Marco Tosatti
Carissimi StilumCuriali, offriamo alla vostra attenzione questo articolo pubblicato da Investigatore Biblico, a cui va il nostro grazie. Buona lettura e diffusione.
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“Un figlio scrive al Papa: la vita è in pericolo” di IB
Santo Padre,
mi rivolgo a Lei con grande rispetto e con il cuore colmo di inquietudine, come un figlio che guarda al proprio padre nei momenti in cui il discernimento diventa difficile e la realtà sembra confondersi. Io non sono nessuno, sono solo un sacerdote ed un cristiano che cerca di camminare alla luce del Vangelo e che sente, in coscienza, il dovere di condividere con Lei una preoccupazione profonda.
In questi giorni il Parlamento italiano sta discutendo una legge sul fine vita che suscita in me – e in molti altri – un turbamento profondo (Ddl suicidio assistito, c’è una menzogna dietro il sì dei cattolici – La Nuova Bussola Quotidiana). Ho l’impressione che si stia facendo un passo silenzioso, ma decisivo, verso una concezione della vita che rischia di perdere il senso del suo valore incondizionato, proprio quando essa si fa più fragile, più vulnerabile, più bisognosa di cura e di vicinanza.
Santità, so che la Chiesa non è chiamata a dettare leggi, ma a offrire luce. Ed è proprio per questo che oso chiederLe, con umiltà, una parola. Una parola che non sia tanto contro qualcuno, ma a favore della vita; una parola che non giudichi, ma orienti; che non condanni, ma accompagni. Non si tratta, credo, di imporsi nel dibattito, ma di custodire la coscienza cristiana che rischia oggi di smarrirsi in mezzo a tante voci, spesso più ideologiche che realmente attente alla persona.
Guardo con rispetto ai pastori che guidano le nostre comunità, ma confesso che talvolta mi sento disorientato. Alcune prese di posizione, forse dettate dal desiderio di non alzare conflitti, finiscono però per sembrare timide, o peggio ancora, consenzienti (“Laicismo silenzioso: Avvenire (quotidiano dei vescovi) oltre la dottrina della vita” di IB – Investigatore Biblico). E allora sento che solo Lei, Santo Padre, può ridare chiarezza. Solo Lei, che ha il compito di confermare nella fede. Solo Lei, che porta sulle spalle il peso della missione di Pietro.
Mi permetta di dirglielo con semplicità: c’è tanta gente che prega per Lei (“Un esercito nascosto per il Papa: Sentinelle dell’Eucaristia per Pietro” di IB – Investigatore Biblico). Non glielo dicono spesso forse, ma c’è davvero tanta preghiera silenziosa, umile, nascosta, che Le è vicina ogni giorno. Preghiere di chi soffre, di chi vive il limite, di chi non ha voce, ma guarda a Lei con speranza.
Non Le chiedo una presa di posizione politica, ma una parola evangelica, forte nella sua mitezza, chiara nella sua carità. Una parola che ridesti in tutti noi la certezza che la vita, anche nella sua ultima stagione, resta degna, preziosa, abitata da Dio. Una parola che ci aiuti a non cedere alla logica dello scarto, nemmeno quando si presenta con il volto della compassione.
Con affetto filiale.
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6 commenti su “Un Figlio Scrive al Papa: la Vita è in Pericolo. Investigatore Biblico a Leone XIV.”
Quale fedele cattolico, quale prete scriverebbe una lettera così puerile al papa? Ehi ragazzo, stai parlando al Vicario dell’Altissimo, eletto da uomini ma voluto da Cristo: colui che per antonomasia difende e conferma nel mondo la fede e la morale. L’eutanasia abbraccia l’una e l’altra ed il papa -per il consacrato che lo abbia dimenticato- predica soltanto la Parola di Dio: “NON UCCIDERAI”… nè il prossimo e neanche te stesso.
Come può un figlio dubitare del padre dicendogli cosa deve fare e quale è il suo dovere?
Nella lettera si chiede al papa: “una parola che non sia tanto contro qualcuno”… eppure a leggere il resto del testo è proprio questo che vorrebbe quel figlio dubbioso: che Prevost alzasse la voce in nome di Dio per dire :”guai a voi politici, traditori del popolo, e guai a voi vescovi e cardinali, traditori della Fede, a tutti voi non è concesso questo” . Non alzò forse la voce Giovanni Paolo II con la Evangelium Vitae e Dio stesso non alzò la voce contro Caino? Da Genesi 4:
“Che hai fatto? La voce del sangue di tuo fratello grida a me dal suolo! Ora sii maledetto lungi da quel suolo che per opera della tua mano ha bevuto il sangue di tuo fratello.” (Chissà se Marco Cappato sente su di sè questa maledizione? La giustizia umana complice anch’essa dell’omicidio oggi lo lascia impunito, ma l’illuso non sa che Dio lo aspetta al varco).
Ogni VERO PAPA ed in ogni tempo, anche in questo momento tragico, dove le Tenebre stanno per riportare un’altra vittoria contro la vita, tutti sanno che è sempre stato il primo ad alzarsi in battaglia, spronando la Chiesa a combattere. Ma questο figlio di pàpa ignoto, sacerdote anonimo, piagnucola forse perchè non si fida del suo bel papa, poichè ha già verificato non ci si possa fidare della gerarchia, di Mons. Zuppi, Paglia, Pegoraro? Forse qualcuno gli ha fatto notare che Prevost, non legittimamente eletto, non è un vero papa ma un antipapa. Peggio! …è un errore comune accontentarsi di ciò che sembra il male minore: non è il papa ma forse, se volesse, potrebbe fare qualcosa… Ma Prevost NON ha il Munus, anche se fosse un brav’uomo, (se un usurpatore potesse chiamarsi “bravo”) non riuscirebbe MAI a fermare il male, non riuscirebbe a reggere con efficacia lo scettro di Pietro, fallirebbe sempre, sempre, perchè il Male è in lui!!
In una Chiesa senza papa e con sacerdoti tiepidi il Male trionferà ancor prima di quanto profetato; i tempi della fine sono sempre più vicini e gli illusi, poveri fessi (= vuoti di fede) che credono che nel regno del Male ci sia discordia, e sperano nella bontà di Satanasso… : no, i diavoli si amano fra loro e Prevost ha polluzioni immonde assieme ai suoi vescovi: godono solo al pensiero di ogni anima rubata al Sangue di Gesù
Se Prevost fosse un antipapa furbo farebbe finta di fare marcia indietro e risponderebbe falsamente a favore di questa lettera, soprassedendo momentaneamente alla volontà massonica a favore del suicidio assistito e poi aggirare l’ostacolo pilotando la successiva discussione parlamentare del disegno di legge delle sinistre (ddl Bazoli). Ma lui avido, la sua gola diabolica desiderosa di morte già pregusta il sangue maledetto dei suicidi: il sapore del rosso liquore della loro vita gettata via, per Prevost è troppo dolce per mollare la presa.
Satana è come leone ruggente che vuole divorare le anime e non per niente Prevost si fa chiamare “Leone”!
«Un giovane leone è Giuda… si è accovacciato come un leone, come una leonessa; chi oserà farlo alzare?» (Gen 49,9)
«Ecco il Leone della tribù di Giuda, il Germoglio di Davide, ha vinto…» (Ap 5,5)
In questa duplice rivelazione – profetica in Genesi, escatologica in Apocalisse – Cristo emerge come il Re che vince non con la violenza, ma con l’obbedienza fino alla morte.
È il Leone che si accovaccia per essere Agnello, ma che alla fine si alza per regnare.
Se dunque il nuovo Vicario di Cristo ha scelto il nome Leone, ciò non può che rimandare a Colui che egli rappresenta, in terra: il Leone di Giuda, l’Agnello immolato che ha vinto.
Un nome che non proclama forza mondana, ma memoria del sacrificio e della vittoria già compiuta, autorità che si fa servizio, potere che si piega per rialzare.
Bravo Sacerdote ma se aspetta una risposta dal “ sinodalleoncino “ …..
Sottoscrivo l’appello ma con un distinguo: nonostante comprenda l’intento di ottenere un intervento chiarificatore, e quindi di calibrare le parole per evitare qualsiasi polemica, preciso che il compito della Chiesa, come anche di ogni pastore e sacerdote, è anche quello di giudicare e condannare. Gli atti vanni giudicati e il male va condannato: se non facciamo questo, tradiamo il mandato divino per mezzo della nostra inadempienza, omissione.
So che oggi è impopolare un tale atteggiamento ma Gesù dissse agli apostoli: “Beati voi quando gli uomini vi odieranno e quando vi metteranno al bando e v’insulteranno e respingeranno il vostro nome come scellerato, a causa del Figlio dell’uomo. Rallegratevi in quel giorno ed esultate, perché, ecco, la vostra ricompensa è grande nei cieli. Allo stesso modo infatti facevano i loro padri con i profeti. […] Guai quando tutti gli uomini diranno bene di voi.
Allo stesso modo infatti facevano i loro padri con i falsi profeti.” (Lc 6,22.26)
Una certa impopolarità è inevitabile, come pure a volte è inevitabile lo scontro contro chi vuol fare il male, come ad esempio (e per l’ennesima volta), con i politici italiani.
Anche perché, quando si trattava di promuovere l’invasione mussulmana in Italia, tanti pastori non si sono fatti alcuno scrupolo a condannare le politiche del governo, a entrare a gamba tesa nella vita politica: se quando avevano torto si sono comportati così, perché ora che abbiamo ragione non dovremmo giudicare e condannare ciò che è male, come l’attuale DDL sul suicidio? Perché non dovremmo usare ogni mezzo lecito e pressione per impedirlo?
Non solo la Chiesa ha facoltà ma ha anche il dovere di farlo.
Sarò un nostalgico, ma mi manca tanto un sant’Ambrogio che scomunica l’Imperatore Teodosio I dopo il massacro di Tessalonica nel 390 d.C. Mi manca un san Giovanni Crisostomo che riprendeva pubblicamente gli errori dell’imperatrice Eudossia e le sue cortigiane, il che portò alla sua deposizione e all’esilio, ecc. Quali pastori oggigiorno scomunicano ancora i politici cattolici che votano tali leggi?
Grazie di cuore Padre Nazzareno Maria per questo suo encomiabile commento.
Anche a me manca tanto un vero Pastore come S GPII che, di fronte ai politici che già nel 1995 intendevano legittimare il – SUICIDIO ASSISTITO, si è avvalso della Sua Divina Autorità per ammonirli con fermezza (appello contenuto in Evangelium Vitae) e bloccarli :
https://youtu.be/7JdVWIFJU04?si=I08WY7y8HSyWSC7x
Per questo suggerisco a tutti di inviare in massa ai cardinali pre 2013 un appello tipo questo:
Alla cortese attenzione di Sua Eminenza Reverendissima Card.
E. R. credo Lei sappia che anche l’Italia, sede del Vicario di Cristo, si sta apprestando a promulgare una Legge statale che rivendichi il “diritto” di portare a termine la propria vita, con la complicità dei cardinali della CEI e della Pontificia Accademia per la Vita.
Quando invece compito della Chiesa Cattolica, dovrebbe essere quello di ribadire la ferma condanna di Papa S. GPII contro questa legge iniqua, ricordando che il “suicidio”, sotto il profilo oggettivo, è un atto gravemente immorale, non solo perché comporta il rifiuto dell’amore verso se stessi e la rinuncia ai doveri di giustizia e di carità verso il prossimo, ma sopratutto perché costituisce un rifiuto della sovranità assoluta di Dio sulla vita e sulla morte, così proclamata nella preghiera dell’antico saggio di Israele: «Tu hai potere sulla vita e sulla morte; conduci giù alle porte degli inferi e fai risalire» (Sap 16, 13; cf. Tb 13, 2).
(da E.V.)
Cosi come compito della Chiesa dovrebbe essere quello di ricordare che, se è lecito sopprimere il dolore per mezzo di analgesici, pur con la conseguenza di limitare la coscienza e di abbreviare la vita, «NON è mai lecito privare il moribondo della coscienza di sé senza grave motivo».(S.GPII)
Perché avvicinandosi alla morte, gli uomini devono essere in grado di poter soddisfare ai loro obblighi morali e familiari, come il preparsi con piena coscienza all’incontro definitivo con Dio attraverso i “sacramenti” come la S. Confessione, l’Eucaristia e l’UNZIONE DEGLI INFERMI, quali mezzi neccessari per sopportare pazientemente il DOLORE. (Cat. Magg. S. Pio X n. 808- 809-810).
E pertanto, se condividere l’intenzione suicida di una persona e aiutarla a realizzarla mediante il cosiddetto «suicidio assistito», significa rendendersi collaboratori di un’ingiustizia, che non può mai essere giustificata, neppure quando fosse richiesta… Compito della Chiesa è quello di ammonire uno Stato che intende legittimare tale “richiesta”, e non autorizzarne la realizzazione legalizzazizando il peccato di SUICIDIO-OMICIDIO, contrario ai principi fondamentali della Vita.
Ma una norma che viola il diritto naturale alla vita è ingiusta e, come tale, NON può avere valore di legge.
Ecco perché, con papa S. GPII, rinnovo con forza il mio appello a tutti i Pastori di S. Romana Chiesa, affinché condannino pubblicamente e con fermezza questa legge che, misconoscendo la “dignità della persona”, mina alla radice la stessa convivenza civile.
Certa che, è su questa battaglia in difesa della Sacralità della Vita umana, che Maria, Regina dell’Amore, sta chiamando a raduno i Suoi Figli Prediletti a Lei consacrati e fedeli all’ultimo papa BXVI, per formare il Suo esercito vincente, attraverso questo incoraggiante Messaggio dato a Renato Baron il 15 gennaio 1999 sul Monte di Cristo a S. Martino Schio:
🌹”Figli miei, non danno più speranza umana l’abbandono di tanti fedeli e la violenza dei NEMICI della Chiesa.
Il crollo di tante forze civili e religiose non fanno sperare il mondo e la passione della Chiesa è presente!
Figli miei, miei “consacrati”, solo voi siete la speranza di un vero rinnovamento nella verità.
Benedico e benedirò il vostro Movimento con Cristo per la vita.
Vi chiedo di essere puri, veri e di
formarvi nella carità fortificandovi.
C’È BISOGNO DI UNA GRANDE, “NUMEROSA ADESIONE AL MIO INVITO ALLA VITA.”
Unitevi a quanti come voi desiderano combattere la battaglia.
IO SARÒ LA CONDOTTIERA DI QUESTO ESERCITO E AVREMO VITTORIA.
Vi proteggo e vi benedico.”
Habemus gringo
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