Marco Tosatti
Carissimi Stilumcuriali, offriamo alla vostra attenzione due elementi di valutazione su quella che sembra una costante campagna di aggressione ideologica nei confronti dei bambini. La reazione di Pro Vita & Famiglia all’improvvida, per dire poco, iniziativa di Silvia Salis, sindaco di Genova, e un articolo di Renovatio 21, che ringraziamo per la cortesia. Buona lettura e diffusione.
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A Genova educazione sessuale per bambini di 3 anni. Pro Vita & Famiglia: «I figli dei genovesi non sono proprietà di Salis».

«È disgustoso che il sindaco di Genova Silvia Salis arrivi a strumentalizzare persino le scuole dell’infanzia pur di guadagnare qualche prima pagina nel dibattito in corso sull’educazione sessuale nelle scuole e sul diritto al consenso informato dei genitori. Imporre una fantomatica educazione sessuo-affettiva a 300 bambini della città dai 3 ai 6 anni, affermando che l’educazione non sarebbe “appannaggio esclusivo delle famiglie”, è una misura da stato totalitario che contraddice l’esplicito disposto della Costituzione italiana e delle principali Carte di diritti internazionali, che riconoscono alla famiglia il diritto di priorità educativa», commenta Jacopo Coghe, portavoce di Pro Vita & Famiglia onlus.
«Inoltre, mentre Salis rivendica che “lo Stato ha la responsabilità di educare” e l’assessore alle Politiche dell’Istruzione Rita Bruzzone parla di insegnare ai piccoli “il proprio corpo, la libertà degli altri, il rispetto e la capacità di dire no”, noi ci chiediamo cosa ci sia di davvero inedito e sperimentale rispetto al lavoro che gli insegnanti fanno già ogni giorno nella scuola dell’infanzia su socializzazione, convivenza e alfabetizzazione emotiva di base. Troppo spesso dietro progetti encomiabili contro la violenza o il bullismo si sono nascosti percorsi ideologici, anche di impronta gender», prosegue Coghe. «Per questo Pro Vita & Famiglia ha inviato una Pec al Ministero dell’Istruzione e all’Ufficio scolastico regionale della Liguria, chiedendo il pieno rispetto della nota ministeriale del 2018 sul consenso informato, preventivo, specifico e scritto dei genitori per ogni ampliamento dell’offerta formativa e chiedendo quindi un’informativa chiara e tempestiva alle famiglie, con possibilità di revoca in ogni momento, attività alternative non penalizzanti per chi non aderisce e la documentazione completa del progetto, dunque obiettivi specifici per fascia d’età, progettazione didattica, materiali usati, nominativi e curricula degli esperti. In ogni caso questa vergognosa fuga in avanti del sindaco Salis conferma quanto sia urgente approvare il ddl Valditara sul consenso informato obbligatorio dei genitori proprio per progetti di questo tipo, altrimenti l’agenda Lgbt degli attivisti arcobaleno ricadrà, come sta già facendo, sulla pelle di bambini e famiglie» conclude Coghe.
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Nuovo libro per bambini insegna ai bambini di 5 anni che l’aborto è un «superpotere»

Amelia Bonow, fondatrice del movimento social Shout Your Abortion («grida il tuo aborto») e tra le attiviste pro-aborto più note negli Stati Uniti, ha pubblicato un libro per bambini intitolato Abortion is Everything («L’aborto è tutto»), destinato a lettori dai 5 agli 8 anni. Lo riporta LifeSite.
Annunciato sui canali ufficiali di Shout Your Abortion, il volume – scritto insieme a Rachel Kessler e illustrato da Emily Nokes – presenta l’aborto in termini esclusivamente positivi e accessibili, definendolo un «superpotere unicamente umano»: la capacità di «immaginare il futuro e fare scelte che ci portino alla vita che desideriamo».
Nei post promozionali su Instagram e altri social si legge: «Genitori, educatori e operatori sanitari cercavano da tempo uno strumento per parlare ai bambini dell’aborto, soprattutto con tutto il rumore politico che lo circonda». Il libro, spiegano, «parla direttamente ai bambini di cos’è l’aborto, di come ci si sente e del perché lo si sceglie», omettendo completamente che l’aborto termina la vita di un essere umano.
I commenti sotto i post sono entusiastici: «Lo adoro. Parlo di aborto ai miei figli da quando erano piccoli ed è bellissimo sentire una bimba dire: “Non devi restare incinta se non vuoi”». Un’altra utente: «Lo compro oggi per la mia futura prole!!».
Molti degli stessi che celebrano questo libro per l’infanzia accusano invece Meet Baby Olivia – un video educativo che mostra semplicemente lo sviluppo prenatale umano, senza menzionare l’aborto – di essere «propaganda» e «lavaggio del cervello» ai bambini piccoli, solo perché si basa su fatti scientifici.
La Bonow non è nuova a iniziative di questo tipo. Nel 2019 era apparsa nella serie YouTube «Kids Meet» con l’episodio «I bambini incontrano una persona che ha abortito», dove aveva già annunciato l’imminente uscita di un libro per bambini sull’argomento. Il video originale è stato rimosso dalla piattaforma ufficiale, ma è ancora disponibile altrove.
Il libro rappresenta l’ultimo capitolo di una lunga tradizione di materiale pro-aborto rivolto a bambini e adolescenti, spesso finanziato anche con fondi pubblici
Nel video della serie «Kids Meet», Amelia Bonow racconta ai bambini (soprattutto preadolescenti e adolescenti) di essere rimasta incinta dopo un rapporto non protetto con il fidanzato, ma ha negato di essere stata irresponsabile e ha precisato che il compagno aveva appoggiato la decisione di abortire.
La maggior parte dei piccoli intervistati rimane impassibile alle sue parole; solo un ragazzo manifesta disagio ed è stato subito rimproverato dalla Bonow, che descrive l’intervento figlicida con termini volutamente disumanizzanti e imprecisi: «l’abortista ha semplicemente succhiato via la gravidanza», evitando di parlare di bambino o anche solo di feto. I bambini presto adottano lo stesso linguaggio riduttivo.
Un ragazzo più grande paragona il feto a un «cetriolo di mare», ridendo: «Non pensa, sta solo vivendo. È come il tuo braccio: non ha pensieri complessi. E nemmeno un bambino nel grembo». Bonow scoppia a ridere e ha replicato: «Mi piace la tua opinione».
Quando una bambina dice che «a volte l’aborto può essere sbagliato», la Bonow la interrompe bruscamente: «non lo so, non sono d’accordo. Vogliamo davvero che la gente faccia tutti quei bambini?». La donna poi scredita l’adozione, insinuando che far crescere il proprio figlio in un’altra famiglia sia peggio che eliminarlo con un aborto.
La Bonowa ha anche attaccato i pro-life: «non li chiamo pro-life, li chiamo anti-scelta. Quelli che si dicono pro-life non si curano delle persone che hanno figli che non possono mantenere e finiscono in povertà assoluta. Vogliono negare l’accesso all’assistenza sanitaria. Io dico: voi non siete pro-life. Io sì che sono pro-life».
Resta da capire contro quale «scelta» siano gli anti-scelta e a favore della vita di chi si dichiari «pro-life» mentre difende l’uccisione intenzionale di un essere umano – che, tra le altre cose, viene privato per sempre anche dell’«accesso all’assistenza sanitaria».
Un’altra attivista pro-aborto, Mary Walling Blackburn, aveva già pubblicato un libro per l’infanzia in cui i bambini abortiti venivano presentati come «fantasmi felici».
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2 commenti su “Giù le Mani dai Bambini. Sessualità negli Asili di Genova, l’Aborto Insegnato come un “Superpotere”.”
Il diavolo, da almeno una trentina di anni, ormai non si nasconde più e nell’uno come nell’altro caso il diavolo fa orrenda mostra di sé.
La cosa “buffa” e’ che questi “personaggetti” che si prestano con tanto entusiasmo a dargli voce credono di essere liberi, furbi e intelligenti e invece dimostrano quanto senza ombra di dubbio siano schiavi, stolti e “utili idioti” del loro padrone…
Dov’è che si scatena di più il demonio? Là dove interviene per ostacolare Dio nel suo atto creativo più alto, ovverosia la nascita dell’ unico essere fatto a Sua immagine e somiglianza. E nel suo infernale intento si accanisce tanto più cercando di corrompere le anime dei più innocenti come quelle dei bambini piccoli che ancora hanno impressa nei loro occhi la luce limpida del loro Creatore. Roba da macine da mulino a cui legare i promotori di tanto scandalo per gettarli poi nei più profondi abissi.
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