fino in fondo la carità divina.
Ha amato e l’innamorato si inginocchia umile davanti all’Amato, senza dire: adesso è troppo! Da qui in poi decido io… E ha preso la sua croce.
La libertà è originaria, come la verità e l’obbedienza rende umili e perciò liberi, pieni di quella grazia che viene da Dio.
Il superbo preferisce non essere umile per spadroneggiare nell’orticello transitorio, invece di fidarsi per stare nel paradiso dove non vinco io…
Maria no. In principio è l’albero della vita. E’ la croce, un atto eterno dell’obbedienza che chiede di sentire con gli stessi sentimenti di Dio.
… si addormentò sotto la statua della Madonnina. Chissà se lo può fare un diavolo di seconda classe.
Di certo può farlo un peccatore, se si converte. La compassione di Maria dice che bisogna avere pietà per chi ora è nella miseria spirituale.
Il Bene originario consiste in questa divina compassione partecipata alle creature che sono umili.
Il male diffuso che ci fa soffrire è un mistero che non impedisce di essere riempiti di grazia.
Il sonno del diavolo vicino all’immagine di Maria può risvegliare in noi una speranza che non viene dalle nostre misure a volte sdegnate.
Possiamo accorgerci di uno stato della realtà crocefissa e accettarla senza che la sofferenza sia tolta, ma condizione per la compassione.
Lo sguardo della fede, un dono di Dio, vivido negli occhi della ragazzina, donna, Madre, detestata da Satana, è proprio questo.
E’ la compassione divina, la speranza per consolarci e consolare, riuscendo a portare la croce, rendendola in un certo modo meno pesante.
Questo serve per entrare nel riposo di Dio: la beatitudine eterna dove lei è già Regina. Ma quell’eterna consolazione consola già qui.
Per Dio ad essere buono è il peccatore convertito: per rendere possibile la conversione ci vuole la croce.
Ogni atto peccaminoso è un disorientamento che ci confonde: ma è una condizione di possibile ritorno a casa. Maria ha quello sguardo lì.
Lo spettacolo indecoroso di chi parla dell’,inferno con leggerezza e che pensa che non esista o che alla fine non ci vada nessuno, cioè la ridicolazione dell’inferno tipica di questa falsa chiesa è, secondo me, la tragedia dei nostri giorni.
L’eternità del castigo tremendo riservato a quelli che muoiono in peccato mortale e impenitenti dovrebbe, come una volta, fare almeno terrore a noi poveri peccatori per non rischiare di andarci.
Che la Santa Madre di Dio, Regina del Cielo e della terra, Corredentrice e Mediatrice di tutte le grazie ci assista specialmente nell’ora della nostra morte .
Povero Codariccia, se non fosse stato quel che è, cioè un povero diavolo, addormentarsi ai piedi della Madonnina gli avrebbe fatto davvero un gran bene…
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