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5 commenti su “Associazione Magistrati della Corte dei Conti: “Oggi si scrive una pagina buia per tutti i cittadini”.”
A mio avviso, ciò che preoccupa i magistrati, fatte le debite eccezioni, è soprattutto di perdere potere. Il quale è ovviamente proporzionale alla paura che possono incutere. Vogliono la totale discrezionalità (e come dargli torto?): indagare o no, indagare “molto” o poco…
Nella situazione attuale, la corte dei conti ha di fatto diritto di veto sulle grandi opere, quale condizione migliore di questa?
Gli amministratori pubblici hanno terrore di mettere una firma (a meno che siano particolarmente simpatici, come dimostrato dagli sprechi macroscopici passati sotto silenzio in pandemia covid, con la benedizione di Bruxelles).
Mutatis mutandis, può dirsi lo stesso per i magistrati della giurisdizione penale.
Posso sbagliare, ma qualsiasi riforma osteggiata dai magistrati, mi vedrà convinto sostenitore!
Avanti Nordio!
Conti non tornano… e si avvicina… ora dei conti!…!!…https://ilgattomattoquotidiano.wordpress.com/
Beh! Visto come la Corte dei Conti si è comportata durante la “pandemia” in relazione agli sprechi, e che non ha fatto un plissé riguardo ai soldi buttati per il 110, direi che un bella riforma ci voleva.
E dopo le sentenze della Corte Costituzionale sui vaccini che facciamo? Aboliamo anche quella? Ecco, le “riforme” di questo governo possono applicarsi in contesti abbastanza irrilevanti come quello in parola, pena le censure dei “garanti del sistema”, a cui certo la Corte dei Conti non appartiene. Nell’architettura costituzionale essa è sempre stata un organo debole, poichè il controllo contabile è anche controllo politico e democratico, quindi i “padri costituenti” scelsesro di tutelare l’autonomia politica del Parlamento. Non so se e quanto gli autori di questo comunicato abbiano ragione, so però che la riduzione dei controlli, quali ad esempio l’abolizione dell’abuso d’ufficio che è state recentemente posto in essere favorisce quello “stato di eccezione” che ha portato, ai tempi del Covid, a delizie quali “i banchi a rotelle” e simili.
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