Marco Tosatti
Cari amici e nemici di Stilum Curiae, Cinzia Notaro, che ringraziamo di cuore, offre alla vostra attenzione queste riflessioni sulle donne e l’uso che ne viene fatto dalla nostra società. Buona lettura e meditazione.
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La mercificazione del corpo
In una società ormai secolarizzata, dove Dio è messo da parte per far prevalere i propri comandamenti in lotta col piano salvifico compiuto da Colui che ci ha redenti, liberati dalla colpa, restituendoci libertà e dignità, il corpo soprattutto della donna viene usato per commercializzare e vendere prodotti, per mantenere incollati alla TV milioni di spettatori durante spettacoli insensati e privi di ogni contenuto culturale, i cosiddetti programmi spazzatura che insegnano a mostrarsi e a parlare in pubblico in modo volgare indossando abiti indecenti, attirando sguardi lussuriosi e suscitando pensieri perversi.
Forse tali donne non sono consapevoli di ciò che fanno a se stesse e a coloro che si fanno prendere dai desideri della carne. Nessuno si chiede: “Se una persona morisse all’improvviso senza confessare i propri peccati, dove finisce”?
La Madonna di Fatima in una delle apparizioni profetizzò che nel mondo ci sarebbero state mode licenziose, sottolineando che i peccati che maggiormente mandano all’inferno sono quelli carnali. Qualcuno dirà: “Ognuno è libero di andare in giro come vuole… sono gli altri che non devono avere simili istinti peccaminosi”. Se così fosse, potremmo usare la stessa logica con altri comportamenti: si potrebbe lasciare la porta aperta di casa, perché gli altri sono tenuti a non violare il mio domicilio; potrei camminare liberamente tenendo 200 euro in mano senza riporli nella borsa, perché il ladro non deve assolutamente impedirmi di essere libera di farlo e così via…
Chi può aver messo nella testa della donna un tale desiderio di mostrarsi seminuda per strada, al mare, al lavoro se non l’antico serpente?
Il corpo è sacro e non può essere considerato un oggetto da possedere, da desiderare, da usare per i propri istinti. E’ contro l’amore verso se stessi e la propria dignità attirare l’attenzione di chi spesso giunge a considerare con aggettivi piuttosto impronunciabili chi mostra parte della propria intimità.
Ma davvero la rivoluzione sessuale degli anni ’60 e ’70 ha rappresentato una sorta di vittoria femminile sulle norme sociali tradizionali?
Non più la procreazione l’obiettivo primario, ma il piacere controllando la propria fertilità. Amore, sessualità e procreazione non avrebbero dovuto essere mai scissi. Non più il matrimonio il traguardo, il sogno finalmente avveratosi delle bambine che aspettavano il principe azzurro, ma l’indipendenza economica, la carriera, la libertà di divorziare, di convivere, di avere o non avere figli.
Ma l’amore che fine ha fatto? In tutto questo non c’è. Come può esserci amore nel peccato? Come può sopravvivere una società con l’egoismo? Ci sono donne che si comportano da maschi e uomini con tendenze femminili, perché sono stati stravolti i tradizionali ruoli di genere, promuovendo l’uguaglianza.
Si parla di rivincita delle donne nei confronti della vita sessuale, con l’adozione di un atteggiamento simile a quello che storicamente è stato riservato agli uomini.
Come si fa a pensare che la castità, la purezza, l’umiltà, la maternità, la dedizione alla famiglia, appartengano ad un ruolo tradizionale in cui la donna era limitata nella sua autonomia e libertà di scelta? Certamente sul piano giuridico i passi fatti promuovendo l’uguaglianza dei diritti sono stati doverosi. Tuttavia, con le rivoluzioni culturali la donna si è fatta spazio nel mondo del lavoro e della politica focalizzando tutte le proprie energie e il proprio impegno a scapito della famiglia.
La donna non è più l’angelo del focolare domestico… ha altro da fare e delega i propri compiti assumendo colf, baby-sitter… rinunciando a prendersi lei stessa cura delle proprie cose, compromettendo la stessa vita familiare che necessita di dialogo per il quale non c’è mai tempo. E quindi nascono litigi, separazioni e divorzi.
Mentre la donna nel suo ruolo di educatrice rappresentava un punto di riferimento per le generazioni future, trasmettendo valori, tradizioni e conoscenze ai propri figli. La figura femminile rappresentava stabilità e sicurezza per la famiglia. Le donne si occupavano di creare un ambiente accogliente e armonioso, essenziale per il benessere delle persone care. La casa era vista come un ambiente sacro e fondamentale, e la donna ne era la custode. La gestione delle faccende domestiche, la cucina e la cura della casa erano considerati lavori di grande importanza.Con il suo abbigliamento rifletteva la propria responsabilità nel mantenere l’onore della famiglia e la propria adesione ai valori tradizionali.
Rileggiamo il capitolo 26 del Siracide
Beato il marito di una donna virtuosa;
il numero dei suoi giorni sarà doppio.
2 Una brava moglie è la gioia del marito,
questi trascorrerà gli anni in pace.
3 Una donna virtuosa è una buona sorte,
viene assegnata a chi teme il Signore.
4 Ricco o povero il cuore di lui ne gioisce,
in ogni tempo il suo volto appare sereno.
5 Tre cose teme il mio cuore,
per la quarta sono spaventato:
una calunnia diffusa in città, un tumulto di popolo
e una falsa accusa: tutto questo è peggiore della morte;
6 ma crepacuore e lutto è una donna gelosa di un’altra
e il flagello della sua lingua si lega con tutti.
7 Giogo di buoi sconnesso è una donna malvagia,
colui che la domina è come chi acchiappa uno scorpione.
8 Gran motivo di sdegno una donna ubriaca,
non riuscirà a nascondere la vergogna.
9 La scostumatezza di una donna è nell’eccitazione degli sguardi,
si riconosce dalle sue occhiate.
10 Fà buona guardia a una figlia libertina,
perché non ne approfitti, se trova indulgenza.
11 Guàrdati dal seguire un occhio impudente,
non meravigliarti se ti spinge verso il male.
12 Come un viandante assetato apre la bocca
e beve qualsiasi acqua a lui vicina,
così essa siede davanti a ogni palo
e apre a qualsiasi freccia la faretra.
13 La grazia di una donna allieta il marito,
la sua scienza gli rinvigorisce le ossa.
14 E’ un dono del Signore una donna silenziosa,
non c’è compenso per una donna educata.
15 Grazia su grazia è una donna pudica,
non si può valutare il peso di un’anima modesta.
16 Il sole risplende sulle montagne del Signore,
la bellezza di una donna virtuosa adorna la sua casa.
17 Lampada che arde sul candelabro santo,
così la bellezza del volto su giusta statura.
18 Colonne d’oro su base d’argento,
tali sono gambe graziose su solidi piedi.
FONTE https://www.lafiaccola.it/wp/la-mercificazione-del-corpo/
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3 commenti su “La Mercificazione del Corpo Femminile, il Siracide da Leggere Oggi. Cinzia NOtaro.”
Alzi la mano chi non combatte o ha dovuto combattere – e a lungo – con simili tentazioni. A parte i santi – e nemmeno tutti -, chiunque potrà dire di averci avuto a che fare, poco o tanto!
Una cosa però è certa, simili comportamenti tirano fuori il peggio – il peggio peggio! – dagli uomini e dalle donne. E alla fine della fiera – perché è una bolgia davvero, come un mercato – rimangono solo cenere e distruzione. E’ solo questione di tempo.
Ma che tutto ciò non appiai piacevole e alla portata è altrettanto vero. Diversamente non serebbe una tentazione. E non bisogna illudersi: nessuno è davvero esente. Se non di è caduto è solo per grazia di Dio o perché, ancora, non si è incontrata la persona capace di scardinare tutte le difese, e le nostre convinzioni (più spesso, illusioni).
Solo con l’aiuto del Signore, davvero solo con Lui, è possibile vincere queste battaglie. E se non le battaglie… almeno la guerra.
sig.ra Notaro, faccia leggere il Siracide agli uomini, perche’ ben pochi tra loro hanno il buon senso di scegliersi una donna decente.
Quanto al lavoro e all’indipendenza, non condivido una sola riga di quello che ha scritto: bisogna che le donne riescano a tutelarsi, con la loro indipendenza, da mariti nullafacenti, inadempienti, violenti ecc…una volta non si poteva fare nulla e ce li si teneva. Rinunci ai suoi diritti se li trova superflui, ma a questo punto la smetta discrivere sul blog e torni a cucire…sciviere e’ roba da uomini.
Ci sarebbe da chiedersi… chi tra cultura occidentale e mussulmana risulti davvero più offensiva per dignità femminile!…!!…https://ilgattomattoquotidiano.wordpress.com/
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