Di Leoni e di Micetti, e del Cambio che non c’è…Benedetta De Vito.

Marco Tosatti

Cari amici e nemici di Stilum Curiae, Benedetta De Vito, che ringraziamo di tutto cuore, offre alla vostra attenzione queste meste riflessioni sul cambio che non c’è…e sappiamo bene dove, e sappiamo bene da cosa. Ogni giorno sembra aggiungere una piccola delusione, e un l’altro frammento di speranza casca. Miserere nobis, Domine. Buona lettura e diffusione.

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Oh sì ci mancava solamente questa: dopo gli sgraziati paramenti da lasciar di princisbecco, con disegni andini, disegnati per Bergoglio da uno stilista dall’altra sponda, ecco il suo successore che si attovaglia, nel  ristorante del Borgo Laudato sì, gustando i piatti di un fumoso chef americano, Art Smith, che nel suo curriculum vanta una stretta collaborazione con la nota cantante cattolica Lady Gaga, specializzata in Canto Gregoriano.

Sì, sì certo. Oh Signore, aiutaci tu a percorrere il sentiero dell’orrore nel Vaticano invaso dall’arcobaleno di Satana.

Andiamo avanti. A dire il vero è stato Bergoglio ad assumere il cuoco omosessuale, che ha per “marito” un certo Jesus (sì, Gesù, e piango) Salgueiro. Ne dice l’innamoratissimo chef: “Senza Gesù (Jesus) la mia vita è incompleta”.

Questa frase, immagino, deve aver folgorato Bergoglio. Peccato che il “pittore” Salgueiro, nel suo profilo Instagram proponga due belle (!) immagini di Lucifero  trionfante, in forma di caprone. Che meraviglia!

Intanto il successore Leone ha confermato il signor Smith e ben contento accoglie il paffuto chef  che con il marito fa tante opere di bene: la solita manfrina della fratellanza universale di massonica memoria. Ne sarà ben felice il gesuita James Martin, omosessualista convinto, che ha portato a San Pietro, attraverso la Porta Santa, gay impenitenti, con tanto di Croce arcobaleno. Una vera e propria invasione.

Terminiamo questo giretto sulla giostra dell’anticristo, leggendo come vengono presentati i giardini di Castelgandolfo nel sito del progetto «Borgo Laudato si’»: “La bellezza dei giardini delle Ville Pontificie diventa lo scenario naturale per lo sviluppo di un luogo di formazione all’ecologia integrale, aperto a tutte le persone di buona volontà. Papa Francesco, dando vita al Borgo Laudato Si’ nella sua residenza di Castel Gandolfo, ha voluto dare un segno concreto dell’applicabilità dei principi illustrati nell’Enciclica «Laudato Si’. Tre le direttrici su cui si sviluppa il progetto: educazione all’ecologia integrale, economia circolare e generativa, sostenibilità ambientale”. Che dire? Un capolavoro del blabla politicamente corretto , il copyright sarà della Schlein…

E Dio, Gesù, la Trinità, la Santissima Madonnina? Oh quanto sei pallosa Benedetta: leggi, informati, aggiornati.

Io piango, prego e auguro una Santa giornata a tutti.

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8 commenti su “Di Leoni e di Micetti, e del Cambio che non c’è…Benedetta De Vito.”

  1. Il “borgo laudato sii” del Bergoglione, per cui ha speso tanti quattrini a milioni? Una delusione… Ho cercato in lungo e in largo sul sito, sperando che con tutti quei soldini avesse per lo meno eretto non una cappella ma almeno una edicola alla divinità suprema, la Pachamama, e non c’è! E fra tante logge innalzate fra le mura vaticane, qui a Castelgandolfo una loggia intitolata a Lei ancora manca.
    Al loro posto, tante belle foto di quei capolavori di passatismo che sono i giardini storici della villa, opera della maestria secolare dei giardinieri pontifici, scenografie perfette per farci passeggiare cardinali, vescovi ed alti dignitari ecclesiastici in cotta e rocchetto, tra il visibilio dei famigerati “fanatici di pizzi e merletti” di bergogliona memoria. Una vera ironia della sorte. Fato cinico e baro.

    E dove sta il gaio ristorante che combatte il cambiamento climatico e lo scioglimento dei ghiacci dall’Antartide alla Groenlandia? Ah, qui posso godere, perché sembra che l’abbiano piazzato dove una volta si ammirava la santa vigna di Benedetto, produttrice di vino destinato a diventare Sangue di Cristo sul santo altare, vigna estirpata selvaggiamente come si vorrebbe fare con quella metaforica del Signore, a mo’ di damnatio memoriae del Papa dal dubbio rifiuto. E pazienza per la Pachamama…
    Il caro leoncino potrà facilmente rimediare alla disattenzione del suo predecessore, il cui faccione è ormai proiettato in cielo. E installarla come celeste patrona della Borgata “Laudato sii mio Bergoglione” insieme ad una statua (parlante) del Grande Innovatore argentino, il fondatore della suprema Nuova Chiesa A-cattolica Sinodale.

  2. Cara Benedetta,
    mi auguro che convenga che -per fare chiarezza su ruggiti e miagolii del 2025- bisogna decidersi a prendere una posizione su Benedetto XVI del 2005-2022.

    Come e quanto dovette affrontare gli ululati del branco tra le pecore? Come e quando decise di strappare ai lupi i loro 42 denti? O li ha lasciati fare, da pasticcione che apre l’ovile e sta in pantofole vestito da pastore?

    Che cosa ha declarato nel 2013? La resa? L’armistizio? Un patteggiamento fifty-fifty con il branco? La concessione vitalizia dell’ovile ai lupi? La consegna degli arrosticini? Il diritto del branco sulla pozza del gregge, per rotolarvisi nel fango grufolando come maiali?

    C’è o non c’è mai stato un impedimento della Sede?
    Quando è morto l’ultimo Papa? Nel 2022 o nel 2025?
    E Leone XIV chi è: un Papa che riprende dall’impedimento sofferto da Benedetto XVI oppure dall’invalidità canonica del ruolo di Francesco?

    Quello che penso io non vale nulla: è la Chiesa cattolica a doversi prendere la responsabilità della verità e di comunicarla papale papale.

    Se Papa non c’è, continueranno le mezze verità, buone per rispondere nebulosamente alle interviste. Se c’è la prosecuzione dell’impedimento non pretendiamo ruggiti. Se non c’è più impedimento, si apra il famoso bauletto bianco, con tutto quel che segue. Il contenuto è lì da leggere e il terzo segreto di Fatima non è esaurito: “si illuderebbe chi lo pensasse”. Era il 2010…

    Ma la pecora smarrita intanto che fa? Si chieda e chieda: Benedetto era un pastore o un pasticciere? Curava il gregge o friggeva zeppole?
    Bergoglio aveva o no il munus di Vicario di Cristo?
    La sua eredità “dottrinale” ce la teniamo stretta o la cestiniamo tutta? Leone XIV è in grado di esercitare il ministerium, ammesso che il suo munus sia legittimo? O è pure lui in mezzo al branco, anche se adesso avrebbe in mano l’asso che fa saltare il banco?
    Lo Sposo starà a guardare alzando un sopracciglio o sta per intervenire salvando la Sposa dai malintenzionati?

    Altrimenti beliamo tutti a vanvera con poca fede.

    Se Bergoglio e Leone XIV sono legittimamente Papi, è ora di stare zitti e di smetterla di far le pulci al pastore.
    Se Benedetto XVI era un pasticcione, se quel che gli è successo, dal 2005, era tutto normale (compresa l’ostilità palese di molti “cattolici” inorriditi dalla Dominus Iesus e dal santo curato d’Ars), allora deve andarci bene tutto il resto. Anche che “in Illo Uno unum” significhi tenere insieme l’aborto con Madre Teresa!
    Che nella comunione dei santi Giovanni il Battista predichi Amoris laetitia o Pier Damiani Fiducia supplicans; che la santa Messa ripresenti lo stesso unico sacrificio di Cristo anche danzando seminudi sull’altare. Che l’Eucaristia transustanzi o transignifichi le specie.

    La Chiesa-Sposa e il munus petrino non sono solo istituzione. E’ lampante che tutte le istituzioni -terra terra- sono attualmente dei simulacri sui quali il principe di questo mondo ha messo gli artigli.
    Dice lui che l’inferno se c’è è vuoto, che problema c’è?

    Ma il Papato e la Chiesa-Sposa sono altro. Di Un Altro.

    Che pasticcio… Colpa prima del papasticcione e adesso del Leone che non capisce un acca di lupi e puma?
    Le pecore belano equivocando su Francesco: quello santo il lupo l’ha ammansito, l’altro l’ha nutrito. Tanto è lo stesso, se era un Papa. E se non lo è stato, perchè?

  3. Volevo aggiungere che noi del piccolo resto guidato da don Minutella siamo rimasti soli a ritenere Prevost falso papa che guida una falsa chiesa assieme a Mons.Vigano.
    Tutti gli altri sono stati ingannati dal basso profilo di Leone XIV. Però umilmente mi rivolgo a Mons Viganò, di cui approvo il coraggio, ricordandogli che Giovanni Paolo II che lo ha consacrato vescovo per me è stato un altro vero Leone e grande Vicario di Cristo che assieme a Benedetto XVI ha salvato la vera Chiesa , assieme al nostro piccolo Leone di Maria.

  4. La falsa chiesa delle tenebre di Bergoglio e quella falsa e ipocrita di Prevost si svela ogni giorno di più ma quasi tutti ,specialmente la gerarchia ecclesiastica a tutti i livelli, fanno finta di non vedere.
    Le chiese sono vuote, i comandamenti sono diventati carta straccia, la menzogna ci viene propinata ogni giorno con protervia.
    La conversione diventa solo ecologica e il culto lalla pachamana, la madre terra sostituisce la venerazione per Maria Immacolata, Assunta in Cielo , sempre Vergine e per molti anche Corredentrice.
    Che Gesù ci accordi la vera conversione prima di morire e prima di constatare che l’inferno non è vuoto!

  5. Non facciamoci illusioni, cara Benedetta (di nome e di fato), ma seguiamo il consiglio che Virgilio dà a Dante Alighieri in quel girone dell’inferno “non ti curar di lor, ma guarda e passa”. Inutile e autolesionistico farsi del male, procurarci delusioni su delusioni, aspettando ostinatamente ciò che non verrà mai, meglio levar le ancore e veleggiare verso altri lidi…fuor di metafora, smettiamola di seguire la gerarchia della falsa chiesa cattolica, dal suo vertice alla base, e diamo ascolto alle poche voci veramente cattoliche rimaste in circolazione,, in primis Mons. Viganò, che Dio lo salvi e ce lo conservi. Pace e bene. LJC

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