Conversione all’Ecologismo? Preferisco il Paradiso. Massimo Viglione.

Marco Tosatti

Cari amici e nemici di Stilum Curiae, il prof. Massimo Viglione, che ringraziamo di cuore, offre alla vostra attenzione queste riflessioni  sul pontificato attuale, e alcune iniziative recenti. Buona lettura e diffusione.

§§§

Conversione? Preferisco il Paradiso
Dalle considerazioni immediate seguenti l’elezione, non ho più scritto di papa Leone XIV, volendo attendere il tempo necessario per esprimere valutazioni corrette.
Ora, mio malgrado, sono costretto a dover esprimere un grande rammarico.
Avendo sentito della istituzione di una Messa “per la cura del creato” e di un discorso in cui Leone XIV afferma che dobbiamo convertirci all’ecologismo e che “la terra brucia”, ho voluto verificare di persona andando nel sito della Santa Sede a leggere il testo ufficiale dell’omelia tenutasi ieri 9 luglio. Allego il link dove ognuno può verificare.
(https://www.vatican.va/…/20250709-omelia-custodia…

“Borgo Laudato Si’”: Santa Messa (9 luglio 2025) | LEONE XIV

Papa Leone XIV presiede una Messa privata a Castel Gandolfo, nel Borgo Laudato si’, utilizzando per la prima vol…

)

Ecco le frasi che possono interessare il nostro discorso:
“Vorrei aggiungere che dobbiamo pregare per la conversione di tante persone, dentro e fuori della Chiesa, che ancora non riconoscono l’urgenza di curare la casa comune.
(…)
Tanti disastri naturali che ancora vediamo nel mondo, quasi tutti i giorni in tanti luoghi, in tanti Paesi, sono in parte causati anche dagli eccessi dell’essere umano, col suo stile di vita. Perciò dobbiamo chiederci se noi stessi stiamo vivendo o no quella conversione: quanto ce n’è bisogno!
(…)
Allora, avendo detto tutto questo, ho anche un’omelia che avevo preparato e che condividerò, abbiate un po’ di pazienza: ci sono alcuni elementi che davvero aiutano a continuare la riflessione stamattina, condividendo questo momento familiare e sereno, in un mondo che brucia, sia per il surriscaldamento terrestre sia per i conflitti armati, che rendono tanto attuale il messaggio di Papa Francesco nelle sue Encicliche Laudato si’ e Fratelli tutti”.
Ecco, questi sono i passaggi cruciali.
Ovviamente non si parla di conversione all’ecologismo, però si parla di “conversione” e mancata conversione in una Messa istituita per la “cura del creato”.
Ma il passaggio chiave e indiscutibile è il seguente, nero su bianco: “in un mondo che brucia, sia per il surriscaldamento terrestre sia per i conflitti armati, che rendono tanto attuale il messaggio di Papa Francesco nelle sue Encicliche Laudato si’ e Fratelli tutti”.
Queste due encicliche di Bergoglio sono entrambe eretiche in vari loro passaggi, e caratterizzate dall’ideologia gnostica e panteista ecologista, mai rinnegata.
Ma il punto chiave è ancora un altro: è quel “in un mondo che brucia, sia per il surriscaldamento terrestre…”.
Sì, l’ho ripetuto tre volte. Perché sappiamo tutti che il mondo non brucia e che non c’è nessun surriscaldamento della terra. E’ solo estate. Fa caldo, perché è estate. E fa meno caldo di tante estati degli anni Settanta, Ottanta, o di quella veramente terribile del 2003.
Non solo: proprio da ieri, mentre Leone XIV pronunciava questo insostenibile discorso, le temperature si sono, “ironia della sorte”, in gran parte dell’Italia fortemente abbassate, tanto che si può parlare di “freddino” mattutino e serale e fresco giornaliero.
Anche la stessa natura sbertuccia le sciocchezze ecologiste. Chiunque le dica, “fosse pure il papa!”.
E’ semplicemente scandaloso che Leone XIV continui la follia ecologista del suo predecessore e la esalti pure. E’ scandaloso che dica che il mondo è surriscaldato, come da copione globalista, peraltro smentito da molti tra i più famosi scienziati odierni (fra cui Rubbia e Zichichi, solo per dirne due italiani). Oltre che smentito dai fatti e dalla semplice logica umana.
Prevost negli scorsi, obbedendo a Bergoglio, aveva invitato tutti a vaccinarsi; ora che è Papa Leone XIV ci dice che dobbiamo convertirci a combattere ciò che non esiste, ma che viene fatto esistere da quelle forze, padroni del mondo, che odiano Dio e l’uomo e vogliono la distruzione della civiltà umana (quella cristiana ce la siamo già giocata da molto tempo).
Ci invita alla conversione della salvezza del mondo surriscaldato. Certo, lui, a differenza del sempre troppo lodato predecessore, ci invita anche ad amare e seguire Cristo e Maria, questo pure è un dato di fatto e nessuno lo nega. Il problema è che, usando il termine “conversione” in ambito ecologista, eleva al rango di religione l’ecologismo gnostico e panteista. Esattamente ciò che desiderano i nemici di Dio e dell’uomo come sua creatura.
Che ne sia consapevole o meno cambia poco.
Concludo dicendo che non penso affatto che Leone XIV sia al loro servizio diretto, come invece ritengo che lo fosse il suo – da lui sempre troppo lodato – predecessore. Ma credo che, oltre forse a una certa ingenuità personale, oltre al fatto che è condizionato da chi lo ha eletto e gestisce il Vaticano, la causa di questa imprudente insipienza risieda sempre il quel tumore devastante dello spirito che ha invaso la Chiesa sessant’anni or sono (o meglio, da molto prima) e che solo Dio può estirpare.
Finché ci sarà quel tumore, è pura chimera sperare nella salvezza della Chiesa e nella – unica vera necessaria – conversione: quella del clero, un tempo cattolico. Cui farà seguito, quando avverrà, la vera unica conversione del popolo cattolico e non solo.
Per quanto mi concerne, io non mi convertirò mai all’ecologismo global-davosiano-bergogliano.
Preferisco il Paradiso!
(MV)

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13 commenti su “Conversione all’Ecologismo? Preferisco il Paradiso. Massimo Viglione.”

  1. La Signora di tutti i popoli

    Abbiamo bisogno di conferme e prove, di giustificazioni, di esempi santi e di fatti in linea con le verità di fede cristiane per orientare la nostra vita in scelte e seguire persone giuste ed evitare inganni.
    Su un argomento è giusto esprimersi logicamente sulla base di espressioni e fatti proposti e, se occorre evitare di estrapolare fantasiose conclusioni, quali sono le spiegazioni razionali dei motivi che portarono a quelle parole e fatti?
    – Esaminiamo le parole. Nella omelia prevostiferina sono chiare: il mondo brucia per motivi climatici e chi è dentro e fuori la Chiesa non si e convertito alla sua cura. Ne discende che abbiamo variazioni alla Messa Ordinaria che perde il suo carattere cristocentrico essenziale. Un papa (vero) ha ben alta la considerazione delle priorità salvifiche dell’uomo in preghiera, il cui sacrificio e quello del Dio stesso sono messi sull’Altare luogo della convergenza dei cuori e della mente nella Comunione Ecclesiale rivolta a Gesù, autore e centro dell’umanità (unico Re dell’universo), sola speranza di salvezza per l’uomo, solo oggetto di attenzione e adorazione. Chi si converte a Lui con tutto il cuore e tutta la mente è già il più grande ecologista della terra su cui cammina, cosa quasi banale, perchè chi sopra tutto ama il Signore, in Lui -senza soluzione di continuità- è chiaro che ama tutta la creazione delle Sue mani e l’umanità stessa.
    Quanto sopra non è “fantasia” ma il grave limite dottrinale della messa di Prevost, poichè ivi sono state usate parole senza tener conto che ben altro doveva essere detto, ma è stato omesso.
    – Ora passiamo ai fatti. Nella Messa sono chiari: chi li nega è o idiota o mendace.
    Il papa (vero) è la quint’essenza dell’amore per Cristo: in ogni parola e azione, sguardo, ogni suo passo, benedizione, discorso, celebrazione, persino in ogni respiro, battito del cuore, ama e adora il Signore che, per fiducia in lui, lo ha intronizzato Vicario Suo nel mondo.
    Guardiamo alla celebrazione della Messa: le parole pronunciate da Prevost, abbiamo visto, non sono cristocentriche, ma i fatti!?? Gli occhi dei partecipanti hanno la Croce su cui puntare tutta la loro preghiera? Vedono forse il Segno primo ed ultimo per cui sono riuniti, sola Speranza della loro resurrezione? In caso di parole false quella Croce messa sull’altare -in chi crede senza dubbio alcuno-, avrebbe aperto i cuori svelando ogni inganno, sbaragliando le tenebre! Ma la Croce non c’era!!
    NO !! Durante la Messa la Croce che raffigura Cristo crocifisso, nella quale vive radicato e prende linfa un (vero) papa, secondo la liturgia doveva essere posizionata in modo ben visibile all’assemblea, preferibilmente al centro dell’altare o immediate vicinanze. Per norma, oltre che per anelito personale, è il punto focale in cui vanno occhi, cuore e mente dei fedeli: tutto deve convergere sulla Croce del sacrificio di Gesù e del Suo mistero pasquale. In realtà c’è un Crocefisso molto dietro, sulla destra, quasi poggiato sulla siepe dello sfondo!! Si confonde fra gli arbusti: è un Crocifisso green, verde!!
    Ma a quel papa (che dicono sia vero) che gli è dato di respirare, vivere e governare solo in ragione di quella Croce, si è forse accorto che era stata buttata sul fondo, e non era stata richiamata agli occhi di tutti? Ha dato disposizioni che la Croce dell’Altare riempisse i cuori d’amore, catalizzasse le anime di dolcezza e venisse posta in giusta evidenza?? NO ! Dio non si irride Prevosto, sappilo!
    Benedetto XVI, lui che era un vero papa disse che nella Messa non si vanificasse il significato antico di preghiera “orientata” a Est, ponendo sull’altare e al centro, il Segno di Cristo nostro Sole crocifisso (Teologia della Liturgia- Ed. Vaticana). Prevost che è un falso papa invece ha invece privato il popolo del Vaglio che avrebbe separato la infima pula delle sue parole: quel giorno a chi era rivolto il celebrante, a Cristo Acqua Viva o allo stagno putrescente che aveva di fronte?
    La PERFETTA VISIBILITÀ della croce d’altare è dettata dall’Ordinamento Gen.le del Messale Romano: «Vi sia sopra l’altare, o accanto ad esso, una croce, con l’immagine di Cristo crocifisso, ben visibile allo sguardo del popolo radunato».
    Cristo (NON SONO ILLAZIONI MA FATTI) nella messa per la protezione della creazione non è al centro del mondo nè dell’assemblea: è messo in disparte, poco visibile, fa quasi da tappezzeria fra le fronde…  è invece intronizzata la creazione inquinata dai miasmi umani che diviene il centro della messa… questo è peccato Prevost!
    Niente opinioni fantasiose: questi sono fatti e chi li nega non ama Dio. Estrapolazioni logiche? Non servono: parole e fatti parlano chiaro. Solo un dubbio rimane (o è un’ulteriore prova?) per una domanda che non si vuole udire… Prevost è un vero papa? Risponderete di sì negando parole e fatti!? Negando Dio?
    Grazie Gabriela, per le indicazioni.

  2. Vi sono tenui elementi che, allo stato attuale, possono essere facilmente manipolati in un senso o nell’ altro. Bisogna attendere, se vi è scaltrezza nel procedere , comunque nel prosieguo si evidenzierà. Siamo nella zona grigia, il confine appare non indefinibile poiché spostato quasi impercettibilmente ed avvolto dalla ” nebbia ” delle interpretazioni. Tempo al tempo, la storia incalza e la verità emergerà in tutto il suo splendore.

  3. La Signora di tutti i popoli

    Fratelli, abbiamo bisogno di conferme e prove, di giustificazioni, di esempi santi, di concetti e di fatti in linea con le verità di fede cristiane per orientare la nostra vita in scelte e seguire persone giuste ed evitare inganni e tentazioni.
    Su un argomento è giusto esprimersi logicamente nella aderenza a espressioni e ai fatti proposti e, se occorre evitare opinioni personali che estrapolino dalla realtà fantasiose conclusioni, ci siano piuttosto spiegazioni razionali dei motivi che portarono a quelle parole e fatti, e aspettarsi conseguenze e reazioni ed orientarsi nella vita.
    – Esaminiamo le parole. Nella omelia prevostiferina le parole sono chiare: il mondo brucia per motivi climatici e chi è dentro e fuori la Chiesa non si si e convertito alla sua cura. Ne discende che abbiamo delle variazioni alla Messa Ordinaria che perde il carattere cristocentrico essenziale. Un papa (vero) ha ben alta la considerazione delle priorità salvifiche dell’uomo in preghiera, il cui sacrificio offerto e quello del Dio stesso sono messi sull’Altare che è il luogo della convergenza dei cuori e della mente della Comunione Ecclesiale, rivolta a Gesù, autore e centro dell’umanità (unico Re dell’universo), sola speranza di salvezza per l’uomo, unico oggetto di attenzione e adorazione. Chi si converte a Lui con tutto il cuore e tutta la mente è già il più grande ecologista della terra su cui cammina, cosa che è tuttavia secondaria, perchè sopra tutto ama il Signore e da Lui e in Lui -senza soluzione di continuità- è chiaro che ama tutta la creazione delle Sue mani e l’umanità stessa.
    Quanto sopra non è opinione ma il grave limite dottrinale della messa di Prevost, poichè ivi sono state usate parole senza tener conto che ben altro doveva essere detto ma è stato omesso.
    – Ora passiamo ai fatti della messa. Sono chiari, indiscutibili: chi li nega è o idiota o mendace.
    Il papa (vero) è la quint’essenza dell’amore per Cristo: in ogni parola e azione, sguardo, in ogni passo, ogni benedizione, discorso, celebrazione, persino in ogni respiro, battito del cuore, ama e adora Dio suo Padre e Signore che, per fiducia in lui, lo ha intronizzato Vicario Suo nel mondo.
    Guardiamo alla celebrazione della Messa: le parole pronunciate da Prevost, abbiamo visto, non sono cristocentriche, ma i fatti!?? Gli occhi dei partecipanti hanno la Croce su cui puntare tutta la loro preghiera? Vedono forse il Segno primo ed ultimo per cui sono riuniti, sola Speranza della loro resurrezione? In caso di parole false quella Croce messa sull’altare, in chi crede -senza dubbio alcuno-, avrebbe aperto i cuori svelando ogni inganno, sbaragliando le tenebre!
    NO !! Durante la Messa la Croce che raffigura Cristo crocifisso, nella quale vive radicato e prende linfa un (vero) papa, secondo la liturgia doveva essere posizionata in modo ben visibile all’assemblea, preferibilmente al centro dell’altare o immediate vicinanze. Per norma, oltre che per anelito personale, è il punto focale in cui convergono occhi, cuore e mente dei fedeli: tutto sulla Croce del sacrificio di Gesù e del Suo mistero pasquale. In realtà c’è un Crocefisso molto dietro, sulla destra, quasi poggiato sulla siepe dello sfondo!!
    Ma quel papa (vero?) che gli è dato di vivere, governare solo in ragione di quella Croce, si è forse accorto che di fatto era buttata sul fondo, e non era stata richiamata agli occhi di tutti? Ha dato disposizioni che una croce riempisse i cuori d’amore, catalizzasse le anime di dolcezza e venisse posta in giusta evidenza sull’altare?? NO ! Dio non si irride Prevosto, sappilo!
    Benedetto XVI disse che nel Novus O. non si vanificasse il significato antico di preghiera “orientata” a Est, ponendo sull’altare e al centro, il Segno di Cristo nostro Sole crocifisso (Teologia della Liturgia- Ed. Vaticana). E Prevost invece ha invece privato il popolo del Vaglio che avrebbe separato la pula delle sue parole: quel giorno a chi era rivolto il celebrante, a Cristo Acqua Viva o allo stagno putrescente che aveva di fronte?
    La PERFETTA VISIBILITÀ della croce d’altare è dettata dall’Ordinamento Generale del Messale Romano: «Vi sia sopra l’altare, o accanto ad esso, una croce, con l’immagine di Cristo crocifisso, ben visibile allo sguardo del popolo radunato».
    Cristo (NON SONO ILLAZIONI MA FATTI) nella messa per la protezione della creazione non è più al centro del mondo e dell’assemblea: è messo in disparte, poco visibile, fa quasi da tappezzeria fra le fronde…  è invece posta la creazione inquinata dai miasmi umani che diviene il centro della messa… questo è peccato Prevost.
    Niente opinioni fantasiose: questi sono fatti e chi li nega è mendace. Estrapolazioni logiche? Non servono: parole e fatti dicono quello che dicono. Solo un dubbio rimane o è un’ulteriore prova, per una domanda che non si vuole udire… Prevost è un vero papa? Risponderete di sì negando parole e fatti!? Negando Dio?
    Grazie Gabriela, per le indicazioni che la sua fede mi ha dato.

  4. A me di quello che dice il Papa sull’ecologia,sul cambio climatico non interessa un bel niente.Il Papa è un uomo e in quanto tale non è onnisciente.”Quando entro in chiesa mi tolgo il cappello non la testa”(G.K..Chesterton)

  5. Don Pietro Paolo

    Egregio Dott. MV,

    ho letto con attenzione il suo commento sull’omelia di Papa Leone XIV del 9 luglio scorso e mi permetto, con il dovuto rispetto, di offrire alcune precisazioni, in particolare su affermazioni che – pur esprimendo un punto di vista legittimamente critico – non corrispondono alla realtà documentata dei testi o dei fatti.

    1. “Conversione” e cura del creato

    Quando il Santo Padre parla di “conversione” nel contesto della cura della casa comune, non intende proporre un’adesione ideologica all’ecologismo, ma richiama a una conversione spirituale integrale, che include la responsabilità cristiana verso il creato.

    Questo approccio è pienamente in linea con la tradizione biblica e patristica, che riconosce nell’essere umano un custode del creato (cfr. Genesi 2,15), non un dominatore assoluto. La “conversione ecologica” di cui parla il Magistero, dunque, non sostituisce la fede, ma ne manifesta una dimensione concreta.

    2. “Il mondo che brucia”: immagine simbolica e realtà discussa

    L’espressione usata da Papa Leone XIV, “in un mondo che brucia”, è chiaramente un’immagine forte e simbolica, che richiama sia i conflitti armati sia i problemi ambientali del nostro tempo.

    Capisco che, per alcuni, il concetto di cambiamento climatico causato dall’uomo sia opinabile e venga interpretato come parte di una costruzione mediatica legata a interessi ideologici e anticristici. È una posizione rispettabile e, conoscendo le dinamiche dei poteri occulti che influenzano il mondo, non mi sorprende. Tuttavia, non si possono ignorare i dati scientifici altrettanto rispettabili ,e allo stato attuale ben più solidi e convincenti, della quasi totalità della comunità scientifica internazionale che, sulla base di dati raccolti in modo sistematico e verificabile, ritiene che vi sia una tendenza al riscaldamento globale con componenti antropiche significative.

    Per cui, credo che è bene distinguere tra l’abuso ideologico di certi temi e la questione reale in sé. Il Magistero della Chiesa — ben prima di Papa Francesco — ha riconosciuto l’urgenza di una conversione ecologica come parte integrante della custodia del creato affidata all’uomo da Dio. Anche Benedetto XVI ha riconosciuto la crisi ambientale come una sfida morale e spirituale e parlava di emergenza ecologica e di dovere morale verso la creazione (cfr Enciclica Caritas in veritate n. 48 e 50; messaggio per la giornata della pace 2010; vari discorsi ed omelie). Ridurre tutto a una manipolazione globale rischia di oscurare il cuore della questione: viviamo come custodi del creato o come suoi consumatori distratti?

    Ovviamente questo tema può e deve restare aperto al dibattito ma ritengo anche che non può essere liquidato semplicemente come una menzogna, senza entrare nel merito dei dati e degli studi che lo sostengono.

    3. Laudato si’ e Fratelli tutti: nessuna eresia

    Lei afferma che le encicliche Laudato si’ e Fratelli tutti conterrebbero elementi eretici e ideologie panteiste o gnostiche. Rispetto il suo punto di vista, ma le assicuro che una lettura completa e attenta dei testi mostra l’esatto contrario:
    • In Laudato si’, si distingue sempre nettamente il Creatore dalla creazione. L’enciclica invita a custodire il mondo come dono ricevuto da Dio, non come divinità.
    • In Fratelli tutti, il Papa riflette sulla fraternità universale, in profonda continuità con il Magistero dei suoi predecessori, in particolare Giovanni Paolo II (Sollicitudo rei socialis n. 38 ) e iBenedetto XVI ( Caritas in veritate, n. 54 e n. 42)

    Dare del “panteista” o “eretico” a testi approvati dal Magistero ordinario non corrisponde né alla verità dei contenuti, né alla tradizione interpretativa della Chiesa.

    4. Questioni secondarie (vaccini, globalismo, ecc.)

    Infine, collegare le parole del Papa a logiche “globaliste” o a “piani” di poteri mondiali, sulla base di giudizi generici, non aiuta una valutazione lucida dei fatti, né favorisce un dialogo ecclesiale costruttivo.

    Conclusione

    Il Santo Padre ha rivolto un appello alla coscienza, non un’imposizione ideologica. Ha chiesto a ciascuno di interrogarsi sul proprio stile di vita, anche in rapporto al creato, come parte della conversione evangelica integrale. Questo messaggio non è “eretico” né “scandaloso”, ma profondamente cristiano.

    Le critiche, quando fondate e espresse con rispetto, sono parte della vita della Chiesa. Tuttavia, è importante distinguere tra opinione personale e interpretazione oggettiva dei testi, per non cadere in letture fuorvianti.

    Con stima,
    Don Pietro Paolo

  6. La Signora di tutti i popoli

    Marco 13: “Sorgeranno infatti falsi cristi e falsi profeti e faranno segni e prodigi da sedurre, se fosse possibile, anche gli eletti.”
    @ L. CADENASSO
    Cara Laura, leggo sempre i suoi ‘MI PIACE’ e senza offesa sorrido alla sua semplicità quando con spontaneità le sembra di vedere buon senso e buona fede lì negli articoli che leggi. Lei è cara a tutti noi, ne son sicura!
    Oggi credo che lei abbia colto una cosa importante, cioè quella impossibile “ingenuità” che Prevost, non ha; perchè se fosse tale, in lui avremmo sovrabbondanza di santità, così come papa fu semplice e santo Celestino V. Quanto a Prevost, uomo di una certa età, con esperienza, scelto ad hoc da 133 giudici severi della sua persona, non può essere stupido o ingenuo: non si hanno altre alternative, che definirlo figlio cosciente e volontario di una certa Organizzazione Gnostica che ha saputo e voluto presentarlo e/o imporlo.
    Questa (cito): “imprudente insipienza” per un papa sarebbe il massimo della offesa in un giudizio assai leggero, che un professore esperto di studio dei personaggi e storico, non dovrebbe neanche pensare. E non perchè Prevost sarebbe figlio di un “tumore” vecchio di 60 anni (il Concilio Vaticano II col suo ipotetico e mai dimostrato esempio di modernismo!! ) ma perchè Prevost non è assolutamente “imprudente” e non è “insignificante”. Io stessa non definirei nessuno così, perchè offenderei il suo (e il mio) intelletto, che sia votato al bene oppure al male. Sebbene non supportato dal Munus, nè da amore per le anime, Prevost anche da Anti-Papa non è affatto imprudente o insipiente, ma furbo, concreto e, rispetto a Bergoglio, sa procedere per piccoli passi al plagio doloso della verità. Insomma è quasi diabolico, dunque intelligente e determinato come il suo capo infernale; è un avversario pericoloso che potrebbe ingannarci se facesse un passo indietro per meglio colpire o un opportunistico mea culpa.
    Cito dal testo di Viglione: “sbertuccia le sciocchezze ecologiste. Chiunque le dica, “fosse pure il papa!” Ma non sono sciocchezze, sono sì infami menzogne ma servite ad arte, con impegno, premeditazione, con lo scopo deliberato e precipuo di intaccare le coscienze affiancandosi e autolegittimandosi -simil Conversione cristiana- in una conversione ecologica. E certo, si gioca sul morbido, con il sostegno della propaganda ecologica dilagante e appoggiata dal mainstream. I massoni non sono sciocchi, anzi sono molto razionali… sciocco piuttosto colui che li sottovaluta e parla di “sciocchezze” per quelle falsità che Prevost usa come armi di seduzione di massa. Questa seduzione è talmente ben congegnata e forte che la salvezza delle persone è suggerita (quasi proclamata), non nel nome del Dio, ma nel nome del Creato (cioè fatto dio): la nuova messa, equiparata alla Messa conosciuta e amata, ne diviene quasi più importante. La conversione ecologica, la sua messa e gli impegni umani per aderirvi e realizzarla diverrebbero un sostituto dell’unico vero impegno di conversione cristiana per la salvezza dell’anima, che può venire, nell’amore per Cristo e nel pentimento, solo dalla Croce e dal Cristo.
    Dunque un vero papa, se le verità di fede non sono cambiate, non può dire, che si deve “pregare per persone dentro E FUORI la Chiesa che ancora non riconoscono l’urgenza di curare la Casa comune”…un vero papa direbbe che bisogna pregare per le persone che fuori la Chiesa NON CONOSCONO ANCORA CRISTO poichè la casa comune è la Chiesa e non il mondo seppure pieno di monnezza!
    Non si deve dare la colpa alla stupidità delle persone, che in Prevost è fuori luogo, ma a chi non essendo cristiano, ma anti-papa e massone, propugna la terra come suo mondo da deificare, ben oltre la sua banale salvaguardia.
    @ NIPPO credo che sia stato il commento che dice di più di tutti. Grazie a nome delle rane bollite!!
    @ D. SCARANO Sì, caro Davide, pensiamoci bene, stiamo parlando di un vero papa? Abbiamo ancora una fede forte e coraggio tali che ci facciano resistere alle seduzioni del Male?

    1. Don Pietro Paolo

      “Signora”, ma che signora!— sei solo una bocca rabbiosa che vomita odio contro la Chiesa di Cristo.

      Sei terrorizzata all’idea che qualcuno possa amare il Papa, seguirlo, o anche solo difenderlo da calunnie come le tue, perché la tua intera identità si regge sulla guerra contro la Chiesa visibile. Se Leone è davvero Papa — e lo è — allora tutto il tuo castello di veleno e superbia cade a pezzi. E tu lo sai.

      La tua ossessione non è fede, è delirio di controllo spirituale. Dici di combattere il male, ma sei tu a spargere veleno, sospetto, disprezzo, eresia e scisma. Accusi i pastori, insulti il Papa, giudichi le anime — chi ti ha dato questo potere? Nessuno. Lo hai preso da te stessa.

      “Falso papa”, “massone”, “strumento di satana”: queste parole le hai in bocca perché il tuo cuore ne è pieno.
      Dove vedi complotto, c’è solo la tua sete di sentirti eletta e l’odio verso chi non ti adora.

      Tu non servi Cristo, ti servi del suo nome per innalzare te stessa sopra la Chiesa.
      E sai cosa c’è di peggio? Che lo fai fingendo amore per la verità, mentre cerchi solo uno specchio dove guardarti e dire: “seguitemi”.

      Il tuo parlare è diabolico: non perché dici cose dure, ma perché sembrano religiose, ma sono solo gelo, accusa, condanna. Lo stile del divisore.

      La Chiesa non ha bisogno del tuo veleno. E chi crede davvero in Cristo sa riconoscere la voce del pastore… e non segue chi ulula contro di lui dai margini del branco.

      Finiscila.

      1. Anche questa volta don Paolo e Pietro difendi l’indifendibile!
        Quando le parole colgono il segno la verità fa male e tu rispondi con livore.
        Nella messa per il creato Prevost ha ‘dimenticato’ la Croce sull’altare. C.v.d !!

  7. Si, condivido.
    Il Nostro Amato Signore Gesù si è lasciato sacrificare per il grande amore che HA per Adamo e NON per la “pachamama”.
    E pensare che Gesù stesso ha detto “..andate….predicate….battezzate….guarite….liberate…sono con voi tutti giorni fino alla fine del mondo”,
    “…non si può servire due padroni, o si amerà l’uno e si odierà l’altro….”,
    “….il cielo e la terra passeranno le mie parole NON passeranno mai…”.
    La mia domanda (che Lei non può rispondermi) è:
    la Chiesa di Cristo con tutti i suoi martiri, dove vuole andare?

  8. laura cadenasso

    MI PIACE / CONDIVIDO / SONO D’ ACCORDO !!! Anche se l’ ingenuità non mi convine: un bel niente

  9. Purtroppo lei sarà obbligato a convertirsi all’ecologismo . Non avrà scelte . Non le hanno neppure i Pontefici . Se non vogliono esser costretti a “rinunciare” ….
    Popolazione mondiale dimezzata entro il ….

    1. Davide Scarano

      Ecco, io penso che una scelta ancora esista e, credo, continuerà ad esistere, sia in questo ambito che in altri. Cristo ci ha invitato a passare “dalla porta stretta” ed, a pensarci bene, è meglio una porta stretta in questo mondo che una porta chiusa in quello che verrà.

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