Suicidio Assistito. Dj Fabo Voleva Veramente Morire? O Era Disperato? Toni Brandi, Scoppia la Balla.

Marco Tosatti

Cari amici e nemici di Stilum Curiae, offriamo alla vostra attenzione questo video di Toni Brandi, a cui va il nostro grazie. Vi consigliamo caldamente di vederlo, e di condividerlo: Toni parla della sua drammatica esperienza personale. Buona visione e condivisione.

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7 commenti su “Suicidio Assistito. Dj Fabo Voleva Veramente Morire? O Era Disperato? Toni Brandi, Scoppia la Balla.”

  1. diciamo che uno che ha un tumore al pancreas ha comunque la speranza di farcela e ritornare ad una vita piena, mentre un altro rimasto cieco e tetraplegico non ha nemmeno quella speranza…non e’ la stessa cosa.

  2. stilumcuriale emerito

    Messaggio già pubblicato il 9 luglio 2025:
    -Purtroppo viviamo in un mondo delirante. Ne so qualcosa io costretto di nuovo a vivere rinchiuso in una RSA per la sola ragione che ho compiuto 95 anni. Ho due figli, quattro nipoti e un pronipote, sono mentalmente lucidissimo e fisicamente malandato ma autosufficiente in tutto, salvo la guida della macchina. Anche economicamente sono autosufficiente e ancora in grado di gestire il mio conto corrente e il mio piccolo patrimonio. Però son qua ad annoiarmi in mezzo ai dementi senza nulla da fare tutto il giorno, malnutrito e poco curato. Ma non mi è permesso nemmeno di lamentarmi.-
    Oggi aggiungo che sono qua senza carta di identità, senza tessera sanitaria, senza carta bancomat, senza un euro in tasca, senza le chiavi di casa mia. Questo mi pare un sequestro di persona, però secondo i dirigenti della struttura e la mentalità di chi mi ha costretto a venire qua io sono “ospite” non cliente pagante e avente dei diritti: prima di tutto il rispetto dovuto ad una persona, per di più laureata in ingegneria, ex dirigente d’azienda e docente di organizzazione ai corsi di Formazione Specialistica finanziati dall’Unione Europea.
    Saluti agli amici Stilumcuriali .

    1. Un grande affettuoso abbraccio, caro StilumCuriale emerito! Penserò a lei ogni volta che pubblico un nuovo articolo, come a un messaggio indirizzato a lei personalmente!

    2. La Signora di tutti i popoli

      Caro S.E., nessuno ha la autorità per levare la disponibilità del documento di identità o di altri documenti di riconoscimento. La sua RSA, tra l’altro, viola l’art.2 della Costituzione se impedisce un suo diritto quale la dimostrazione dell´identità personale impedendone l’esibizione: una struttura residenziale sanitaria (RSA) non può togliere il documento di riconoscimento a un ospite. Ogni documento equipollente (ad esempio la patente) per il riconoscimento anche se scaduto di validìtà rimane valido per sempre ai fini del riconoscimento, quindi può essere conservato per tal fine. I documenti sono di proprietà dell’individuo e sotto la sua custodia: lei deve richiedere la restituzione.
      Quale legge leva la libertà di movimento a chi ha compiuto 95 anni? Se lei, caro S.E., è autosufficiente e capace di intendere e di volere e se non ha aiuto dai suoi figli, troppo impegnati da dimenticarsi di un padre, può comunque trovare una soluzione, una situazione di accompagnamento.
      Non la nutrono abbastanza?
      Ma si rende conto che per la libertà si è combattuto guerre e rivoluzioni ? Nessun regolamento di RSA può levarle un minimo di libertà e di movimento!
      Se lei pubblica nome e sito dove viene “detenuto” provvederò io stessa a informare l’autorità giudiziaria.
      Spiace leggere queste cose… ma i suoi figli perchè la abbandonano in una RSA?
      E i lettori, i tanti professionisti e i tanti preti che ciondolano nel Blog cosa ci stanno a fare? Neanche una parola per questo storico amico? Ma il Covid è finito, non vi infettate, potete anche ad andare a trovare un amico, neanche una parola buona per il nostro blogger? Tranquilli cattolici delle mie tasche… poi parlate male di Bergoglio e Prevost!! Ai cattolici del menga vanno giusti i papi del menga.
      Coraggio ingegnere, le voglio bene, disponga pure di me!!
      Nelle RSA di Stato della ex-Jugoslavia, se i “clienti” davano noie o campavano troppo, l’eutanasia veniva praticata in quattro e quattrotto… in Italia ancora non ci siamo, ma Pegoraro e Zuppi stanno provvedendo a colmare il divario.

      1. Caro Stilumcuriale emerito,
        mi dispiace sinceramente per te. Forse, ripeto: forse sarebbe necessario chiamare un avvocato.

    3. Quando si finisce nelle mani di questa gente delle RSA, ed è difficile trovare le eccezioni, sei solo davvero perchè di te interessano solo i soldi, sei un impiccio pure da sfamare! Però avere un cervello che pensa, un cuore cristiano che possiede Gesù e una cultura elevata significa sapere e poter dare ancora tanto e a tante persone.
      95 anni sono un bel numero ma Matusalemme ci insegna che è possibile stare ancora nel mondo orgogliosi di essere uomini e di avere ancora diritto a vivere a testa alta di fronte alla gente e ai propri cari.
      Iddio sa perchè ti sta dando tanto tempo caro Stilumcuriale: non fare che passi un solo minuto che tu non ti senta vivo e cercando di donare in ogni modo qualcosa di te. Vivi con la coscienza di te e chiediti perchè hai questo dono prezioso.
      Un saluto pieno di stima e considerazione, coraggio!
      Federico.

  3. La ringrazio di cuore Dott. Toni Brandi di questa sua importante testimonianza in difesa della Vita, sopratutto di coloro che sono sofferenti e disperati perché non conoscono l’immenso valore salvifico della sofferenza unita al SACRIFICIO di Cristo Dio, nostro Salvatore.
    Io credo che Lei, in questo momento della Grande battaglia in atto in difesa dell, VITA umana, abbia una particolare benedizione da Dio e dalla Madonna di S Martino Schio, laddove anni fa, assieme alla Dott Antonella Vian, grande soldato per la Vita, abbiamo avuto occasione di conoscerci personalmente.

    Ma dove sono oggi i Pastori di Santa Romana Chiesa che, sull’esempio di S Giovanni Paolo II, si avvalgono della loro Divina Autorità per rivolgere il loro fermo appello ai politici italiani affinché non promulghino leggi inique come questa?

    Io spero almeno che qualche Pastore rassicuri i fedeli sofferenti o in fin di vita, spiegando loro l’importanza dei S. Sacramenti, come la Confessione, la S. Eucaristia e l’UNZIONE DEGLI INFERMI.
    In quanto mezzi neccessari per sopportare pazientemente il DOLORE, che mai supera i limiti di sopportazione umana, attraverso i “sacramenti” .. (Cat. Magg. S. Pio X n. 808- 809-810) .

    A tal riguardi, posso testimoniare anch’io che mia mamma, il cui corpo era in cancrena dalla testa ai piedi, ha sopportato il dolore per mesi attraverso gli antidolorifici, ma anche grazie ai s Sacramenti che ha ricevuto nei momenri in cui regolarmente si svegliava.
    Regalandomi, la sera prima di morire, il sorriso più bello che mai ho ricevuto da lei.

    Stessa cosa per mio papà convertitosi dopo la morte di mia mamma che, nei momenti di dolore, gli chiedeva di recitare assieme le tre Ave Maria alla Madonna della Medaglia miracolosa.
    Dopo due anni di rosario quotidiano e messa la domenica, mio papà fu ricoverato per tre tumori di cui mai si era lamentato.
    Dopo circa 24 gg di degenza, il primario, pur contro la mia volontà, gli somministrare a mio papà e al paziente di fianco, la sedazione profonda per anticiparne la morte.
    Il paziente di fianco, ateo, dopo l’estrema unzione impartita da un sacerdote per volonta di una sorella, è morto alla ore 13.
    Mio papà invece non morì quel venerdì.
    E il giorno dopo, al primario che gli disse: “Toh! Ancora vivo è lei? Mio papà gli rispose:
    ” Il Signore mi ha detto di dirle che non è ancora giunta la mia ora! ”
    Mio papà è morto tre gg dopo: il 27 novembre, festa della Madonna Miracolosa.
    E non dimenticherò mai quel lungo sorriso di beatitudine che mio papa fece al terzo e ultimo respiro, poco prima di sbiancare.

    Era presente anche uno dei miei figli che mi ha assicurato di averlo visto anche lui sorridere.
    E che, dopo aver pianto sul cuore di mio papà, mi ha abbracciata, così come gli aveva chiesto di fare tante volte mio papà, ma ancora non si decideva a farlo per via delle mie idee… “cattoliche” non condivise.
    Quasi che, con questi due segni grandi, mio papà volesse salutarmi assicurandomi la sua vicinanza dal Cielo nella preghiera per la conversione e la salvezza di tutti i miei cari.

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