Sterminio di G@z@. Lancet:75mila Morti solo nei primi Tre Mesi. Pizzaballa: Questa non è Pace.

Marco Tosatti

 

Cari amici e nemici di Stilum Curiae, offriamo alla vostra attenzione alcuni elementi alcuni elementi di valutazione su quanto sta accadendo in Medio Oriente. Buona lettura e condivisione.

 

hebron rastrellamenti

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Trump sostiene che a Gaza ci sono solo scaramucce. Vediamo questo post su Instagram:

pizzaballa

Da quando è in vigore la cosiddetta “tregua a Gaza”, tregua benedetta da @giorgiameloni lo Stato terrorista di Israele ha ucciso oltre 600 civili e ne ha feriti 2000.

Secondo voi se in 130 giorni di “tregua” fossero stati uccisi 600 cittadini israeliani il sistema mediatico avrebbe parlato di “pace”? I giornali avrebbero raccontato le storie degli israeliani uccisi?

Invece i palestinesi possono crepare in silenzio con i media che parlano di “tregua”. Leggete le parole di Pizzaballa, patriarca della Gerusalemme dei Latini. La donna, madre e cristiana ha qualcosa da dire?

 

C’è questo post su Instagram:

israele grande

L’ambasciatore statunitense in Israele Mike Huckabee ha dichiarato venerdì al The Tucker Carlson Show che Israele ha tutto il diritto di impossessarsi di tutto il territorio compreso tra i fiumi Eufrate e Nilo, che comprenderebbe cinque paesi, oltre ai territori palestinesi occupati.

Le osservazioni fanno riferimento al progetto “Grande Israele” sostenuto dal Primo Ministro Benjamin Netanyahu e da altri alti funzionari israeliani.

Il commentatore politico conservatore ha ripetutamente sollecitato Huckabee a identificare i confini esatti della terra che, secondo lui, è stata donata da Dio al popolo ebraico.

“Di quale terra stai parlando? Perché ho appena letto Genesi 15 [nella Bibbia], come ho fatto molte volte, e quella terra, credo che parli dal Nilo all’Eufrate, che è, ancora una volta, praticamente l’intero Medio Oriente”, ha detto Carlson.

“Cosa significa? Israele ha diritto a quella terra? Perché ti stai appellando alla Genesi, stai dicendo che quello è l’atto originale.”

Huckabee fece una pausa e disse: “andrebbe bene se prendessero tutto”.

 

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Poi c’è questo post su Instagram. Cliccate per il video:

gaza morti

 

Mentre il “Board of Peace” di Trump è pronto a incontrarsi a Washington per la sua prima riunione per il futuro di Gaza il 19 febbraio, le forze israeliane continuano gli attacchi aerei e i bombardamenti nell’enclave palestinese.

Almeno 17 persone sono state uccise a Gaza tra sabato 15 e domenica 16 febbraio, portando il numero dei morti palestinesi dalla “tregua” di ottobre 2025 a oltre 600.

Due persone sono state colpite a morte vicino alla cosiddetta “linea gialla” nel nord di Gaza. L’esercito israeliano ha confermato l’uccisione, sostenendo che le vittime si fossero avvicinate troppo all’area.

Khader Youssef Fayyad, 64 anni, originario di Beit Hanoun, è morto per le ferite riportate in un bombardamento a est di Deir al-Balah. Hassan Kilani e Mohammed Faraj Abu Rabee sono stati uccisi in un attacco con drone contro civili a ovest di Beit Lahia.

Un’altra persona è morta e diverse sono rimaste ferite in un attacco su Tel al-Hawa, a Gaza City.

Prima dell’alba di domenica, altre 11 persone sono state uccise in diversi attacchi nella Striscia. Cinque corpi sono arrivati al Nasser Medical Complex dopo un raid nei pressi di Khan Younis; altri due restano sotto le macerie a causa del rischio di nuovi attacchi. Quattro sfollati sono morti quando le tende a ovest del campo di Jabalia sono state colpite.

Le forze israeliane hanno inoltre effettuato demolizioni su larga scala nell’area di Sheikh Zayed, nel nord della Striscia.

A Gaza sembra proprio tutto pronto per il primo incontro del “Consiglio di Pace”.

#gazagenocide #israel #idf

 

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Poi c’è questo post pubblicato su Instagram:

gaza lancet morti

Un nuovo studio pubblicato sulla rivista scientifica The Lancet rivela che il numero di morti violente durante il genocidio a Gaza nei primi 16 mesi è significativamente più alto rispetto alle cifre ufficiali fornite all’epoca dal Ministero della Salute palestinese.

La ricerca “Violent and non-violent death tolls for the Gaza conflict” è stata condotta da un team internazionale guidato dal professor Michael Spagat della Royal Holloway, University of London.

Lo studio si basa sulla Gaza Mortality Survey (GMS), la prima indagine indipendente su larga scala basata su interviste dirette a famiglie in un contesto di genocidio attivo.

Tra il 30 dicembre 2024 e il 5 gennaio 2025, i ricercatori hanno intervistato 2.000 famiglie (9.729 individui), ottenendo un tasso di risposta del 97,2%.

Per il periodo compreso tra il 7 ottobre 2023 e il 5 gennaio 2025, gli autori stimano 75.200 morti violente direttamente legate al genocidio con un intervallo di confidenza al 95% compreso tra 63.600 e 86.800.

La cifra corrisponde a circa il 3,4% della popolazione pre-genocidio di Gaza, stimata intorno ai 2,2 milioni di abitanti.

Nello stesso arco temporale, il Ministero della Salute di Gaza riportava 49.090 morti violente, una sottostima del 34,7% rispetto alla stima centrale dello studio.

Oltre alle morti dirette, lo studio stima 16.300 morti non violente, di cui 8.540 in eccesso rispetto alle proiezioni pre-genocidio del US Census Bureau, legate soprattutto a malattie non curate, malnutrizione e mancanza di accesso alle cure.

Il tasso di mortalità calcolato è di 33,1 morti violente per mille abitanti all’anno, che sale a 40,3 per mille considerando tutte le cause.

I ricercatori riconoscono alcuni limiti — tra cui l’impossibilità di raggiungere famiglie completamente eliminate o aree settentrionali sotto controllo militare e la scelta conservativa di considerare vivi circa 12.200 dispersi — ma sottolineano la solidità metodologica dell’indagine e la necessità di ulteriori studi indipendenti.

Leggi al link in stories l’articolo di @robertovivaldelli

#gazagenocide #thelancet

 

Un nuovo studio pubblicato sulla rivista scientifica The Lancet rivela che il numero di morti violente durante il genocidio a Gaza nei primi 16 mesi è significativamente più alto rispetto alle cifre ufficiali fornite all’epoca dal Ministero della Salute palestinese.

La ricerca “Violent and non-violent death tolls for the Gaza conflict” è stata condotta da un team internazionale guidato dal professor Michael Spagat della Royal Holloway, University of London.

Lo studio si basa sulla Gaza Mortality Survey (GMS), la prima indagine indipendente su larga scala basata su interviste dirette a famiglie in un contesto di genocidio attivo.

Tra il 30 dicembre 2024 e il 5 gennaio 2025, i ricercatori hanno intervistato 2.000 famiglie (9.729 individui), ottenendo un tasso di risposta del 97,2%.

Per il periodo compreso tra il 7 ottobre 2023 e il 5 gennaio 2025, gli autori stimano 75.200 morti violente direttamente legate al genocidio con un intervallo di confidenza al 95% compreso tra 63.600 e 86.800.

La cifra corrisponde a circa il 3,4% della popolazione pre-genocidio di Gaza, stimata intorno ai 2,2 milioni di abitanti.

Nello stesso arco temporale, il Ministero della Salute di Gaza riportava 49.090 morti violente, una sottostima del 34,7% rispetto alla stima centrale dello studio.

Oltre alle morti dirette, lo studio stima 16.300 morti non violente, di cui 8.540 in eccesso rispetto alle proiezioni pre-genocidio del US Census Bureau, legate soprattutto a malattie non curate, malnutrizione e mancanza di accesso alle cure.

Il tasso di mortalità calcolato è di 33,1 morti violente per mille abitanti all’anno, che sale a 40,3 per mille considerando tutte le cause.

I ricercatori riconoscono alcuni limiti — tra cui l’impossibilità di raggiungere famiglie completamente eliminate o aree settentrionali sotto controllo militare e la scelta conservativa di considerare vivi circa 12.200 dispersi — ma sottolineano la solidità metodologica dell’indagine e la necessità di ulteriori studi indipendenti.

Leggi al link in stories l’articolo di @robertovivaldelli

#gazagenocide #thelancet

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