USA, Israele e Iran nella Metastoria. Una Chiave di Lettura dell’Attualità. Massimo Viglione.

Marco Tosatti

 

Carissimi StilumCuriali, il prof. Massimo Viglione, che ringraziamo di cuore, offre alla vostra attenzione queste riflessioni sulla crisi internazionale che stiamo vivendo. Buona lettura e diffusione.

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Usa e Iran nella metastoria

Una fantasiosa chiave di lettura degli eventi attuali

 

di Massimo Viglione

 

La domanda fondamentale che molti commentatori si stanno ponendo in questi giorni concitati è la più scontata: perché Trump ha scelto di fare questo attacco?

È evidente che non vi è nessuna logica immediata in questa decisione. Infatti, non solo l’Iran aveva accettato di sedere al tavolo delle trattative, e pure in maniera abbastanza docile, per quanto riguarda la sospensione del suo programma nucleare; non solo Trump aveva detto, dopo il precedente attacco all’Iran, che ormai il pericolo del potenziale nucleare era stato debellato (o qualcosa del genere); ma l’Iran non aveva fatto assolutamente nulla, in alcun modo, negli ultimi mesi, per provocare né Israele né gli Stati Uniti d’America.

Quindi tutti si chiedono perché. Perché è pazzo? Perché è bipolare?

In effetti, è impossibile non notare che esista un incredibile “sdoppiamento di personalità” fra il Trump della politica interna – che si fa paladino dei valori tradizionali, della legge naturale, della difesa della vita e della famiglia, della guerra al wokismo, al genderismo e follie similari, ma anche all’immigrazionismo, al vaccinismo antiumano e al globalismo in sé – e il Trump della politica estera, che evidentemente appare del tutto fuori controllo.

Credo che per capire bene la questione occorra tenere presente sia elementi e questioni a livello naturale ed economico, che aspetti metastorici. Quando nella grande storia c’è Israele (quindi gli ebrei) di mezzo, questo secondo aspetto non può mai venire scartato, per un giudizio veritiero sul loro agire.

 

1.    La trappola di Epstein e di chi lo manovra

 

A livello naturale la spiegazione più evidente che può venire in mente è che chiaramente Trump è coinvolto nell’isola di Epstein.

Sia chiaro che chi scrive non crede che Trump possa essere coinvolto nel senso peggiore, quello dell’ultimo stadio, quello dei sacrifici umani, ma certamente è coinvolto nel senso del divertimento personale, lui come tantissimi altri. Come molti affermano, Epstein, oltre ad essere ebreo di origine, era al servizio del Mossad. Ha creato un’“isola di Bengodi” nella quale portava tutti gli uomini di responsabilità, tutti i potenti dei vari settori della potenza: la politica, la finanza, l’informazione, la cultura e così via. E li portava a soddisfarsi su due distinti piani: quello della sensualità (ragazze e donne – speriamo non bambine, almeno per Trump – a disposizione) e quello dell’orgoglio (il far in modo che i polli si sentissero vanitosamente soddisfatti di far parte di una “élites” di privilegiati a livello planetario).

Questi “polli da spennare” venivano così attratti (come mosche dallo sterco) nell’inferno della trappola epsteiniana: venivano infatti videoregistrati nei loro atti, e da quel momento sono sotto ricatto.

Possiamo essere moralmente certi che questo è accaduto per tutti i presidenti americani degli ultimi trent’anni e quindi anche per Trump (che conosceva Epstein fin dagli anni Ottanta).

Quindi, l’attuale Presidente degli USA è molto probabilmente sotto ricatto. Ciò è pesantemente comprovato dal fatto che sta tentando in tutte le maniere, anche goffamente, di smorzare lo scandalo mondiale; dal fatto che risponde nervosamente, anche volgarmente, a chi gli pone il problema (anziché fare esattamente il contrario, visto che i liberal ne sono massicciamente coinvolti); dal fatto che non parla più della questione, che anzi la minimizza; soprattutto, dal fatto che sta agendo in tal guisa da andare contro la sua stessa base elettorale (MAGA), da sempre contrarissima all’interventismo degli USA in politica estera. Addirittura, lui che in passato ha sempre minacciato pubblicamente di voler vedere i Clinton e Obama in galera, ora che Bill finalmente è sotto processo, gli ha espresso solidarietà!

Impossibile non capire, anche perché… come pensare che, un gaudente ultramiliardario e autosupponentesi sovrano assoluto senza confini morali (lui stesso lo ha dichiarato) che non sia il suo stesso giudizio, potendolo fare (di andare sull’isola di Bengodi), non l’abbia fatto veramente?

Quindi, molto probabilmente, Trump è caduto nella trappola perfetta di Epstein e di chi lo manovrava, ovvero, a quanto dicono in molti, il Mossad, che evidentemente, oggi, lo controlla e lo determina. A ciò poi si aggiunge la sua innata “simpatia” per Israele e una parte del mondo finanziario ebraico, a partire dal suo enigmatico genero.

 

2.    Il fattore Cina

 

Il problema generale, però, non si può nemmeno risolvere semplicemente con questa spiegazione, che pure esiste.

Sempre a livello naturale, si può intuire una seconda spiegazione: la necessità di combattere l’incontrollabile predominio economico e tecnologico della Cina.

Quanto ha fatto in Venezuela e quanto sta facendo ora in Iran è chiaramente in funzione anticinese: sia per risollevare le sorti degli Stati Uniti che per togliere al nemico le risorse materiali di beni primari fondamentali per la sua ascesa militare, economico-finanziaria e tecnologica. Per spezzare il ricatto del debito statunitense.

Fin troppo facile, però, capire che l’Iran non è il Venezuela. Con Maduro ha fatto un’operazione chirurgica istantanea: lo ha preso e portato via (qualcuno ne sa qualcosa di Maduro oggi?), senza nemmeno attuare un “regime change”; con l’Iran nessuno capisce cosa voglia fare, dove voglia arrivare. E, al di là di questo, nessuno sa se poi veramente otterrà quello che vuole (ammesso che voglia qualcosa in specifico, visto che lui stesso si contraddice in continuazione sul futuro immediato della guerra e dell’Iran stesso).

Infine, un’altra questione ben più grave si pone all’orizzonte: ovvero, fino a quando la Cina pazienterà? E se ai cinesi finisse la pazienza, o comunque si dovessero trovare veramente in difficoltà, cosa accadrebbe? E la Russia, in tutto questo?

 

3.    Il cuore della questione: il fattore metastorico

 

Se accettiamo l’ipotesi molto concreta che Trump sia sotto ricatto, ne consegue che deve per forza eseguire le indicazioni di chi lo ricatta o almeno ne determina le scelte. Cosa può volere esattamente chi lo starebbe determinando?

Per rispondere a questa cruciale domanda, potrebbe essere utile abbandonare il livello interpretativo naturale per proiettarsi in quello metastorico. Ovvero, entrare nella mens del mondo ebraico sionista.

Facciamolo a mo’ di gioco, con fantasia. Il lettore potrà poi riflettere se quanto ipotizziamo possa avere o meno attinenza con la realtà.

A Israele poco importa della Cina (problema dei loro esecutori statunitensi). Molto importa invece dell’Iran. Ma gli importa perché l’Iran costituisce realmente una terribile minaccia immediata, oppure perché, come dicono alcuni analisti, è il primo ostacolo da eliminare per l’espansione territoriale di Israele verso la conquista di tutto il Medio-Oriente fino all’Asia pre-indiana?

Questo progetto è forse un parto onirico di “complottisti”? O una follia del solito Netanyahu? Oppure, di contro, è il sogno del sionismo? E magari non è nemmeno il sogno completo, e nemmeno solo del sionismo, bensì dell’intero mondo ebraico legato alla tradizione spuria della Cabbala talmudica.

Costoro attendono ancora il “messia”. E chi è e cosa sarà esattamente il loro “messia”? E quale sarà il suo scopo qui in terra? E se fosse la realizzazione del dominio del “popolo eletto” sul mondo intero? Se così fosse, la conquista del Medio-Oriente sarebbe tappa primaria e imprescindibile, sebbene non l’ultima.

Non potrebbe essere che il sogno di questa fondamentale parte d’Israele sia appunto il compimento dell’età messianica? Ma non nel senso dell’arrivo di un liberatore con i superpoteri: infatti, oggi Israele è libero, non ha bisogno di un liberatore in questo momento; ma nel senso della realizzazione del controllo ebraico sul mondo intero.

Questo controllo, che già esercitano indirettamente (o anche direttamente) in varie maniere (finanza globalista, culture anti-umane, ideologismi davosiani), potrebbe essere il presupposto dell’era “messianica”, dell’arrivo fisico del “messia”, che imporrà, appunto, il suo “regno” sull’umanità intera?

Se tutto ciò fosse vero, è evidente che la prima tappa non potrebbe essere altro che quella di una conquista territoriale di tutto il Medio Oriente, ciò che comporterebbe inevitabilmente l’abbattimento dell’Iran; ma anche, attenzione, della Turchia. Mentre Israele ha un controllo pieno dell’Islam sunnita (Arabia ed Emirati Arabi, che sono ai suoi ordini tramite gli USA: basti pensare al loro scandaloso silenzio su quanto avvenuto a Gaza), eccetto che per la Turchia, non lo ha invece sugli Sciiti, a partire appunto dall’Iran. Ed ecco spiegata la frenesia israeliana della guerra all’Iran.

E vi sono anche i primi segni del futuro scontro con la Turchia, l’unico Paese sunnita non ancora sotto controllo. Sta girando sui “social” in queste ore la notizia, trapelata da ambienti militari israeliani, che il prossimo a essere colpito sarà Erdoğan. Ovvero, l’unico sunnita a non piegarsi a Israele tramite gli USA.

Ma è chiaro che per affrontare tali potenze militari, a Israele occorre l’ausilio militare invincibile degli Stati Uniti. Ed ecco che siamo tornati a Epstein e alla sua trappola.

È tutto inverosimile? Frutto di fantasie senza freni? Il lettore può giudicare.

 

4.    L’Israele eterno e l’anti… Messia

 

Quindi, in questa fantasiosa ricostruzione, cosa c’entra la Metastoria? Potrebbe entrarci nella misura in cui capiamo ed entriamo nel sogno eterno di Israele. O, per meglio capirci, di quell’Israele che ha rifiutato l’unico vero Messia quando è venuto fra noi, proprio fra loro: la conquista dello “spazio vitale” (questa espressione non viene usata per ovvie ragioni di richiamo al nazismo, ma alla fin fine di questo si tratta), anticamera della conquista del mondo. A sua volta, la conquista del mondo potrebbe essere l’anticamera dell’avvento del regno del “messia” che deve arrivare, il cui simbolo – e magari la cui sede – sarà magari la ricostruzione del Tempio di Gerusalemme, il “terzo Tempio”, “dov’era, com’era”. Ovvero, al posto della moschea di Al-Aqsa.

Questo supposto regno “messianico”, per chi non lo avesse ancora capito, lo dovremmo chiamare “anti-messianico”. E spero che ora sia chiaro a tutti di chi e di cosa potremmo stare parlando.

Ecco in che senso non è possibile capire cosa sta accadendo con chiavi di interpretazione esclusivamente naturali. Qui non si tratta più del Golan, del Sinai e nemmeno di Gaza. Si può essere geni o informati quanto si vuole, ma non si può cogliere i veri fini ultimi e supremi di Israele e del suo potentissimo servo d’Oltreoceano (una sorta di gigante della lampada di Aladino che si strofina quando si ha bisogno di lui), senza elevare lo sguardo alla mentalità preternaturale, o metastorica, di chi è il protagonista di quel modo di pensare e agire.

In tal senso, è significativo che, ormai, perfino negli USA, molti stanno iniziando a capire quanto il loro Paese, che si crede signore del mondo, sia in realtà servo di Israele e delle lobby ebraiche del potere globale. La denuncia è sempre più viva, l’insofferenza sempre più palese, e non ci riferiamo solo all’emblematico caso di Tucker Carlson. Qualcosa, finalmente, sta cambiando anche lì.

E forse questo fattore mette ancora più fretta ai capi del progetto.

 

5.    Le opposte fazioni e la loro patetica insipienza

 

Chiudiamo questo articolo con un inevitabilmente necessario riferimento alle opposte fazioni in campo, ovvero i sostenitori a oltranza di USA e Israele e i sostenitori a oltranza dell’islamismo e dell’antiamericanismo totalitario e acritico.

Da un lato, chiarisco subito che chi scrive non prova alcuna simpatia né solidarietà con l’Islām e con il mondo islamico (in particolare con quello turco post-ottomano), perché, conoscendo la storia… li conosce, li studia da una vita. Né appartiene alla schiera di coloro che si illudono che l’islām scita sia così più “umano” e “liberale” di quello sunnita. Riguardo la vita sociale e civile, l’Islām è sempre lo stesso, e in caso peggiora (come con i talebani), non migliora.

Faccio solo notare, però, che mentre gli sciiti persiani – al di là di essere in parte indoeuropei e del loro elevato livello culturale – non ci stanno invadendo, ma anzi cercano contatti con noi, sono invece i sunniti (sia turchi che arabi che africani) che arrivano a decine di milioni per la conquista progressiva dell’Europa e dell’Italia all’Islām. Sono i sunniti i nostri invasori, il nostro problema, non gli iraniani.

Ma i sunniti sono esattamente i servitori degli USA e di Israele, che infatti combattono gli sciiti. Ma tu guarda a volte le coincidenze…

Né, sia chiaro, chi scrive nutre la benché minima illusione sulla Cina, che anzi considera l’avanguardia odierna della deriva anti-umana e il vero pericolo ultimo che ci si profila all’orizzonte, almeno come stile di vita trans-umanista.

Dall’altro, chiarito questo, non può non far notare la pateticità di quei commentatori che sono costantemente proni a USA e Israele qualsiasi cosa facciano sempre e comunque, magari con la ridicola scusante della difesa dell’Occidente! Ovvero, con categorie mentali già decrepite e condannate a morte dalla storia trent’anni or sono.

Sorvoliamo su cosa sia in concreto l’Occidente odierno: ovvero, l’inferno in terra, la Rivoluzione alle sue ultime sataniche conseguenze, al servizio proprio del globalismo anti-umano portato avanti in gran parte (non del tutto) da USA e Israele.

La pateticità di costoro consiste proprio nel fatto di non aver capito niente di quanto sta accadendo oggi, credendo che Israele voglia difendere la Cristianità (questo è il livello!). E di rendersi, in nome della difesa della civiltà cristiana (e occidentale), gli utili idioti di coloro che con i loro piani “messianici” hanno quasi distrutto – e vogliono finire di distruggere – proprio quella civiltà cristiana che costoro dicono di amare e difendere.

Chiunque serva – o almeno confidi in – Israele per difendere la civiltà cristiana, è come chi confidi in Speranza, Burioni o Bassetti per non finire vaccinato (e il riferimento al vaccino è puramente voluto).

Chi accusa gli ambienti della Tradizione cattolica di una sorta di “tradimento” perché denunciano lo scandalo della politica di Israele e degli USA, non si avvede del fatto che potrebbe stare appoggiando la politica di dominio mondiale di Israele, per la preparazione al regno (anti)messianico in terra? Oppure se ne avvede scientemente?

E che dovrebbero pensare di costoro, coloro che vengono proprio da costoro accusati di tradimento perché invece denunciano il pericolo dell’israelizzazione della politica, oltre che della finanza e dell’informazione, dell’intero Occidente e, forse, di gran parte del mondo?

Davvero si può pensare di servire Cristo e la Chiesa Cattolica, e la nostra civiltà cristiana, favorendo Israele? Come giudicare chi afferma una tale patetica mastodontica sciocchezza?

Chi scrive, non sopporta minimamente l’americanismo furbacchione e cieco di alcune associazioni liberal-conservatrici, ma nemmeno l’anti-americanismo cieco e tignoso di altri che vedono sempre e solo con un occhio solo la complessissima realtà del mondo d’Oltreoceano, nel quale, oltre al Male senza confini, vi è anche speranza e bene che qui in Europa nemmeno ci sogniamo.

Chi scrive ha sempre elogiato ed elogerà sempre Trump finché combatte la Rivoluzione anti-umana, post-umana, l’ecologismo, il vaccinismo, l’immigrazionismo, il globalismo. Ma denuncerà sempre il suo mastodontico errore di essersi messo – costretto o meno che sia – al servizio di chi lavora al servizio del anti-messia che vogliono far arrivare.

Ecco una proposta di chiave di lettura metastorica degli eventi attuali. Ma sia chiaro: è solo un’ipotesi fantasiosa, un mero gioco intellettivo e come tale va preso.

O no?

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3 commenti su “USA, Israele e Iran nella Metastoria. Una Chiave di Lettura dell’Attualità. Massimo Viglione.”

  1. cap9 di Apocalisse versetto 9 Si parla di cavallette (cavalli pronti per la guerra) con corone che sembravano oro (vittorie fasulle) aspetto come quello degli uomini (potenza virile) capelli come di donne (seducenti) denti che stritolano e distruggono. Il ventre simile a corazze di ferro (macchine oblunghe) -rombo delle loro ali…lanciati all’assalto (quadrimotori) : avevano code come scorpioni e aculei (testate e sganciamento); fanno soffrire gli uomini per cinque mesi versetto 11 il loro re era l’Angelo dell’Abisso che in ebraico (= terra)si chiama perdizione (“scandalo per gli Ebrei”) in greco (=mare) si chiama sterminatore (“stoltezza per i greci Apollonion) il primo Guai è passato. Ciò che ha “ucciso” Gesù sulla Croce fu l’amore per noi (1a Cor 13,13). Questa è l’esegesi del Vescovo MarMari Emanuel (the good Sheperd Church – iraqueno in Australia) Ottima tecnologia, che con armi seducenti ha vinto l’Umanità distruggendola dagli anni ’80 in avanti con l’IPhone, coi Social, col politically Correct, col genderismo e il transumanesimo e con armi reali/droni, missili etc uccidono e distruggono e desertificano in nome del Lucifero. Speriamo sia solo, anzi credo sia solo per cinque mesi

  2. Vittorio Marrocco

    “Follow the money” è il metodo massimamente valido ora per capire cosa sta succedendo. Infatti i files di Epstein “oscurati” sono nelle mani sia dei democratici che dei conservatori e quindi possiamo star sicuri che usciranno sì ma fra 50 anni.
    Quindi in questo eccellente articolo del Prof. Viglione metterei questo ordine in merito alle responsabilità di questa guerra e cioè è il Deep State USA di matrice ebraica tirare le fila di tutti ( compreso Netanyahu) perché è il potere immenso del dollaro, di cui è indiscusso controllore, che e è in crisi.
    Infatti è vero o non è vero:
    1) che il Venezuela e l’Iran commerciano petrolio con la Cina non in dollari ma in valuta nazionale ?;
    2) che il dollaro non è più una moneta convertibile in oro dai tempi di Nixon e che nel 1974 gli USA hanno raggiunto un accordo con l’Arabia Saudita impegnando quest’ultima a scambiare il petrolio ,a chi ne fa richiesta, pagando soltanto in dollari , in cambio di una protezione militare ?;
    3) che se l’accordo del 1974 viene aggirato, la richiesta di dollari nel mercato internazionale diminuisce e il dollaro perde valore sia negli scambi con le altre valute sia come moneta di riserva ?;
    4) che i più grandi detentori di titoli del debito pubblico USA e cioè Giappone e Cina stanno effettuando vendite di questi titoli in maniera continua e che il titoli stessi che prima avevano tassi irrisori ora sono a livelli elevati ?.
    La conseguenza è che gli USA sono ora il principale detentore del debito pubblico mondiale (cioè ne detengono il 40% ed è in crescita.).

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