Marco Tosatti
Carissimi StilumCuriali, la nostra Benedetta De Vito offre alla vostra attenzione queste meste considerazioni sulla nostra Chiesa, e sulla sua chiesa principale. Buona lettura e condivisione.
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Sveglia, per motivi famigliari, che l’imbrunire è ancora steso sulla terra piangente, mi perdo, con le lacrime agli occhi, in un piccolo, brevissimo video pubblicato da una televisione americana (EWTN). Si ode la voce del dolce Benedetto XVI che commenta la sua scelta difficile, “sofferta” di “restare in modo nuovo presso il Signore Crocifisso”. Scorrono le immagini di lui, Benedetto, il dolce Cristo in terra, che sale sull’elicottero e che sorvola la Santa Città di Roma, accompagnato, come mi ricordo, dal suono delle campane. Sì, le campane romane che tacciono, oh vergogna, da troppo tempo… Piango, amando il Pontefice romano, e capisco e so perché, nella preghiera, ha lasciato la Cattedra di Pietro. Il Signore prova la “Sua” (“non è mia, non è nostra”, dice Benedetto) Chiesa, la purifica nella passione…
Noi ora, noi fedeli, innamorati della Trinità, siamo, come “Sua” chiesa, nella prova.
In ginocchio sul Golgota, preghiamo nel silenzio e Dio ci ascolterà.
Ma prima di chiudere qui dirò della Cupola di San Pietro. Era bianca, candida quando Benedetto XVI lasciò il soglio petrino. Si vede nel video. Ora è nera, dei carbonai inferi sono di certo saliti fin lassù e con i loro gran sacchi di iuta pieni di carbonaccio han fatto l’opera di scempio, passando e ripassando i mozziconi sulla sacra bellezza. Così fuori.
E dentro, nella Santissima Chiesa del grande Apostolo Pietro, non si contano più gli episodi di blasfemia e di mancanza di devozione e di rispetto. Un omaccione rumeno ha fatto i suoi bisogni sull’altare, un altro, non so di che Nazione fosse, ha scaraventato a terra i sacri candelabri.
E forse sono successi altri orrori di cui non ho avuto notizia. Sul colmo della Basilica poi, lì dove splendono, in candore, le statue dei Dodici, si sta lavorando per metter su un “bistrot con vista mozzafiato”.
Nero, sempre più nero, risponderà il Cupolone.
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3 commenti su “Il Nero Cupolone. Benedetta De Vito.”
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L’assurda mentalità del clero modernista, in perpetua contraddizione con sé steso: pretendono di non considerare vincolante il magistero preconciliare di papi, santi , martiri e di 2 millenni di Santa Romana Chiesa, epperò vogliono imporre come vincolanti le loro innovazioni, in evidente, aperta rotta di collisione con tutto il magistero della Chiesa preconciliare (e la vicenda di Maria SS.ma Corredentrice e Mediatrice non è che l’ultimo tassello di questo loro delirante puzzle. Come tutti i rivoluzionari della storia umana, prima pretendono il diritto di demolire l’ordine esistente, poi vogliono imporre il loro, negando lo stesso diritto a chi dissente da loro.
Il clero modernista, ribelle e rivoluzionario, eretico ed oggi anche apostata, ricalca a pennello questo modo di pensare di agire, rivelandosi come complice in campo ecclesiastico del Nuovo Ordine Mondiale a cui tende l’élite massonico-satanista-globalista. Niente di più niente di meno, due facce della stessa medadglia. Dispiace per papa Prevost, su cui molti (e confesso, un poco anch’io) avevano riposto le loro speranze, ma ormai la delusione è più che evidente, anzi di tutta evidenza. LJC Catholicus
Caro Papa Benedetto,
Quanto deve essere stato grande il tuo martirio di papà universale privato dei figli!!!
Davvero, attraverso il tuo sacrificio unito a quello di Cristo, si é ripetuto anche per la Sua Chiesa lo stesso destino della crocifissione e morte.
Ma se dopo tre giorni Gesù è risorto, dopo più di tre anni, io credo sia giunto anche per la Chiesa il momento di risorgere.
Per questo io ti supplico, papa Benedetto, chiedi a Gesù di tornare a governare VISIBILMENTE la Sua Chiesa attraverso il legittimo successore di Pietro Benedetto XVI e di liberarla dalle mani degli astuti nemici come da Lui promesso:
“Le porte degli inferi non prevarranno sulla Mia Chiesa”.
https://youtube.com/shorts/_M9f-O1dgBc?si=5tWTEnYi0blm0L6v
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