No a Riarmo, Russofobia e Clima di Guerra. Maria Zakharova Loda la Resistenza Italiana.

Marco Tosatti

Carissimi StilumCuriali, offriamo alla vostra attenzione questo breve articolo, segnalatoci dall’amico e collega Umberto Pascali, che ringraziamo di cuore, sulle dichiarazione di Maria Zakharova e l’Italia. Buona lettura e condivisione.

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Zakharova esalta la nuova Resistenza Italiana: basta russofobia, riarmo e  clima di guerra.

Maria Zakharova torna al centro del dibattito in Italia. Le dichiarazioni della portavoce del Ministero degli Esteri russo, rilasciate in un’intervista a Ekaterina Yakovleva, direttrice di RT Documentary e produttrice generale del festival internazionale “RT.Doc: Time of Our Heroes”, sono state riprese oggi dalla stampa italiana. Un estratto è apparso sui quotidiani La Stampa e La Repubblica, mentre la versione integrale è stata diffusa sul  nostro canale YouTube e rientra in un dialogo più ampio in cui la portavoce del Ministero degli Esteri russo affronta il tema della russofobia in Italia.

A fine luglio in Italia scoppiò la polemica per l’inserimento delle dichiarazioni di tre esponenti politici italiani (Mattarella, Tajani eCrosetto) in una lista stilata dal Ministero degli Esteri russo, che riportava le affermazioni russofobe di vari leader europei.
Già a febbraio c’era stata una precedente controversia, dopo che Maria Zakharova definì blasfeme le dichiarazioni del Presidente italiano Sergio Mattarella, che aveva paragonato le azioni del Terzo Reich nazista a quelle della Federazione Russa nell’ambito dell’operazione militare speciale in Ucraina.

Se però si ritiene che l’intervista di Zakharova rappresenti un attacco all’Italia, si commette un errore. In realtà, questo contributo farà parte del secondo film prodotto da RT, sempre diretto da Oleg Nekishev, dedicato alla Resistenza italiana.
Il primo documentario, dal titolo Resistenza Italiana. Primo film: La lotta, è stato presentato in anteprima al primo festival del cinema documentario di RT in Italia, il 30 maggio a Gorizia. Racconta come gli italiani stiano resistendo al clima di censura che colpisce tutti gli eventi non allineati alla narrazione dominante imposta dai media mainstream e dalla politica interna.
La versione italiana del documentario Resistenza italiana è disponibile a questo link.
In un viaggio che tocca Mosca, Lugansk, Roma, Bologna, Verona e Milano, Oleg Nekishev incontra associazioni che organizzano proiezioni di documentari sul Donbass, gruppi musicali come la Banda Bassotti, che dal 2014 portano la solidarietà internazionale in questa terra, e documentariste come Sara Reginella, impegnata a far conoscere in Italia una diversa versione dei fatti. Il film, in lingua russa, è stato trasmesso anche a giugno sulla televisione nazionale Russia24.

Nel secondo documentario, attualmente in lavorazione, Nekishev affronta invece il tema della russofobia. Una parte sarà dedicata anche al mio libro De russophobia (edizioni 4punte), che giovedì 4 dicembre verrà presentato alla Casa Russa di Roma, insieme alla proiezione del documentario di RT Russofobia. Storia di un odio.

Nella lunga intervista curata da Ekaterina Yakovleva, Maria Zakharova stabilisce un forte parallelismo tra i partigiani che combatterono il fascismo durante la Seconda guerra mondiale e tutti coloro che oggi si oppongono alla censura e alla russofobia in Italia.
Zakharova auspica che gli italiani possano rialzarsi da soli e che altri seguano l’esempio di questa nuova Resistenza, opponendosi a una politica calata dall’alto che, come accadde durante il fascismo, inocula nel popolo il virus dell’odio contro tutto ciò che è russo.

Una Resistenza contro chi vorrebbe trascinare nuovamente l’Italia in guerra con la Russia. Una Resistenza che si attivi prima che sia troppo tardi, prima che le madri italiane si trovino a piangere i propri figli tornati in una bara, avvolta dal tricolore.

È questo il senso della frase che i due quotidiani citati non hanno colto, o non hanno voluto cogliere: “La russofobia imposta dall’alto porta enormi costi e problemi alla stessa Italia”.

La russofobia, l’odio verso tutto ciò che è russo, fa parte di un progetto articolato che ha come primo obiettivo la costruzione di un nemico esterno. La censura, la criminalizzazione del dissenso e l’aumento delle spese militari sono i cardini di questa strategia, per convincere gli italiani ad accettare di morire per Bruxelles, o peggio ancora per Kiev.

Eppure l’autunno è ormai alle porte, e con esso il rischio che la rabbia sociale esploda. Le manifestazioni contro il riarmo, contro il genocidio in Palestina e contro l’Unione Europea potrebbero presto travolgere la politica guerrafondaia italiana, sempre più sorda alle istanze popolari e sempre più allineata a interessi stranieri.

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6 commenti su “No a Riarmo, Russofobia e Clima di Guerra. Maria Zakharova Loda la Resistenza Italiana.”

  1. L’UNIONE EUROPEA è governata da esseri seguaci di SATANA, il padre della menzogna; per questo odiano l’umanità e cercano la GUERRA. Che DIO ci liberi presto da questa organizzazione CRIMINALE, il vero nemico delle popolazioni europee.

  2. La guerra sarebbe epilogo tragico nonché atto finale del l’ asservimento agli anglosassoni. Uscire dalla prigione europea assolutamente essenziale. Siamo purtroppo però imbottiti di burattini , rimpinzati di vizi trasformati in diritti con una, nemmeno troppo abile, operazione semantica, cullati in feste e farina, in pochi coscienti della forca. Che dire : situazione perfetta…..

  3. stefano raimondo

    Ora nei testi delle scuole russe riabilitano anche Stalin e rimpiangono l’Unione Sovietica, ma poi basta vedere gli alleati: Corea del Nord e Cina… E non puoi dissentire altrimenti ti arrestano. Basta questo a legittimare o almeno a capire che possa nascere una “fobia” (anche se tutto il popolo russo non è certo con Putin). Io rimpiango lo Zar, i Romanov, Putin è semplicemente ributtante, soprattutto da un punto di vista “tradizionale” e cristiano.

  4. Manca solo che la Cassazione- con l’appoggio del suo Presidente- trasformi in reato l’esibizione della bandiera nazionale, come in UK si è premurato di fare Starmer con quella inglese. Noticina priva di polemica: Mussolini fu- agli inizi e per un bel po’- un grande ammiratore di Lenin.

    1. Gli opposti talvolta si attraggono. Poi il Mussolini rivoluzonario divenne uomo di governo e trovò una sintesi tra rivoluzione e difesa degli interessi preesistenti. Solo un’osservazione circa l’immagine delle madri che avvolgono i figli avvolti dalle bare della propria nazione. Trovo essa coerente col contesto della prima guerra mondiale, che fu combattuta nelle trincee, lasciando così che la vita scorresse “quasi normalmente” nelle città lontane dal fronte. Ben diverso invece fu l’esito della seconda guerra mondiale: per restare a ciò che mi è più noto, numerose città del centro e del nord ricordano ancora le conseguenze dei bombardamenti, sia per le vittime civili che per le distruzioni arrecate. Ebbene: se una guerra dovesse mai avvenire tra Russia ed Occidente ritengo più probabile lo scenario di guerra “totale” proprio della seconda guerra mondiale: a quel punto potrebbe essere il figlio soldato a piangere la madre.

      1. Vorrei ricordare che i bombardamenti che distrussero le città italiane furono effettuate dai nostri “alleati”.
        Questo senza voler minimizzare gli eccidi commessi dai nazisti.

I commenti sono chiusi.

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