Mons. Schneider Chiede a Leone XIV una Costituzione Apostolica per Liberare la Misa Tradizionale.

Marco Tosatti

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Mons. Schneider chiede a Leone XIV una «Costituzione Apostolica» per liberare la Misa tradizionale

Mons. Schneider pide a Leone XIV una «Costituzione Apostolica» per liberare la Misa tradizionale

da INFOVATICANA | 15 gennaio 2026

Monsignor Athanasius Schneider, obispo ausiliare di Astana (Kazakistan) ha affermato di aver proposto personalmente al Papa Leone XIV la promulgazione di una Costituzione Apostolica sulla Misa tradizionale in latino per “regolarizzare” la coesistenza dei due usi del rito romano ed eliminare le restrizioni imposte da  Traditionis custodes . In un’intervista con Christopher P. Wendt (Cofraternidad de Nuestra Señora de Fátima) , Schneider sostiene che non sarebbe stato opportuno rispondere con un “anti–motu proprio”, ma elevare l’assunto a un testo più solenne e con norme giuridiche chiare.

“No un anti–motu proprio, ma un documento più solenne”

Schneider spiega che, a largo plazo, la soluzione non passerà per “anular directamente” Traditionis custodes , ma per un atto giuridico di sindaco rango que un motu proprio. Dopo la sua fondazione, il Papa avrebbe dovuto pubblicare un documento “per numero” di questo tipo di testo per stabilire un marchio nuovo e stabile.

Nelle sue parole, la fine sarebbe una “regolarizzazione solenne” che garantisse la libertà completa e una “coesistenza pacifica” tra due forme, “senza limitazioni o impedimenti”.

Cosa cambierà nella pratica: limite al potere restrittivo degli obblighi

Il punto più concreto dell’argomento è giuridico e pastorale: Schneider afferma che, se il Papa stabilisse per ley pontificia ese marco, un obispo non potrebbe proibire o limitare la celebrazione della liturgia tradizionale allí dove un sacerdote volesse celebrarla legittimamente.

Nel dialogo si cita il caso di Charlotte (Carolina del Norte, EE. UU.) , come esempio di conflitti recientes sobre celebraciones del Misal del 1962. La tesis de Schneider es que el nuevo texto debería dejar fijado que el obispo no tendría “más derecho” a limitar la forma tradicional que a prohibir el Novus Ordo.

“Dos formas ordinarias”, non “extraordinaria”

Schneider va oltre il linguaggio abituale posteriore al Summorum Pontificum e sostiene che ambas deberían considerarse formas ordinarias del rito romano, non una “extraordinaria”. Con ello busca reforzar la idea de un derecho estable de sacerdotes y fieles a celebrar y asistir a la liturgia tradicional.

Perché propone una Costituzione Apostolica

L’obispo sostiene che una Costituzione Apostolica è una delle forme più solenni del magistero e del governo pontificio e può incorporare norme giuridiche . Per questo motivo è più adatto un motu proprio per risolvere il conflitto di modalità definitiva.

Come esempio, ricordiamo che San Pio V promulgò il Misal tra Trento mediante una Costituzione Apostolica e che Pablo VI lo fece allo stesso modo promulgando il Misal del 1969.

Está claro que la tensión litúrgica no se risolverá con eslóganes ni con golpes de efecto, sino con decisiones claras y estables que devuelvan paz y justicia en la vida concreta de las parroquias. Por ora, resta aspettar con pazienza per vedere come si sta appassionando al tema della liturgia.

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