Tregua a Gaza. L’Unica Reale Duratura Via di Uscita per la Terrasanta. Tommaso Merlo, Infosannio.

Marco Tosatti

Cari amici e nemici di Stilum Curiae, offriamo alla vostra attenzione questo commento pubblicato da Infosannio, che ringraziamo per la cortesia, e che ci sembra contenga spunti di riflessione interessanti. Buona lettura e diffusione.

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La tregua a Gaza e la via di uscita

Di infosannio il 11 ottobre 2025

(Tommaso Merlo) – Il Nobel per la pace non è andato a Trump che ha armato e difeso i carnefici del genocidio del secolo fino all’altro ieri, ma nemmeno ai bambini di Gaza. A quelli sterminati dal regime sionista e a quelli mutilati che gioiscono timidamente per la tregua. Magari riusciranno a mangiare decentemente e ritrovare barlumi di speranza in quell’inferno.

Ma le buone notizie finiscono qui.

Tutte le campane concordano che si tratta di un accordo ridicolo che non risolve nulla, la solita pagliacciata narcisistica di Trump anche se perlomeno sospende il genocidio e smuove le acque torbide.

Se il regime sionista ed Hamas hanno firmato una tregua, è perché conveniva ad entrambi. Trump è parte integrante del conflitto, nonché il burattino di turno della lobby sionista che solo qualche settimana fa ha approvato altri miliardi di aiuti militari e finanziari a quel maniaco omicida di Netanyahu.

Una tregua conveniva ad Hamas per evitare che anche Gaza City venisse rasa al suolo e della Striscia non rimanesse più nulla. La partecipazione alle trattative di altri paesi arabi può avere influito, ma soprattutto le condizioni di una popolazione allo stremo.

Servono aiuti umanitari urgenti ed ulteriori spargimenti di sangue sono inutili dato che Hamas per adesso ha strategicamente vinto.

L’obiettivo del regime sionista era infatti quello di sradicare Hamas che invece è ancora viva e vegeta. Il regime sionista voleva poi riprendersi gli ostaggi con la forza bruta ed invece ha dovuto scendere a patti nuovamente e rinunciare ad un ulteriore avanzata che ne metteva a rischio la vita.

Perfino i capi dell’esercito più amorale del mondo erano contro l’invasione di Gaza City anche perché dopo due anni di feroce assedio, Hamas ancora combatte.

Quanto al sogno di un esodo di massa forzato verso l’Egitto o chissà dove, tutto saltato per adesso.

Ma anche al regime sionista conveniva siglare una tregua, per portare a casa gli ostaggi e calmare una popolazione israeliana esasperata e per prendere fiato dopo due anni di guerra totale senza uno straccio di vittoria.

I nemici di sempre sono tuti lì mentre Israele è in frantumi economicamente, socialmente e moralmente ed è vittima di un inedito isolamento internazionale che ne mette addirittura a rischio la sopravvivenza.

Israele dipende totalmente dall’Occidente e in particolare dagli Stati Uniti dove il consenso verso il sionismo è ai minimi storici.

Se Washington dovesse staccare la spina, sarebbe la fine ed è per questo che Netanyahu ha spinto i miliardari sionisti della lobby a comprare il Tik Tok americano.

Nel disperato tentativo di imporre la propaganda sionista alle nuove generazioni ed evitare che la politica americana gli volti le spalle.

E volente o meno, è questa la vera vittoria strategica di Hamas.

Nel giro di due anni la questione palestinese è tornata al centro del dibattito mondiale e per la prima volta in modo veritiero.

Decenni di corruzione politica e mediatica sionista sono finiti sotto le macerie di Gaza insieme a migliaia di innocenti.

Altro che avamposto della nostra civiltà in Medioriente, altro che democrazia modello, altro che vittime sacrificali.

Il sionismo ha mostrato il suo vero volto, quello di un regime di apartheid e terrorista perlomeno quanto i suoi efferati nemici, un paese in balia di una ideologia fanatica intenta a portare avanti un fallimentare progetto coloniale con ogni mezzo.

E c’è da scommetterci che non appena gli converrà, i sionisti tradiranno anche questa tregua e riprenderanno la pulizia etnica che anno iniziato oltre settant’anni fa che è la loro unica vera stella polare.

Per Netanyahu ed i suoi complici, gli accordi sono da sempre carta igienica, la parola data di nessun valore ed ammazzano pure i negoziatori se gli gira.

E appena gli converrà, riprenderanno a bombardare i paesi limitrofi e buttare benzina sul fuoco per convincere gli americani a ridurre l’Iran come la Siria e coronare così i loro sogni egemonici nella regione.

Inutile farsi illusioni quindi.

L’unica vera via di uscita dalla spirale di violenza in Terra Santa, è la sconfitta storica del sionismo e il contemporaneo scioglimento della resistenza islamica.

L’unica via di uscita è ripartire dal 1948 con un nuovo percorso politico costituente sotto l’egida della comunità internazionale.

Lo stato ebraico ha fallito come sono fallimentari le repubbliche islamiche.

La Terra Santa appartiene al mondo intero e deve essere governata da una repubblica moderna all’altezza in cui tutti i suoi cittadini abbiano pari diritti e dignità a prescindere dalle appartenenze etniche e religiose.

Una democrazia autentica e aperta al mondo.

Dal fiume fino al mare.

Con capitale una Gerusalemme liberata da ogni delirante fanatismo.

In modo che la Terra Santa torni ad essere simbolo dell’amorevole convivenza pacifica tra tutti i popoli invece che vergognoso simbolo del folle odio fratricida.

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6 commenti su “Tregua a Gaza. L’Unica Reale Duratura Via di Uscita per la Terrasanta. Tommaso Merlo, Infosannio.”

  1. Provvisoria quanto gli umori di Netanyahu, che, alla prima occasione da lui intravvista, ha già dichiarato di voler ricominciare.
    Intanto io copio un recente “resoconto” medico:
    ” Oggi è arrivata. Pallida. Tremante. Una giovane donna di non più di 25 anni che stringeva tra le braccia il figlio. Il suo ultimo frammento di speranza. Il bambino era inerte, le sue piccole braccia penzolanti, come se la vita stessa gli fosse sfuggita. I suoi occhi erano due stelle morte….Dietro di lui camminava una nonna che ne aveva già sepolti troppi. Il suo viso era consumato che sembrava più vecchio della terra stessa…. “Diarrea, 5 giorni” sussurrò la madre come se stesse nominando un peccato imperdonabile, e….”Non mangia più”….Le diedi la medicina. Un gesto vuoto. Una bugia che diciamo per non crollare, ( si allontanò)…La nonna rimase e mi parlò con la voce di chi ha visto l’inferno. ” Non chiederglielo” disse “Non può dirlo. Il bambino smise di mangiare il giorno in cui vide cadere suo padre. Vide il sangue. Vide il corpo. Vide tutto”
    Rimasi solo. So cosa significa quando un bambino rifiuta la vita stessa. Questa non è una malattia dello stomaco.
    Questa è l’anima che grida: “BASTA”….
    Cosa succede quando colui che avrebbe dovuto proteggerlo dalla morte diventa la morte?
    Il sangue del padre non fu l’unica cosa versata in quel giorno. Anche la fede del bambino fu versata con esso.
    Il mondo crollò per lui. Non c’è cibo abbastanza dolce da fargli desiderare di assaporare di nuovo la vita.
    Il trionfo del GENOCIDIO è quando un bambino vivo siede nella polvere e rifiuta il seno, rifiuta il latte, rifiuta il pane, rifiuta il mondo stesso.
    …Se crescerà, imparerà ad amare con paura, a dormire con i fantasmi accanto. e….quando, e se diventerà padre, metterà nelle mani del figlio non solo il suo amore, ma anche il suo terrore. Ed è così che lo STERMINIO allunga le sue dita verso il futuro. Uccide non solo il corpo, ma la capacità di vivere…
    Se c’è ancora un Dio, e oso ancora crederci, allora sta piangendo su Gaza stasera….Questa è la nostra Apocalisse. Non fuoco dal cielo. Non angeli con la tromba. Ma un bambino seduto tra le macerie, con le labbra serrate, gli occhi vuoti, che si rifiuta di ingoiare la crudeltà del MONDO. ”
    Autore: il dott. EZZIDEENE SHEBAB, medico a Gaza. Con famiglia, musulmano. Se ci fosse un minimo di giustizia e di dignità a questo mondo, il Nobel per la Pace avrebbero dovuto darlo a lui!

  2. Tosatti,la terra santa nei secoli non e’ mai stata terra di amorevole convivenza:grazie all’Islam! intanto spero che Lei prima di cancellarmi legga o forse ci pensA un qualche algoritmo a farlo……poi io spero che ogni popolo possa convivere ovviamente.

    1. Caro Massimo, nessuna terra è terra di amorevole convivenza. Però, come per la febbre, ci sono temperature diverse. E chi gioca con i termometri…

I commenti sono chiusi.

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