Allarme ONU: Italia nel Mirino Lgbt. L’Italia si Schieri! Pro Vita & Famiglia.

Marco Tosatti

Carissimi StilumCuriali, abbiamo ricevuto dagli amici di Pro Vita & Famiglia questo messaggio, che portiamo alla vostra attenzione. Buona lettura e condivisione.

§§§
Ciao Marco,

dobbiamo agire con urgenza.

Dal 9 al 19 marzo si riunisce all’ONU la Commissione sullo Status delle Donne (CSW). L’Italia è in pericolo.

Avrei voluto scriverti prima, ma eravamo impegnati a contrastare il folle Erasmus dell’Aborto dell’Unione Europea.

La CSW all’ONU è il luogo dove ogni anno le lobby trans-femministe e LGBT più potenti del mondo riscrivono il linguaggio dei diritti. E lo impongono agli Stati.

L’obiettivo è esplicito: influenzare il maggior numero possibile di delegati nazionali e inserire nelle conclusioni obiettivi e azioni di promozione dell’aborto e del gender.

Nel mirino c’è anche la delegazione italiana e il nuovo Ambasciatore all’ONU, il dottor Giorgio Marrapodi, fresco di nomina da parte del Ministro degli Esteri Antonio Tajani.

È lui la persona che detterà la linea italiana nei tavoli negoziali all’ONU (a porte chiuse) e definirà la nostra posizione su aborto, ideologia gender e agenda LGBT.

È lui che parlerà a nome nostro, Marco, quando si esprimerà sui valori che difendiamo.

Il rischio enorme è che l’Ambasciatore Marrapodi si adegui alla folle linea dettata il 12 febbraio dal Parlamento Europeo in vista della Conferenza sulle Donne A FAVORE di:

  • Aborto come “diritto umano”
  • Equiparazione tra “donne trans” (maschi) e donne reali (femmine)
  • Aiuti e finanziamenti prioritari per organizzazioni trans-femministe e LGBT
  • Ideologia gender in ogni settore sociale (giustizia, educazione, sanità…)

Ho già inviato una PEC al Ministro Tajani e all’Ambasciatore Marrapodi chiedendo un urgente riscontro sulla posizione italiana alla Conferenza ONU.

Finora, un inquietante silenzio.

Dobbiamo fare più pressione, dobbiamo farla insieme e dobbiamo farla adesso.

Vogliamo piazzare un enorme camion-vela con la nostra denuncia all’ingresso del Ministero degli Esteri a Roma, finché non otterremo rassicurazioni sulla linea italiana.

Marco, con una donazione mensile dell’importo che preferisci ci aiuti 1) a finanziare subito l’analisi del testo in negoziato all’ONU 2) a portare il camion-vela con la nostra denuncia davanti al Ministero degli Esteri 3) a mettere le basi di un lavoro di pressione permanente contro le derive ideologiche delle Nazioni Unite

 

 

Non è solo una donazione, è un legame personale che si rafforza.

I donatori mensili di Pro Vita & Famiglia sono i benefattori che interagiscono in modo più stretto con la nostra missione.

Un membro del nostro team sarà personalmente a tua disposizione per comunicazioni e informazioni.

Se vorrai, potrai intervenire in modo più diretto sulle migliori modalità per portare avanti quella che sarà una missione ancora più comune.

Attiva ora la tua donazione mensile

Marco, guarda la foto qui sotto.

Sono i manifesti che abbiamo affisso in diverse città italiane per questo 8 marzo.

Si limitano a riportare la definizione di “Donna” presente nel dizionario.

Persona adulta di sesso femminile.

Sembra banale, no?

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I collettivi trans-femministi hanno strappato e vandalizzato decine di affissioni in poche ore (vedi foto).

Vogliono imporci la loro definizione di donna: chiunque si senta una donna, anche se in realtà è un uomo.

Ed ecco l’aspetto agghiacciante.

Chi imbratta i nostri manifesti in Italia e chi farà pressione all’ONU sulla nostra delegazione fa parte della stessa rete, ha gli stessi finanziatori, sostiene la stessa agenda.

In Italia usano la vernice, a New York una penna stilografica. Ma il risultato è identico: la “donna” viene cancellata.

Se non agiamo adesso, questa menzogna finirà nel documento finale della CSW all’ONU anche con la firma dell’Italia.

Ma grazie al tuo aiuto noi siamo già pronti a intervenire per impedirlo:

  • Analizzare il testo in negoziato all’ONU e individuare i punti più pericolosi per la famiglia e la vita
  • Piazzare il camion-vela davanti al Ministero degli Esteri a Roma per pretendere una risposta pubblica da Tajani e Marrapodi
  • Fare pressione pubblica sul Ministro Tajani affinché l’Italia non si accodi alle richieste del Parlamento Europeo su aborto, gender e agenda LGBT
  • Coordinare le nostre azioni con le organizzazioni pro vita presenti a New York durante i negoziati
  • Monitorare giorno per giorno l’andamento dei negoziati fino al voto finale del 19 marzo e tenerti aggiornato su ogni sviluppo

Ma non finirà il 19 marzo.

La CSW torna ogni anno. E ogni anno porta nuovi documenti, nuove pressioni, nuove formulazioni studiate apposta per erodere – un paragrafo alla volta – la definizione di donna, di famiglia, di vita.

Chi è dall’altra parte lo sa bene, ed è organizzato per il lungo periodo. Noi dobbiamo esserlo altrettanto.

Solo una donazione mensile ricorrente ci aiuta a moltiplicare questa campagna non solo oggi, ma nei mesi e negli anni che verranno: volantinaggi, affissioni, contenuti sui social, monitoraggio continuo dei documenti ONU per far sapere a tutta Italia cosa si sta decidendo a nome nostro

Avrei voluto essere lì.

Intendo fisicamente, nella sede ONU di New York. Tre anni fa abbiamo fatto richiesta per diventare membri dell’ECOSOC.

Si tratta dell’ente che include le associazioni della società civile autorizzate a lavorare all’ONU per difendere i loro valori.

Ogni sei mesi facciamo richiesta, ogni sei mesi ci rimandano di altri sei mesi. Va avanti così da tre anni. Un boicottaggio.

Il documento finale della Conferenza sulle Donne passerà per negoziati a porte chiuse. Noi non possiamo entrare, ma dobbiamo pretendere che la delegazione italiana rappresenti noi, e non la linea UE o i lobbisti anti-vita e famiglia.

Marco, con una donazione mensile ci aiuti a 1) noleggiare subito un camion-vela da piazzare davanti al Ministero degli Esteri 2) analizzare con esperti il documento in discussione all’ONU e i documenti delle prossime CSW 3) fare pressione affinché la delegazione italiana non ceda su aborto, gender e agenda LGBT all’ONU non solo quest’anno, ma sempre!

Mancano pochissimi giorni.

Dal 9 marzo i negoziatori si siederanno al tavolo e le posizioni cominceranno a cristallizzarsi.

Se la delegazione italiana arriva a New York senza aver ricevuto un segnale forte e chiaro, il rischio è concreto: l’Italia firma un documento ONU che promuove l’aborto come diritto umano, cancella la definizione di donna e legittima misure legali contro chi difende la vita.

Un precedente che peserà per anni. Non possiamo permettercelo.

Insieme possiamo impedirlo.

Avanti tutta per la Vita,

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Antonio Brandi
Presidente Pro Vita & Famiglia

P.S. Dal 9 al 19 marzo si decide cosa l’Italia sosterrà all’ONU su aborto, famiglia e identità di genere. Il Parlamento Europeo ha dato indicazioni assurde (equiparare donne e ‘donne trans’). Ho scritto una PEC al Ministro Tajani per chiarimenti. Nessuna risposta. Sono molto preoccupato: dobbiamo avere le risorse per organizzare la nostra denuncia dei pericoli all’ONU con molto più anticipo!

Marco, attiva una donazione mensile per costruire con noi una presenza stabile e permanente sul fronte ONU – un team che monitora tutto l’anno, coltiva i rapporti con le ONG pro vita a New York e arriva a ogni CSW preparato e con le risorse per agire

3 commenti su “Allarme ONU: Italia nel Mirino Lgbt. L’Italia si Schieri! Pro Vita & Famiglia.”

  1. Davide Scarano

    Desidesro informare a Parma, ma in chissà quanti altri luoghi, quei manifesti sono stati utilizzati come sfondo per bestemmie da parte di soggetti “diversamente cogitanti”. Invito chi può ad armarsi di pennarello per cancellare tali brutture.

  2. L’ ideologia che sta dietro all’ imbrattamento dei manifesti, si commenta da sola……..

I commenti sono chiusi.

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