Associazione Magistrati della Corte dei Conti: “Oggi si scrive una pagina buia per tutti i cittadini”.

Marco Tosatti

Cari amici e nemici di Stilum Curiae, offriamo alla vostra attenzione due elementi di valutazione sulla decisione presa dal Parlamento in merito alla responsabilità dei politici e degli amministratori di denaro pubblico. Buona lettura e condivisione.

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Il primo è questo articolo dell’ANSA:

(ANSA) – ROMA, 27 DIC – “Oggi si scrive una pagina buia per tutti i cittadini: il Senato della Repubblica ha approvato la riforma della Corte dei conti, magistratura chiamata dalla Costituzione a garantire che le risorse pubbliche siano destinate ai servizi alla collettività e non siano sprecate, per imperizia o corruzione.
Si tratta di una scelta che segna un passo indietro nella tutela dei bilanci pubblici e inaugura una fase in cui il principio di responsabilità nella gestione del denaro dei cittadini risulta sensibilmente indebolito”. Così l’Associazione Magistrati della Corte dei Conti.
“Da oggi – prosegue l’Associazione magistrati della Corte dei Conti – in presenza di grave colpa, il danno arrecato alle finanze pubbliche sarà risarcibile solo entro il limite massimo del 30% del pregiudizio accertato. La parte restante non verrà recuperata e resterà a carico della collettività”.
“Ulteriori forti preoccupazioni – proseguono i magistrati – suscitano l’introduzione di meccanismi di esonero automatico dalla responsabilità, legati al silenzio della Corte dei conti in sede di controllo di legittimità o di parere. In questo modo, l’assenza di una pronuncia esplicita della Magistratura contabile rischia di trasformarsi in una giustificazione automatica, piegando tali funzioni a logiche di esclusione della responsabilità piuttosto che di miglioramento dei servizi.
La riforma incide negativamente sui principi di legalità, responsabilità e buon andamento dell’amministrazione, sanciti dalla Costituzione, e solleva un tema centrale di equità: le risorse pubbliche appartengono a tutti e la loro tutela richiede forme di responsabilità effettive e credibili”.
 “Una maggiore efficienza dell’amministrazione non si ottiene riducendo il ruolo della Magistratura contabile, ma valorizzando il presidio indipendente e imparziale a garanzia del corretto utilizzo del denaro pubblico”, conclude l’Associazione.

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Il secondo è questo video molto chiaro del magistrato Ferruccio Capalbo:

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5 commenti su “Associazione Magistrati della Corte dei Conti: “Oggi si scrive una pagina buia per tutti i cittadini”.”

  1. A mio avviso, ciò che preoccupa i magistrati, fatte le debite eccezioni, è soprattutto di perdere potere. Il quale è ovviamente proporzionale alla paura che possono incutere. Vogliono la totale discrezionalità (e come dargli torto?): indagare o no, indagare “molto” o poco…
    Nella situazione attuale, la corte dei conti ha di fatto diritto di veto sulle grandi opere, quale condizione migliore di questa?
    Gli amministratori pubblici hanno terrore di mettere una firma (a meno che siano particolarmente simpatici, come dimostrato dagli sprechi macroscopici passati sotto silenzio in pandemia covid, con la benedizione di Bruxelles).
    Mutatis mutandis, può dirsi lo stesso per i magistrati della giurisdizione penale.
    Posso sbagliare, ma qualsiasi riforma osteggiata dai magistrati, mi vedrà convinto sostenitore!

  2. Corrado Bassanese

    Beh! Visto come la Corte dei Conti si è comportata durante la “pandemia” in relazione agli sprechi, e che non ha fatto un plissé riguardo ai soldi buttati per il 110, direi che un bella riforma ci voleva.

    1. E dopo le sentenze della Corte Costituzionale sui vaccini che facciamo? Aboliamo anche quella? Ecco, le “riforme” di questo governo possono applicarsi in contesti abbastanza irrilevanti come quello in parola, pena le censure dei “garanti del sistema”, a cui certo la Corte dei Conti non appartiene. Nell’architettura costituzionale essa è sempre stata un organo debole, poichè il controllo contabile è anche controllo politico e democratico, quindi i “padri costituenti” scelsesro di tutelare l’autonomia politica del Parlamento. Non so se e quanto gli autori di questo comunicato abbiano ragione, so però che la riduzione dei controlli, quali ad esempio l’abolizione dell’abuso d’ufficio che è state recentemente posto in essere favorisce quello “stato di eccezione” che ha portato, ai tempi del Covid, a delizie quali “i banchi a rotelle” e simili.

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