Se Netanyahu Conoscesse e Rispettasse la Bibbia…Amedeo Zerbini.

Marco Tosatti

Cari amici e nemici di Stilum Curiae, l’ing. Amedeo Zerbini, che ringraziamo di cuore, offre alla vostra attenzione queste riflessioni su Netanyahu e la Bibbia. Leggendolo mi è venuta in mente un’osservazione dello storico israeliano Ilan Pappè, che – cito a memoria – diceva: la maggior parte dei sionisti sono atei, ma dicono che Dio gli ha promesso la terra… Buona lettura e condivisione.

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Netanyahu non conosce la Bibbia. La storia della lite tra i mandriani di Abramo e quelli di Lot.

E’ noto che la bibbia ebraica è molto ridotta rispetto alla Bibbia cristiana cattolica. La Bibbia ebraica non comprende ovviamente il Nuovo Testamento e si riduce a 24 libri dell’Antico uguali ma ordinati diversamente rispetto alla Bibbia  cattolica. A quella Bibbia mi riferisco dicendo che Netanyahu non la conosce.

Nel capitolo 13 di Genesi è raccontato un fatto riguardante Abramo e suo nipote Lot e come questi due risolsero un problema che aveva generato discordia fra i loro mandriani.

Ecco il fatto.

Genesi 13, 1-12 e seguenti.

[1] Dall’Egitto Abram ritornò nel Neghev con la moglie e tutti i suoi averi; Lot era con lui.

[2] Abram era molto ricco in bestiame, argento e oro.

[3] Poi di accampamento in accampamento egli dal Neghev si portò fino a Betel, fino al luogo dove era stata già prima la sua tenda, tra Betel e Ai,

[4] al luogo dell’altare, che aveva là costruito prima: lì Abram invocò il nome del Signore.

[5] Ma anche Lot, che andava con Abram, aveva greggi e armenti e tende.

[6] Il territorio non consentiva che abitassero insieme, perché avevano beni troppo grandi e non potevano abitare insieme.

[7] Per questo sorse una lite tra i mandriani di Abram e i mandriani di Lot, mentre i Cananei e i Perizziti abitavano allora nel paese.

[8] Abram disse a Lot: “Non vi sia discordia tra me e te, tra i miei mandriani e i tuoi, perché noi siamo fratelli.

[9] Non sta forse davanti a te tutto il paese? Sepàrati da me. Se tu vai a sinistra,  io andrò a destra; se tu vai a destra, io andrò a sinistra”.

[10] Allora Lot alzò gli occhi e vide che tutta la valle del Giordano era un luogo irrigato da ogni parte – prima che il Signore distruggesse Sòdoma e Gomorra -; era come il giardino del Signore, come il paese d’Egitto, fino ai pressi di Zoar.

[11] Lot scelse per sé tutta la valle del Giordano e trasportò le tende verso oriente. Così si separarono l’uno dall’altro:

[12] Abram si stabilì nel paese di Cànaan e Lot si stabilì nelle città della valle e piantò le tende vicino a Sòdoma.

Semplice, no?

Se Netanyahu fosse un umile seguace del Dio di Abramo, di Mosè e di Giacobbe, forse questo brano lo conoscerebbe, lo mediterebbe e capirebbe che cosa deve fare. Ma da come si comporta  si capisce che ne è lontano mille miglia. Odio, vendetta, sopraffazione, distruzione dell’avversario sembrano essere le linee guida del suo agire. Il tutto per un pezzetto di terra il cui possesso niente e nessuno gli dà il diritto di rivendicare.

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12 commenti su “Se Netanyahu Conoscesse e Rispettasse la Bibbia…Amedeo Zerbini.”

  1. Netanyahu e’ un sionista e il sionismo ha flebili radici religiose ma una potentissima radice politica ( il famoso focolare riconosciuto loro da Lord Balfour ). Possiamo quindi affermare, senza temerarieta’, che quel tenue legame con la religione Ebraica serva solo a giustificare le rivendicazioni territoriali ( grande Israele ) che animano il progetto. E’ anche molto probabile che gli ”Ebrei ” odierni, in maggioranza di stirpe Cazara o acquisiti nei secoli, siano meno ebrei di sangue di una parte delle genti che dimorano oggi in Medio Oriente. Magari molti Palestinesi, Libanesi, Siriani etc. sono discendenti diretti degli Ebrei del tempo i quali, dopo la distruzione del tempio, in parte e’ stata deportata mentre l’ altra si e’ diluita nelle comunita’ sopracitate, cambiando religione.

    1. Simone Torreggiani

      Concordo pienamente. Aggiungo anche che l’alta finanza ‘ebraica’ non può affatto considerarsi estranea rispetto all’Olocausto, dato che Hitler puntò tutto sui capitali della grande industria per assicurarsi l’ascesa (la ‘notte dei lunghi coltelli’ in pratica fu un’epurazione funzionale a consolidare questa alleanza perversa).
      Similmente oggi satanisti ricchissimi camuffati da ebrei (popolo eletto) collaborano con sedicenti cristiani USA (e getta…) per portare avanti i loro sporchi progetti sulla pelle dei palestinesi, nella finzione che questa alleanza ‘giudaico-cristiana’ sarebbe un destino coerente con la volontà di Dio… un grande inganno che provoca conflitti insanabili e la caduta delle anime che vi aderiscono.

  2. Mi dispiace, nell’articolo non trovo corretto l’attribuzione della discendenza dei padri che specifica a quale Dio si è devoti e si confida e si ha ricevuto buona testimonianza e a cui si è riposto fede con viva speranza.. Sia riconosciuto il nome di Dio..

    Dio di Abramo, Dio di Isacco, Dio di Giacobbe. Unico Dio, un solo Dio, Trino ed Unico.

    Infatti è sscritto nel Vangelo secondo Marco 12,26 e anche in Esodo 3,6 e Esodo 3,15-16 la sucessione dei nomi degli antichi padri, e in Ebrei 11 cosa è la fede e le opere dei patriarchi e dei santi compiuti per mezzo della vera fede al vero Dio.

    In Esodo 3,12-18 Dio rivela a Mosè il Suo nome in perpetuo col quale sarà ricordato per sempre da tutte le generazioni, da rdire e ivelare al suo popolo.

    1. stilumcuriale emerito

      Scusa è stato un lapsus memoriae. Nulla di intenzionale o di volutamente innovativo. Grazie, comunque, per la correzione.

  3. la conosce benissimo e sta agendo come dio degli eserciti.la chiesa ha dimenticato che noi siamo Cristiani ma essi sono yaweyani e quindi assassini

  4. Don Pietro Paolo

    Caro Amedeo,

    il passo della Genesi che ha ricordato (Gen 13,1-12) è davvero luminoso: Abramo, per evitare lo scontro, rinuncia e lascia scegliere a Lot, perché sa che il dono di Dio è più grande di ogni possesso. È una lezione di pace e di fiducia a cui tutti dovremmo attenerci.

    Tuttavia, per chi, come Netanyahu — al di là di tutte le Torah ricordate da Giuseppe — legge la Bibbia solo in chiave di “possesso della terra”, anche questo brano rischia di essere piegato a giustificazione di conquiste. Per il cristiano, invece, la promessa fatta ad Abramo trova il suo compimento non in un pezzo di terra, ma in Cristo: «In te saranno benedette tutte le famiglie della terra» (Gen 12,3).

    Gesù ci ha insegnato che il Regno di suo Padre, il Dio di Abramo, Isacco e Giacobbe, non si identifica con confini territoriali, ma con la giustizia, la pace e la carità: «Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio» (Mt 5,9). Ha dato, si, la terra ai figli dell’uomo, ma il suo Regno non è di questo mondo. Per cui, «Cercate piuttosto il regno di Dio, (Lc 12,31) e non le cose della terra (cfr Col 3,1-2).

    Per questo la fede non può mai diventare un alibi per la guerra o la sopraffazione. La vera terra promessa è il cuore dell’uomo rinnovato dall’amore di Dio.

  5. Caro Amedeo,

    “Se Netanyahu fosse un umile seguace del Dio di Abramo, di Mosè e di Giacobbe …”.

    Ma il Dio di Abramo etc. non è il medesimo di cui qui sotto, e di cui Netanyau è fedelissimo seguace?

    Deuteronomio 3:3
    Così l’Eterno, il nostro Dio, diede in nostro potere anche Og, re di Basan, con tutta la sua gente; e noi lo battemmo in maniera tale che nessuno rimase in vita.

    Giosuè 10:37
    La presero, la misero a fil di spada insieme con il suo re, con tutte le sue città e con tutte le persone che vi si trovavano; non ne lasciò sfuggire una, esattamente come aveva fatto a Eglon; la votò allo sterminio con tutte le persone che vi si trovavano.

    1 Samuele 15:3
    Ora va’, sconfiggi Amalec, vota allo sterminio tutto ciò che gli appartiene; non lo risparmiare, ma uccidi uomini e donne, fanciulli e lattanti, buoi e pecore, cammelli e asini’”.

    1. Don Ettore Barbieri

      Sì, ma dopo 2000 anni di diaspora qualche domanda se la potrebbero fare. E tenga presente che il sionismo è ateo.

    2. Simone Torreggiani

      “Nondimeno quanto uno avrà consacrato al Signore con voto di sterminio, fra le cose che gli appartengono: persona, animale o pezzo di terra del suo patrimonio, non potrà essere né venduto né riscattato; ogni cosa votata allo sterminio è cosa santissima, riservata al Signore. Nessuna persona votata allo sterminio potrà essere riscattata; dovrà essere messa a morte.” (Levitico 27, 28-29)

      Lo sterminio di un popolo ordinato da Dio è un modo per riequilibrare (o arginare o ‘invertire’) una situazione di deriva spirituale di chi vi viene votato. Non è per crudeltà o spietatezza che Dio votava (e vota…) i mortali allo sterminio (in un modo o nell’altro…). Quello che può apparire a noi come un male assoluto, ossia la morte violenta, serve invece a un bene superiore: la salvezza dalla ‘morte dell’anima’, ossia il peccato.

      Dio quindi ‘donava’, ossia ‘metteva nelle mani’ degli Israeliti alcuni tra i popoli pagani (che veneravano demoni e che quindi compivano atrocità e peccati di ogni sorta) da un lato per provare la fedeltà degli Israeliti (che avrebbero preferito prendere schiavi, bottino ecc. piuttosto che fare tabula rasa di tutto) e dall’altro per fermare il dilagare dei peccati tra i Cananei e ‘riprendersi’, in qualche maniera, pure quelle anime perse. Queste, sterminati i loro corpi, nonostante i peccati divenivano ‘cosa santissima’ (ossia nuove generazioni di ‘popolo eletto’: anch’esse più o meno ‘dure di cervice’, non a caso, vista la loro provenienza…).

      Quando invece è l’uomo che di sua iniziativa ‘vota allo sterminio’ uno o più esseri umani viola il comandamento ‘non uccidere’; dunque di questo omicidio/massacro dovrà rispondere di fronte a Dio.

      C’è quindi una differenza abissale tra lo sterminale con il ‘mandato’ di Dio oppure farlo seguendo il proprio libero arbitrio.

      Non c’è un Dio degli ebrei diverso dal Dio dei cristiani diverso dal Dio dei musulmani: c’è un solo e unico Dio per tutti, anche se le sue ‘vie’ possono apparire incomprensibili agli occhi (più o meno accecati…) delle anime incarnate.

  6. Non vorrei essere irriverente, in tal caso mi scuso anticipatamente, tuttavia se l’autore dell’articolo s’arrischiasse nei territori della qabbalah di Shabbetay Zevi cui si rifà, portandola agli estremi, Ya’aqov Frank, cioè la “Torah di atztut” che annulla, violandola, la “Torah di beri’ah”, forse gli risulterebbe più chiaro con chi abbiamo a che fare. Forse si spiegherebbe anche certo cattosionismo. Netanyau se ne infischia altamente della Torah di Mosé. Se, è questa la versione ufficiale (chi va oltre è bandito dal consesso culturale, intimandogli il silenzio), si dà per sepolto il sabbatianesimo e il frankismo, si continuerà a brancolare tra nebbiose paludi infestate di sabbie mobili dove lentamente ci stiamo inabissando. Aprite, apriamo gli occhi, vi è quantomeno un forte ritardo culturale, non so se per miopia, accidia, ignavia o… vigliaccheria, ritirandoci in visioni confortevoli del bello,
    nelle stanze delle “piccole cose di pessimo gusto”, per paura del tremendo. Non per fare letteratura, scriveva Rilke nella prima elegia duinese: il bello non è che il tremendo al suo inizio, noi lo possiamo reggere ancora, lo ammiriamo, anche tanto, perch’esso, calmo, sdegna distruggerci”.

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