Marco Tosatti
Cari amici e nemici di Stilum Curiae, Benedetta De Vito, che ringraziamo di cuore, offre alla vostra attenzione questo piccolo reportage dalla Festa dell’Assunta in quel di Sardegna…Buona lettura e condivisione.
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La mattina del giorno dell’Assunta, eccomi sveglia e grilla alle cinque e mezzo di mattina e, dopo un caffè volando, via lungo l’orientale sarda per raggiungere il paesino di San Teodoro d’Oviddé, dove, davanti alla chiesa nuova dedicata a Madre Teresa – parentesi mia, quanto preferisco la chiesa primigenia dedicata al Santo che dà il nome al paese – incontrerò il gruppo della processione, guidata dal Parroco, Don Alessandro, che raggiungerà pedibus calcantibus il Colle di Santa Maria della Fiducia che s’erge dalle parti dell’isuledda. Si camminerà anche tra le pietre, in strada bianca e quindi scarpe comode (le mie fide ballerine) ed è già l’alba. Parcheggiata l’auto, m’accorgo, d’un tratto, che tutt’intorno a me ciondolano mezzi vivi e mezzi morti (di sonno) ragazzi e ragazze che sembrano usciti da una lavatrice tanto mi paiono rintontoliti. E prendo l’ascensore per il rigo di sotto per descriverli con più larghezza. Via.
Si spingono tra loro, ridendo, si sfidano, sfilando la cintura dei pantaloni; le ragazze, con gonne che a malapena coprono il popò, ridacchiano in crocchi e a due a due. Cammino, come aliena, tra quel popolo della notte, dei piccoli vampiri, che a dormire proprio non sono andati e che, ora l’ho capito, han fatto l’alba perché è “ferragosto”, una sorta – per loro – di capodanno estivo e bisogna fare festa a tutti i costi.
E far festa significa non dormire la notte, cioè invertire il naturale corso della vita. Cammino e li guardo e mi fanno un poco pena perché, come pecore matte, cercano di trovare nel piacere la strada. Mi fanno pena e sono quasi sorridente nell’osservarli in tutto il fulgore della loro giovinezza quando, d’un tratto, una bestemmia mi butta a terra. E’ urlata così forte che mi sembra di essere stata colpita da un sasso. Il ragazzo ride, forse, nel vedermi piangere gli occhi… Tiro diritto e tra me prego e cammino tra tanti altri giovani come i primi e tutti ugualmente rintontoliti finché non incontro la Luisa e altre amiche milanesi che, sentendosi aliene al par di me, ridendo commentano: “Dei ragazzi ci hanno detto oh queste proprio non stanno con noi…”. No, due mondi si sono incontrati in un’alba rosa sarda: i ferragostani e gli innamorati come sono io dell’Assunta…
Pazienza, è ora di salire. E si va recitando i misteri gloriosi del Rosario, a passi lenti, e il gruppo si infoltisce. Salgo e mi rammento che mio marito, mentre mi preparavo per uscire, mi ha detto: “Beata te che hai dormito tutta la notte! Qui sotto in spiaggia non hanno smesso un minuto di fare casotto. E sentissi che urla!”. Sì, i ferragostani erano anche sotto il mio terrazzino, ma io neanche li ho sentiti, tutta presa dal mio programma. Solo la sveglia interiore ho sentito, quando il mio angelo custode, tattaratà, ha suonato la sua trombetta d’oro per svegliarmi. Avanti, su, coraggio, animo, svegliaaaa.
Siamo in cima e da lassù si tocca il cielo con le dita e di Tavolara, l’isola bella, rosa e celeste che è signora del mio panorama, si vede solo una punticina laggiù. La Messa è celebrata da un Monsignore romano, un ospite illustre, Padre Rocco Ronziani, prefetto dell’Archivio apostolico, agostiniano, giovanissimo e molto sorridente. Bisogna poi salutare un diacono di colore, Arsenio, che mi ha fatto tanta simpatia fin da subito (mi pare un uomo di Dio), che sarà presto sacerdote e tornerà nel suo Paese. Un poco mi dispiace.
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1 commento su “La Festa dell’Assunta a Santa Maria della Fiducia, fra i Vampiri di Ferragosto. Benedetta De Vito.”
Padre Rocco Ronzani l’ho conosciuto a Viterbo, nella chiesa Santuario di Madonna Liberatrice e Santa Rita, chiesa che fu visitata ai tempi dal preposito generale agostiniano Prevost, e che è stata la sede del matrimonio di mia figlia, consentita appunto da padre Rocco. Bravo, simpatico.
Che poi in un precedente commento io abbia lamentato la deludente omelia dell’attuale parroco per la festa dell’ Assunta, non cancella la mia devozione per il Santuario.
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