Marco Tosatti
Cari amici e nemici di Stilum Curiae, offriamo alla vostra attenzione questo articolo pubblicato dall’amico e collega Paolo Deotto, che ringraziamo di cuore. Buona lettura e diffusione.
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“l’Ucraina non ha ancora vinto, ma di certo non sta perdendo“, ipse dixit. Trump: “Zelensky è il più grande venditore del mondo. Ogni volta che se ne andava dalla Casa Bianca si portava via milioni di dollari”.
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I maestri del surrealismo impallidiscono di fronte a certe affermazioni del sig. Zelensky, presidente (con mandato scaduto da un anno e mezzo) dell’Ucraina.
“Oggi, sia gli Stati Uniti che l’Europa sono d’accordo: l’Ucraina non ha ancora vinto, ma di certo non sta perdendo. Il suo posto è al tavolo, non le viene detto: “Aspetta fuori dalla porta”. Le viene detto: “Sta a te decidere”.
Non sta vincendo e non sta perdendo. Allora sta pareggiando? Si faranno i tempi supplementari? Che so, cinque missili a testa?
Ma non facciamo troppa ironia, perché intanto il frutto di questa visione stralunata della realtà è la prosecuzione di una guerra, il che vuol dire morte, distruzione, dolore.
E aggiunge il surrealista: “L’Ucraina non chiede, offre. Alleanza e partenariato. Il miglior esercito d’Europa. Tecnologie di difesa avanzate. Esperienza di resilienza”. Poi magari ci spiegherà come mai dall’Ucraina giungono di continuo notizie su arruolamenti forzati, su cittadini letteralmente sequestrati e arruolati. Pare che non ci sia molto entusiasmo di arruolarsi nel miglior esercito d’Europa…
E il presidente (scaduto) dovrà anche, prima o poi, spiegare perché si affrettò a stracciare, su ordine di Boris Johnson, i patti firmati con la Russia pochi giorni dopo l’entrata delle truppe russe in Ucraina.
Qualcosa dovrà pur spiegare, prima o poi, dopo aver infilato il suo Paese in un tunnel di cui non si vede la fine.
Trump, presidente USA, ha dichiarato: “Zelensky è il più grande venditore del mondo. Ogni volta che se ne andava dalla Casa Bianca si portava via milioni di dollari” e ha aggiunto: “Non spendiamo più alcun soldo per l’Ucraina, noi trattiamo con la Nato e non con l’Ucraina”.
Dulcis in fundo, Donald Trump ha riferito di aver riparlato con Vladimir Putin, dopo l’altro colloquio di una settimana fa. “Abbiamo avuto una buona conversazione, tutte le nostre conversazioni sono buone”.
Ma intanto i “volonterosi” si sforzano con ogni mezzo affinchè la guerra continui. E tra questi “volonterosi” c’è anche la signora Meloni. Mamma e cristiana.
La guerra continua. Morte, distruzione, dolore. Per i belligeranti, mica per noi… e probabilmente questa congrega di incoscienti ha convinto il comico di Kiev di essere uno statista e il comico ormai ha perso la trebisonda.
Povero Zelensky. O meglio, sarebbe da commiserare, se la sua incoscienza non costasse enormi lutti al suo popolo. Che prima o poi, gli presenterà il conto.
Basta così. Vogliamo solo ricordare al presidente (scaduto) dell’Ucraina i suoi tempi felici, quando dava il meglio di sé. Ed eccolo qua, lo statista, mentre suona il pianoforte con gli organi genitali.
Et de hoc satis.
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7 commenti su “Zelensky: solo Clown o anche un Tantino Suonato? Paolo Deotto.”
Caro Rapanelli: un detto popolare recita: “morto un papa se ne fa un altro”. Evidentemente le organizzazioni, potremmo dire le burocrazie, possiedono i mezzi per continuare anche senza i loro capi. Sicuramente Zelensky ha perso popolarità dall’inizio della guerra, quella popolarità che -credo- non abbia mai avuto nella zona russofona e russofila del Donbass, però è anche vero che egli è arrivato al potere grazie alla cerchia che lo ha sostenuto e finanziato, pertanto non credo che possa muovere foglia al di fuori dei desiderata dai suoi sponsor,
Nella vicenda umana e politica di Zelensky risulta particolarmente evocativo il nome del suo partito, non ricordo se nella realtà o nella fiction da lui interpretata prima di “Buttarsi in politica”, che era “servire il popolo”. Certo, col senno di poi, è stato un bel servizio. Ma andiamo oltre.
Piuttosto vale la pena di sottolineare due aspetti, che potremmo definire di costume, ma che ritengo rivelatori dei tempi che viviamo.
Il primo riguarda il video contenuto in questo articolo: potremmo dire che si è avverata la profezia di Andy Warhol cioè con la modernità ciascuno può avere il suo “quarto d’ora di notorietà”, facendo ciò che più gli aggrada, in barba ai limiti di quella che i contestatori definivano “società borghese” ed il diritto privato definiva “limiti dell’ordine pubblico e del buon costume”. La seconda è stata la promessa elettorale di Zelensky di combattere la corruzione: sappiamo come è andata e sappiamo anche che la stessa promessa ha garantito l’appoggio popolare a quei magistrati che con l’azione denominata “mani pulite” azzerarono le classi dirigenti dei principali partiti italiani , pur con una curiosa e vistosa eccezione. In questo contesto sembra opportuno ricordare un racconto di Gogol, appunto uno scrittore Russo Ucraino, in cui il protagonista aveva deciso di comportarsi con la massima integrità ed onestà, al fine di salire più velocemente in carriera ed avere così l’opportunità di rubare in maggior quantità. Concludo osservando che gli uomini non imparano mai abbastanza dalla Storia e dalla grande letteratura.
” VOLONTEROSI “= BECCAMORTI
secondo il dizionario, detto popolarmente anche becchino o, più volgarmente beccamorto, è una persona la cui professione è la sepoltura o la cremazione di “morti”
La guerra sta a Zelensky come Zelensky sta alla guerra. La proporzione pero’, e’ squilibrata verso Zelensky . In pratica se manca Zelensky la guerra puo’ continuare cambiando il pupo da manovrare. Se manca la guerra Zelensky e’ , quasi sicuramente, un ” dead man walking ” a cui addebitare lutti e rovine.
In tutte le narrazioni sul conflitto ucraino ci si dimentica del dato principale del problema, ossia il fatto che il conflitto stesso è stato voluto e pazientemente preparato dalla plutocrazia sionista che da un secolo comanda sul cosiddetto occidente. Comanda con il suo metodo più efficace: il denaro. E le guerre portano tanto denaro a chi le scatena, come ben sapeva il capostipite della dinastia Rothschild. Denaro che entra nelle tasche di chi produce e vende armi, di chi le compra ricevendo mazzette e di chi le riceve e le rivende. Nella guerra, l’unico a rimetterci è il popolo. Ecco, perché Zelensky e i cosiddetti leader europei sono così riluttanti a intraprendere la via della pace.
Per quanto riguarda l’accenno alla signora Meloni, vista la sua biografia, definirla cristiana probabilmente non è corretto, sarebbe più appropriato dire che lei si definisce cristiana.
Se a Mussolini, mentre si pavoneggiava come Dux sul Fronte greco, un soldato gli avesse sparato una schioppettata, la guerra sarebbe per gli Italiani sarebbe finita immediatamente, dato che non c’era alcuno a poterlo sostituire come Dux. E così a Campo Imperatore, ci saremmo risparmiati due anni di distruzioni e di una guerra civile, che ancora oggi ci dilania politicamente.
Se Zelensky scomparisse, la guerra finirebbe per la mancanza del ducetto, sbaciucchiato da tutti i governi europei, salvo uno.
Verissimo. Ci si chiede perché non è ancora successo
Perché la maggioranza degli ucraini non vuole tornare sotto la tirannia sovietica e solo una minoranza interessata si dice russofila.
Nonostante l’eroismo col quale combattono l’invasore non riescono a riavere i bambini rapiti e portati a Mosca.
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