Marco Tosatti
Carissimi StilumCuriali, offriamo alla vostra attenzione due commenti sui recenti sviluppi a Gaza e in Medio Oriente in generale. Buona lettura e condivisione.
§§§
Il primo è questo post di Francesco Agnoli, pubblicato su Facebook:
Il BRACCIO di FERRO tra Trump e Bibi
La pace arriverà se e solo se Trump terrà duro e Netanyahu non riuscirà a ribaltare ancora una volta il tavolo. Al di là delle dichiarazioni pubbliche, i due non si amano. Il braccio di ferro è cominciato subito: la prima tregua è quella imposta da Trump nel gennaio 2024. Trump ha promesso di mettere fine alle guerre infinite, persino molti arabi americani lo hanno votato con questa speranza.
Ma presto Netanyahu ha ripreso la guerra e Trump è finito al palo: anche la promessa di porre fine alla guerra in Ucraina si è rivelata difficile da mantenere. La storia americana è zeppa di Presidenti che cercano la pace ma vengono messi all’ angolo dal deep state ( con scandali, ricatti, attentati…).
È successo anche a Clinton e ad Obama, sempre con Israele, ma persino Bush padre ha fallito quando ha provato a dirimere il conflitto.
Netanyahu conta sulla Lobby neocon americana, che ha ancora numeri forti non solo sui media, ma anche in Senato.
Ed è trasversale. Così abbiamo visto Trump scornato più e più volte, cercare di giocare di contropiede, come ha fatto quando Bibi ha attaccato l’ Iran. Dietro le roboanti dichiarazioni di vicinanza ad Israele, in realtà, Trump ha chiuso il conflitto con tanti botti di carnevale, e nemmeno un morto.
Ma Bibi non molla mai. Lo storico ebreo Benny Morris ci ricorda che in passato, ogni volta che si è arrivati ad un accordo promosso dagli USA ( che anche questo è giusto ricordarlo), ha fatto il doppio gioco: mantenendo fede, ma solo in parte, ad alcuni impegni, e rilanciando nel frattempo le occupazioni illegali, per far saltare tutto.
Ci è sempre riuscito, se è vero come è vero che è stato anche il mandante morale dell’ omicidio di Rabin, da lui sommerso di improperi e definito nazista. Bibi, come sa bene la Santa Sede, è un demone incarnato, che un giorno fa costruire una moschea a Nazareth, per avere il voto arabo, mettendosi contro i cristiani e l’ altro si presenta come difensore dei cristiani dagli islamici, sollevando le ire dei cristiani di Israele.
È un demone capace di sostenere prima Hamas contro l’ OLP e poi l’ Isis contro Hamas; di ricevere fondi dal Qatar e di bombardarlo.
Questa volta cosa succederà? Hamas ha dato il suo sì ( in verità per l’ ennesima volta, perché è Bibi che ha respinto sino ad ora ogni proposta, come ben raccontano i giornali israeliani) ma direttamente a Trump, che, more suo, ha lanciato la bomba: pace fatta!
Mettere il carro davanti ai buoi è un classico tentativo per forzare l’ interlocutore recalcitrante.
Chi legge i giornali di Israele si sarà accorto che la dichiarazione di Netanyahu davanti al post di Trump è stata stizzita e rabbiosa ( vedi Times of Israel del 4 ottobre, nell’ immagine). Netanyahu non è l’ uomo che, per far saltare gli accordi, aveva bombardato persino lo stato del Qatar, mentre faceva da mediatore?
Si può pensare che voglia la mediazione chi bombarda i mediatori? Ma anche stavolta “qui Deus perdere vult dementat prius” e Bibi ha pestato l’ ennesima cacca. Il Qatar è importante nello scacchiere USA e Trump ha imposto a Bibi di chiedere scusa. Sì, Bibi ha chiesto scusa. Non lo ha fatto dopo aver bombardato per mesi, colpito più volte l’ unica chiesa, bombardato persino l’ UNIFIL, sollevando i gridolini di Crosetto e dell’ Ue… Questa volta è stato costretto.
Perché?
Tutto fa pensare che questa volta le possibilità della pace siano maggiori : Netanyahu ha ridotto Israele ad uno Stato paria, gli ebrei di tutto il mondo cominciano a temere per la loro vita, dentro Israele l’ esercito recalcitra, i media attaccano, le famiglie degli ostaggi lo accusano di aver permesso volutamente il 7 ottobre e di mettere a rischio la vita degli ostaggi… Ogni giorno che passa l’ uomo è in pericolo maggiore. Un giorno dovrà anche affrontare i processi da cui sfugge in ogni modo. Sempre più debole dentro, Netanyahu è sempre più debole anche nel mondo e persino in America, dove i favorevoli alle politiche di Israele sono in caduta libera. I cristiani evangelici, sempre pro Israele per motivi assurdi ( il ritorno di Cristo nelle loro interpretazioni scritturali ridicole) traballano, i cattolici non si sono mai lasciati sedurre dal sionismo ateo che cristianeggia. Il papa, a cui Herzog ha provato a tendere un’ imboscata, non si è fatto fregare, il parroco di Gaza non è scappato, il patriarca di Gerusalemme non ha taciuto…
Se si aggiunge che il mondo Maga che ha sostenuto Trump è sempre più scatenato contro la Israel lobby che costa miliardi agli americani e li porta anche a morire, come in Iraq, oltre che a mettere a rischio ogni rapporto con tutto il mondo arabo, sarà chiaro perché Trump ha ora una carta in più.
In altre parole, vista la debolezza interna e internazionale di Netanyahu, anche la lobby neocon americana è in difficoltà, e Trump questa volta potrebbe approfittarne (con il sostegno della Russia) .. Che Trump voglia, ho pochi dubbi, perché nonostante la bizzarria e la contraddittorietà del personaggio è comunque nei suoi progetti dal principio, che riesca è da vedere. Ci sono ancora alcuni passaggi delicati ma la speranza non è mai stata così tanta.
Chiudere la guerra in Israele può aprite le porte anche ad una soluzione in Ucraina. Le due guerre sono molto collegate tra
loro.
PS. Un ruolo devono averlo avuto anche altri paesi, come l’ Egitto, che non si è lasciato intimidire. Netanyahu si è trovato davanti ad un muro: come pensava di fare con due milioni di Gazawi? Le alternative erano due: un massacro di massa, ma i riflettori dei media mondiali rendevano ciò impossibile ( il ruolo dell’ opinione pubblica è stato importantissimo); buttarli tutti in Egitto, ma Al Sisi aveva pronto l’ esercito.

***
Il secondo è questo post di Lavinia Marchetti.
UN PROCESSO DI PACE SENZA GIUSTIZIA NON E’ CHE L’AMMINISTRAZIONE DI UNA DEBOLE TREGUA.
di Lavinia Marchetti
Ci ho pensato molto prima di scrivere qualcosa. Per chi non è sotto le bombe è più facile pensare alle conseguenze delle cose. Chi è sotto le bombe, affamato, sopravvissuto festeggia. Comprensibile, umano, giusto, auspicabile. Noi, da fuori, sappiamo bene cosa comporterà tutto questo. Per il momento prendiamo una pausa per riflettere, leggere e rileggere questo piano di pace. Hamas sembra aver eseguito il suo compito. Perdonatemi, ma credo che i vertici di Hamas, non quelli pubblici, ma quelli occulti, abbiamo svolto un lavoro egregio per Israele e adesso che mezzo mondo si rivolta le pressioni fossero troppo forti per continuare. Sì credo anche, datemi pure dell’ingenua, che Flotilla e milioni di persone in piazza anche in Italia abbiano contribuito non poco a questa tregua. I vertici, che siano del Mossad, che siano collusi direttamente col governo israeliano e con la CIA, non lo so, non voglio neanche saperlo, hanno fatto un ragionamento semplice: tregua e continuiamo in sordina l’occupazione definitiva. I riflettori stavano diventando soffocanti. Si rischiava l’insurrezione. Uno stop strategico che sicuramente non sarà piaciuto a Netanyahu e naziministri, ma che Trump e vertici vari hanno sentito necessario.
VENIAMO AI FATTI
Israele e Hamas hanno firmato la prima fase di un cessate il fuoco con scambio di ostaggi e detenuti, ritiro militare parziale dalla Striscia, ingresso massiccio di aiuti e riapertura di cinque valichi. La ratifica in sede di governo a Gerusalemme costituisce il passaggio procedurale atteso. Le reazioni ufficiali indicano un quadro di cauto ottimismo istituzionale.
Tra i punti più ripetuti nelle note dei mediatori: almeno 400 camion di aiuti al giorno nella fase iniziale, con incremento programmato; liberazione di circa duemila detenuti palestinesi; esclusioni su figure simboliche; invito a Trump alla Knesset; opposizione pubblica di ministri dell’area nazional-religiosa. Questo volume d’ingressi ammette un fatto semplice: la fame è stata prodotta da scelte umane. Non c’era Hamas che si rubacchiava il cibo: c’erano valichi chiusi deliberatamente, accessi filtrati, distruzione di servizi essenziali hanno costruito la carestia. Affamare civili per scelta rientra tra i delitti più gravi che esseri umani possano infliggere ad altri esseri umani. Questa ne è la prova, se ce ne fosse stato bisogno. Sul dopo-tregua circolano bozze che prefigurano un organismo ad hoc per l’amministrazione di Gaza. La bozza mediatica più citata parla di un Board of Peace guidato da Trump, con il coinvolgimento di Tony Blair e di un’authority transitoria a forte trazione esterna. Restano da definire poteri, durata, catena di responsabilità.
NON C’ENTRA LA PACE, E’ SOLO UNA SOSPENSIONE.
Tregua significa sospensione del fuoco. Pace significa diritti esigibili. Un’authority esterna che decide su varchi, cielo, ricostruzione e catasto rischia un effetto di protettorato con libero mercato della ricostruzione e sovranità ridotta all’osso. Le bozze sugli assetti post-bellici parlano di board internazionali, flussi di investimento, vigilanza securitaria, insomma chi amministrerà il tutto di certo non lo decidono i palestinesi, come al solito. Senza calendario di fine occupazione, smantellamento degli insediamenti, libertà di movimento e ritorno dei rifugiati, l’assetto che si profila appare come gestione ordinata dell’emergenza, di nuovo.
Quindi fin qui, tregua. Per meritare il nome pace, servirà giustizia. Attenderanno che l’attenzione cali, cala sempre, succederà anche questa volta e torneremo al sapore amaro di un recinto con meno diritti (se possibile) e più controlli (se possibile) di prima. Per adesso l’unica nota positiva sono le vite che si salveranno nei prossimi giorni.

§§§
Aiutate Stilum Curiae
IBAN: IT79N0200805319000400690898
BIC/SWIFT: UNCRITM1E35
ATTENZIONE:
L’IBAN INDICATO NELLA FOTO A DESTRA E’ OBSOLETO.
QUELLO GIUSTO E’:
IBAN: IT79N0200805319000400690898
***


1 commento su “Gaza, Cisgiordania. Pace senza Diritti e Giustizia? Una Debole Tregua Coloniale. Agnoli, Marchetti.”
Il sionismo non si limita a Bibi esecutore del momento. Di stop and go la storia e’ piena. Vedremo…..
I commenti sono chiusi.