Marco Tosatti
Carissimi StilumCuriali, offriamo alla vostra attenzione questo commento di Luigi Casalini alla bozza del documento CEI sulla sinodalità, che Messa in Latino ha pubblicato questa mattina. Al collegamento il testo integrale del documento. Buona lettura e meditazione…
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IN ESCLUSIVA la bozza del Cammino Sinodale CEI: FERMATEVI FINCHE’ SIETE IN TEMPO!
Abbiamo ricevuto, riservatamente, l’ANTEPRIMA della bozza del Cammino Sinodale della Conferenza Episcopale Italiana che, come sappiamo, ha legami strettissimi con la S. Sede.
Prima di proporre il testo completo, sotto al post proponiamo, un’analisi critica del “Cammino Sinodale“: da un’idea teologica a un progetto sociologico.
Confidiamo che molti vescovi leggano il testo della Bozza e si oppongano “in faccia“.
Ma vediamo prima la nostra analisi (i punti critici sarebbero ben di più ma abbiamo cercato di concentrardi sui più pericolosi).
Il documento “Lievito di pace e di speranza” si apre con una premessa che ne espone le intenzioni programmatiche e ideali. Sebbene l’evocazione del “lievito” come immagine di una Chiesa umile e dialogante sia affascinante e profondamente radicata nel Vangelo, un’analisi critica del testo rivela una tensione irrisolta tra la sua aspirazione teologica e una sua effettiva impostazione più vicina alla sociologia e al pensiero secolare.
La Chiesa come “visione condivisa”
Il testo sembra definire la Chiesa non come una realtà soprannaturale, fondata sulla rivelazione di Cristo, ma come il risultato di un processo umano e di una “visione condivisa”. Questa prospettiva rischia di minare le fondamenta stesse della fede cattolica. La Chiesa non è una democrazia né un club che può essere rimodellato in base al consenso o a un’ideologia. La sua identità, come “sacramento” di comunione, è un dono divino, una realtà che accogliamo, non un progetto che costruiamo da zero attraverso il dibattito. L’eccessiva enfasi sulle “relazioni” e sulle dinamiche di gruppo, se non saldamente ancorata a una dimensione verticale, rischia di trasformare la Chiesa in una semplice comunità orizzontale, ignorando la sua natura di Corpo Mistico di Cristo.
La pace: un obiettivo secolare o un dono di Cristo?
Il documento presenta la pace come la “missione più urgente” della Chiesa, ma il linguaggio utilizzato la descrive in termini generici. Non si parla della pace che è frutto della giustizia e della riconciliazione con Dio, ma di una pace che sembra essere un obiettivo umanitario e laico. Se la Chiesa riduce la sua missione a un progetto di pace senza radicarla nella persona di Cristo Risorto, l’unico che può offrire una pace autentica e duratura, si declassa al livello di un’agenzia sociale. Questa secolarizzazione della missione spoglia l’annuncio evangelico della sua specificità e della sua forza salvifica.
Un’ecclesiologia confusa e divisiva
L’uso del termine “Chiesa di Chiese” per descrivere il rapporto tra le Chiese locali e la Chiesa universale è un’ambiguità che alimenta la confusione ecclesiologica. La teologia cattolica insegna che la Chiesa universale non è la somma delle Chiese particolari, ma che il mistero della Chiesa intera è presente in ogni Chiesa locale.
L’espressione usata nel documento, pur se ispirata da un’idea di comunione, rischia di suggerire una visione federalista o addirittura protestante, che mina l’unità del Popolo di Dio. Inoltre, l’inclusione di espressioni come “nostalgie clericali” nel testo, pur volendo denunciare un problema reale, non contribuisce al dialogo (e ci ricorda, purtroppo, certe brutte esternazioni del Papa Francesco). Il linguaggio accusatorio e divisivo contrasta con l’ideale di “sinodalità” e fraternità che il documento si propone di promuovere.
In sintesi, la prima parte del testo, pur contenendo lodevoli aspirazioni, non riesce a superare una sottile ma profonda tensione. Le proposte sembrano volte a far sì che la Chiesa si adatti ai paradigmi del mondo, invece di essere un segno di contraddizione, perdendo il suo ruolo profetico e la sua unicità.
Un’analisi critica del “rinnovamento” sinodale: dalla teologia alla sociologia
La seconda parte del documento, pur presentandosi come un’ambiziosa guida per il futuro della Chiesa italiana, solleva una serie di criticità che mettono in discussione le sue stesse premesse. Se l’intento dichiarato è quello di un rinnovamento missionario, le proposte concrete sembrano in molti punti tradire questa vocazione, privilegiando un’ottica sociologica e ideologica a scapito della sua profonda natura teologica.
La conversione: un atto umano o un dono divino?
Il testo afferma che il discernimento dei “segni dei tempi” è alla base della conversione. Questa affermazione è teologicamente problematica. La conversione, nel suo senso più profondo, non nasce dall’analisi del mondo o dai suoi “segni”, ma dall’incontro con l’amore di Dio e dall’accettazione della grazia di Gesù Cristo, operante per mezzo dello Spirito Santo. Ridurre il fondamento della conversione a un’attività di studio e interpretazione culturale rischia di trasformare un evento di grazia in un processo di auto-realizzazione, spostando l’attenzione dall’azione salvifica di Dio all’iniziativa umana.
Un manifesto politico con rischi ideologici
Il documento propone una serie di iniziative concrete che, sebbene – forse – ben intenzionate, assomigliano più a un manifesto di un movimento politico o sociale che a un piano pastorale. La proposta di istituire osservatori, promuovere iniziative di disarmo o sostenere forme etiche di risparmio, pur essendo argomenti di grande rilevanza, sembrano confondere il ruolo della Conferenza Episcopale con quello di un’organizzazione non governativa. Ancora più preoccupante è l’invito ad aderire a “giornate” promosse dalla società civile, una scelta che può facilmente condurre all’approvazione di agende ideologiche che spesso sono in netto contrasto con la dottrina della Chiesa. Se la Chiesa vuole essere una voce profetica nel mondo, deve agire con una sua identità e una sua agenda, non allineandosi acriticamente alle istanze secolari del momento.
Una liturgia “antropocentrica“
Il testo sulla liturgia è forse il più problematico. Suggerisce che la celebrazione debba “tornare ad essere un’esperienza significativa, attrattiva e accessibile“, e che essa “prende forma” anche dall’assemblea. Questa visione mina la natura stessa della liturgia cattolica, che non è un’esperienza umana da adattare alle sensibilità del momento, ma l’Opus Dei, l’opera stessa di Dio e la continuazione dell’ufficio sacerdotale di Cristo. La liturgia è un dono divino, non un prodotto che deve essere reso “comprensibile” attraverso “strumenti di analisi sociale” o “laboratori“. Un tale approccio rischia di snaturare la sua essenza, trasformandola da una realtà del Cielo in un’attività puramente terrena, minacciando così la “lex orandi, lex credendi” e l’unità della Chiesa stessa.
Il paragrafo 30 esalta l’accoglienza di “tutti, tutti, tutti” come un’istanza evangelica. Tuttavia, le proposte concrete che ne derivano sembrano superare la distinzione tra l’accoglienza della persona e l’approvazione del suo stato di vita.
- Matrimonio e Convivenza: Il documento suggerisce percorsi di “integrazione” per chi vive in unioni diverse dal sacramento del matrimonio, come le seconde unioni o le convivenze. Questa proposta si pone in aperta contraddizione con l’insegnamento del Catechismo della Chiesa Cattolica che, richiamando la Rivelazione, ribadisce l’indissolubilità del matrimonio (cfr. CCC 1640). Il Catechismo afferma categoricamente che “se i divorziati si risposano civilmente, essi si trovano in una situazione che oggettivamente contrasta con la Legge di Dio” e “non possono accedere alla Comunione eucaristica” (CCC 1650). Il testo sinodale, non facendo alcun riferimento a questa cruciale e irrinunciabile verità, rischia di banalizzare il sacramento e di ingannare i fedeli, suggerendo che si possa essere pienamente “integrati” nella vita ecclesiale senza una piena adesione alla verità della fede.
- Identità e Sessualità: Ancora più grave è la proposta di “promuovere il riconoscimento delle persone omoaffettive e transgender” e di aderire a “giornate” promosse dalla società civile. La Chiesa è chiamata a trattare le persone con omosessualità “con rispetto, compassione e sensibilità” (CCC 2358), condannando ogni forma di discriminazione ingiusta. Tuttavia, la stessa carità pastorale non può in alcun modo confondere l’accoglienza della persona con l’approvazione delle sue tendenze o dei suoi atti. Il Catechismo è chiaro: “gli atti di omosessualità sono intrinsecamente disordinati” e “in nessun caso possono essere approvati” (CCC 2357). La promozione di “giornate” che veicolano l’ideologia del gender, che nega la natura intrinseca dell’essere umano come maschio e femmina (cfr. CCC 369-373), è un atto di complicità con un’ideologia che la Chiesa ha fermamente condannato.
Il paragrafo 31, dedicato alla “dimensione affettiva“, spoglia la sessualità della sua natura teologica e morale per ridurla a un mero campo di analisi psicologica e sociologica. La proposta di affidare la formazione e l’accompagnamento su questi temi a “realtà civili” e a “équipe” non meglio definite è un pericoloso passo indietro.
- Sessualità e Moralità: Il Catechismo della Chiesa Cattolica insegna che la sessualità umana non è un impulso disordinato ma un “bene” orientato verso l’amore coniugale e la procreazione (CCC 2360-2361). La castità è una virtù che è “compito di ogni battezzato” (CCC 2348-2350), un cammino di santità che riguarda ogni persona, indipendentemente dal suo stato di vita. Le proposte del documento, invece, sembrano voler trattare la sessualità e l’identità come questioni che necessitano di “esperti” esterni al Magistero, disconnettendole dalla vocazione alla santità e alla vita di grazia. Questo approccio secolarizzato tradisce la profondità della visione cristiana, che integra la sessualità nella persona in quanto creata a immagine e somiglianza di Dio.
In conclusione, i punti 30 e 31 non sono semplici raccomandazioni pastorali, ma un esempio di come un’iniziativa di dialogo possa trasformarsi in un’agenda di compromesso. Nel tentativo di essere “prossimo” al mondo, il documento rischia di compromettere la sua missione profetica e di allontanare i fedeli dalla verità della fede, offrendo risposte umanamente rassicuranti ma spiritualmente vuote, in un atto di pericoloso disorientamento dottrinale.
Conclusione: un’opportunità mancata?
Il documento, in definitiva, offre uno spaccato delle tensioni interne alla Chiesa italiana. Sembra che, in molti passaggi, il desiderio di essere “lievito” per la società si sia trasformato nel rischio di essere “farina” che si lascia modellare, perdendo il suo sapore e la sua vocazione profetica. Le proposte, se implementate, potrebbero portare a una Chiesa che, nel tentativo di farsi più vicina al mondo, finisce per assomigliargli, a discapito della sua unicità, della sua dottrina e, in ultima analisi, della sua stessa identità.
Luigi Casalini
Ecco il testo completo.
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20 commenti su “La Bozza del Cammino Sinodale CEI. Fermatevi finché Siete in Tempo…Luigi Casalini, MIL.”
Sará interessante vedere come reagisce Leone XIV:
se continuerá il “cammino” di Bergoglio con modalitá meno rozze ma sostanzialmente le stesse, o se riuscirá
a rimettere Cristo al centro dell’ecclesiologia, togliendovi le metastasi Karl Rahner e Sant’Egidio. Certo, se non agirá in tempo si arriverá al punto di non ritorno e non ci sará piú nulla da fare per un periodo di lunga durata, come ci indica la storia della Chiesa.
Mi sembrano anche i mportanti i punti dove parlano di rivedere i testi liturgici (cambia la formula della consacrazione?) e quello dell’accesso delle donne al diaconato…per farle diventare pretesse e vescovesse. Chiesa Cattolica: Kaputt!
“Fermatevi finché siete in tempo.” Cos’è una minaccia filiale? Che detto da Casalini mette i brividi a “quelli”, stanno già sudando freddo: brrrrr. E se non si fermano, e non si fermeranno, cosa farà Casalini? Cosa se non il garibaldino “obbedisco”. Diamogli tempo e vigile attesa!
sei ottimista oltre ogni evidenza, basta vedere tutte e dico tutte le nomine fatte in questi mesi, veramente inaccettabili e scandalose e tutte nella stessa direzione!!!
Per sentire proclamare il Santo Nome di Cristo pubblicamente, in faccia al mondo, si è costretti a cercarsi in rete qualche video dello straordinario Charlie Kirk…è mai possibile???!!!
Provo profonda vergogna – non sorpresa, non delusione, non scoramento e neppure rabbia -, soprattutto davanti al volto di Dio, ogni qual volta mi pongo in Adorazione, per veder vilipesa la fede cattolica. Ogni giorno di più.
Crolla l’otto per mille, crolla la partecipazione e la presenza nelle chiese, crolla la fiducia nelle gerarchie ecclesiastiche, impazzano disobbedienza a tutti i livelli e in tutte le forme insieme a sette last minute che si spacciano come “tradizionali” surrogati alla Chiesa di Cristo, e la soluzione sarebbe un cammino sinodaleggiante??!
Nostra Santa Madre Chiesa non può essere ridotta a una ONG socialdemocratica, pacifista e vagamente spiritualista! E’ la Sposa di Cristo! E’ la voce di Cristo, il Suo Corpo Mistico!
Mi chiedo se dietro questa facciata di “sinodalità” strattonata, in realtà non ci sia l’intento di presentare al mondo una sorta di nuova “Chiesa del Nuovo Ordine Mondiale”. Una chiesa globalizzata, sinistroide, costruita a misura delle voglie del mondo, ibrida e cattoinclusivista. Una chiesa liquida, languida, abbracciabile da chiunque, una chiesa, insomma, che “avvicina i lontani e allontana i vicini”. Così, abbattuta ogni peculiarità, smussato ogni angolo, appianato ogni ostacolo – leggi, cancellato lo Spirito e la Legge! – , ecco a voi l’utopia bergogliana fatta realtà!!!
Grazie ma no. Resto ancora – e convintamente – nell’unica vera Chiesa, quella Una Santa Cattolica e Apostolica il cui cammino è la Vita, Passione, Morte e Risurrezione di Nostro Signore Gesù Cristo, come sempre hanno indicato tutti i Papi, almeno sino al Santo Padre Benedetto XVI ininterrottamente.
E ciò che è seguito è solo una durissima prova di fede, speranza, carità e verità per tutti noi, prova venuta per purificarci ed emendarci, per umiliarci nella nostra grande superbia e ingratitudine ma anche per radicarci e aggrapparci meglio all’unica Roccia!
Non siate arrabbiati nè delusi. Cristo non ci abbandona e la Sua Chiesa mai verrà meno. Ma occorre combattere! Combattere la menzogna e proclamare la verità, con carità e cristiano, umile coraggio. Perchè chi tace acconsente! Chi tace renderà conto, non a tizio e a caio, ma alla Santissima Trinità.
Dunque, a tutto ciò, alla “bozza del documento della sinodalità”, non intendo acconsentire col mio silenzio complice.
Sancte Michael Archangele, defende nos in proelio: ut non pereamus in tremendo judicio!
Vede Occhi Aperti se questa bozza dovesse diventare operativa, io condivido pienamente le Sue parole.
Abbiamo davanti gli occhi la bozza finale dell’apostasia…coraggio! verrà Gesù Re
Diamogli tempo, e vigile attesa.
Abbiamo davanti gli occhi la bozza finale dell’apostasia…coraggio! verrà Gesù Re.
Adesso più che mai deve emergere la verità sulla sede impedita di Benedetto XVI.
Sarebbe ora parlassimo di tanti impediti…
Questa sì che è la magna quaestio.
Caro Franz, avete responsabilità enormi voi che continuate a bervi – e a diffondere – le menzognere proposte commerciali di romanzetti fantateoillogici, scritti per giunta da pagani miscredenti.
Avanti così, a credervi risolutori mentre siete parte del problema, tra l’altro continuando ad erodere il gregge della Chiesa, nonostante gli interventi delle autorità ecclesiastiche competenti, nonostante i limpidi richiami di sacerdoti, vescovi e cardinali – pochi ma ci sono (e su Stilum c’è l’ottimo don Pietro Paolo, sempre disponibile a farci udire la Parola di Dio e la voce della Chiesa di sempre!) – ancora fedelmente cattolici.
Come se non bastasse, avete la stessa, inequivocabile parola del Santo Padre Benedetto XVI, che voi volete ignorare, resi ciechi e sordi – mai muti! – da fantasticherie artatamente indotte…
Siete membri – consapevoli?! – di una delle tante sette in circolo e vi accingete di continuo a balbettare sulla Chiesa? Chiesa che non amate affatto, perché non la conoscete!!!
Che ha capito, dunque, leggendo il mio commento?!?!
Cerchi un buon sacerdote, di fede e di dottrina, fedele alla Chiesa, non scomunicato per eresia e scisma, caro Franz. Se lo accosterà con buoni propositi di conversione personale e di pregare sul serio, forse capirà…
Auguri di ogni bene.
Tutto ciò don Minutella lo va denunciando da parecchio .La “vera” Chiesa gestita da massoni e lgpt. Bergoglio ha cominciato e a Prevost … “diamogli tempo”? Per fare che? L’americano peruviano annunciato da Bergoglio col poncho sarebbe il “restauratore”?
Ma neanche un ristoratore, senza fattura nè scontrino fiscale.
si, p. Alessandro lo ha sempre detto.
Mi dispiace che sia diventato il grande prelato…poteva spettare un po’ magari il Signore lo eleggeva. Peccato, con tutto l’affetto
correggo… borborigmi (della panza)
Una domanda da persona profondamente credente ma che nulla sa del Sinodo.
Chi redige il testo di cui si parla nell’articolo?
Rimango profondamente convinta che alla base di questi cammini sinodali ci sia il tentativo di scardinare la dottrina e di smantellare la Chiesa come Gesù la volle.
Per fortuna rimangono solo parole.
Il mio parroco uno degli scorsi anni mi tranquillizzò con queste parole
“La Chiesa è sopravvissuta a scismi ed eresie, al capitalismo imperante e a ben altro… suvvia, è tutta vetrina”
Sara’ vetrina,ma e’cinico:intanto la gente e’ quasi senza guida,a parte chi non tace!
Ma caro Massimo Trevia,
il parroco di Elisabetta forse non è cinico, forse in sostanza dice proprio il vero. Si ricorda? È proprio quel “portae inferi non praevalebunt”…
Piuttosto, al suo posto, avrei fatto ben altra sottolineatura…
La Chiesa, infatti, è al marxismo più liberalista che oggi deve sopravvivere!
E non fu la Madonna di Fatima, già nel 1917 – guarda caso, data della Rivoluzione bolscevica – a metterci in guardia dal comunismo?
Abbiamo forse obbedito? I risultati parlano per noi…
Un’ultima osservazione: secondo lei, davvero, chi non tace, ha la “fortuna” di una guida?
Perché l’esperienza mi dice che di solito chi non sa tacere, è chi non ascolta. E chi non ascolta, non sa obbedire. Figurarsi a una guida…
Poi, si può discuterne: l’omertà è davvero un gravissimo peccato di omissione quando copre qualsivoglia crimine – soprattutto spirituale – ma parlare per sparlare, per fare i leoni da tastiera, è forse meno grave?
La lingua uccide più della spada…
Dovremmo pregare sempre prima di parlare e chiederci se ciò che diremo sarà davvero di beneficio o non piuttosto di danno.
Il fatto è che spesso parliamo senza consultarci con Dio. Oppure teniamo la bocca chiusa, sempre perché abbiamo deciso tutto noi, preferendo ciò che ci fa fare meno fatica o ciò che più ci conviene, senza mai preoccuparci di chiedere, in preghiera, a Dio cosa ne pensa in merito a quella questione o alla tal altra.
Così, sì, la guida spirituale di un valido sacerdote senza velleità di “partito” ma solo semplicemente e profondamente cattolico, forte nella fede e nella dottrina di sempre, appartenente alla Chiesa de facto, è una grande benedizione e una grazia per chi sa umilmente chiederla e umilmente profittarne.
Il suo pur breve contributo mi ha fatto riflettere e perciò, di cuore, la ringrazio.
Ogni bene in Xsto,
per chi ha fede viva, certezza e speranza in qualsiasi stagione della Chiesa!
Mi permetta Signora Elisabetta, avrei preferito che il suo parroco le ricordasse l’esortazione evangelica “vegliate, perchè non sapete nè il giorno, nè l’ora”. PS A me sembra che la Chiesa ed il mondo offrano continui inviti a vegliare maggiormente. Poi certo, ciascuno di noi da solo non può nulla, però probabilmente è possibile almeno recitare una preghiera in più.
Caro Casalini , son certo che Papa Leone si rifiuterà di far pubblicare detto documento , anzi, userà la proposta della CEI per disfarsi del suo presidente .
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