Marco Tosatti
Cari amici e nemici di Stilum Curiae, offriamo alla vostra attenzione qualche elemento di valutazione su quanto sta accadendo in Medio Oriente. Buona lettura e diffusione.
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Il primo è questo dispaccio dell’agenzia ANSA:

Almeno 18 palestinesi sono stati uccisi dopo che un attacco di droni israeliani ha preso di mira un’unità di polizia di Hamas che cercava di assumere il controllo di un mercato nella città di Deir al-Balah, nella Striscia di Gaza centrale. Lo hanno riferito alla Bbc un medico e testimoni oculari.
I droni israeliani hanno sparato contro membri di una forza di polizia di Hamas, vestiti in abiti civili e con maschere, che stavano accusando i venditori accusati di speculazione sui prezzi e di vendita di beni rubati dai camion degli aiuti umanitari.
Il Ministero degli Interni guidato da Hamas ha condannato l’attacco, accusando Israele di aver commesso “un nuovo crimine contro un’unità di polizia incaricata di mantenere l’ordine pubblico”.
Un testimone oculare ha riferito alla Bbc che gli scontri sono scoppiati ieri dopo che la polizia si è scontrata con i venditori, i quali hanno poi “estratto le pistole e un uomo aveva un kalashnikov”, secondo il testimone.
I droni israeliani hanno poi lanciato due missili, hanno riferito i residenti locali.
Le riprese video dell’accaduto mostrano corpi sparsi a terra e acquirenti in preda al panico che urlano, mentre le ambulanze si precipitano a soccorrere i feriti.
Un medico dell’ospedale Al-Aqsa di Deir al-Balah ha riferito alla Bbc che 18 corpi sono stati portati all’obitorio. Non è stato immediatamente chiaro se ci siano morti tra gli agenti di polizia. #ANSA
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Poi c’è questo articolo relativo a un’inchiesta del quotidiano israeliano Haaretz (e non si può fare a meno di togliersi il cappello davanti alla professionalità e al coraggio dei colleghi israeliani, specialmente se li paragoniamo alla banda-propaganda della ServoStampa che infesta giornali e televisioni da noi). Lo ricaviamo da un lancio dell’agenzia Anadolu:
Secondo un’indagine dettagliata pubblicata venerdì da Haaretz, i soldati israeliani dispiegati nella Striscia di Gaza hanno ricevuto l’ordine di aprire il fuoco su civili palestinesi disarmati in attesa di aiuti umanitari, anche quando non vi era alcuna minaccia.
Secondo il quotidiano israeliano, le conversazioni con i soldati indicano che “i comandanti hanno ordinato alle truppe di sparare sulla folla per allontanarla o disperderla, anche se era chiaro che non rappresentavano una minaccia”.
“È un campo di sterminio”, ha detto un soldato ad Haaretz. Ha detto che nella sua posizione, “tra una e cinque persone venivano uccise ogni giorno” dal fuoco vivo invece di adottare misure non letali per controllare la folla.
Le rivelazioni hanno fatto seguito ai rapporti del Ministero della Sanità di Gaza, secondo cui dal 27 maggio almeno 549 palestinesi sono stati uccisi e più di 4.000 feriti nei pressi dei centri di assistenza e delle postazioni dei camion alimentari delle Nazioni Unite.
I siti alimentari in questione sono gestiti dalla Gaza Humanitarian Foundation, un’iniziativa di aiuto che, secondo quanto riferito, è coordinata dalle autorità israeliane, da gruppi evangelici americani e da appaltatori di sicurezza privati.
Un riservista israeliano ha dichiarato ad Haaretz che “Gaza non interessa più a nessuno”, descrivendo la zona come uno spazio senza legge dove “la perdita di vite umane non significa nulla”.
E ha aggiunto: “Questa cosa chiamata uccidere persone innocenti è stata normalizzata”.
Secondo il rapporto, la “procedura di dissuasione” dell’esercito comprende l’uso di mortai, mitragliatrici e fuoco vivo dai carri armati, anche prima dell’apertura dei siti di assistenza o molto tempo dopo la loro chiusura.
In alcuni incidenti, i “colpi di avvertimento” si sono trasformati in attacchi letali. Un soldato ha ricordato di aver ricevuto l’ordine di sparare una granata sulla folla vicino alla costa.
“Ogni volta che spariamo, ci sono vittime e morti”, ha detto. “E quando qualcuno chiede perché è necessaria una granata, non c’è mai una buona risposta”.
Le testimonianze dei soldati hanno anche rivelato il nome informale delle loro operazioni in queste zone: “Operazione pesce salato”, un’interpretazione israeliana del gioco per bambini “Luce rossa, luce verde”, secondo Haaretz.
Il quotidiano ha anche riferito che il Meccanismo di valutazione dell’esercito è stato incaricato di indagare su possibili crimini di guerra legati a questi incidenti. Tuttavia, gli ufficiali che hanno parlato con Haaretz hanno suggerito che si sta facendo poco per fermare o esaminare la pratica sul campo.
Una fonte legale ha detto ad Haaretz: “Non si tratta di poche persone uccise, ma di decine di vittime ogni giorno”.
Tra le unità sotto esame c’è la Divisione 252, comandata dal Brig. Gen. Yehuda Vach, che, secondo Haaretz, ha dato ordine diretto di sparare contro i civili radunati vicino ai camion degli aiuti delle Nazioni Unite.
I soldati in servizio sotto il suo comando hanno detto che la politica è stata ampiamente accettata senza alcun dubbio. “L’idea è di assicurarsi che se ne vadano, anche se sono lì solo per mangiare”, ha detto un ufficiale.
Schemi di demolizione a scopo di lucro
Gli appaltatori che lavorano vicino a queste zone, spesso con un controllo minimo, hanno complicato ulteriormente la situazione. Un soldato ha detto ad Haaretz che “ogni appaltatore privato che lavora a Gaza con attrezzature ingegneristiche riceve 5.000 shekel (circa 1.500 dollari) per ogni casa che demolisce”.
“Dal loro punto di vista, ogni momento in cui non demoliscono case è una perdita di denaro e le forze armate devono garantire il loro lavoro”, ha aggiunto.
Ha inoltre descritto gli appaltatori che agiscono “come una sorta di sceriffo”, demolendo le proprietà “ovunque vogliano lungo l’intero fronte”.
Questa campagna di demolizione, ha osservato, spesso porta gli appaltatori e le loro relativamente piccole squadre di sicurezza pericolosamente vicino ai punti di distribuzione del cibo e ai percorsi utilizzati dai camion degli aiuti.
Per salvaguardare se stessi, “scoppia un incidente con sparatoria e le persone vengono uccise”, ha detto.
“Queste sono aree in cui i palestinesi sono autorizzati a stare, siamo noi che ci siamo avvicinati e abbiamo deciso che ci mettevano in pericolo”, ha osservato il soldato.
“Quindi, per un appaltatore che vuole guadagnare altri 5.000 shekel e abbattere una casa, si ritiene accettabile uccidere persone che cercano solo cibo”, ha aggiunto.
Rifiutando gli appelli internazionali per un cessate il fuoco, l’esercito israeliano ha portato avanti una brutale offensiva contro Gaza dall’ottobre 2023, uccidendo quasi 56.300 palestinesi, la maggior parte dei quali donne e bambini.
Lo scorso novembre, la Corte penale internazionale ha emesso mandati di arresto per il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e il suo ex ministro della Difesa Yoav Gallant per crimini di guerra e crimini contro l’umanità a Gaza.
Israele deve anche affrontare un caso di genocidio presso la Corte internazionale di giustizia per la sua guerra contro l’enclave.

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Ma non è solo Gaza, come ci dice questo post di InsideOver:

Ammar Motaz Mostafa Hamayel, 13 anni, è morto lunedì 23 giugno nei pressi del villaggio di Kufr Malek, in Cisgiordania occupata dopo essere stato raggiunto da un colpo d’arma da fuoco sparato da militari israeliani.
Il bambino si trovava con un amico quando, secondo quanto riportato da Defense for Children International Palestine, i soldati hanno iniziato a sparare verso di lui.
Secondo l’organizzazione palestinese, i colpi sono partiti da una postazione nascosta dell’IDF, situata a circa 500–1.000 metri di distanza dal bambino.
Ammar è stato colpito alla schiena; il proiettile è poi fuoriuscito dal collo. Nonostante fosse gravemente ferito, il giovane è rimasto a terra per circa due ore, senza ricevere assistenza da nessuno.
Diversi testimoni riferiscono che i soldati israeliani hanno impedito ai familiari, ai residenti locali e ai soccorritori di avvicinarsi, aggredendo fisicamente chi tentava di aiutarlo.
Solo nel tardo pomeriggio, verso le 18:00, il ragazzino è stato affidato a un’ambulanza palestinese che ne ha constatato il decesso poco dopo presso il complesso medico di Ramallah.
Con la morte di Ammar, sale a 29 il numero di minori palestinesi uccisi dalle forze israeliane in Cisgiordania dall’inizio dell’anno, in soli 6 mesi.
#westbankunderattack #idf #israel
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Intanto continua la simpatica abitudine di bombardare le tende degli sfollati.

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Poi c’è questo dispaccio dell’Agenzia Ansa:

Comunità ebraica Milano, boicottaggio Coop alimenta l’odio
“Il boicottaggio della Coop si inserisce nella peggiore tradizione del nazionalsocialismo e del fascismo, è pericoloso e fomenta un clima antiebraico”.
Lo spiega in una nota il presidente della Comunità ebraica di Milano, Walker Meghnagi, all’indomani dell’annuncio di Coop Alleanza 3.0 che smetterà di vendere nei suoi supermercati prodotti israeliani, come gesto simbolico di solidarietà verso la popolazione palestinese.
“Ho vissuto personalmente a Tripoli le persecuzioni anti ebraiche, quando gli arabi cercavano gli ebrei casa per casa, e anche là si iniziò con questo genere di iniziative scellerate – rimarca -. La Coop è corresponsabile di un clima di odio senza precedenti e ne risponderà nelle sedi opportune”.
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Per fortuna ci sono anche – e tanti – ebrei come quelli di cui parla questo post:

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E infine questo post di Giuseppe Salamone, che stigmatizza la posizione del governo italiano, complice di un genocidio, anche quando tardivamente, l’Europa comincia a muoversi:

La Spagna aveva chiesto al Consiglio Europeo di sospendere l’accordo di cooperazione con israele. Questa proposta ieri è stata affossata per la seconda volta. E sapete chi c’è in prima fila in questo affossamento? Giorgia Meloni! La donna, madre e Cristiana.
È questa la credibilità internazionale tanto sbandierata? Quella di andare in giro per il mondo a coprire terroristi e avallare genocidi?
Dove dovrebbe battere i pugni, tipo contro il riarmo e le regole di bilancio criminali europee sta zitta. Dove dovrebbe solamente tacere e accodarsi (se proprio non vuole stare dalla parte giusta da protagonista) a quei Paesi che stanno cercando di fare qualcosa, batte i pugni e magari compromette anche l’italia per fare l’avvocato di Netanyahu e company.
Perchè in quei posti funziona cosi: tu concedi una cosa a me e io concedo una cosa a te. Ecco, Giorgia Meloni le sue carte se le sta giocando a favore dello Stato terrorista di israele nel bel mezzo di un genocidio.
Sappiatelo!
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2 commenti su “G4z4, l’Esercito Israeliano Spara sui Civili in Fila per gli Aiuti. 18 Morti. Haaretz: Sparare è un Ordine.”
Singolare imperante etica… di disonore!…!!…https://ilgattomattoquotidiano.wordpress.com/
Mettetevi questa spilla, gli dà molto fastidio
https://www.ebay.it/itm/186136721100
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