Comitato per la Protezione dei Giornalisti. 129 Uccisi nel 2025, di cui 86 da I$r@ele.

Marco Tosatti

 

Cari amici e nemici di Stilum Curiae, offriamo alla vostra attenzione qualche elemento di valutazione su quanto sta accadendo in Medio Oriente, e in particolare a Gaza e in Cisgiordania. Quello di cui si parla sotto non è cominciato con il 7 ottobre, come potete vedere da questo articolo. E purtroppo non riguarda solo Gaza, e le uccisioni sono mirate. Buona lettura e condivisione.

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C’è questo articolo di InsideOver:

 

inside gionralisti uccisi

 

Per il secondo anno consecutivo, le forze israeliane hanno ucciso più giornalisti di qualsiasi altro Paese nel mondo.

Nel 2025 Israele è stato responsabile di due terzi dei decessi di giornalisti in tutto il mondo.

A rivelarlo un rapporto del Comitato per la protezione dei giornalisti (Cpj) pubblicato mercoledì 25 febbraio.

Nel 2025 129 i giornalisti sono stati uccisi nel mondo. Israele ne ha uccisi 86.

Il numero di giornalisti uccisi nel 2025 è il più alto registrato dal Cpj da quando l’organizzazione ha iniziato a raccogliere i dati nel 1992.

Nel report di Cpj si legge: “Sebbene il numero di giornalisti e operatori dei media uccisi in Ucraina e Sudan sia aumentato nel 2025 rispetto all’anno precedente, i numeri sono rimasti molto bassi rispetto a quelli uccisi da Israele”.

Il Cpj sostiene che l’esercito israeliano abbia preso di mira molti giornalisti anche attraverso droni. Il rapporto identifica 39 casi documentati nel mondo, di cui 28 da parte dell’esercito israeliano a Gaza.

Ad agosto 2025 l’IDF ha ucciso il giornalista Anas Al-Sharif in un attacco aereo contro una tenda per i media fuori dall’ospedale Al-Shifa, a Gaza.

L’attacco ha fatto seguito a una serie di minacce e accuse dirette da parte di Israele che ha affermato, senza prove, che Al-Sharif fosse un agente di Hamas. Nel 2024 il team di Al Sharif ha vinto il Premio Pulitzer per la copertura del genocidio a Gaza.

Da ottobre 2023 le forze israeliane hanno ucciso oltre 300 giornalisti e operatori dei media a Gaza, il numero più alto di giornalisti uccisi durante i sei anni della Seconda Guerra Mondiale.

#gazagenocide #journalistsarenotatarget #committeetoprotectjournalists

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Poi c’è questo post di Liberation:

 

liberation journalist gaza

«Il numero di giornalisti uccisi ha raggiunto livelli record in un momento in cui l’accesso alle informazioni è più importante che mai». È questa l’allarmante constatazione di Jodie Ginsberg, direttrice generale del Comitato per la protezione dei giornalisti (CPJ), alla luce dei dati negativi rivelati dalla sua organizzazione il 25 febbraio: il numero più alto di giornalisti uccisi in tutto il mondo. Dopo 124 morti nel 2024, il 2025 segna, con 129 decessi, il secondo record consecutivo in 30 anni da quando l’ONG americana tiene questo conteggio. Nel suo rapporto annuale, il CPJ attribuisce la responsabilità di queste morti allo Stato di Israele in due terzi dei casi. Una constatazione ancora più implacabile di quella formulata da Reporters sans frontières, che stimava al 43% le morti di giornalisti legate all’esercito israeliano.

«L’esercito israeliano ha ormai commesso più omicidi mirati di membri della stampa di qualsiasi altro esercito governativo fino ad oggi, con la stragrande maggioranza delle persone uccise che sono giornalisti e operatori dei media palestinesi a Gaza», scrive in particolare il CPJ nel suo studio. Oltre alla guerra a Gaza, con 86 giornalisti uccisi, l’ONG americana rileva che gli altri due conflitti più letali per la stampa sono stati quelli in Ucraina, con quattro morti, e in Sudan, con nove morti.

➡️ Maggiori informazioni sul sito di Libération

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E sempre in tema di libertà di stampa e di informazione, c’è questo post de L’Indipendente:

indipendente gerusalemme est

Dopo i casi Al Jazeera e di Haaretz, Israele continua a censurare i media che non propongono la narrazione dominante del governo di Tel Aviv. L’esecutivo israeliano ha firmato un ordine che designa cinque piattaforme mediatiche palestinesi come “organizzazioni terroristiche”, imponendo, di fatto, la loro chiusura. I giornali interessati, attivi online, sono Al Asima News, Quds Plus, Alquds Albawsala, Maraj e Maydan Alquds, accusati di avere legami con Hamas e di incitare il popolo palestinese a sollevarsi e provocare disordini, specie a Gerusalemme. La decisione è volta a silenziare quei media che riportano gli abusi contro i palestinesi di Gerusalemme e della Cisgiordania, e arriva proprio in un momento in cui Israele sta intensificando la repressione nei confronti dei palestinesi che abitano al di qua del fiume Giordano. Essa segue di qualche settimana l’annuncio di una serie di misure che permetterebbero l’annessione di un’ampia porzione della Cisgiordania, condannata da ONG, istituzioni internazionali e dai governi di oltre 80 Paesi.

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📍Le fonti di questa notizia sono disponibili nella versione completa dell’articolo sul nostro sito.

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