La Bibbia non è solo Storia, Teologia e Morale. Amedeo Zerbini.

Marco Tosatti

Carissimi StilumCuriali, l’ing. Amedeo Zerbini, a cui va il nostro grazie, offre alla vostra attenzione queste riflessioni sulla Bibbia, la sua profondità e la sua ricchezza. Buona lettura e diffusione.

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La Bibbia non è solo Storia, Teologia e Morale

La Bibbia non è soltanto Storia, Teologia e Morale. E’ anche, in forme più o meno esplicite,  Antropologia  e Psicologia. Quando si parla di Bibbia questi due importanti aspetti vengono ignorati e trascurati relegandoli alla tanto deprecata scienza, considerata fonte di ogni male. Per far uscire molti dalla melmosa palude dell’ignoranza (il vero opposto della scienza e della conoscenza) che oggi imperversa nel mondo penso che non basterà un solo articolo ma sarebbero necessari parecchi articoli. Forse li scriverò, a Dio piacendo, indipendentemente dagli eventuali commenti contrari, nelle prossime settimane contando sulla pazienza dei pochi o tanti che mi seguiranno in questa fatica.

Iniziamo con la psicologia nella sua generica definizione di “ scienza che studia gli stati mentali e i processi emotivicognitivisociali e comportamentali nelle loro componenti consce e inconsce, mediante l’uso del metodo scientifico” (Wikipedia). La psicologia – come scienza – ha preso il posto della psicologia intesa come frutto di speculazione filosofica  nell’ultimo secolo e mezzo.

Chiaramente la Bibbia non ha alcuna impostazione filosofica e scientifica, tuttavia è ricchissima di enunciati riguardanti l’uomo nella sua complessità psicofisica. Dopo “Signore” con 8198 occorrenze, “Dio” con 4737 occorrenze l’Uomo è presente con 1649 occorrenze al singolare e 1274 al plurale. Uomo serve a designare sia il singolo sia l’umanità nel suo complesso. I termini relativi alla psiche umana usati nella Bibbia sono diversi da quelli usati nel nostro linguaggio comune e scientifico. L’uomo nella sua fisicità è “carne”, nella sua spiritualità è  “anima” (nel senso di vita e di soffio vitale, presente anche negli animali) e “cuore” con un ampio spettro di significati che vanno da tutto il suo mondo interiore ai suoi sentimenti, i suoi pensieri, la sua volontà, le sue decisioni e i suoi atteggiamenti, insomma tutto quello che noi chiamiamo mondo psichico.

Che la Sacra Scrittura faccia distinzione tra anima e cuore è provato in oltre 100 versetti il cui tenore è quello riportato, per esempio, nei due seguenti:

–  Tu amerai il Signore tuo Dio con tutto il cuore, con tutta l’anima e con tutte le forze – (Dt 6, 5 )

– Ora perciò dedicatevi con tutto il cuore e con tutta l’anima alla ricerca del Signore vostro Dio – (1Cr 22, 19 )

Cuore e anima sono anche distinti dallo “Spirito” essendo quest’ultimo la scintilla divina presente nell’uomo che in tal modo ha la possibilità di rapportarsi col suo creatore.

L’autenticità dell’uomo non è tanto nel suo aspetto esteriore quanto nel suo intimo che non sfugge all’occhio penetrante di Dio. La differenza tra uomo esteriore e uomo interiore è chiaramente evidente in questo versetto del profeta Isaia

Dice il Signore: “Poiché questo popolo
si avvicina a me solo a parole
e mi onora con le labbra,
mentre il suo cuore è lontano da me
e il culto che mi rendono
è un imparaticcio di usi umani…..   (Isaia 29, 13)

L’uomo non è una dualità composta di corpo e di anima. L’anima, a cui è stato da alcuni addirittura attribuito un peso (È vero che l’anima pesa 21 grammi? L’origine del mito sul peso dell’anima ) non esiste come entità isolata come un’ostrica dentro un guscio e il “cuore” è la sede dei suoi sentimenti.

Forse non è per caso che chi ha composto l’atto di dolore ha messo al primo posto i pensieri, al secondo le parole, al terzo le opere. E infatti se ben ci pensiamo i peccati prima che col corpo si commettono col pensiero. E’ il cuore dell’uomo che è pieno di malizia e di malvagità ed è quello il vero problema da risolvere. La gente continua a guardare i fatti e pensa che l’unico antidoto al male sia dell’altro male. Non si legge mai un articolo, o si ascolta una discussione in TV in cui si faccia riferimento al cuore e all’anima degli uomini come causa del male. Provate invece a cercare nella Bibbia parole come giustizia, misericordia, amore, pietà, stolti, empi, miti, anima, cuore, mente e scoprirete che vi sono ripetute migliaia  di volte in versetti chiari e lampanti come questi che seguono.

– Non quello che entra nella bocca rende impuro l’uomo, ma quello che esce dalla bocca rende impuro l’uomo! Non capite che tutto ciò che entra nella bocca, passa nel ventre e va a finire nella fogna?Invece ciò che esce dalla bocca proviene dal cuore. Questo rende immondo l’uomo. Dal cuore, infatti, provengono i propositi malvagi, gli omicidi, gli adultèri, le prostituzioni, i furti, le false testimonianze, le bestemmie.
Queste sono le cose che rendono immondo l’uomo, ma il mangiare senza lavarsi le mani non rende immondo l’uomo”. –   (Mt 15, 11.17-20)

E ancora:

– Ma io vi dico che di ogni parola infondata gli uomini renderanno conto nel giorno del giudizio; poiché in base alle tue parole sarai giustificato e in base alle tue parole sarai condannato”. –  (Mt 12, 36-37)

Non sono invenzioni mie sono parole dette dal Redentore.

Il primo versetto del libro dei Salmi dice:

Beato l’uomo che non segue il consiglio degli empi,
non indugia nella via dei peccatori
e non siede in compagnia degli stolti.

È meglio di un intero trattato di psicologia sociale. O no?

La sede della malvagità dell’uomo è nel “cuore” non è nei sensi. I sensi sono recettori di stimoli ambientali, ma è il cuore che decide il da farsi. La Bibbia è un ricchissimo campionario di personaggi di ogni tipo : faraoni, re, condottieri, popolo, profeti, apostoli, e di tutti costoro è in gran parte ricostruibile un profilo psicologico. Quindi non solo Gesù, Giuseppe e Maria. Da Adamo ed Eva, Caino e Abele, Abramo e Mosè a Caifa, Erode e Pilato,  a Pietro e Paolo, non mi basta la memoria per ricordarli tutti.

La preminenza dei sentimenti sulle azioni non solo nel commettere il male ma anche nell’ operare il bene è ben messa in evidenza da San Paolo nella lettera ai Romani.

— Poiché se confesserai con la tua bocca che Gesù è il Signore, e crederai con il tuo cuore che Dio lo ha risuscitato dai morti, sarai salvo.
Con il cuore infatti si crede per ottenere la giustizia e con la bocca si fa la professione di fede per avere la salvezza.– (Rom 10,9-10)

E cosa si debba intendere per giustizia è detto già in Deuteronomio 6,25:

–La giustizia consisterà per noi nel mettere in pratica tutti questi comandi , davanti al Signore Dio nostro, come ci ha ordinato.—

Queste e infinite altre sentenze bibliche su questa lunghezza d’onda mettono ben in evidenza che cosa la Bibbia ci voglia dire: il male diventa nell’uomo una seconda natura alla quale non riesce a sottrarsi quando l’io profondo perde in un solo tempo la Fede e il suo ruolo di guida all’azione.

Conclusione: è giusto difendere la vita fisica da tutti gli attacchi che in tutto il mondo ogni giorno riceve, ma ancora più giusto sarebbe difendere con tutte le nostre forze, l’anima e il cuore. Ma a questo non ci pensa più nemmeno la Chiesa.

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1 commento su “La Bibbia non è solo Storia, Teologia e Morale. Amedeo Zerbini.”

  1. Scrivi ancora le Tue profonde riflessioni, non badare al tempo. Il mio, il Tuo e quello di ogni altro è nelle mani del Signore. E Tu scrivi molto bene di Lui…….Felice Natività e buon anno con un forte abbraccio che estendo al Mentore del blog e a tutti i Blogghisti.

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