Marco Tosatti
Cari amici e nemici di Stilum Curiae, offriamo alla vostra attenzione questo post dell’avvocato Renate Holzeisen, a cui va il nostro grazie, pubblicato su Telegram. Buona lettura e diffusione.
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Abstract
Gli studi reali sull’efficacia dei vaccini possono essere soggetti a diversi pregiudizi, che in genere ne distorcono i risultati. Un precedente articolo sulla popolazione di una provincia italiana, correggendo il “pregiudizio del tempo immortale”, ha mostrato risultati peggiori per la mortalità per tutte le cause dei vaccinati rispetto ai non vaccinati.
Questo articolo evidenzia il “pregiudizio della finestra di conteggio dei casi”, che considera i destinatari del vaccino “non
vaccinati” di solito per 14 giorni, un intervallo di tempo ritenuto necessario per esprimere la risposta immunitaria al vaccino. Il nostro obiettivo è documentare questo pregiudizio in una regione italiana, calcolando l’incidenza giornaliera di mortalità per ciascuna classe di età dei vaccinati e dei non vaccinati e verificando la differenza di mortalità per tutte le cause all’interno della finestra temporale considerata.
Infatti, in questa finestra i due gruppi hanno mostrato enormi differenze nella mortalità per tutte le cause, che non possono essere attribuite solo ai decessi per COVID-19 (in assenza di ragioni per aspettarsi effetti significativi del vaccino sui decessi non legati al COVID-19). In conclusione, analizzando i dati di una regione italiana, abbiamo trovato prove del “bias della finestra di conteggio dei casi”, che aumenta artificialmente la mortalità dei “non vaccinati” e riduce la mortalità dei vaccinati.
Conclusioni
Nonostante le potenziali fonti di errore derivanti dalla raccolta dei dati da parte delle varie autorità italiane, i risultati di questo studio evidenziano l’esistenza di un “bias di conteggio dei casi” nei dati reali, già sospettato da autori precedenti sulla base di simulazioni. Questo bias potrebbe aumentare artificialmente la mortalità dei non vaccinati e diminuire quella dei vaccinati, spostando i decessi che si verificano nei primi 14 giorni dopo la vaccinazione allo stato di non vaccinati, sulla base del fatto che questo intervallo di tempo è necessario per la piena espressione della risposta immunitaria. La ripetizione sistematica di questo spostamento può distorcere i risultati epidemiologici di un evento e portare a decisioni errate in materia di salute pubblica.
Potete leggere lo studio a questo collegamento.
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