Marco Tosatti
Cari amici e nemici di Stilum Curiae, Cinzia Notaro, che ringraziamo di cuore, offre alla vostra attenzione queste riflessioni su un tema che sembra passato di moda, quello della modestia femminile nel vestire. Buona lettura e meditazione.
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ESISTE UN LUOGO DOVE IL SIGNORE PERMETTE DI NON FUGGIRE LE OCCASIONI DI PECCATO?
A quanto pare per molti e purtroppo altrettanti che si dicono cristiani, si.
Arriva l’estate e tutti mezzi nudi, espongono il proprio corpo ( che per i credenti è il tempio dello Spirito Santo) allo sguardo di chi per debolezza umana formula pensieri impudichi.
Così la spiaggia diventa un terreno fertile per molteplici peccati di lussuria, fornicazione e ogni sorta di depravazione.
Se è vero che dobbiamo fuggire le occasioni prossime di peccato, non possiamo cedere alla menzogna del mondo che fa credere che non c’è niente di male in tutto questo.
Sempre attraverso la manipolazione mentale il gregge è stato persuaso che ci sono luoghi in cui non bisogna vergognarsi di mostrare parti del proprio corpo nude.
“D’altronde il sole fa bene, fare un bagno col caldo torrido è benefico per il corpo ” … suggerisce la voce del serpente che poi è quella del mondo avvolto nelle tenebre.
I tre nemici dell’anima : il diavolo, il corpo umano e il mondo , l’assalgono per strapparla dalle mani di Dio con le tentazioni rendendolo sempre più fragile ed inerte e pronto per l’inferno!
I tre avversari non si arrendono mai e cercano sempre di farci cadere nel peccato.
Ricordiamo che il diavolo è menzognero, ingannatore, iniquo , astuto , dotato di una intelligenza superiore a quella umana ,acerrimo nemico di Dio , travestendosi da angelo di luce seduce le sue vittime, ma solo se Dio glielo permette affinchè si compia il Suo volere e anche perchè chi è provato vincendo la tentazione possa accumulare meriti in cielo.
Certamente abbiamo il libero arbitrio secondo le parole di san Paolo : ” Sappiamo infatti che la legge è spirituale, mentre io sono di carne, venduto come schiavo del peccato. Io non riesco a capire neppure ciò che faccio: infatti non quello che voglio io faccio, ma quello che detesto. Ora, se faccio quello che non voglio, io riconosco che la legge è buona; quindi non sono più io a farlo, ma il peccato che abita in me. Io so infatti che in me, cioè nella mia carne, non abita il bene; c’è in me il desiderio del bene, ma non la capacità di attuarlo” (Romani 7,14-18).
Il corpo quindi rappresenta un nemico interno dell’anima, a causa del peccato originale che induce la natura a ribellarsi alla legge dello spirito come leggiamo in Galati 5,17 :” La carne infatti ha desideri contrari allo Spirito e lo Spirito ha desideri contrari alla carne; queste cose si oppongono a vicenda, sicché voi non fate quello che vorreste”.
E’ un combattimento spirituale che noi affrontiamo quando la nostra volontà si trova ad un bivio tra il bene ed il male.
La domanda da porsi dovrebbe essere questa: ” Se sfiliamo mezzi nudi sulla spiaggia attirando sguardi licenziosi , anche se non ne avessimo l’intenzione, facciamo del bene alle anime ?
Non ha scritto l’apostolo Paolo : “Voi infatti, fratelli, siete stati chiamati a libertà. Purché questa libertà non divenga un pretesto per vivere secondo la carne, ma mediante la carità siate a servizio gli uni degli altri. Tutta la legge infatti trova la sua pienezza in un solo precetto: amerai il prossimo tuo come te stesso (Galati 5,13-14 )?
Come possiamo amare il nostro prossimo se ci serviamo della libertà per fare il male?
Come possiamo esercitare la carità che consiste innanzitutto nell’annunciare la salvezza affinchè l’uomo si converta , se diamo scandalo con mode indecenti e andandocene mezzi nudi in giro sostenendo che esistono dei luoghi in cui Dio dà il permesso di non fuggire le occasioni prossime di peccato?
Non dimentichiamo che l’altro nemico , il mondo dedito alla soddisfazione dei piaceri materiali è dominato dal principe delle tenebre che tiene sotto schiavitù chi vive sotto la sua legge consistente nella triplice concupiscenza : occhi, corpo e superbia della vita.
La beata Giacinta Marto, la piccola veggente di Fatima aveva così profetizzato nel 1917:”Verranno certe mode che offenderanno molto Nostro Signore. Le persone che servono Dio non devono seguire le mode. Nostro Signore è sempre lo stesso. I peccati che portano più anime all’inferno sono i peccati impuri”.
Se gli uomini sapessero cos’è l’eternità, farebbero di tutto per cambiare vita! (rimandiamo al link sotto)
https://www.dentrosalerno.it/
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3 commenti su “C’è un Luogo dove è Permesso – NON – Fuggire le Occasioni di Peccato? Pare di sì…Cinzia Notaro.”
D’estate stridente è il contrasto tra le nostre donne occidentali che girano in costume con tanta disinvoltura e orgogliose di mostrare o meglio di ostentare gli attributi femminili che male c’è, sono libera di fare quel che mi pare .
E parimenti la dignità nel vestire di tante donne mussulmane che addirittura nella calura estiva hanno il capo coperto dal velo .
D’altronde anche le nostre signore donne una volta avevano dei canoni di eleganza e rispetto umano nel vestirsi ,ricordo che alcune portavano ancora il velo o il cappellino quando si usciva fuori di casa .
il 68 ha spazzato tutto e i risultati sono questi,
liberi di fare quel che ci pare togliersi ogni capriccio e sfizio , molto bello vero , ma ci ha tolto la dignità di uomini o meglio di persona .
C’è da dire che in alcune località turistiche i sindaci hanno emanato ordinanze in cui si proibisce di girare per la città in costume da bagno , ma quanto sono o fatte rispettare .
Il mio non è un commento a questo articolo ma riguarda il link postato alla fine dello stesso: “la moda santa, femminile, modesta, elegante”. All’inizio colpisce la foto che dovrebbe rappresentare la moda modesta ed elegante…Vorrei far notare che la lunghezza delle gonne rappresentate (strette, e che segnano le forme) è esattamente quella delle prime minigonne degli anni ’60, misura che veniva definita “scandalosa” dai benpensanti di allora. Dunque, tutto relativo?
È concesso mostrare la caviglia o questo rappresenta motivo di scandalo? Le nostre sorelle musulmane danno il buon esempio indossando il Niqab….Lo si potrebbe estendere alle donne cattoliche preoccupate della propria modestia.
PS) Fanatismo e integralismo non hanno mai portato bene. L’articolo è equilibrato e pone un problema reale. Lei invece esagera.
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