Marco Tosatti
Carissimi StilumCuriali offriamo alla vostra attenzione questo articolo di Investigatore Biblico, che ringraziamo per la cortesia. Buona lettura e diffusione.
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Indizio n. 329: “La caduta del drago… tagliata! Il lezionario che zittisce la vittoria di Maria. Commento alla scandalosa mutilazione della Prima Lettura del giorno dell’Assunta (Ap 11,19a; 12,1-6a.10ab)” di IB
Talvolta, nelle scelte liturgiche, il desiderio di rendere il testo più breve o più scorrevole rischia di farne perdere il respiro teologico. Il rischio non è solo quello di impoverire un racconto, ma di modificarne la percezione, di alterarne la forza simbolica e perfino il messaggio. È il caso della prima lettura della solennità dell’Assunta, tratta dall’Apocalisse, dove il taglio operato dal lezionario appare non solo infelice, ma gravemente riduttivo.
Così la liturgia ci fa ascoltare:
«Si aprì il tempio di Dio nel cielo e apparve nel tempio l’arca della sua alleanza.
Un segno grandioso apparve nel cielo: una donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi e, sul capo, una corona di dodici stelle.
Era incinta, e gridava per le doglie e il travaglio del parto.
Allora apparve un altro segno nel cielo: un enorme drago rosso, con sette teste e dieci corna e sulle teste sette diademi;
la sua coda trascinava un terzo delle stelle del cielo e le precipitava sulla terra.
Il drago si pose davanti alla donna che stava per partorire in modo da divorare il bambino appena lo avesse partorito.
Essa partorì un figlio maschio, destinato a governare tutte le nazioni con scettro di ferro, e suo figlio fu rapito verso Dio e verso il suo trono. (OMISSIONE)
La donna invece fuggì nel deserto, dove Dio le aveva preparato un rifugio.» (Ap 11,19a; 12,1-6a)
Se ci fermiamo qui, l’impressione che rimane è di una scena drammatica e incompiuta: la Donna, tradizionalmente letta come figura di Maria e insieme della Chiesa, appare quasi costretta a scappare davanti alla furia del drago. L’azione si chiude in una nota amara: il male incombe, la Madre si ritira. È un’immagine che, proclamata così, può insinuare nei fedeli un’idea distorta — quella di una Chiesa e di una Madre in posizione difensiva, che si allontanano dal mondo ostile quasi in segno di resa.
Ma ecco ciò che è stato tagliato:
«Scoppiò quindi una guerra nel cielo: Michele e i suoi angeli combattevano contro il drago.
Il drago combatteva insieme con i suoi angeli, ma non prevalsero e non ci fu più posto per essi in cielo.
Il grande drago, il serpente antico, colui che chiamiamo il diavolo e satana e che seduce tutta la terra, fu precipitato sulla terra e con lui furono precipitati anche i suoi angeli” (Ap 12,7-9)
Ecco il cuore del brano. Il combattimento e la caduta del drago non sono un episodio secondario, ma la chiave interpretativa dell’intera visione: il Figlio è rapito verso Dio non perché il male è troppo forte, ma perché il suo regno è certo; la Donna è nel deserto non come fuggitiva, ma come creatura protetta dal disegno di Dio mentre il male è già sconfitto.
Origene, commentando la lotta di Michele, vede in essa il segno che «chiunque si unisce a Cristo partecipa già ora della vittoria sugli spiriti del male» e ricorda che «il deserto non è luogo di sconfitta, ma di prova e di incontro con Dio». Sant’Agostino, nelle Enarrationes in Psalmos, leggendo la caduta di Satana, parla di un evento già compiuto nella Pasqua di Cristo: «Il principe di questo mondo è stato gettato fuori, e chi resta in Lui non deve temere». Sant’Efrem il Siro, contemplando la Donna vestita di sole, vede in lei Maria come primizia della Chiesa glorificata: «Ella è la terra nuova in cui il serpente non ha più alcun potere».
Queste voci della tradizione ci dicono che il messaggio non è la fuga, ma la protezione; non l’arretramento, ma la custodia e l’attesa della piena manifestazione del Regno. La liturgia, tagliando, finisce per cambiare la prospettiva: l’immagine della Donna sembra arretrare davanti al drago, anziché vederlo precipitato sotto i piedi degli angeli.
Questo non è un dettaglio. L’omissione di un testo biblico può essere opportuna quando si tratta di evitare ripetizioni o di rendere più chiaro un messaggio. Ma qui il taglio toglie la vittoria e lascia solo la minaccia. È come se nella Veglia pasquale leggessimo l’Esodo senza l’attraversamento del Mar Rosso, o il Vangelo senza il “Non è qui, è risorto”. Si privano i fedeli della parte più luminosa della pagina, e con essa della speranza che la pagina stessa vuole suscitare.
In Maria Assunta contempliamo l’umanità già glorificata, segno certo che il male non ha l’ultima parola. La sua presenza gloriosa in cielo è l’eco della caduta del drago: là dove Satana non ha più posto, Maria regna con il Figlio. Se nel testo proclamato non si ascolta la sconfitta del male, si rischia di ridurre la festa a un ricordo devoto, anziché proclamarla come annuncio profetico del destino della Chiesa e dell’umanità.
Ecco perché il testo integrale avrebbe dovuto essere mantenuto. Non per pignoleria esegetica, ma per fedeltà al senso stesso della solennità: in questa festa, la Parola deve proclamare senza esitazione che la vittoria è già avvenuta, che il male è stato gettato giù, e che la Donna — Maria e la Chiesa — avanza sicura, nonostante le prove, verso il compimento che Dio ha preparato.
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14 commenti su “Tagliata la “Caduta del Drago” all’Assunta. Perché Questa Mutilazione? Investigatore Biblico.”
I vescovi traditori che hanno approvato tutto questo meritano tutti i castighi di Dio!
Ma la lettura c’è, facoltativa !
Allora, ci sono un sacco di parti “facoltative” nella nuova liturgia. Il 99% dei preti le salta bellamente, perché “ha fretta”, o perché vuole sbrodolare interminabili omelie auto-referenziali.
Ma poi che vuol dire Facoltative ? Se la Lex Orandi è Lex Credendi, anche la fede diventa facoltativa ? Prego come mi pare, e credo come mi pare ?
Caro Investigatore, alla Messa di stamane un’arrabbiatura di niente ! A parte l’Apocalisse monca, come hai ben spiegato, l’omelia del parroco agostiniano non ha saputo dir altro se non lo stucchevole commento al versetto che “Maria si alzò in fetta”, che ripetono sempre noiosamente nel giorno della Visitazione, ma oggi è l’ ASSUNTA ! Non una parola sul mistero escatologico immenso del trionfo di Maria.
Come se la fretta (“che l’onestade ad ogni atto dismaga” dice Dante) fosse sempre buona: manco per niente. Sempre nel Vangelo c’è la frase “Quello che devi fare, fallo in fretta”, che tutti riconoscerete nell’Autore e nel destinatario. E con banale proverbio, Presto e Bene non vanno insieme.
La dico alla contadina, meglio, da zappatore: il brano tagliato non è inclusivo, va contro la visione sionista dei Chabad-Lubavitcher.
Molti si preoccupano di costruire ponti sulla terra ma non vedono l’urgenza di costruire ponti verso il Cielo. Il ponte più importante, il ponte più luminoso, il ponte più sicuro è stato costruito per fare transitare per prima la nostra Madre Santissima Maria Assunta. Questo ponte che unisce la terra con il Cielo si chiama Ponte della Salvezza Eterna e conduce ad una meta che si chiama Eternità Beata. Maria, dopo averlo attraversato per prima, lo percorre ininterrottamente e instancabilmente per portare quante più anime a Dio. Nel transito degli eletti gli occhi non fanno in tempo a chiudersi al mondo che già si aprono alla visione beatifica della Madre nostra del Cielo che abbraccia i suoi figli e li porta per mano nel viaggio verso la Luce. Non quindi paura di precipitare nel vuoto ma lo sperimentare una rassicurante e confortante accoglienza molto più festosa di quella riservata alle più importanti autorità della terra sulla terra, per essere introdotti in una relazione d’amore mai provata prima che si chiama Paradiso. È pur vero che per poter fare questa meravigliosa esperienza ci vuole una particolare raccomandazione da presentare alla nostra Madre Maria Assunta in Cielo per essere assunti anche noi come Lei in quella stupenda abitazione che è la Casa del Cielo. Basta solo che presentiamo la nostra lettera di assunzione e che ci mettiamo fin da ora all’ opera per cambiar strada, attivandoci per una conversione dalle tenebre alla Luce, per ottenere quel posto che Dio, fin dall’ origine dei tempi, ha riservato per noi. Coraggio, non siamo più in cammino verso un “forse” ma verso un “certo” entro cui quella Donna ha già introdotto il suo corpo glorificato. Santa Maria prega incessantemente per noi adesso e in modo particolare nell’ ora della nostra morte e prendici subito per mano per farci attraversare con te il ponte che ci porterà verso la Luce. Cosa c’è in quella Luce? Lì incontreremo il Dio fattosi trafiggere per noi, il Dio che vuole stare per sempre con noi, il Dio che vuole regnare per sempre nei nostri cuori. Amen….Dimenticavo: Auguri. Ma voi non dimenticatevi di presentare la vostra lettera di assunzione e di presentarla a Colei che sta aspettando che vi raccomandiate a Lei. Maria Santissima assunta in Cielo sa come fare per convincere il Capo.
Siccome il drago se la sta vedendo finalmente brutta (poteri satanici arroccati in fortini delegittimati e difesi da ignoranza propagandata per scienza, cultura e informazione) questo ritocco si inserisce in un più grande disegno manfrinaro, che ovviamente riguarda anche la Chiesa.
Sono secoli che il drago agisce cambiando nome e recentemente è riuscito a sedersi anche dove non si sarebbe mai pensato. E’ un imbroglione ed è assassino. Eppure sta per essere schiacciato.
Non lo salverà espungere un versetto o ritoccare una traduzione. Vuole guerre, vuole morte, vuole prendersi il controllo delle anime, ma resta un perdente, uno dalla parte sbagliata della storia. C’è chi, meschinello, cerca di farselo amico per non essere minacciato, reputando conveniente salvare le apparenze ed evitare le colossali figure di palta da ammettere per aver bevuto i suoi veleni, cercando di far passare tutto come una sbornia passeggera.
Sunt mala quae libas , ipse venena bibas.
Quindici di agosto: festa della sconfitta del drago.
Mi permetta di osservare come “quantità” sia diversa da “qualità”, intesa come rilevanza e/o pertinenza rispetto l’oggetto. Ritengo che questa regola valga in tutti gli ambiti.
Investigatore Biblico offre una chiara spiegazione di un brano, meglio, di una scelta redazionale che a me sembra fin troppo chiara, alla luce della storia della redenzione compresa tra la Genesi e l’Apocalisse. Rimane l’eterno dilemma di fronte a casi simili: “ci sono o ci fanno?”. Tale dilemma stante i limiti umani è insolubile, anzi probabilmente è inutile, alla luce dell’obiettivo di ciascuno di noi che non può che essere la salvezza della propria anima. Questa vicenda ci invita a riflettere sul fatto che anche i sentieri apparentemente più sicuri siano tempestati di insidie. Pertanto non rimane che tentare di costruire secondo l’insegnamento evangelico la propria casa, fuor di metafora la propria vita, sulla roccia, anche a costo di dover sopportare la fatica di rompere le pietre.
I versetti dei quali il nostro pregevole Investigatore lamenta la “mutilazione” sono proposti come prima lettura facoltativa il 29 settembre, giorno dei santi arcangeli, quindi non è esatto dire che “il lezionario zittisce la vittoria di Maria”, perché nel lezionario tali versetti ci sono. Teniamo poi presente che nel lezionario del Novus Ordo l’Apocalisse è presente quasi per intero, con trenta letture che spaziano per quasi tutti i capitoli dall’ 1 al 22, mentre nel messale tridentino (notoriamente molto apprezzato dal nostro Investigatore) c’era, dell’Apocalisse, una sola brevissima lettura (capitolo 14, versetti 1-5) il giorno 28 dicembre, festa dei Santi Innocenti; il brano oggetto di questo articolo non compariva proprio, né intero né mutilato: per l’Assunta c’era una lettura dal libro di Giuditta. Quindi, nonostante il “taglio” in oggetto che giustamente tanto indigna il nostro stimato Investigatore, i fedeli che al giorno d’oggi frequentano la messa possono godere della lettura dell’Apocalisse molto ma molto di più dei loro predecessori che frequentavano (o che ancora frequentano) il rito Vetus Ordo.
I fedeli del Rito Romano tradizionale godevano e godono ancora della ricchezza della Parola di Dio e della ricchezza di una Liturgia Romana davvero anticipazione della bellezza della Gerusalemme Celeste.
Per il primato della lettura della Parola di Dio potete accomodarvi in una delle tante sette protestanti!
Caro “Gabri”, tu dici:
“I versetti dei quali il nostro pregevole Investigatore lamenta la “mutilazione” sono proposti come prima lettura facoltativa il 29 settembre, giorno dei santi arcangeli”. Ora rispondi alla mia domanda: la Lettura sulla vittoria della Madonna sul demonio, può essere ridotta a “lettura facoltativa”?
Cordialità.
Nei rito precedente, la “lettura della vittoria della Madonna sul demonio” non era neppure facoltativa, quindi è la solita polemica volta a sputare addosso alla liturgia di San Paolo VI, per stuzzicare i pruriti di certi “tradizionalisti”, che del messale tridentino peraltro non conoscono un tubo 🙂
Direi che tutto questo a ben poco a che fare con l’ osservazione specifica dell’autore, che lamenta l’omissione di questi specifici paragrafi in questo specifico brano, senza occuparsi delle letture di altre feste né tantomeno occuparsi di vetus e novus ordo.
Il problema segnalato dall’Investigatore biblico non è la quantità di brani dell’Apocalisse riportati nel lezionario del Novus Ordo rispetto al V.O., ma l’omissione arbitraria di frasi nei testi delle letture della Messa, che ne possono alterere il senso. Non posso vantare la competenza del nostro Investigatore e considerare simili omissioni una prassi sistematica per censurare passi scomodi della Parola di Dio, ma ho l’impressione che simili omissioni non siano affatto rare durante le letture della Messa. Mi ricordo perfettamente di un caso emblematico, la prima lettura col brano dell’Esodo 34,6-ss, dove la frase “,che castiga la colpa dei padri nei figli e nei figli dei figli fino alla terza e alla quarta generazione”, veniva completamente omessa. E pensare che è il Signore stesso che parla a subire la censura della CEI! Avevo chiesto siegazioni di questa omissione con una lettera alla Curia (sono della diocesi di Lugano), ma non ho avuto nessuna risposta.
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