Il Mondo Ricreato da Satana per Far Dimenticare il Creato di Dio. Ci Viviamo. Benedetta De Vito.

Marco Tosatti

Cari amici e nemici di Stilum Curiae, Benedetta De Vito, a cui va il nostro grazie, offre alla vostra attenzione queste riflessioni sulla menzogna di infelicità in cui viviamo immersi. Buona lettura e meditazione.

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Quando il cardinale Carlo Caffarra morì, senza aver risposta ai suoi “dubia” (dal Bergoglio) sentii un grande dolore. Lo stesso che provai alla morte di Benedetto XVI e poi del cardinale George Pell.

Uno dopo l’altro, mi pareva, morivano i paladini della Legge eterna e immutabile del Signore e avanzavano i traditori, i lupi travestiti da agnelli, che portavano il gregge allo sbando e fuori dal sentiero stretto dove Gesù ci guida.

E ora, desolata ancora di più, non mi resta che il ricordo e le sante parole che quei testimoni di Dio ci hanno lasciato. Ieri ho letto un’intervista a Cafarra che non avevo mai letto. In essa egli, l’allora Arcivescovo di Bologna (e ora sulla sua cattedra siede Zuppi…), parlava di un mondo, ricreato da Satana per far dimenticare all’umanità la Creazione dell’Onnipotente.

E mentre leggevo le poche righe, così chiare, pure, definitive, dicevo tra me è vero, verissimo. Satana, sotto la coltre arcobaleno delle sue menzogne, ha costruito un nuovo mondo in cui gli uomini, impenitenti e peccatori, grufolano e si sollazzano incuranti di quanto accadrà loro dopo la morte.

Un orrido, livido mondo dove l’aborto non è – come dovrebbe essere – un crimine orrendo, ma un “diritto” cioè un bene; dove il santo matrimonio tra uomo e donna è scimmiottato dalle unioni infeconde e peccaminose tra gente dello stesso sesso; un mondo satanico dove i maschi si fanno femmine e le femmine maschi, dove i cani, equiparati agli esseri umani, volano in pompa magna accompagnati da festosi ministri e scatenate leader animaliste.

Un mondo, però, dove tutti sono infelici e cercano, cercano, viaggiando, bevendo, divertendosi, stordendosi di dimenticarlo.

Ma nel loro cuore parla a voce alta la voce dell’antica alleanza con Dio che mai li farà vivere nella pace. E in questo mondo satanico, ora finalmente l’ho capito, non c’è posto per il mio “Dormi Cecilia” perché Cecilia, per me, non è la nobildonna milanese vissuta nel Rinascimento (di cui ho scritto il romanzo in tutta immaginazione), ma il simbolo stesso della purezza che in ogni tempo, e oggi ancora di più nel satanico mondo arcobaleno, è oltraggiata, vilipesa, uccisa.

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15 commenti su “Il Mondo Ricreato da Satana per Far Dimenticare il Creato di Dio. Ci Viviamo. Benedetta De Vito.”

  1. “la voce dell’antica alleanza…”. Le donne incinte saranno sventrate. Parola di Dio. Os.14

  2. Cara Benedetta, a costo di apparire autoreferenziale, più sotto le lascio un link. Mi pare vada a braccetto col suo più che condivisibile post lampo…

    https://www.sabinopaciolla.com/non-e-di-una-chiesa-piu-umana-che-abbiamo-bisogno-bensi-di-una-chiesa-piu-divina-solo-allora-essa-sara-veramente-umana/

    Colgo l’occasione anche per ringraziare don Pietro Paolo del bellissimo messaggio di incoraggiamento ed esortazione che le ha rivolto, valido per tutti noi; messaggio che testimonia non solo la sua fede ma l’ampia presa di coscienza – di un sacerdote ben lontano da qualsivoglia ideologia o fazioncella! – del dolore che tante anime, sacerdoti compresi!!!, provano di fronte all’innegabile realtà dei fatti che, sempre più, va emergendo per ogni dove. Realtà che talvolta siamo chiamati a denunciare pubblicamente perché pubblicamente, e sommessamente, vuol essere imposta dal pensiero unico anticristico.

    Fondamentale, però, è che quel denunciare non sia occasione per sparlare, per malignare, per assecondare e propagare quella diabolica tentazione di disobbedienza, oggi eretta a virtù dagli incapaci a vincersi, ma sia un momento di riflessione condiviso, con l’unica intenzione di impedire alle tenebre di regnare incontrastate.

    Occorre essere sentinelle del mattino!
    Come piace a Dio, e non secondo il mondo o il partitello. Lo esige la Trinità e l’amore per la salvezza dei fratelli, di quanti più fratelli possibile!

    PS: Capitan Tosatti, bentornato al timone!

  3. il 6 agosto 1940 enola gay iavè solo dio cancella kristos a hiroshima e da inizio a una nuova era che è entrata nel 85esimo anno .con una chiesa cha canta alleluia la fine è prossima,

  4. Si consiglia la rubrica “Santi e caffè” in cui don Minutella mette a nudo ciò per cui è odiato e minacciato dagli stessi “cattolici”: deviazione, fin nei più alti vertici della “cattolicità”, dalla volontà fondativa di Cristo e dalla Tradizione apostolica. Si potrà dire tutto di don Minutella ma la deviazione che denuncia è inoppugnabile.

  5. Don Pietro Paolo

    Gentile Benedetta,

    Comprendo bene il dolore che esprime: è lo stesso che molti credenti hanno provato vedendo spegnersi, uno dopo l’altro, uomini come il cardinale Caffarra, Benedetto XVI o il cardinale Pell, baluardi della “lex aeterna” di Dio in tempi di smarrimento. La loro assenza sembra lasciare la Chiesa più vulnerabile davanti all’avanzare dell’errore e del peccato travestiti da bene.

    Eppure, la Chiesa non è mai orfana. Cristo ci ha assicurato: «Le porte degli inferi non prevarranno» (Mt 16,18). Questa parola non è poesia consolatoria, ma una garanzia divina: per quanto Satana costruisca un mondo rovesciato — dove l’aborto è chiamato diritto, il matrimonio è stravolto, l’ordine della creazione irriso e la purezza vilipesa — la vittoria finale appartiene al Signore.

    Il suo sentimento ricorda quello del profeta Elia, che, sotto il ginepro, si lamentava: «Sono rimasto solo» (1Re 19,10). Ma Dio gli rivelò che non era così: «Mi sono riservato settemila uomini che non hanno piegato il ginocchio a Baal» (1Re 19,18). Anche oggi esiste questo “resto fedele”, che è NASCOSTO ma reale, che non si arrende al male e continua a testimoniare in silenzio. È un piccolo gregge, ma custodito dall’Onnipotente e non da coloro che seminano odio, guerre e divisioni.

    In questa prospettiva, la sua “Cecilia” non è un sogno impossibile, ma il segno profetico della purezza che resiste, della santità che sopravvive agli oltraggi, della luce che continua a brillare nel buio. Il Signore le chiede di non cedere allo scoraggiamento, ma di unirsi a questo resto, per diventare lei stessa — come i santi che tanto rimpiange — una testimone viva della verità.

    Satana, è vero, sta edificando il suo regno: un mondo falso, livido, che illude ma non dà pace. Tuttavia il suo dominio è effimero: crolla già ora sotto il peso delle sue menzogne e crollerà del tutto all’apparire del Signore. Come proclama l’Apocalisse: «Vidi un cielo nuovo e una terra nuova» (Ap 21,1). Dio farà nuove tutte le cose, e ogni parodia del bene sarà dissolta dal soffio della bocca di Cristo (cf. 2Ts 2,8).

    Ecco dunque la speranza: non siamo soli, non siamo abbandonati, non siamo destinati a perdere. Il Signore guida la sua Chiesa anche attraverso la notte più buia. Sta a noi, oggi, raccogliere il testimone di Caffarra, di Benedetto, di Pell, e diventare noi stessi parte viva di quel “resto fedele” che prepara il mondo nuovo.

    Con fiducia nella vittoria di Cristo,
    Don Pietro Paolo

    1. Mi scusi don Pietro Paolo, lei sarà anche un sacerdote magari tra i più dotto e sapienti, ebbene le dico che la verità deve essere proclamata e bisogna rendere visible la propria testimonianza. Quindi, non è vero che il piccolo resto sta nascosto, altrimenti si è codardi ed ipocriti è si prende in giro i fedeli già allo sbando. Mi sia di confusione. Anzi gridi anche lei la verità

      1. Don Pietro Paolo

        Caro Michele,

        capisco bene il suo fervore e lo condivido: la verità va sempre proclamata, senza paura. Ma forse qui bisogna chiarire un equivoco. Quando si parla di “piccolo resto” — o, più correttamente, come dice il Vangelo, di piccolo gregge — non si intende un gruppo organizzato, visibile e strutturato come una sorta di “chiesa parallela” o di “movimento clandestino”.

        Il piccolo gregge è piuttosto quell’insieme di fedeli che, pur restando pienamente nella Chiesa, vivono con fedeltà il Vangelo, non si piegano all’idolatria del mondo e non tradiscono Cristo e resistono con la verità anche al pensiero del mondo che si insinua nella Casa di Dio. E spesso lo fanno nel silenzio e nella discrezione, senza clamori e senza proclami, perché la loro forza non sta nel numero o nell’apparenza, ma nella fedeltà quotidiana.

        Pensi al profeta Elia: convinto di essere rimasto solo a difendere il Signore, Dio stesso gli rivelò che c’erano settemila uomini che non avevano piegato il ginocchio a Baal — ma Elia non li conosceva neppure. Erano “invisibili” agli occhi del mondo e persino ai suoi, ma reali e presenti.

        Così è oggi. Il piccolo gregge non fugge, non si nasconde per paura, ma vive nel cuore della Chiesa e del mondo, fedele alla Verità, senza fare della testimonianza una bandiera ideologica. Perché gridare la verità non significa urlare slogan: significa lasciarla vivere in noi, anche — e soprattutto — quando nessuno applaude.

        1. Pensiamo devotamente al Profeta Elia che- con l’aiuto popolare- scannò i 450 sacerdoti di Baal, per mostrare la MISERICORDIA divina ed eliminare la concorrenza.

          1. Don Pietro Paolo

            Cara Adriana,

            vedo che, pur di lanciare la solita frecciatina velenosa, è disposta perfino a fare teologia con il machete. Ma sa qual è il punto? Che Elia non agì per “eliminare la concorrenza”, come scrive con il suo sarcasmo da retrobottega, ma per liberare il popolo da un inganno che lo stava distruggendo.

            E già che cita quell’episodio, ricordi anche il seguito: la furia di Gezabele, la regina idolatra che giurò vendetta contro il profeta e finì sbranata dai cani. Ogni tempo ha le sue Gezabele: alcune impugnano il potere, altre l’ironia velenosa. Ma la sorte, prima o poi, è sempre la stessa: la verità resta in piedi, le lingue acide cadono da sole

          2. Caro don P.P.,
            1) Perchè non spiega che quegli avvenimenti di 3000 anni fa furono causati dalla volontà del re Acab di strappare Israele alla Giudea per allearla con la Fenicia? e che la -poco simpatica ( ai Giudei) e poi vedova- Gezabele, di famiglia fenicia, consapevole dell’importanza politica dell’adozione di una confessione religiosa al posto di un’altra, venne “defenestrata” dai seguaci del nuovo aspirante re? 2) Perchè non dice che i cani- randagi- si limitarono a divorare quel che trovarono di ormai morto a terra e che non furono, essi, ad attaccare la donna viva ( come le sue parole farebbero pensare )?
            3) Perchè questa abitudine della Tradizione, di estrarre esclusivamente i particolari che possono far comodo alla narrazione da un contesto “scomodo” alla medesima? Perchè da un affresco riportarne solo un dettaglio grande come un francobollo e presentarlo come il tutto, confidando nell’ignoranza popolare? Lei, qui, usa il solito trattamento riservato al Salmo 135 (136), che, letto in minima parte, serve ad ingannare i fedeli sulla specificità dell’ “eterno amore” del Tetragramma.

      2. Caro Michele, forse don P.P. con ” nascosto” intendeva ” disperso nella diaspora, ai 4 angoli della terra”; se è così, mi associo, altrimenti mi dissocio. Pur dispersi, bisogna gridare dai tetti, come dice la Sacra Scrittura, testimoniare a voce alta e ferma la verità, condannando l’errore e indicando al gregge i malvagi, i bugiardi, i depistatori. Di più non è possibile fare, per il momento, se non testimoniare la Verità, con levangelico “si si, no no”. Non conosciamo le contromisse della Divina Provvidenza, che sempre mandano in fumo i piani del diavolo ( non imparerà mai a fare i coperchi….), ed è bene che non ci vengano rivelate, altrimenti ne verrebbe a conoscenza anche il Nemico. Pace e bene.

    2. Che bello leggerla, don Pietro Paolo!
      La vera fede, infatti, è ottimista.
      Certamente si sta più comodi quando tutto va bene, ma
      bisogna sperare contro ogni speranza ricordandosi che la vittoria è di Dio.

      1. Davide Scarano

        Cara Signora Maria, un conto è la virtù cristiana della speranza, altro è l’atteggiamento ottimistico. Sapere che viviamo “in una valle di lacrime”, come insegna il salve regina ovvero essere consapevoli che chi non porta la propria croce non è degno di Cristo non favoriscono, almeno a mio parere, facili ottimismi. Infine, a rischio di essere scortese ricordo che la vittoria di Dio avviene anche attraverso la quotidiana battaglia che ciascuno di deve affrontare perchè Dio ci vuole partecipi della sua redenzione. PS Forse non sono un ottimista…

        1. Io non ho parlato di ‘facile ottimismo”.
          Ma dire che la vita è tutta lacrime mi viene alla memoria una battuta che diceva che si piange bene nella valle di lacrime.
          Io volevo sottolineare che chi ha una forte fede mantiene sempre una luce nel profondo e non si scoraggia come non si scoraggiò Maria sotto la Croce.

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