Marco Tosatti
Carissimi StilumCuriali, offriamo alla vostra attenzione alcuni elementi di valutazione sulla scandalosa vicenda che ha avuto per protagonista il Ministro della Sanità, Schillaci, che ha revocato le nomine fatte al Comitato tecnico per le vaccinazioni in Itaalia, dopo le proteste perché in essp erano inseriti due medici evidentemente non legati agli affari delle case farmaceutiche. Schillaci avrebbe dovuto decentemente dimettersi, ma forte dell’appoggio di chi lo ha voluto in quel posto, cioè dell’inquilino del Quirinale (che forse un pensierino alle dimissioni potrebbe farlo pure lui) è rimasto al suo posto. Il primo elemento è questo post pubblicato su Facebook da Cristiano Fazzini, che ringraziamo per la cortesia:
NITAG, la farsa delle nomine e i conflitti di interesse che nessuno voleva vedere
Il 16 agosto 2025 è arrivata la notizia che tutti aspettavano: il Ministro della Salute Orazio Schillaci ha revocato in blocco le nomine del NITAG, il comitato tecnico che avrebbe dovuto dare indicazioni sulle vaccinazioni in Italia.
Una decisione presa appena dieci giorni dopo le nomine, travolte da una tempesta di polemiche.
I riflettori inizialmente si sono accesi su due medici noti per le loro critiche durante la pandemia, soprattutto a tutela dei bambini. Ma lo scandalo vero, quello che ha fatto crollare il castello di carte, è arrivato dopo: un’inchiesta giornalistica che ha svelato i conflitti di interesse di alcuni membri con le stesse multinazionali farmaceutiche che producono i vaccini.
Ecco i nomi e i rapporti emersi:
1. Domenico Martinelli – Università di Foggia
• Sponsorizzazioni: Sanofi (2023), MSD-Merck (2019)
2. Emanuele Montomoli – Università di Siena
• Finanziamenti: Sanofi (2022, anche consulente), MSD-Merck (2019 e 2021)
3. Francesco Vitale – Università di Palermo
• Finanziamenti: Sanofi (2022), Pfizer (2018), GSK-Glaxo (2022 e 2023), AstraZeneca (2022)
4. Alberto Villani – legato alla Società Italiana di Pediatria e al Bambin Gesù
• Contributi: Pfizer (2019), GSK-Glaxo (2020), Sanofi (2020), AstraZeneca (per la redazione di documenti)
È bastato leggere questo elenco per capire che la situazione era insostenibile.
Un comitato che dovrebbe garantire indipendenza scientifica non può essere composto da persone che hanno ricevuto finanziamenti, consulenze o sponsorizzazioni dalle stesse aziende sulle quali dovrebbero esprimere giudizi.
La domanda è semplice: ma davvero il Ministero non sapeva nulla di tutto ciò prima di firmare i decreti?
Non è stato il Ministero a fare la verifica, è stato un giornale. E solo quando la notizia è esplosa pubblicamente, si è deciso di correre ai ripari. Questo è inaccettabile.
Ora Schillaci promette di avviare un nuovo procedimento di nomina. Bene. Ma questa volta non basteranno le parole. Servono garanzie concrete:
• Ogni candidato dovrà dichiarare e sottoscrivere di non avere conflitti di interesse con Big Pharma.
• La verifica dovrà essere ripetuta ogni anno, non solo al momento della nomina.
• Chi dovesse dichiarare il falso non dovrà solo essere espulso: dovrà essere escluso per sempre da qualunque incarico istituzionale.
Perché di una cosa possiamo essere certi: senza regole ferree, senza un controllo costante, senza trasparenza totale, questo gioco delle poltrone si ripeterà ancora e ancora.
Noi saremo vigili. Non permetteremo che il NITAG, organismo chiamato a decidere sulla salute di milioni di italiani, diventi il paravento dei soliti interessi.
La scienza ha bisogno di libertà, non di sponsorizzazioni.
Cristiano Fazzini
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E poi alcune immagini relative al caso Gimbe, di Nino Cartabellotta, super vaccinista, e da quanto segue si capisce perché…








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3 commenti su “Comitato Vaccini, Schillaci. La Farsa delle Nomine, i Conflitti di Interesse che non si Vogliono Vedere.”
Sistema marcio fino al midollo, pochi si salvano. Il grosso funge da piazzista di farmaci. Non sono gli unici pero’. Bisogna ammettere, senza giustificarne con cio’ l’operato, che la societa’, dall’alto in basso, e’ in pieno sfacelo. Il disastro e’ complessivo.
Mi permetto di dissentire in modo significativo dall’autore dell’articolo nel senso che cercherò di spiegare con la massima sintesi possibile, mentre le sottese problematiche necessiterebbero invero un’analisi ben più profonda.
E’ infatti perfettamente inutile continuare a vedere (e far vedere) la mano e tralasciare invece la luna; le radici di tanti mali che affliggono il nostro paese – e non solo il nostro – partono da lontano, sia nel tempo che nello spazio.
Lo stato (minuscolo volutamente) italiano ha perso la propria autonomia con la sconfitta nella 2° guerra mondiale ed è divenuto una colonia a tutti gli effetti degli U.S.A.; che esercitano il loro potere in modo sempre più assoluto e spietato. Se non si comprende questo non si comprende nulla e si continuano a vedere gli effetti ma non la causa.
Non si comprendono i legami tra mafia e politica, tra mafia ed istituzioni, tra stragi e servizi segreti deviati (sotto il diretto controllo della C.I.A.), tra istituzioni e multinazionali straniere (comprese Big Pharma), tra politica e magistratura (con i suoi tempestivi “avvisi di garanzia” e le ingerenze nella vita politica), tra U.S.A. e magistratura, tra governo americano, giudici e tangentopoli, tra istituzioni e massoneria, tra massoneria e processi, tra mode, traffico di stupefacenti e propaganda, ecc.
Non è ovviamente un caso che di queste connessioni si siano occupati il geniale Rocco Chinnici ed i suoi allievi Falcone e poi Borsellino, i quali avevano perfettamente compreso il “sistema” di funzionamento occulto del nostro paese, dove esiste un apparente sistema democratico che funge da maschera alla reale gestione centrale delle istituzioni e dell’economia; ciò è stato ripetutamente denunciato, tra gli altri, da Ferdinando Imposimato, giudice che si occupò di casi eclatanti (omicidio Moro, omicidio Bachelet, vicenda banchiere Sindona, delitti della banda della Magliana, traffici internazionali di stupefacenti, stragi cosiddette “di stato”, ecc.).
Il totale e definitivo svuotamento della residua indipendenza dello stato italiano si è avuto infine con la vicenda “tangentopoli” e con la conseguente premeditata rimozione (motivata da fasulle esigenze di giustizia ed uguaglianza) dell’istituto dell’immunità parlamentare, e la perdita effettiva di ogni potere nazionale in capo al governo ed al parlamento, a favore delle correnti occulte della magistratura, più facilmente pilotabili e corruttibili (e peraltro non controllabili dal popolo), dotate di poteri di fatto pressoché tentacolari . Tale operazione era stata specificamente architettata oltre oceano sia per punire tutte le correnti partitiche che avevano collaborato con Craxi (reo di perseguire una politica eccessivamente “patriottica”, autonoma e nazionalistica, che ha avuto il suo culmine mediatico e diplomatico nel 1985, quando il premier fece circondare da soldati italiani l’aereo americano atterrato a Sigonella).
Ebbene, perché mai non ci si chiede ora come sia potuta accadere in Italia quell’interminabile serie di abusi costituzionali inauditi, durante periodo dell’indotta “pandemia”, con limitazioni mai viste alle libertà fondamentali della persona attraverso DPCM (privi per i cittadini di qualunque valenza normativa!!!), con il benestare, ed anzi con la piena complicità del presidente della repubblica e della magistratura (partendo dai giudici di pace sino alla Corte Costituzionale)???
Perché mai, invece che gridare ai quattro venti per denunciare questi casi (gravissimi ma marginali; sì avete capito bene, marginali!), nessuno parla di alto tradimento, di sovvertimento dell’ordinamento nazionale e di violazione dei principi e dei diritti fondamentali della costituzione italiana???
Sino a che non saranno denunciati gli autori di questi veri e propri crimini (tra cui rivestono un posto determinante coloro che poi dovrebbero giudicarli!) sembra davvero inutile, e perfino fuorviante, distogliere l’attenzione dai mandanti per concentrarsi sugli esecutori secondari degli ordini. Vizio questo che continua a perpetuarsi in tutti i processi che dal dopoguerra hanno trattato delle “stragi di stato”.
Così si fanno le fiaccolate, non si corre alcun rischio, si prendono tanti applausi ma continua ad ingannarsi il popolo italiano.
GIMBE
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A Carnevale i piloti di F1 si vestono da camici bianchi.
Il resto dell’anno i camici bianchi vestono da piloti di F1
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