La Verità Diventa Reato. Sacerdoti Processati per Aver Denunciato l’Estremismo Islamico.

Marco Tosatti

Carissimi StilumCuriali, offriamo alla vostra attenzione questo articolo pubblicato da Pro Italia Cristiana, che ringraziamo per la cortesia. Buona lettura e diffusione.

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Quando la verità diventa reato: sacerdoti processati per aver denunciato l’estremismo islamico!

C’è qualcosa di profondamente inquietante nell’Europa di oggi.

Un continente che un tempo si ergeva come culla della civiltà cristiana, baluardo della libertà e della ragione, sembra ora chinare il capo davanti a un nuovo padrone: il radicalismo islamico.

Non un nemico esterno, ma una presenza insinuante, che cresce e si rafforza sotto la protezione di una politica pavida, di una giustizia distorta e di un’opinione pubblica che preferisce chiudere gli occhi per non essere accusata di “islamofobia”.

In Spagna, due sacerdoti — Padre Custodio Ballester e Padre Jesús Calvo — rischiano tre anni di carcere per aver detto, in una trasmissione televisiva, ciò che molti pensano e pochi osano pronunciare: che l’islam radicale vuole distruggere la civiltà cristiana e radere al suolo l’Occidente.

Parole chiare, pronunciate nel 2017 durante il talk show “La Ratonera”, in un contesto di riflessione sugli attentati terroristici che avevano insanguinato l’Europa.

Ma quelle frasi sono bastate perché la procura di Malaga li accusasse di “crimini d’odio”.

Eppure, i due sacerdoti — uomini di fede e di cultura — avevano distinto chiaramente tra l’islam moderato e quello radicale, condannando non la religione in sé, ma quella deriva violenta che, nel nome di Allah, colpisce civili innocenti, perseguita cristiani, brucia chiese e sgozza sacerdoti.

Nonostante questo, sono stati denunciati da un’associazione chiamata “Musulmani contro l’islamofobia”finanziata con fondi pubblici del governo catalano, e ora siedono sul banco degli imputati per aver difeso la verità.

Padre Custodio, 61 anni, ha accolto il processo con la serenità di chi non ha nulla da nascondere. «Le mie dichiarazioni non sono mai state discriminatorie — ha spiegato —. Mi riferivo solo all’islamismo violento, a chi si immola e chiama infedeli coloro che non condividono la loro fede.»

Ed ha aggiunto: «Oggi sembra che i crimini d’odio siano diventati un mezzo di controllo sociale: l’unico discorso consentito è quello dettato dal potere».

Ma questa non è solo una questione legale: è una battaglia per la libertà, per il diritto di parlare, per il coraggio di non piegarsi.

Per questo oggi, più che mai, serve un segnale forte e condiviso: se non l’hai ancora fatto, firma anche tu la petizione “Basta con la sottomissione all’Islam!”promossa da Pro Italia Cristiana.

È il modo più concreto per dire che non accettiamo di vivere in un’Europa che punisce chi difende la verità e la fede.

Ma per far conoscere questa battaglia di libertà a milioni di cittadini serve anche il tuo aiuto concreto.

La nostra vasta campagna di sensibilizzazione online, tramite Facebook, raggiunge ogni giorno migliaia di persone, rompe il silenzio dei media e dà voce a chi non ne ha. Ma per crescere e fare ancora di più, abbiamo bisogno del tuo sostegno!

Solo insieme possiamo contrastare questa deriva e far sentire che l’Europa cristiana è viva.

Mentre in Spagna i parroci vengono processati, in Italia cresce indisturbata la rete delle moschee abusive.

L’ultimo caso, denunciato dalle europarlamentari Anna Maria Cisint e Susanna Ceccardi, riguarda Pontedera, in Toscana: una struttura irregolare, priva di autorizzazioni e riconosciuta come luogo di culto illegale, dove — come emerge dai contenuti online e dai sopralluoghi effettuati — si tengono quotidianamente preghiere e incontri.

Non si tratta solo di una violazione amministrativa, ma di un centro di radicalizzazione dove, secondo diverse testimonianze, si predicano principi contrari ai valori occidentali e si invoca l’applicazione della Sharia.

Eppure la politica locale tace! Anzi, celebra queste aperture come “segni di integrazione”, ignorando che senza un’Intesa ufficiale con lo Stato, tali moschee sono fuori legge e rappresentano un serio rischio per la sicurezza e la coesione sociale.

Come denunciano le due europarlamentari, «questi luoghi diventano terreno fertile per la sottomissione, la radicalizzazione e l’illegalità».

E hanno ragione: perché laddove la legge arretra, l’estremismo avanza!

È tempo di reagire, di rialzare la testa, di dire con forza che non c’è dialogo possibile con chi vuole imporre la sottomissione.

L’Europa non si salverà con il silenzio, ma con il coraggio di chi osa dire la verità.

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11 commenti su “La Verità Diventa Reato. Sacerdoti Processati per Aver Denunciato l’Estremismo Islamico.”

  1. E’ palese vi sia un preciso piano politico per imbottire l’europa di islamici, se ne accorse la Fallaci alcuni decenni fa’…. e non era Cattolica. Non tutti coloro che professano l’Islam sono radicalizzati, terroristi etc… Il problema e’ che coloro che ne facilitano l’ingresso, primi nemici delle genti d’europa, sono europei la cui obbedien za alle consorterie dominanti e’ assolutamente non in discussione. Consorterie a trazione sio- yankees che hanno quale scopo finale lo scontro fra il residuo della Cristianita’ e l’ Islam, utilizzando quest’ultimo quale ramazza per il Cattolicesimo terminale. L’europa e le sue ramificazioni nazionali hanno, fra l’altro, anche questo scopo. Ma e’ il segreto di pulcinella.

  2. La Signora di tutti i popoli

    La storia si ripete perchè l’uomo non è cambiato, non posso che dire: “padre Ballester, padre Calvo… tornate! Buona fortuna capitani!!

    ———–
    A causa di una critica politica espressa in una lettera inviata ad un amico, Aleksandr Solgenicyn fu arrestato il 19 febbraio 1945, quando era ufficiale carrista dell’Armata Rossa.
    Fu processato e condannato a 8 anni di lavoro forzato più 3 di confino per “aver condotto fin dal 1940 propaganda antisovietica e di aver partecipato a un’organizzazione creata allo scopo di compiere atti antirivoluzionari”.

    da “Arcipelago Gulag” :
    “Il Comandante di Brigata mi chiamò al quartier generale e mi chiese, non sapevo per quale ragione, la pistola. Gliela detti senza sospettare alcuna astuzia quando, improvvisamente, dal seguito di ufficiali che stavano in un angolo, tesi e immobili, uscirono correndo due membri del controspionaggio, traversarono la stanza in pochi balzi, afferrarono con quattro mani, in una volta sola, la stella del mio berretto, i miei galloni, il cinturone, il tascapane ed eclamarono con voce drammatica: “Lei è in arresto!”.
    Bruciato, trafitto dalla testa ai piedi, non trovai da dire nulla di più intelligente che: “Io? Perché?!”.
    Sebbene non esista risposta a questa domanda, e per quanto sorprendente possa parere, io la ebbi. Vale la pena menzionarlo, perché quadra ben poco con le nostre abitudini. Non appena gli uomini dello Smers ebbero finito di spennarmi ed ebbero confiscato con il mio tascapane le note contenenti le mie riflessioni politiche, si affrettarono a spingermi verso l’uscita, poiché le vibrazioni dei vetri causate dallo scoppio degli obici tedeschi li opprimevano. Fu allora che udii improvvisamente una voce ferma che m’interpellava, sì! Attraverso la sorda barriera che mi separava da coloro che rimanevano, trave caduta dalla pesante parola “arresto”, attraverso questo recinto degli appestati per il quale nessun suono osa filtrare, passarono le parole favolose, incredibili del Comandante di Brigata:

    “Solzenicyn, torni.”

    Con uno strattone mi liberai dalle mani degli uomini dello Smers e feci un passo verso il comandante. Lo conoscevo poco, non aveva mai accondisceso a intrattenersi con me in una semplice conversazione. Per me, il suo viso esprimeva sempre l’ordine, il comando, la collera. Ma adesso era diventato pensieroso e si era schiarito: era la vergogna di aver partecipato suo malgrado a una brutta faccenda? O il desiderio di elevarsi sopra la misera sottomissione di tutta una vita? Dieci giorni prima, dalla sacca dove era rimasta la sua divisione di artiglieria, dodici pezzi pesanti, avevo riportato la mia batteria da ricognizione quasi intatta, e ora doveva rinnegarmi di fronte a un pezzo di carta rivestito di un timbro?
    “Lei,” chiese calcando le parole “lei ha un amico sul primo fronte dell’Ucraina?”.
    “No; non ha il diritto!” gli gridarono il capitano e il comandante del controspionaggio, a lui che aveva il grado di colonnello. Il seguito degli ufficiali di stato maggiore si serrarono impauriti nel cantuccio, come se temessero di condividere l’imprudenza inaudita del Comandante di Brigata (e come se gli ufficiali della sezione politica si preparassero fin d’ora a DEPORRE contro di lui). Ma questo mi bastò, avevo già capito che la ragione del mio arresto era la mia corrispondenza con un compagno di scuola, sapevo oramai su quale linea aspettare il pericolo.
    Zachar Georgievic Travkin avrebbe potuto limitarsi a questo. Invece no! Continuando a purificarsi e raddrizzarsi davanti a se stesso, egli si alzò da dietro la scrivania (nella mia vita precedente mai si era alzato per venirmi incontro!) e al di sopra del recinto degli appestati mi tese la mano (mai lo aveva fatto quando ero libero!); poi, suscitando il muto terrore del seguito, strinse la mia e, mentre la cordialità distendeva il suo viso sempre severo, mi disse senza il minimo timore e scandendo ogni parola:
    “Buona fortuna, capitano!”.

  3. Da incompetente e da non schierato – me ne fotto altissimamente delle beghe umane, comprese quelle ecclesiastiche – noto che ormai siamo precipitati nella diabolica dimensione del “tutti contro tutti”, del “vergognati!” reciproco sparato ad ogni minuto”.

    In una parola siamo nel caos planetario.

    Inutile qualsiasi patetica disamina e critica: il caos ha preso piede e dilaga. E’ un Moloch che se ne infischia delle miserevoli opinioni democratiche che inondano tv e social ( che ci campano sopra).

    Stiamo tutti, come si dice, con le pezze al culo 😁

  4. Signori lettori di questo blog . Prego rendetevi conto che ormai la forza bruta nelle piazze sopratutto , nei parlamenti e nelle commissioni sinodali , sta prevalendo sulle regole , sulle verità , sulla giustizia. La sinistra in Italia ha riscoperto la piazza disdegnando la fabbrica e fallendo in parlamento .Landini lo ha capito , Meloni no.
    Meloni non si sta accorgendo di perdere il suo “capitale politico”, diversamente ma come Macron in Francia . Riferendomi invece a fatti di Fede cattolica , lo stesso rischio di Meloni lo corre Prevost.
    Il suo parlare non è “si si, no no” .. non dà sicurezza ai cattolici .
    Avremo autunno caldo da una parte e delusione dall’altra ?

  5. Scusa mio italiano . Son nativo di Algeria e convertito in Italia in comunità cattolica dove miei figli andavano a squola . Io credo vostro problema sia la difficoltà del governo a difendere propri nazionalisti e loro libertà e diritti . Ho visto e vissuto quanto successo venerdì scorso in Italia per manifestazione Pro-pal
    Son rimasto scosso . Vostro governo per rispetto misto a paura ha lasciato privare di libertà popolo italiano . Ed è governo chiamato di destra .
    A queste condizioni mia famiglia tornerà in nostro paese di origine . Più sicuro di vostro paese . Mi dispiace non potere firmarmi , in Algeria mi firmerei , in Italia non capisco vostre regole . Non verso immigrati , che sono comprensibilissime , ma verso vostri cittadini meno forti e più esposti alla arroganza , prepotenza dei nemici .
    Un governo deve governare , se necessario con forza . Io credo ora in Italia il vostro governo debba difendere Costituzione e diritti di italiani verso attacchi alle istituzioni, alle persone., alle cose .
    Altrimenti perde credibilità per immigrati seri che vogliono operare in Italia e diverrà presto zona ingestibile . Io spero che vostro governo intenda presto che prima di diritti stanno i doveri che vanno difesi . Io spero anche che questo commento su Stilum Curiae venga letto da Premier Giorgia Meloni e da vostro ministro degli interni . Grazie per ospitalità

    1. Mi sa tanto che gli stranieri amano l’Italia più degli stessi italiani. Questa sincera testimonianza lo dimostra.

  6. Toglietemi un dubbio e curiosità : che ne pensa il cattolicissimo deputato di CL Maurizio Lupi , strenuo e coraggioso difensore della fede in Parlamento ?
    Gli si chieda pubblicamente .

  7. I preti “ meno santi “ ( che dovrebbero difendere con la propria vita la Verità’) si son troppo spesso fatti spaventare . Prima dal comunismo , poi dal globalismo , ora dall’islamismo . Ma il problema non sono i preti , poverini . Soli e confusi , impauriti e senza quella fede necessaria , dopo il Vat secondo . Il problema è sempre il vertice della chiesa , nell’ansia di apparire caritatevole e misericordioso . Ohimè

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