Zoroastrismo, Ebraismo, Cristianesimo. Agostino Nobile.

 

Marco Tosatti

 

Cari amici e nemici di Stilum Curiae, Agostino Nobile, che ringraziamo di cuore, offre alla vostra attenzione queste considerazioni su tre grandi religioni nate in Medio Oriente. Buona lettura e diffusione…

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Zoroastrismo, ebraismo, cristianesimo

Zarathustra (anche Zoroastro, Zartosht, Spitama – VII – VI secolo a.C.) fu il sacerdote e profeta persiano che fondò il Zoroastrismo, i cui precetti avrebbero influenzato le fedi monoteiste successive. Egli ricevette una visione da Ahura Mazda – la divinità principale del panteon politeista – il quale gli ordinò di correggere l’errore della comprensione religiosa politeista e proclamare l’esistenza di un solo vero Dio, Ahura Mazda, il Signore della Saggezza. Secondo gli studiosi il Zoroastrismo è la prima religione soteriologica, fondata cioè sulla promessa salvifica di una vittoria del Bene sul Male e di una vita di beatitudine nell’aldilà.

Gāthā, la parte più antica dell’Avesta (il testo sacro zoroastriano), è attribuita direttamente a Zarathustra. Questi inni poetici contengono i suoi insegnamenti filosofici e religiosi, ma non forniscono dettagli biografici verificabili. Testi avestici successivi, come lo Yasna e lo Yasht, che includono riferimenti biografici, sono stati composti molto tempo dopo la sua presunta vita. Autori come Erodoto, Plutarco e altri menzionano Zarathustra, ma le loro descrizioni sono spesso frammentarie, leggendarie o influenzate da tradizioni orali.

Per Zarathustra, oltre al Dio unico Ahura Mazda, esiste l’entità malefica Angra Mainyu. Si potrebbe scegliere la via della luce e dell’amore sottomettendosi alla sua volontà, vivendo bene sulla terra con la certezza di un aldilà in paradiso. Chi segue Angra Mainyu, vive la corruzione di tutto ciò che è buono per scopi egoistici, tentando invano di trovare la felicità nella miseria degli altri, per poi passare a un inferno oscuro dopo la morte. Qualunque fosse la strada scelta era interamente responsabilità propria, poiché Ahura Mazda aveva concesso agli esseri umani il potere di scelta e non c’era niente di più potente del libero arbitrio umano perché nemmeno Ahura Mazda poteva o voleva sovvertirlo.

Ahura Mazda non era interessato al sacrificio animale ma al comportamento morale, e Zarathustra fu scelto dall’unico vero Dio per predicare questo messaggio e portare le persone alla corretta comprensione della loro relazione con il Divino. Fu rifiutato dai suoi ex colleghi del sacerdozio, i quali non avevano alcun interesse a vedere il loro status messo in discussione da un sacerdote emergente che rivendicava una visione personale di Dio. La sua vita era minacciata, perfino la sua famiglia sembra averlo abbandonato, e fu costretto ad abbandonare la sua casa. Nell’Avesta, Zarathustra descrive questo periodo in un lamento: In quale terra dovrei fuggire? Dove dovrei andare per fuggire? La mia famiglia e il mio clan mi bandiscono. […] Come posso soddisfarti, o Mazda Ahura? (Yasna 46.1) Più avanti, nello stesso capitolo, dà la risposta del dio che lo manda a predicare la sua visione nella terra del re Vishtaspa; il monarca che avrebbe cambiato la sua vita e contribuito a stabilire la sua religione.

La nuova fede fondata da Zarathustra si ispirava alle vecchie ma con differenze significative. Si basava su cinque principi: C’è un solo Dio che regna supremo. Ahura Mazda è tutto buono. Il suo eterno avversario, Angra Mainyu, è tutto malvagio. La bontà si manifesta attraverso buoni pensieri, buone parole e buone azioni. Ogni individuo ha il libero arbitrio di scegliere tra il bene e il male.

Se si sceglieva la via di Ahura Mazda, si esprimeva quella scelta attraverso i precetti centrali dei Buoni Pensieri, delle Buone Parole, Buone azioni e praticate dicendo la verità in ogni momento, soprattutto mantenendo le promesse. Praticare la carità verso tutti, soprattutto verso i meno fortunati. Mostrare amore per gli altri, anche se non hanno ricambiato quell’amore. Praticare la moderazione in tutte le cose, soprattutto nella propria dieta

Il comportamento virtuoso rifletteva la fede in un Dio onnipotente e buono che si prendeva cura dell’umanità. Se si sosteneva a parole la fede ma si agiva in opposizione ad essa, si era allineati con Angra Mainyu e le forze dell’oscurità e del caos. Se si fosse veramente aderenti al percorso di Ahura Mazda, si mostrerebbe chiaramente questa scelta nei tre valori fondamentali del comportamento personale: fare amicizia con i nemici. rendere giusti i malvagi, rendere gli ignoranti dotti.

Quelle anime le cui azioni erano più o meno ugualmente buone e cattive andavano in una specie di purgatorio chiamato Hamistakan, dove sarebbero rimasti fino alla fine dei tempi terreni. Coloro che avevano vissuto secondo i precetti di Ahura Mazda erano destinati alla Casa dei Canti, mentre coloro che avevano scelto Angra Mainyu scendevano dal ponte nella Casa delle Menzogne. C’erano quattro livelli di paradiso che salivano dal ponte, ognuno più bello del precedente, e quattro livelli di inferno che scendevano verso il più basso, che era una fossa di assoluta oscurità dove l’anima si sentiva sempre sola, indipendentemente da quante altre persone fossero in sua compagnia.

Tuttavia, lo stato dell’anima non era eterno – indipendentemente dal fatto che si trovasse in attesa del paradiso o dell’inferno – perché la Bontà Suprema non avrebbe permesso a nessuna delle sue creazioni di soffrire eternamente né di languire in un paradiso che non richiedeva alcuno sforzo per essere goduto. Alla fine, un messia di nome Saoshyant (Colui che porta beneficio) verrebbe e porterebbe la Frashokereti (Fine dei tempi) quando tutte le anime si sarebbero riunite ad Ahura Mazda in beatitudine e Angra Mainyu e i suoi demoni sarebbero stati distrutti.

La religione di Zarathustra continuò a svilupparsi fino al 651 d.C. quando gli arabi musulmani invasero e rovesciarono l’Impero sasanide. Gli arabi musulmani distrussero santuari zoroastriani, bruciarono templi, biblioteche e decine di opere persiane, nel tentativo di sottomettere il popolo e imporre la propria religione. Il testo Avesta e commenti, furono salvati dai Parsi. Coloro che fuggirono dalla regione per l’India e coloro che rimasero hanno tenuto nascosti i testi. In questo modo la visione di Zarathustra venne salvata e la pratica della sua religione continua fino ai giorni nostri. I suoi concetti del primato del libero arbitrio, della responsabilità individuale per le proprie scelte di vita e della destinazione nell’aldilà, del giudizio personale dopo la morte, di un messia che redime il mondo, di un paradiso e di un inferno, nonché di un ponte tra i vivi e i morti, hanno influenzato in modo significativo l’ebraismo, il cristianesimo e l’islam.

Brevi considerazioni.

Se alcune leggi sociali possono variare da una cultura all’altra, il concetto di bene e male e il rispetto per il prossimo sono stati principi fondanti di tutte le civiltà, almeno nei grandi pensatori. Il dio che si rivela a Zarathustra è universale e appartiene a tutte le nazioni, mentre ogni altra cultura si è creata i propri dèi, che proteggono esclusivamente il proprio popolo.

Bibbia.

Sulla redazione dell’Antico Testamento, gli studiosi non hanno una tesi unanime. I testi più antichi, come alcune parti del Libro dei Salmi o i racconti del Genesi, potrebbero risalire a tradizioni orali tramandate fin dal II millennio a.C., ma furono messi per iscritto solo in epoche successive. Il processo di definizione del canone della Bibbia ebraica si concluse probabilmente intorno al I-II secolo d.C., dopo la distruzione del Secondo Tempio (70 d.C.), quando i rabbini fissarono definitivamente i testi sacri. Copie o frammenti di questi libri biblici, eccezion fatta per il libro di Ester, si ritrovano nei Rotoli del Mar Morto. La datazione al carbonio 14 (carbonio radioattivo) e la paleografia confermano che i più antichi di questi rotoli sono del 200-100 a.C.

Nell’Antico Testamento, a partire dal Genesi, Dio parlò con Abramo (probabilmente tra il XIX e il XVIII secolo a.C.): “Quanto a me, ecco, la mia alleanza è con te: diventerai padre di una moltitudine di nazioni. Non ti chiamerai più Abram, ma ti chiamerai Abraham, perché padre di una moltitudine di nazioni ti renderò (Genesi 17: 3-5). Con l’uscita dall’Egitto e l’alleanza al Sinai (Esodo 19–24) YHWH si rivela come il Dio che libera Israele dalla schiavitù e stabilisce un patto esclusivo con loro: “Ora, se darete ascolto alla mia voce e custodirete la mia alleanza, voi sarete per me la proprietà tra tutti i popoli, perché mia è tutta la terra. Voi sarete per me un regno di sacerdoti e una nazione santa” (Esodo 19:5–6). Qui emerge l’idea di elezione: Israele è scelto tra i popoli. Con la ricostruzione del Tempio e la redazione finale della Torah, l’idea di elezione esclusiva si consolida. La Legge (Torah) diventa il segno distintivo di Israele. Testi come Ezra-Nehemia (V sec. a.C.) promuovono la separazione dagli altri popoli per preservare l’identità religiosa (per es. divieto di matrimoni misti tutt’oggi applicato).

Dopo la distruzione del Secondo Tempio (70 d.C.), il giudaismo rabbinico rafforzò l’idea di un’alleanza esclusiva con Dio. Tuttavia, nei testi biblici l’idea di un Dio “unicamente degli ebrei” appare più come una costruzione teologica che come una verità assoluta. La Bibbia ebraica, infatti, presenta entrambe le prospettive: YHWH è il Dio di Israele, ma anche il creatore e giudice di tutte le nazioni. Con Gesù Cristo, questa visione ritorna all’origine: Dio è il Padre di tutta l’umanità. Ed è probabilmente uno dei motivi per cui i sacerdoti lo hanno condannato.

Come abbiamo visto l’Antico Testamento (in particolare i primi libri, come la Genesi) contiene racconti e temi che presentano somiglianze con miti, leggende e testi di altre civiltà mesopotamiche e mediorientali. Le culture dell’area condividevano tradizioni orali e scritte, e spesso si influenzavano a vicenda.

Alcuni esempi.

Bibbia (Genesi 6-9): Noè costruisce un’arca per salvare la sua famiglia e gli animali da un diluvio inviato da Dio. Gilgamesh (epico dell’antica Mesopotania del III millennio a.C.) offre umerose storie rinvenute in seguito nella Bibbia. È noto che una tavoletta contiene il racconto del Diluvio, in cui Utnapishtim interpreta il Noè babilonese. Entrambi i racconti includono un eroe avvertito divinamente, la costruzione di un’imbarcazione, il salvataggio di animali e il rilascio di un uccello per verificare la fine delle acque.

Sempre nel Gilgamesh, la creazione di Enkidu dal suolo è parallela, pur nella diversità, al racconto biblico del Giardino dell’Eden. Enkidu era l’uomo selvaggio che viveva nella foresta con gli animali, ma viene reso più simile agli uomini dall’incontro con la prostituta sacra Šamhat.

Il Libro dell’Ecclesiaste (Qoelet) sembra riecheggiare il messaggio di Gilgamesh, riguardante la natura transitoria della vita, ed entrambe le opere contengono anche il proverbio “Una triplice corda non si rompe rapidamente” (Ecclesiaste 4:12).

Nella Bibbia (Genesi 1-2), Dio crea il mondo in sei giorni, l’uomo dalla polvere e la donna dalla costola di Adamo. Nel poema babilonese Enuma Eliš (ca. XII secolo a.C.), il dio Marduk crea il mondo dal caos primordiale e l’uomo dal sangue di un dio sconfitto. Una raccolta di leggi che include il principio del “taglione” (“occhio per occhio”), è presente anche nella Torah. Le norme giuridiche e morali sono simili, come la giustizia retributiva.

Bibbia (Genesi 11): Gli uomini costruiscono una torre per raggiungere il cielo, ma Dio confonde le loro lingue. Nei miti mesopotamici troviamo i racconti (4000-500 a.C.) sui ziggurat (templi a torre piramidali alte decine di metri) e della punizione divina per l’orgoglio umano. Adapa, personaggio della mitologia mesopotamica, sacerdote e figlio del dio Enki, riceve la conoscenza ma non l’immortalità. Adamo ed Eva mangiano dal frutto proibito e acquisiscono la conoscenza, ma perdono l’accesso all’albero della vita.

L’appropriarsi di credenze altrui, dunque, non era una pratica insolita. I dèi Greci, per esempio, erano adottati anche dai Romani, ai quali cambiarono i nomi. Ad eccezione del dio Apollo il cui nome rimase immutato, i nomi degli altri dèi furono romanizziati: Zeus, con i Romani divenne Giove, Ares, con i Romani divenne Marte, Afrodite divenne Venere, Atena divenne Minerva, ecc.

Per quanto riguarda l’aspetto etico e morale, il senso del bene e del male è scolpito nel cuore degli esseri umani di tutte le culture, anche in quelle in cui Dio non era considerato padre dell’umanità né creatore dell’universo. Un esempio significativo si trova nell’antica Cina. Per Confucio (VI-V secolo a.C.) le principali Virtù, sono: Benevolenza, amore per il prossimo, empatia e umanità. Rettitudine: Giustizia, senso del dovere e integrità morale. Rito: Correttezza, norme di comportamento e rispetto per la tradizione. Saggezza: Conoscenza e discernimento tra bene e male. Integrità: Affidabilità e sincerità. Pietà Filiale: Rispetto per i genitori, gli antenati e le gerarchie familiari/sociali. Uomo Nobile: L’ideale di persona che coltiva costantemente virtù, studio e rettitudine, agendo da modello per la società. Armonia sociale: Ricerca dell’equilibrio e del giusto mezzo, fondamentale per una convivenza pacifica. Governo Virtuoso: Il leader deve guidare attraverso la moralità e l’esempio, non attraverso leggi punitive o la forza. Studio e Educazione: Fondamentali per il miglioramento personale e la trasformazione morale della società

È ormai accertato che le civiltà sviluppatesi in Mesopotamia, e non solo, abbiano assimilato non solo i costumi, ma anche le credenze delle popolazioni circostanti, e gli ebrei non fanno eccezione. L’idea, diffusa tra molti rabbini, che l’ebraismo rappresenti la guida morale di tutti i popoli può essere interpretata come un sintomo di megalomania, difficile da superare proprio perché radicato in una tradizione millenaria. L’Antico Testamento, pensato o redatto in epoche in cui ogni comunità si era creata i propri dèi, riflette questo contesto storico. Oggi, dunque, grazie a una conoscenza più oggettiva della storia delle antiche religioni, non ha più senso autodefinirsi “popolo eletto”.

Cristianesimo Non esiste alcuna altra religione in cui l’avvento del Messia sia stato predetto con secoli di anticipo rispetto alla sua comparsa. Il profeta Isaia, vivendo circa 700 anni prima di Gesù, ha profetizzato in modo dettagliato la nascita, la missione, la sofferenza e la divinità di Gesù Cristo, descrivendolo come il Messia, il “Principe della pace” (Isaia 9:6) e il “Servo sofferente” (Isaia 53) che si carica dei peccati dell’umanità. Le sue profezie includono la nascita da una vergine (Emmanuele), la morte sacrificale e la resurrezione. Michea ha profetizzato che il Messia sarebbe nato a Betlemme (Michea 5:2). Daniele ha parlato del “figlio dell’uomo” e di un regno eterno (Daniele 7:13-14). Ezechiele ha preannunciato un “nuovo Davide, nuovo pastore” (Ezechiele 34:23). I Magi, zoroastriani, noti per la loro conoscenza dell’astronomia, dell’astrologia e delle scritture sacre, seguono una stella per raggiungere il Salvatore del Mondo.

Perché Dio ha voluto che Gesù Cristo nascesse nella comunità ebraica? Forse la risposta è racchiusa in due indizi significativi: Come roccia su cui edificare la Sua Chiesa, invece del fedele Giovanni, Gesù scelse Pietro, colui che lo aveva tradito tre volte. Invece di affidarsi a un saggio mite e vicino al Suo spirito, il Signore si servì di Saulo, uno dei più accaniti persecutori dei cristiani.

Agostino Nobile

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3 commenti su “Zoroastrismo, Ebraismo, Cristianesimo. Agostino Nobile.”

  1. Simone Torreggiani

    Non è giusto attribuire alla triplice negazione (‘tradimento’ mi pare un termine improprio) di Pietro la decisione di Gesù di porlo a capo della Sua Chiesa. Gesù infatti pregò per lui affinché non si perdesse *nonostante* il triplice rinnegamento prossimo venturo, ossia in vista della sua successiva conversione.
    Lo stesso dicasi per Paolo: non fu certo scelto come preminente tra gli apostoli in virtù del suo ‘curriculum’ di persecutore di cristiani — ma piuttosto per la sua miracolosa conversione operata grazie all’intercessione di S. Stefano Martire.
    Il ‘traditore’ vero e proprio (Giuda Iscariota) fu invece ‘remunerato’ privandolo del suo ufficio e della comunione con Cristo e la Sua Chiesa, in una deriva che lo portò presto al suicidio.
    Il seme che rifiuta di morire a se stesso per rinascere a nuova vita non porta frutto, ma marcisce e poi muore di una morte indegna…
    Così ‘Simone di Giovanni’ (dopo una triplice, sofferta professione d’amore al Signore, v. Giovanni 21, 15-18) rinasce ‘Pietro’.
    Così ‘Saulo’, lo spietato persecutore di cristiani, dopo una sconvolgente conversione rinasce ‘Paolo l’Apostolo’, uno tra i più perseguitati ma anche tra i più zelanti e perseveranti nel bene.
    Invece Giuda Iscariota, dopo aver consegnato Gesù nelle mani dei suoi nemici (ossia dopo essersi convertito al Male pur avendo conosciuto il Bene), rimane Giuda Iscariota — con l’onta eterna del tradimento (anche se ‘le vie del Signore sono infinite’ e io pure sono convinto che la ‘Bontà Suprema’ non lascerà languire le anime alla dannazione che si sono cercate per sempre. Se Dio è Amore un ‘Paradiso’ eterno non sarebbe invece in contraddizione con questo Amore — anche se ‘eterno’ non va inteso come sinonimo di ‘monotono’).
    Giovanni, il discepolo prediletto per la sua purezza e fedeltà, che segue coraggiosamente Gesù fin sotto la croce (e dunque non necessita di conversione alcuna) superata la prova diviene l’Amato Giovanni e viene elevato a Figlio della Beata Vergine per decreto divino (che è ricompensa ben più grande dell’essere posto a capo della Chiesa, a parer mio… ma a ciascuna anima la sua Via).
    ‘Israele’ è traducibile in ‘colui che lotta con Dio’ (v. Genesi 32, 29).
    Anche a quella parte del ‘popolo eletto’ che storicamente non riconobbe il Messia è offerta la possibilità della conversione/redenzione (come accadde agli israeliti Pietro e Paolo) — oppure della condanna (come accadde all’israelita Giuda Iscariota).

  2. Interessante:
    Diluvio babilonese: il racconto di Utnapishtim a Gilgamesh – Epica e mitologia – Studia Rapido

  3. Interessante:

    “Gilgamesh: colui che tutto intravide.
    L’eroe a cui i misteri furono manifesti.
    Patì sofferenze di ogni genere.
    Cercò la vota eterna.
    Raggiunse Utnapishtim – il Lontano,
    e la completa saggezza”

    Franco Battiato

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