San Francesco d’Assisi, il Santo del “Dialogo”? Mah! Vediamo…Cinzia Notaro.

Marco Tosatti

Carissimi StilumCuriali, Cinzia Notaro, a cui va il nostro grazie, offre alla vostra attenzione queste riflessioni su un santo grandissimo e spesso usato in maniera impropria. Buona lettura e condivisione.

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SAN FRANCESCO D’ASSISI   IL SANTO DEL DIALOGO?

Francesco volle incontrare il Sultano al-Kamil non per negoziare, ma per annunciare Cristo Via Verità e Vita (Giovanni 14,6 ) e pronto al martirio per il vangelo.

Non è relativista e tantomeno dialogante nel modo in cui lo intendiamo oggi. E’ disarmato, povero, senza potere,  non insulta, non minaccia, non impone, accetta di ascoltare e di essere ascoltato.

Il Sultano non si converte, ma lo  accoglie, lo stima  e lo rimanda sano e salvo.

Francesco non sospende la Verità, testimonia la fede con la vita, riconosce nell’altro un uomo e non un nemico.

Egli non mette tutte le religioni sullo stesso piano, e non evita di annunciare per non “offendere” … dialoga per evangelizzare  e non per sostenere un dialogo interreligioso che non avrebbe mai riconosciuto.  Il suo dialogo non è politico, istituzionale, difensivo per evitare conflitti . Non nega la Verità, non l’annacqua, ma rispetta la libertà dell’altro.

Francesco non cerca la pace a prezzo della Verità, ma la pace come frutto della Verità.

Francesco direbbe oggi :  si all’incontro, si all’ascolto, si al rispetto, ma anche no alla rinuncia all’annuncio, no all’ambiguità dottrinale, no al sincretismo.

Il “francescanesimo” moderno disegna Francesco come un pacifista, un ecologista, un profeta del “volersi bene”, un santo del dialogo senza contenuto, una icona simpatica, non scomoda…  un Francesco che non parla di peccato, non parla di conversione, non parla di croce, non mette mai nessuno in crisi. Un Santo addomesticato secondo i voleri del mondo.

Il Francesco di sempre è  ossessionato da Cristo Crocifisso,radicale fino all’eccesso , pronto al martirio, apocalittico nel linguaggio, durissimo con sé stesso.

La narrazione moderna dimentica che dorme sulla nuda terra, che fa digiuni estremi, piange con i peccatori, chiama il mondo a penitenza, riceve le stimmate.

Francesco dialogava, quindi non giudicava nessuno ? Non giudicava le persone, ma la menzogna, il peccato, l’idolatrìa . Annunciava Cristo come unico Salvatore.

Per  Francesco senza penitenza non c’è pace; senza Croce non c’è fraternità ; senza verità non c’è dialogo. La pace passa attraverso lo scandalo della Croce.

Si può costruire una fraternità globale senza dire chi è Cristo?

La Chiesa è cresciuta non dialogando, ma annunciando Cristo fino al martirio.

Perchè si ha paura di annunciare la Verità oggi ? Si tace per non perdere consenso, per paura di essere accusati di intolleranza, di non essere inclusivi, di svuotare le chiese già vuote.

Cristo oggi si accetta solo se icona di pace e  simbolo di fraternità, ma diventa intollerabile  se è Figlio unico di Dio,giudice della storia, unica via di salvezza.

Dire “Cristo è la verità” mette in crisi perché bisogna cambiare vita, rinunciare a compromessi, portare la croce, scegliere; mentre il relativismo non chiede nulla, non ferisce, ma non salva.

Nel Cantico delle Creature , Francesco rimanda tutto a Dio, mai alla Terra come divinità ; riconosce la bellezza del creato ; la cura della Terra non sostituisce la conversione e la lode a Dio.

I poveri di cui parla sono quelli in spirito, mentre  oggi il messaggio si focalizza sulla povertà sociale, sull’ingiustizia.

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4 commenti su “San Francesco d’Assisi, il Santo del “Dialogo”? Mah! Vediamo…Cinzia Notaro.”

  1. Don Pietro Paolo

    È corretto ricordare che Francesco d’Assisi non fu mai un relativista, né un promotore di un dialogo vuoto o diplomatico. L’incontro con il sultano al-Kamil non fu una trattativa né un gesto politico: fu annuncio evangelico disarmato, fino alla disponibilità al martirio. Francesco non sospende la verità per piacere all’altro, ma la testimonia senza violenza, senza potere, senza compromessi. Questo va detto con chiarezza.

    È altrettanto vero che Francesco non mette tutte le religioni sullo stesso piano, non rinuncia all’annuncio per non “offendere” e non concepisce la pace come prezzo pagato con la verità. La pace, per lui, è frutto della verità, non sua sostituzione. Senza croce non c’è fraternità; senza penitenza non c’è pace; senza Cristo non c’è dialogo autentico. Qui la sua lettura è teologicamente fondata.

    Detto questo, occorre evitare l’errore opposto, altrettanto grave: trasformare Francesco in una clava contro ogni forma di dialogo. Francesco dialoga davvero, ma lo fa da cristiano che annuncia, non da ideologo che relativizza. Non giudica le persone, ma chiama alla conversione; non annulla l’altro, ma non annulla Cristo. È esattamente questa la tensione evangelica che oggi fatichiamo a reggere: verità senza violenza, carità senza rinuncia alla verità.

    È vero anche che una certa narrazione contemporanea ha addomesticato Francesco, riducendolo a icona simpatica: pacifista generico, ecologista sentimentale, profeta del “volersi bene”. Questo Francesco è una caricatura. Il Francesco reale è radicale, penitente, ossessionato dal Crocifisso, duro con sé stesso, pronto allo scandalo della croce. Dorme sulla nuda terra, digiuna, piange per il peccato, riceve le stimmate. Su questo non c’è discussione.

    Ma attenzione: Francesco non è un manifesto contro la Chiesa di oggi, né un’arma per opporre “vero Vangelo” a “Vangelo tradito”. Francesco è un santo dentro la Chiesa, obbediente, ecclesiale, non un profeta solitario contro l’istituzione. Usarlo per delegittimare ogni linguaggio pastorale contemporaneo rischia di fare a lui la stessa violenza che si rimprovera ad altri.

    La domanda decisiva che lei pone è giusta:
    si può costruire una fraternità senza dire chi è Cristo?
    La risposta cattolica è no. Senza Cristo ridotto a simbolo, la fraternità diventa sociologia; senza la croce, la pace diventa equilibrio fragile; senza conversione, il dialogo diventa chiacchiera.

    Ma la risposta non è nemmeno la paura del dialogo in sé. La risposta è un dialogo che non rinuncia all’annuncio, una testimonianza che non cerca consenso, una Chiesa che non tace per paura, ma nemmeno urla per ideologia.

    In sintesi, con giustizia:
    • Sì: Francesco non è relativista, né sincretista.
    • Sì: il “francescanesimo annacquato” è una falsificazione.
    • No: Francesco non è un alibi per rifiutare ogni dialogo.
    • Sì: senza Cristo proclamato non c’è pace che salvi.
    • Sì: senza croce non c’è fraternità cristiana.

    Francesco non chiede alla Chiesa di scegliere tra verità e carità.
    Chiede di tenerle unite, anche quando costa tutto.

    1. Buonasera don Pietro, leggendo quanto ha scritto mi ha colpito questa frase: “Francesco non è un manifesto contro la Chiesa di oggi”.
      Manifesto magari no, proprio per come anche lei ricorda la figura di san Francesco, ma una cartina di tornasole probabilmente si. La Chiesa di oggi, se guarda a questo enorme Santo, credo che due domande potrebbe e dovrebbe farsele. Proprio per ciò che san Francesco ha fatto e detto, con tutte le difficoltà che ha incontrato , visti i nostri di tempi e problemi , oggi possiamo prendere atto che ci siamo persi un bel po’ praticamente su tutto.

  2. ECCO COME LA chiesa massonica luterana al POTERE in Vaticano dal 2013, sta annullando il *CELIBATO SACERDOTALE richiesto invece obbligatoriamente dalla vera Chiesanuova CATTOLICA
    Cosa succede quando un pastore battista sposato e cappellano della Marina sente la chiamata non solo a unirsi alla Chiesa cattolica, ma a guidarla come sacerdote?
    Questa non è una domanda teorica.
    È la storia vera di Padre Travis Moger, e la sua ORDINAZIONE sta mettendo in discussione alcuni dei nostri presupposti più basilari su chi possa essere chiamato all’altare.

    Incontriamo Padre Travis Moger.
    Nove mesi fa è stato ordinato sacerdote per la diocesi di Wheeling-Charleston, West Virginia.
    Ma il suo percorso verso il sacerdozio è tutt’altro che standard.

    https://youtu.be/RfIrz7udAoQ?si=M_AonX62kMfjxTEG

    #fedecattolica #insegnamentocattolico #veritàcattolica #chiesacattolica #fedecattolicaspiegata

  3. Danieli Gabriela

    Grazie Dott. Cinzia Notaro per quesi suoi articoli in difesa del vero ecumenismo voluto da Cristo e dalla Sua chiesa.
    Mi permetta, la prego di aggiungere anche la mia riflessione sulla lettera apostolica “IN UNITATE FIDEI*” (Nell’unità della fede), pubblicata Il 23.11.25, in cui Prevost propone un “presunto” CREDO NICENO nella sua forma originaria SENZA IL FILIOQUE (?)  come fondamento della fede cristiana (falso) e scelta consapevole *nell’obiettivo ECUMENICO di stabilire un futuro terreno comune con le chiese orientali e protestanti!
    Conclude Prevost:
    «Dobbiamo perciò abbandonare le “CONTROVERSIE TEOLOGICHE” che hanno perso la loro ragion d’essere (?) ed elaborare una una preghiera comune allo Spirito Santo, perché ci raccolga tutti in un’unica fede».

    ◾DOMANDO A TUTTI:
    Dunque per PREVOST IL CREDO IN UN DIO SENZA GESÙ CRISTO rappresenterebbe la preghiera comune “neccessaria” per raccogliere tutti nella sua nuova chiesa?
    – Per Prevost non è più Gesù Cristo l’unico Principio e fondamento della Comunione Ecclesiastica?

    _ Ma l’apostolo S. Giovanni non ricorda che solo chi riconosce Gesù vero Dio consegue il diritto di diventare figlio di Dio?
    E che CHIUNQUE NEGA CHE GESÙ CRISTO È DIO, COSTUI È L’ANTICRISTO?

    Perché solo L’ANTICRISTO PUÒ CONSIDERARE GESÙ CRISTO una “CONTROVERSIA TEOLOGICA” da ABBANDONARE in nome di un falso ECUMENICO !!!

    Solo L’ANTICRISTO può definire controversia teologica l’unica vera RELIGIONE dell’unico Dio uno e trino = PADRE, FIGLIO GESÙ CRISTO E SPIRITO SANTO.
    Solo L’ANTICRISTO può considerare la TRANSUSTANZIAZIONE,
    Il MAGISTERO PRIMAZIALE di PIETRO e i DOGMI DIVINI e MARIANI “CONTRVERSIE TEOLOGICHE” da eliminare in nome di una nuova religione massonica mondiale, che abbraccia tutte le false religioni, comprese le sette sataniste o idolatriche (PACHAMAMA), meno l’unica vera dell’ unico vero Dio uno e trino.

    Ma di fronte a questa GRANDE IMPOSTURA RELIGIOSA, ritengo urgente e doveroso da parte dei veri cristiani che ancora fanno parte dell’unica Chiesa di Cristo e del Suo ultimo vicario BXVI, di far capire a tutti, in primis ai cardinali pre 2013, che riconoscere l’anticristo capo della chiesa, non solo è reato di SCISMA, ma è rendersi anche complice delle sue opere inique. (S.G. 2)

    Come insegna il Catechismo di S Pio X: La Chiesa di Cristo é costituita solo dai veri cristiani che rimangono uniti in Cristo unico Principio e Fondamento della Comunione Ecclesiastica, e fedeli alle VERITÀ E AI DOGMI DI FEDE da Lui insegnati e ribaditi dal Sacro Magistero infallibile dei LEGITTIMI papi stabiliti da Cristo. (ultimo BXVI)

    https://www.lifesitenews.com/news/pope-leo-xiv-downplays-the-filioque-in-new-apostolic-letter/

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