Marco Tosatti
Cari amici e nemici di Stilum Curiae, offriamo alla vostra attenzione questo articolo di Investigatore Biblico, che ringraziamo per la cortesia. Buona lettura e diffusione.
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“LA CENSURA su “La Bibbia come Dio comanda”: il libro che qualcuno non vuole farvi leggere” di IB
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Ci sono momenti in cui il silenzio non è prudenza.
È strategia.
E quando attorno a un libro cala un silenzio così fitto da renderlo invisibile proprio nei luoghi in cui dovrebbe essere più visibile, allora non si può più parlare di coincidenze editoriali. Si entra in un territorio diverso, più inquietante, dove la domanda non è più letteraria o commerciale, ma culturale e spirituale.
Un libro esce.
Viene pubblicato.
Inizia a circolare.
I lettori lo cercano.
Poi accade qualcosa.
Il libro “La Bibbia come Dio comanda” comincia ad essere CENSURATO.
Nel principale store cattolico online “San Paolo Store” risulta “non disponibile”.

Nell’ altro non compare neppure lontanamente tra le novità.

Curioso, no? Soprattutto dopo aver verificato che su siti totalmente laici come LaFeltrinelli.it, LibreriaUniversitaria.it, Hoepli.it, oltre ai consueti Amazon e Ibs, il libro è normalmente disponibile…
Nei grandi media cattolici, dopo le lettere di tanti lettori inviate via mail, nessuna recensione, nessuna presa di posizione, nessun confronto.
Nemmeno una risposta.
Silenzio.
Un silenzio così perfetto da sembrare studiato.
Non è la prima volta che succede nella storia. Quando un testo tocca nervi scoperti, quando sfiora il cuore della tradizione e pone domande scomode, la reazione più efficace non è l’attacco frontale. È l’assenza. Non si critica. Non si discute. Non si cita. Semplicemente si lascia che il libro scivoli fuori dal campo visivo.
Perché attaccarlo significherebbe riconoscerlo.
Ignorarlo significa tentare di neutralizzarlo.
Non riguarda più solo un libro.
Riguarda il motivo per cui “La Bibbia come Dio comanda” crea tanto imbarazzo.
Il punto è semplice e, proprio per questo, esplosivo: se davvero le traduzioni moderne della Bibbia presentano differenze rilevanti rispetto ai testi originali, se davvero alcune parole sono state attenuate, modificate o reinterpretate, allora la questione non è accademica. È pastorale. È spirituale. È enorme.
Perché milioni di fedeli ascoltano ogni giorno la Scrittura nella liturgia.
E la ascoltano fidandosi.
Giustamente fidandosi.
Ma cosa accade quando qualcuno prova a verificare con precisione filologica quelle parole?
Cosa accade quando un libro mette a confronto versioni, termini, sfumature?
Cosa accade quando la domanda diventa inevitabile: quanto corrisponde ciò che ascoltiamo oggi ai testi originari?
Accade qualcosa di singolare.
Non scoppia il dibattito.
Non partono confutazioni pubbliche.
Non si apre un confronto teologico.
Scende il silenzio.
Un silenzio che pesa più di qualsiasi smentita.
Perché la smentita implica confronto.
Il silenzio, invece, evita perfino la possibilità del confronto.
È qui che nasce la sensazione di trovarsi davanti a una forma di censura moderna, elegante, quasi invisibile. Non quella brutale dei roghi o degli indici proibiti. Una censura più sofisticata: l’irrilevanza programmata. Il libro esiste, ma non si vede. È pubblicato, ma non si trova. È discusso tra i lettori, ma non nei luoghi ufficiali.
Come se qualcuno avesse deciso che la cosa migliore fosse non farlo circolare troppo.
Non amplificarlo.
Non dargli spazio.
Perché?
La domanda è inevitabile e brucia sotto la superficie.
Chi teme davvero che si apra un confronto serio sulla fedeltà delle traduzioni bibliche?
Chi ha paura che i fedeli si pongano domande?
Chi ritiene pericoloso che si torni a esaminare parola per parola il testo più importante della tradizione cristiana?
Non si tratta di immaginare complotti oscuri. Le dinamiche culturali sono spesso più sottili. Esiste una forma di autocensura preventiva, un riflesso istituzionale che scatta quando un tema rischia di generare tensioni. Meglio non esporsi. Meglio non entrare in una questione che potrebbe dividere. Meglio lasciare che il tempo faccia il suo lavoro.
Ma il tempo, a volte, non spegne le domande.
Le amplifica.
E qui la questione diventa quasi drammatica: è possibile che nel mondo cattolico contemporaneo non ci sia spazio per un confronto aperto e coraggioso sulla trasmissione della Parola di Dio? È possibile che la reazione più diffusa davanti a un’indagine sulle traduzioni bibliche sia LA CENSURA?
Non si chiede approvazione.
Non si chiede consenso.
Si chiede confronto.
Perché la verità non teme il confronto.
Solo ciò che è fragile teme di essere esaminato.
Se le traduzioni attuali sono pienamente fedeli, lo si dimostri.
Se le scelte linguistiche sono corrette, le si spieghi.
Se esistono differenze, le si chiarisca.
È così che la tradizione vive: nel dialogo, non nell’assenza di dialogo.
Eppure, mentre le richieste restano senza risposta, mentre le mail cadono nel vuoto, cresce la sensazione che si stia evitando accuratamente di accendere i riflettori. Come se parlare di certe questioni fosse diventato rischioso. Come se aprire un dibattito sulla precisione delle parole bibliche potesse incrinare equilibri consolidati.
Ma c’è un punto oltre il quale il silenzio smette di proteggere e comincia a rivelare.
Rivela la paura del confronto.
Rivela l’imbarazzo.
Rivela la difficoltà di affrontare domande che toccano il cuore stesso della trasmissione della fede.
E allora resta una domanda, semplice e disarmante, che attraversa tutto questo silenzio come una lama:
chi ha davvero a cuore la Parola di Dio?
Chi desidera che sia conosciuta nella sua pienezza, nella sua precisione, nella sua verità più profonda?
Chi è disposto a metterla al centro, anche quando questo significa rimettere in discussione abitudini, consuetudini, traduzioni consolidate?
Perché se un libro che invita a rileggere la Scrittura con attenzione filologica diventa invisibile, se attorno ad esso cala un silenzio così compatto da sembrare costruito, allora la questione non è più editoriale.
È spirituale.
E il silenzio, a quel punto, non è più neutrale.
Diventa esso stesso una risposta.
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8 commenti su “Censura su “La Bibbia come Dio Comanda”. Non Vogliono che si Legga…Investigatore Biblico.”
Risposta del dott. Cionci ad Investigatore Biblico:
https://youtu.be/Eq1vm2TbK0E?si=u_0qndSw6nKp_kEl
laddove spiega che, se è giusto mettere in luce il grave scandalo da parte della falsa chiesa che, all’insaputa dei più, sta creando una nuova bibbia laddove si manomette la Parola di Dio…
È altrettanto importante, per liberare la Chiesa dall’attuale IMPOSTURA RELIGIOSA, mettere in luce anche il gravissimo inganno della falsa traduzione in italiano della dichiarazione ufficiale in latino di papa BXVI, che mai ha revocato il Munus Petrino (MUNERI) se pur costretto in sede impedita (Can 412) per colpa (commissum) di un manipolo di cardinali (Mafia S.Gallo):
“Declare me ministerio Episcopi Romae, Successoris Sancti Petri, mihi per manus Cardinalium die 19 aprilis MMV COMMISSUM renuntiare”.
Dal min. 1.16 ⬇️
https://youtu.be/EZoid8B6cMA?si=xwimR068fNKcytuf
Video della NON rinuncia al papato confermata da BXVI nella sua seconda dichiarazione UFFICIALE del 27 febbraio in italiano, ma che mi pare, non si trova più nel sito vaticano:
https://youtu.be/tqrEqx8bfL4?si=Zg4gq469WuWK4J5R
Per maggiori informazioni ⬇️
https://t.me/+83CnnZIWnM85YmI0
“Ci sono momenti in cui il silenzio non è prudenza.
È strategia.”
Nascondere la verità con il “Silenzio” è un qualcosa che va dalla vigliacchieria alla complicità!
Nascondere l’antipapato è qualcosa che va dalla vigliaccheria alla strategia diabolica!
Chi tace acconsente ed è complice a pieno titolo: quattro articoli sulle interpretazioni bibliche non lo salveranno.
Una piccola testimonianza di alcuni anni fa,
ero a messa una mattina di un giorno feriale in una chiesa delle centro di Vicenza dove su uno degli ultimi banchi della chiesa stazionava con le sue cose un giovane clochard che ogni tanto brontolava ,arrivati alla recita del padre nostro si mise a gridare ad alta voce “ chi siete voi a cambiare le parole di Gesu” e lo ripete diverse volte . Non fu allontanato era conosciuto e tollerato e anche aiutato . Quelle parole mi misero il tarlo che già mi aveva iniziava a rosicchiare e da allora con tanto interesse ho seguito l investigatore biblico che inseguito comparve su questo blog puntuale e con modi educati e rispettosi a trattare di tante modifiche dei testi biblici non corrispondenti o addirittura adulterate rispetto agli antichi codici e papiri e alle più recenti traduzioni preconciliari .
Ho acquistato subito da Amazon il testo che sto divorando con tanto interesse . Ma quanti fedeli della domenica si rendono conto di questo bibliomorfosi della Parola di Dio ,
Quanti colgono il grido di quel clochard “chi siete voi a cambiare le parole di Gesu?
Che dire? Riconoscersi peccatori aiuterebbe anche a ricordare il Male che c’è in ciascun vivente erede del peccato originale, quindi a non fidarsi astrattamente ma a valutare ogni giorno persone ed organizzazioni alla luce dei fatti. Il Covid dovrebbe aver insegnato qualcosa. . Ritengo che nel comportamento di gran parte della “chiesa militante”, cioè dei battezzati, consista in una “pigra fiducia” che in realtà nasconde l’indifferenza verso la Chiesa e i suoi destini.
Osservo infine che la posta in gioco riguarda profondamente le vite di ciascuno di noi, basti pensare a questioni quali famiglia, educazione o “fine vita” (per tacer dell’Anima).
Avola, domenica 30 Maggio 2010 – SS.ma Trinità – Messaggio privato della Madonna:
“[…] Vi dico che il prossimo Papa sarà l’impostore e le forze maligne stanno dietro a questo scisma.
Figli Miei, siate preparati, così potete seguire quei sacerdoti fedeli al Papa e all’insegnamento della Chiesa. Preservate i santi messali e i libri della vecchia Santa Messa, perché gli apostati cambieranno le parole drammatiche. […]”
Fonte: http://www.madonnadelpino.altervista.org/msgz/2010a.html
Finché lei sarà solo CENSURATO e non SPIATO/DIFFAMATO, non è nemmeno una GRAN COSA per PIANGERE come un bambino/a di 15/16 anni. O di 14, o anche più giovane. E così via.
Le domande che pone dovrebbero generare una risposta a confutazione del libro che Lei ha scritto. In mancanza, il silenzio diventerebbe troppo assordante ed indurrebbe profonde riflessioni.
Egregio Investigatore Biblico, purtroppo sappiamo bene che la massoneria ECCLESIASTICA collabora da sempre con quella POLITICA nel crocifiggere la VERITÀ.
Ma questa è la conferma che la sua è una santa battaglia che deve continuare a perseguire.
E anzi, credo sarebbe opera giusta, rendere coscienti di questo grave “scandalo” anche i Pastori della Santa Romana Chiesa, come as es. i CARDINALI pre-2013 ⬇️
https://t.me/+83CnnZIWnM85YmI0
affinché provvedano in qualche modo a fermarlo, magari inviando loro delle copie del suo libro: https://amzn.eu/d/09KICYhG
Grazie ancora.
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