Marco Tosatti
Cari amici e nemici di Stilum Curiae, offriamo alla vostra attenzione questo post pubblicato da Der Einzige Italia, in risposta a Roberto Burioni. Quello che diceva che il Covid non sarebbe giunto in Italia. Buona lettura e diffusione.
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ROBERTO BURIONI ATTACCA DER EINZIGE
La patetica scenetta di un professore universitario che gioca a fare il troll su internet.
1) UN CYBERBULLO DA DUE DENARI Sul profilo X di Burioni compare questo post dove Roberto Burioni in persona risponde ad un mio commento ironico e decontestualizzato ad uno screen del suo profilo che mi è stato mandato. Infatti è arrivato a bullizzare assieme ai suoi seguaci una persona come Igor Gargiulo sul suo profilo X, pubblicando gli insulti come “trasformato statale” che gli ha scritto in messaggi privati, e io nella mia risposta ironica mi riferivo esattamente a questo post da lui pubblicato. Molti sono gli esempi dove pubblica gli insulti che gli vengono rivolti sul suo profilo per esporre alla gogna mediatica dei suoi iscritti i no vax. Appena ho scritto nel mio canale che stavo preparando una risposta, ha risposto sul suo profilo X con questo post, mostrando che un “professore universitario” ha così tempo da perdere da aspettare che si parli di lui per stare con doppio schermo a fare foto di chat telegram a caso.
2) UN PAGLIACCIO NEGAZIONISTA Burioni nega l’esistenza dei danni da vaccino COVID, quindi risponderò con collegamenti ipertestuali a post del mio canale che contengono studi sui danni da vaccino COVID. Ho deciso di non linkare direttamente gli studi per stroncare sul nascere chi mi accusa di inviare link senza leggerli. I paper vengono introdotti, divulgati e spiegati al grande pubblico, così da dimostrare inevitabilmente di averli letti e compresi. Raramente sono postati dei preprint, ma questo non dovrebbe scandalizzare nessuno, perché chi si occupa di metanalisi e review sa che spesso sono inseriti anch’essi. Inoltre essendo alcuni post vecchi, i preprint contenuti nella maggior parte dei casi sono stati poi pubblicati. 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10, 11, 12, 13, 14, 15, 16, 17, 18, 19, 20, 21, 22, 23, 24. Alcuni link sono approfondimenti su singoli studi, altri ne possono contenere al loro interno anche più di una decina ciascuno. Questo basta per dimostrare che Burioni, negando l’esistenza delle reazioni avverse, sfrutta la sua credibilità da professore per dichiarare il falso.
3) PSEUDOFILOSOFO A Burioni non basta diffondere falsità in ambito sanitario, ma a partire dal suo libro La Congiura dei Somari, con la bibliografia di una pagina, si improvvisa anche filosofo, dove da un lato utilizza la retorica del “se non sei medico non puoi parlare di medicina”, ma dall’altro vuole dirci lui stesso cos’è la scienza e come funziona, invadendo il campo dei filosofi della scienza con una dottrina che già nel ’62 con Kuhn è stata dimostrata essere falsa: gli outsider che entrano in un campo diverso dal proprio portano innovazione, nuove teorie e nuove metodologie. La visione di una Scienza monolitica è stata confutata da Feyerabend. La statistica non basta, di per sé, per definire univocamente il metodo della scienza, perché il ricercatore ha margini di manovra molto ampi nella formulazione del disegno sperimentale e scelta dei test statistici che consentono interpretazioni opposte a partire dagli stessi dati (1, 2, 3). Si parla infatti di forking path problem, nozione introdotta da Gelman e Loken e discussa da Rubin. Accade ogni volta che un ricercatore prende una decisione metodologica sul proprio dataset basata su un fattore contingente che riguarda i dati, applicando regole del tipo “se-allora” che avrebbero portato a differenti scelte sulla base di differenti dati, ad esempio le trasformazioni dei dati che si fanno in caso di asimmetria di una distribuzione, oppure l’impiegare un test non parametrico quando il campione non rispetta l’omoschedasticità, ciò aumenta il numero di test potenziali che un ricercatore avrebbe potuto utilizzare e aumenta l’errore di tipo 1 (falsi positivi).
CONCLUSIONI Burioni in qualsiasi ambito prova a pontificare si mostra essere solo un millantatore che non possiede la minima cultura accademica pur essendo docente universitario. A questo punto è legittimo chiedersi come ci sia arrivato. Iscriviti a Der Einzige 👉🏻 CLICCA QUI 👈🏻
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7 commenti su “Roberto Burioni Nega le Reazioni Avverse ai Siero anti-Covid. E Der Einzige lo Sbugiarda.”
La bocca della verita’. Teniamo in viva considerazione, prima che vaticinasse a reti unificate, la verita’ manco esisteva.
Queato ominicchio(cit.) Insegna. Pensate un po’ cpme ci e’ arrivato
Notoriamente il mondo dei medici è in mano alla massoneria..
Siamo in luglio e fa caldo.
Ho sempre sofferto il caldo.
Per me luglio è sempre stato un mese faticoso.
Ricordo sudate da potermi strizzare gli abiti.
Eppure tutti al lavoro.
Non c’era l’aria condizionata, i più fortunati avevano le tende. Gli altri asfaltavano le strade.
Quando non si lavorava si sudava lo stesso: giocando, per sport, volontariato, gite nella calura.
Le auto disponevano del minimo comfort.
Si sudava quanto si rideva. Si viveva.
Anche adesso si vive, però più tristi.
Chi non è triste non può evitare di preoccuparsi.
C’è allarme. I sindacati chiedono ore di riposo.
I pronto soccorso ricevono i malori.
Noi mangiavamo ghiaccioli, angurie gelate, bevendo acqua come cammelli… mai un malore.
Il telegiornale dava notizie compite, senza toni nevrastenici, dicendo a chi ha caldo che fa caldo… a luglio è normale. Ha sempre fatto caldo.
Però non proiettavano cartine color rosso fuoco, bollenti nel cervello più di quel 36 o 37 gradi misurati dal termometro, oggi come allora.
Ricordo notti sopra i trenta gradi, per giorni. Adesso da me di notte si scende nel al di sotto. Allora tenevi le finestre aperte, senza zanzariere. Sudato e punto a tutto spiano, facendo fatica a chiudere occhio. Adesso in appartamenti in classe A o B climatizzati e insonorizzati, abbattute le zanzare senza nemmeno usare il DDT mi pare che si stia peggio. Allora al massimo una sirena per notte, adesso dí più.
Gli anziani tenevano i piedi a mollo nel secchio di acqua fresca. Non erano fragili. Adesso guai, rischierebbero la polmonite, tra condizionatori dalla dubbia pulizia del filtro, chiusi in una RSA, curati con tutti i ritrovati per imbottire di cure preziose.
Che dire? Fa caldo. Però si ride meno.
Tutti più tristi e molti meno giovani in giro.
Saranno state le cure oppure il lavaggio del cervello delle cartine rosso bollente, allarmando i cervelli obnubilati? Che diranno a Gaza, senz’acqua, non climatizzati ma bombardati? Che cosa ce ne importa?
Però fa caldo. Eh già, è luglio. La differenza? Forse chi diceva che nulla sarà come prima? La resilienza chiede allarmismo, vivere allertati, agire secondo i protocolli, chiedere il diritto a un luglio più fresco… quanto a qualche striscia di troppo nel cielo senza nuvole (o di troppo anche in terra tra strafatti di bubbole) dai non facciamo i complottisti… non sarai anche tu un no vax? Tanti tossiscono a luglio come a gennaio. E’ il clima-tizzatore? Fa caldo…
Il problema non è tanto lui, quanto piuttosto chi gli ha dato inspiegabilmente tanto spazio in TV.
Nulla di inspiegabile. L’uomo tenuto in serbo per l’occasione.. o comunque “scoperto” al momento giusto
Burioni se non ci fosse stata la pandemenza sarebbe un illustre sconosciuto.
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