Bambini Sottratti ai Genitori nel Bosco, c’è Profumo di Bibbiano…

Marco Tosatti

 

Cari amici e nemici di Stilum Curiae, offriamo alla vostra attenzione qualche elemento di giudizio sullo scandalo che abbiamo sotto gli occhi, quello dei bambini sottratti ai genitori. Grazie al solito magistrato woke e in ossequio al lucroso sistema delle “case famiglia” e annessi e connessi. Buona lettura e diffusione.

§§§

 

COMUNICATO STAMPA

I figli non sono dello Stato: stop agli abusi dei tribunali minorili.
Padri in Movimento esprime sdegno e indignazione per la decisione del Tribunale per i minorenni dell’Aquila che ha disposto l’allontanamento dei tre figli della cosiddetta “famiglia del bosco” in Abruzzo, sospendendo la responsabilità genitoriale di madre e padre e collocando i minori in comunità, con la sola madre al seguito. Secondo il provvedimento, non sarebbe in gioco solo il diritto all’istruzione, ma addirittura il “diritto alla vita di relazione” ex articolo 2 della Costituzione, tirato in ballo per giustificare l’ennesimo strappo tra genitori e figli. Ancora una volta, un tribunale minorile si arroga il diritto di stabilire come una famiglia debba vivere, educare, curare, abitare, trasformando una scelta di vita – discutibile o condivisibile che sia – in un pretesto per sottrarre i bambini ai loro genitori.
Qui sta il punto politico e culturale che respingiamo con forza: i figli non sono dello Stato, non sono della magistratura, non sono dei servizi sociali.
I figli sono prima di tutto dei loro genitori, salvo casi estremi di violenza e abbandono reale, non costruito a tavolino nelle carte dei servizi.
Nel caso di Palmoli si è arrivati a usare come argomento persino la “vita di relazione fra pari”, come se vivere a contatto con la natura, in un contesto familiare coeso, fosse di per sé un rischio psichico ed educativo.
Si mette sotto accusa la povertà, lo stile di vita alternativo e la diffidenza verso un sistema che pretende obbedienza cieca, non la reale capacità affettiva ed educativa dei genitori.
Gravissimo, poi, l’uso strumentale della comunicazione: il tribunale arriva a qualificare come “condotta genitoriale inadeguata” il fatto che i genitori abbiano raccontato pubblicamente la loro storia e mostrato i volti dei figli, accusandoli di “usare i propri figli per un risultato processuale favorevole”.
Tradotto: se ti difendi nello spazio pubblico, se denunci, se rendi visibile ciò che il sistema vorrebbe tenere chiuso nelle aule, vieni punito. È un messaggio intimidatorio a tutte le famiglie che osano non chinare la testa.
Padri in Movimento denuncia con forza:
● La deriva paternalistica e proprietaria dei tribunali minorili, che di fatto trattano i minori come beni amministrati dallo Stato.
● L’abuso sistematico dell’arma dell’“allontanamento” e della sospensione della responsabilità genitoriale in assenza di maltrattamenti o abbandono, sostituiti da categorie elastiche come “inadeguatezza”, “pericolo educativo”, “vita di relazione compromessa”.
● La criminalizzazione di scelte educative e di vita non conformiste, come l’istruzione parentale o l’abitare in campagna, che diventano – nelle mani delle istituzioni – terreno di ricatto.
● L’ipocrisia di un sistema che tollera scuole fatiscenti, povertà diffusa, servizi sociali assenti, ma si sveglia soltanto quando può esercitare controllo e potere sottraendo i figli alle famiglie. Rivolgiamo alcune domande, dirette e scomode:
■ È davvero “tutela del minore” strapparlo dal luogo dove dice di essere felice, dalla relazione quotidiana con entrambi i genitori, per rinchiuderlo in una comunità?
■ Chi garantisce che la permanenza in comunità sia meno rischiosa, meno traumatica, meno dannosa sul piano psichico rispetto a una casa modesta in campagna o in un bosco?
■ Da quando la “vita di relazione” si misura solo in base alla scuola tradizionale e alla socializzazione omologata, e non anche nel rapporto con i genitori, con la natura, con la comunità locale?
■ Perché ogni volta che un genitore osa contestare i servizi e i tribunali, improvvisamente diventa “inadeguato”, “strumentale”, “in conflitto di interessi con i figli”? Chi è, davvero, in conflitto di interessi quando intorno agli allontanamenti girano milioni di euro per comunità, case famiglia, cooperative?
Padri in Movimento ricorda che:
☆ La Costituzione riconosce e garantisce i diritti inviolabili della persona e della famiglia, non il potere illimitato dei giudici minorili di ridefinire a piacimento il “bene del minore”.
☆ Il diritto all’istruzione non coincide con l’obbligo di scuola statale in presenza, né può trasformarsi in una clava per demolire l’autonomia educativa delle famiglie che scelgono percorsi alternativi.
☆ La povertà, le difficoltà materiali, le scelte di vita non assimilate non possono essere usate come sinonimo di “pericolo” o “incapacità genitoriale”: vanno sostenute, non punite.
Quello che accade oggi alla famiglia del bosco riguarda domani ogni genitore che non si sottomette in silenzio.
Oggi tocca a chi vive nei boschi, domani a chi fa istruzione parentale, dopodomani a chi critica i servizi sociali o rifiuta protocolli psico-sociali invasivi. La logica è sempre la stessa: chi non obbedisce va disciplinato col ricatto sui figli.
Padri in Movimento chiede:
□ La revisione immediata del provvedimento di allontanamento e il ritorno dei bambini nel loro ambiente familiare, con eventuali interventi di sostegno e non di distruzione del nucleo.
□ Una riforma radicale dei tribunali per i minorenni e del sistema degli allontanamenti, con piena trasparenza dei criteri, tracciabilità delle decisioni, responsabilità personale dei giudici e dei servizi in caso di abusi.
□ Il riconoscimento, anche legislativo, del principio che la separazione di un minore dai genitori è extrema ratio, praticabile solo in presenza di pericoli concreti e documentati di violenza o abbandono, non sulla base di vaghe “inadeguatezze”.
□ L’apertura di una commissione d’inchiesta nazionale sul sistema degli allontanamenti, sugli interessi economici che ruotano intorno alle comunità e alle case famiglia e sull’uso distorto delle categorie psico-sociali nei procedimenti de potestate.Padri in Movimento sarà al fianco di questa famiglia e di tutte le famiglie trascinate in un incubo giudiziario in nome di una presunta “tutela” che calpesta l’essenziale: il legame tra genitori e figli.Lo Stato faccia una volta per tutte una scelta di civiltà: non si “prendono in carico” i figli sequestrandoli ai genitori.
Si sostengono le famiglie, le si aiutano a crescere i propri figli, senza trasformare povertà, dissenso e anticonformismo in colpe da punire. Perché vale un principio non negoziabile, che questa vicenda rende più attuale che mai: i figli non sono dello Stato.
Padri in Movimento
Roma, 21.11.2025

 

***

Trovato su X

“Allora, mettiamo assieme i pezzi.
Una famiglia vive nei boschi. Una scelta che molti di noi non farebbero, d’accordo, ma va preso atto che gli esiti sono sorprendenti: sono felici, i figli sono circondati da amore, nutriti, sani e regolarmente istruiti. Non c’è traccia di violenza o abusi. Si tratta di una scelta libera che, piaccia o no, trasforma quel nucleo in simbolo radicale della “famiglia tradizionale”. Si dice che tutto è partito perché tempo fa sono finiti in ospedale per intossicazione da funghi velenosi. Fosse vero sarebbe in effetti segno d’incuria, ma è una bugia: in realtà avevano fatto indigestione di funghi perfettamente commestibili, come può capitare a qualunque famiglia. Fatto sta che dall’ospedale parte la segnalazione.
La cosa finisce in mano a una giudice (donna), Cecilia Angrisano, Presidente del Tribunale dei Minori de L’Aquila, che dispone casa famiglia per bambini e madre e allontanamento del padre. Durante il sequestro (perché di questo si tratta), ordina che i Carabinieri dispongano posti di blocco affinché il tutto avvenga senza problemi. Manco si trattasse di pericolosi terroristi.
In tutto questo a molti qualcosa non torna. Vi spieghiamo noi per punti perché qualcosa non vi torna:
– Cecilia Angrisano è una femminista, parte integrante dell’industria dell’antiviolenza del nostro paese.
Qui è in un liceo locale a spargere la solita propaganda fasulla, senza contraddittorio:
– Cecilia Angrisano è anche una sostenitrice delle famiglie arcobaleno o, come le chiama lei in questo convegno in cui è ospite d’onore insieme ad altri convegnisti improbabili, delle “genitorialità fuori dall’ordinario:https://www.psicologia.io/…./le-genitorialita-fuori…
Già così si sente puzza di un rigurgito di Bibbiano. Perché, non dimentichiamolo: Bibbiano è ovunque, Bibbiano è sempre. Anche li c’erano presidenti di tribunale “woke”, giudici onorari arruolati dall’industria dell’antiviolenza e operatrici LGBT. Soprattutto c’era un sistema basato su un’ideologia
precisa. Scava scava e si trova la prova.
Qui Cecilia Angrisano viene intervistata e le viene lisciato il pelo dal CISMAI, nota lobby che elabora ideologie rigettate da tutto il mondo scientifico sul trattamento dei minori in sede giudiziaria. Sono quelli che “il bambino dice sempre la verità”, favorevoli al sequestro dei minori e al loro più che profittevole collocamento in casa famiglia. Il CISMAI è il mandante ideologico di Bibbiano, dei “Diavoli della Bassa” e di tutti gli eventi similari precedenti. https://cismai.it/intervista-a-cecilia-angrisano/
Cecilia Angrisano è una fedele adepta del CISMAI. In questo articolo, relativo proprio alla vicenda di Bibbiano, fa endorsement delle posizioni del CISMAI, mentre partecipa a uno dei suoi convegni tossici. https://www.redattoresociale.it//infanzia_cismai_il...
La situazione è chiara, dunque: qui la distopia e il veleno ideologico che ODIA la famiglia tradizionale attacca e distrugge un simbolo radicale di famiglia tradizionale, come un maledetto virus fa con una cellula sana.
In un paese normale i Carabinieri avrebbero già riportato a casa quella famiglia con tante scuse e un risarcimento dello Stato, avrebbero arrestato il giudice Angrisano per sequestro di persona e avrebbero chiuso il CISMAI per associazione a delinquere.
Così deve accadere, al più presto, se si vuole dare un barlume di speranza di normalità a questo paese”.
§§§

Aiutate Stilum Curiae

IBAN: IT79N0200805319000400690898

BIC/SWIFT: UNCRITM1E35

ATTENZIONE:

L’IBAN INDICATO NELLA FOTO A DESTRA E’ OBSOLETO.

QUELLO GIUSTO E’:

IBAN: IT79N0200805319000400690898

***

7 commenti su “Bambini Sottratti ai Genitori nel Bosco, c’è Profumo di Bibbiano…”

  1. L’Articolo 29 della Costituzione al primo comma afferma : “la Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio”. Ed ancora: “il matrimonio è ordinato sull’uguaglianza morale e giuridica dei coniugi con i limiti stabiliti dalla legge a garanzia dell’unità familiare. Ecco, la nostra Costituzione è stata discussa ed approvata nell’immediato dopoguerra ma, rileggendola oggi, sembra che siano passate svariate ere geologiche. Tutta l’impostazione del primo comma, ad iniziare dallo Stato che “riconosce” ovvero “prende atto” e non dispone/organizza era figlia anzitutto dell’evidenza per cui la famiglia precede lo Stato come forma di organizzazione sociale. Anche il secondo comma è evidentemente figlio di un’altra epoca laddove afferma che l’azione della legge è ordinata al fine dell’unità familiare, o, detto altrimenti, allo sviluppo e dalla crescita della cellula che precede e talvolta sostituisce la Stato, cioè la Famiglia. Partire dalla norma ovvero dalla realtà consolidata in secoli di Storia che tale norma riflette, aiuta a capire l’enormità ed i rischi del “modello Bibbiano” alimentato da giudici che, pur armati delle migliori intenzioni, almeno così occorre pensare, ignorano la saggezza popolare insita nei proverbi. Di fronte a questo quadro non è è però realistico concentrarsi esclusivamente sulle responsabilità del magistrato, occorrerebbe testimonare almeno la necessità di promuovere la bellezza ed insieme la necessità di quella “società naturale” citata nella Costituzione e ricordare costantemente i limiti delle decisioni umane -confronta “la giustizia non è di questo mondo”- , specie in questi tempi di eclissi della Fede in Cristo.

  2. Ho firmato per la raccolta di firme contro questo incredibile provvedimento. Non se ne può più di queste oscene strumentalizzazioni finalizzate al pensiero unico.

  3. Funghi…-indigestione cmq. lieve o intossicazione che fosse- sono stati la miccia che ha fatto esplodere le polveri. Gli “angeli ” dell’ospedale dove i genitori hanno portato i piccoli volevano “battezzarli” con tutti i sieri Lorenzin e soprattutto- in primis- col “siero meraviglioso” di vita eterna. Rifiuto dei piccoli- comportamento ritenuto “asociale” dai custodi della salute-. Rifiuto dei genitori, ritenuti ancor più pericolosamente “asociali” dai medesimi burocrati in camice bianco o verde per il folle rifiuto di consentire ai trattamenti sanitari “obbligatori per legge” (Lorenzin? Conte? Draghi?) perciò si affrettarono a segnalare il caso alla GIUSTIZIA tutta maiuscola. La Sig Giudice è una appassionata sostenitrice di una società “nuova”; è stata ,tra l’altro, a capo di un Convegno in difesa delle “progredite” teorie transgender. (https://www.psicologia.io/formazione-online-/le-genitorialita-fuori-dellordinario/.) Si potrebbe facilmente ipotizzare che sia stata la Angrisano in persona (o cmq. una come lei) a suggerire alla Cirinnà di scrivere- tra una sosta e l’altra alla “Mucca assassina”- quel memorabile cartello che paragonava i tre concetti, o le tre fedi, o le tre realtà di Dio, Patria e Famiglia alle più ripugnanti defecazioni dell’intestino “bipede”. L’occasione, stavolta, era ghiotta: in un colpo solo si disfaceva una famiglia “funzionale” e la si metteva alla gogna. Colpire uno per ammaestrarne 100…
    Ma la storia degli interessi politico-economici non finisce qua. Si scopre che quel boschetto idilliaco in provincia di Chieti, quella casetta secolare “occupano” un’area che “altri” hanno già destinato a parco eolico. La famiglia, gli animali che vi vivono in pace edenica danno un matto fastidio. E allora, che cosa c’è di meglio che scatenare un piccolo ma significativo pogrom mirato? Pare però che l’iniziativa giustizialista, stavolta non appaia troppo convincente: l’assistenza sociale ha mostrato le sue carenze e la sua assenza in troppi tragici recenti fattacci che si potevano evitare con un minimo di attenzione. Inoltre…come la mettiamo con l’educazione, la pulizia, l’istruzione, la sanità, la socializzazione delle migliaia di famiglie Rom e Sinti che contribuiscono attivamente alla “fioritura” della delinquenza e del degrado in questo tartassato paese?

  4. volendo ascoltare “Trovato su X” è facile dedurre che chi ha potere lo esercita come vuole ma non per questo è giusto perché non ha proiezione verso l’altro ma piuttosto verso il proprio pensiero ideologico tanto è vero che “l’altro” nemmeno viene considerato come persona, ma piuttosto sfruttato come merce di scambio.

  5. Basta osservare li sguardo demoniaco della giudice angrisano:classico sguardo comunista! Angry…..sano,sguardo rabbioso ma non certo sano!

  6. Mario guereschi

    Una vita nel bosco nessuno la farebbe. Al contrario se provassimo probabilmente vivremmo solo nei boschi in piena solidarietà coi vicini. Chi toglie i figli ai genitori e i genitori al figli per futili motivi andrebbe mandato all’ergastolo e questo probabilmente è il caso.

    1. Concordo, ma anche in questo caso, come ormai in moltissime altre situazioni, sono decisioni demoniache quelle che i dannati affiliati di satana impongono in certe circostanze. Cosa meditano nei loro piani infernali riguardo a questi poveri bambini? A chi tramano di affidarli?

I commenti sono chiusi.

Se hai letto « Bambini Sottratti ai Genitori nel Bosco, c’è Profumo di Bibbiano… » ti può interessare:

Torna in alto