Elisabeth Vigée Le Brun, Pittrice Cristiana attraverso le Tempeste d’Europa. Benedetta De Vito.

Marco Tosatti

Cari amici e nemici di Stilum Curiae, Benedetta De Vito, che ringraziamo di tutto cuore, offre alla vostra attenzione queste riflessioni su una pittrice francese che ha attraversato tutte le tempeste dell’Europa pre e post napoleonica. Buona lettura e condivisione.

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Per molti mesi, al Museo di Roma – cioè Palazzo Braschi – è stata allestita una mostra “Roma pittrice, artiste al lavoro tra il XVI e il XIX secolo” che mi ha incuriosita e così, dopo la visita al museo medesimo (di cui ho scritto qui) eccomi a percorrere le buie stanze dell’esposizione dove mi sorridono dame, damine, fiori e altra bellezza. Certo, bravissime.  C’è Artemisia Gentileschi, fosca nelle sue pennellate dure e ci sono altre artiste, meno famose, e piene di personalità – Tuttavia tra tante una sola mi ha chiamata da lontano: “Benedetta, dai, vieni qui, non vedi come ho ritratto la mia bambina? Di certo avrai capito…”. Mi avvicino e sì, certo, la bambina, con volto ieratico, occhi al cielo, è ritratta come una piccola martire e intorno al capo reca la ghirlanda di rose rosa che tante volte ho veduto nei ritratti di sante nelle chiese e in sacrestia a Santa Caterina a Magnanapoli…

E sia, mi segno il nome dell’artista che non è però italiana, bensì francese e se non la conoscete vi invito ad aprire la porticina del cuore e a farla entrare con un bel tappeto color cremisi perché lo merita davvero. Vi presento Elisabeth Vigée Le Brun, vissuta a cavallo tra il Settecento e l’Ottocento, pittrice famosa in tutta Europa, nemica della rivoluzione, che, fin da piccola, scarabocchiava i muri dell’educandato dove studiava, facendo infuriare le educatrici.

Dagli scarabocchi a Maria Antonietta, Regina di Francia è tutto un balzo perché Elisabeth, giovanissima, è una celebrità in Francia. Nella Francia dell’ancien Regime, dove lei andava a ruba tra nobili, nobilissimi e affini. Tutto doveva finire però nel bagno di sangue chiamato rivoluzione, che noi studiamo a scuola e all’università come progresso e che fu solo una mattanza e la fine di un ordine secolare.

Vabbè. Elisabeth fuggì con sua figlia per l’Italia e lasciò a Parigi il cuore e molte amiche finite sulla ghigliottina.

Fu poi in Russia per molti anni e solo dodici anni dopo l’orrida mattanza fece ritorno a Parigi, dove incontrò anche il nanino Napoleone. Nel tragitto di ritorno verso la Francia, Elisabeth, sola (perché la figlia si era mal-maritata in Russia) incontrò Luisa di Prussia, una Regina di raro incanto, arcinemica di Napoleone che la chiamava “la mia bellissima nemica”.

Elisabeth e Luisa furono vere amiche e un ritratto stupendo della prima ritrae la seconda in forma di bellezza sublime (lo potete ammirare in testa all’articolo). A proposito, conosco un’altra che detesta il Napoleone, ma non vi dico come si chiama, indovinarlo è facile…

Non così bella, anzi vecchiotta e pienotta, era Caterina, zarina di tutte le Russie che, come ci racconta Elisabeth, prima di mangiare si allacciava intorno al collo un bavagliolo per paura di macchiarsi, come una bambina piccola. L’aneddoto di Caterina e molte altre spassose storielle su augusti personaggi potrete trovarli nei diari della Vigée Le Brun tradotto in italiano https://www.ibs.it/memorie-di-ritrattista-libro-elisabeth-vigee-le-brun/e/9788884166814

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Toccanti sono i suoi ricordi di quando, bambina, partecipava con la sua mamma alla Santa Messa Alta. Io la vedevo così, tutta immersa nella bellezza solenne e misteriosa della liturgia, assaporare l’incanto che doveva poi trasmutare nei suoi ritratti unici.

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1 commento su “Elisabeth Vigée Le Brun, Pittrice Cristiana attraverso le Tempeste d’Europa. Benedetta De Vito.”

  1. Grazie di questo bell’articolo che ci dà coraggio perché conferma che grazie a duemila anni di Cristianesimo in Europa una donna può essere libera anche nelle più difficili e cruente circostanze.

I commenti sono chiusi.

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