Marco Tosatti
Cari amici e nemici di Stilum Curiae, Benedetta De Vito, che ringraziamo di cuore, offre alla vostra attenzione questo delicato mini-reportage dalla Roma di sempre, alle prime luci dell’alba. Una Roma popolata da memorie di santi, e da realtà di topi, ahimè…
§§§
Al giovedì mattina, quando è ancora quasi notte nella mia Romaamor ritrovata e ancora addormentata, io sono già in macchina per portare chi amo al suo appuntamento acquatico mentre io me ne vado, tutta felice al mistico incontro alla Scala Santa con il mio Signore e amore. Stamane, dunque, tutto come sempre (come sa anche l’amica Gosia che se la ride…) e mentre siamo ancora nell’abitacolo, lui e e io, parliamo (e ci scontriamo) su vaccini, morte da malore improvviso e scie chimiche.
Ma poco male, un bacetto ed ecco il parcheggio che da queste parti è come trovare una pepita d’oro. Detto fatto, lui va in piscina e io alla mia meta amata. Sto lì lì per entrare quando, oh Signore, ma è un topo! Un topo sgambetta sculettando tra i miei piedi, cerca invano un buchino al principio della sacra salita (che è tutta di marmo) e si infila dietro un bussolotto rosso che lì, smaltato e sfacciato, se ne sta rosso e impalato come stoccafisso.
Mi sento salire un magone dentro. Mi fermo, respiro. Mi guardo intorno per vedere di dirlo a qualcuno, ma niente, tutto è silenzio e solitudine. E quindi salgo, con il dolore nella strozza e mi dico che dovrei amare anche i topi, ma non ci riesco e salgo, veloce, come non faccio mai e un grano via l’altro sono su.
Giunta in cappella mi reco a dare un saluto al piccolo altare di Padre Candido, esorcista e maestro di Padre Amorth (che tutti conoscono per il viso che metteva paura anche a Satana, come diceva lui stesso scherzando) e poi in ginocchio davanti all’Immacolata, bellissima, che lì splende nel suo volto dolcissimo coronato di stelle.
Prego lei, la mia adorata mamma in cielo e pian pianino il nodo in gola si scioglie e mi trovo davanti la signora delle pulizie (che conosco da anni) alla quale racconto l’accaduto e lei, tranquilla: “Oh Roma è piena di topi!”.
Suona il trillo della Santa Messa e sono lì con altri fedeli come me, pochi, ma tanto devoti. I padri passionisti danno un senso bello alla liturgia e oggi ancora di più ho amato la loro messa del gallo perché ho conosciuto un santo nuovo che mancava al mio registro, un Santo che si festeggia proprio oggi.
Si chiama Innocenzo dell’Immacolata. Oh, un Santo purissimo, un giovane passionista spagnolo che morì, martire, durante la guerra civile, ucciso “da chi odia la religione”. Tornata a casa, eccomi a scartabellare su internet e scopro che Sant’Innocenzo, innocente come un giglio, è nato a Santa Cecilia del Valle del Oro e che, come la mia Cecilia (di Dormi Cecilia), era sine macula.
Proprio ieri sul mio mini blog scrivevo: La mia missione: ridar voce alla purezza nel mondo a testa in giù, e immerso nel caos in cui viviamo.
Film e libri sono pieni di sangue, di violenza, di orrore (io non riesco a leggerli- i libri – o a guardali (i film).
Ogni giorno respiriamo il fumo tossico dell’emergenza e della malvagità, mentre il male si è vestito da bene. I cuori sono induriti, l’innocenza calpestata e nella contraddizione continua che s’ammannisce nei media si procede a passi incerti, storditi da tanta nebbia interiore. Cerchiamo una terra nuova, un respiro di sollievo, un luogo pulito dove riposare. Il cuore immacolato ci chiama!
Per aiutarmi puoi prenotare una copia di “Dormi Cecilia”, in crowd funding su bookabook. Più di un libro, più di una storia. (E oggi con Sconto20 si può prenotare con un 20% di sconto…).
Cecilia Mazenta, sine macula.
https://bookabook.it/libro/dormi-cecilia/
Sì, il Signore mi conduce per mano, nonostante i topi.
§§§
Aiutate Stilum Curiae
IBAN: IT79N0200805319000400690898
BIC/SWIFT: UNCRITM1E35
ATTENZIONE:
L’IBAN INDICATO NELLA FOTO A DESTRA E’ OBSOLETO.
QUELLO GIUSTO E’:
IBAN: IT79N0200805319000400690898
***

