Nostalgia della Chiesa Mater et Magistra. Non di Bergoglio, come a un Cardinale…Benedetta De Vito

Marco Tosatti

Cari amici e nemici di Stilum Curiae, Benedetta De Vito, che ringraziamo di tutto cuore, offre alla vostra attenzione queste riflessioni su piccoli grandi tradimenti in corso d’opera, e che – speriamo – la nuova aria che si comincia a respirare nella Chiesa di Cristo contribuirà a rendere più rari. Buona lettura e meditazione.

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Mi manca, sì mi manca tanto, la Santa Chiesa Mater et Magistra! La dolce Sposa di Cristo, diritta e innocente, incurante dei sibili e degli sberleffi del mondo, se ne andava, dietro alla Santa Croce, lungo il sentiero stretto, insegnando il Bene divino, la Santa Legge del Signore, che non cambia mai. Mi manca, sì mi manca davvero il Papa Pastore, un Dolce Cristo in terra, che nonostante i lupi e le lusinghe dei loro brutti musi, si fida solamente di Gesù, piegandosi alla Divina Volontà fino al martirio, cioè alla testimonianza suprema. Chiudo gli occhi, sospiro, respiro il vento di Maestrale che da ieri imbizzarrisce le onde, le quali si inseguono, pecore pazze, per svenire poi in un ricamo di spuma sulla battigia, vinte.

Mi manca, dunque, la Santa Chiesa Mater e Magistra ancor di più quando, qui e lì sulla rete mi imbatto nei piccoli grandi tradimenti dei pastori che si piegano ai sogghigni dell’Arcinemico il quale, ben felice delle paroline di fiele, si gode le vittoriucce sue sapendo di essere comunque il perdente. Ed ecco che cosa ho sentito. Ho sentito un frate francescano chiamare ilare e sorridente  “fratelli buddisti” i membri di una setta buddista giapponese atea e incredula che ho avuto modo di conoscere indirettamente. Mentre scrivo, infatti, rammento una collega giornalista che ne faceva parte e che tentò, invano, di catechizzarmi, regalandomi anche una strana collanina di perline che doveva, secondo lei, sostituire il mio Santo Rosario. Sì vabbè…

Ho sentito un cardinale, invitato da un gruppo editoriale noto per il suo spirito, diciamo così, illuminista (ed è dire poco), parlar così e così del nuovo Pontefice, lodando il precedente, l’argentino che chiamava i cattolici (quando era di buon umore) “facce d’aceto”. Al giornalista progressista e senza Dio manca il Bergoglio, certo, lo capisco, tanti amici e conoscenti non credenti, purtroppo non capendo nulla, lo adoravano. C’era tra loro consanguineità di spirito: in fondo il Bergoglio era tale e quale a loro. Ma il cardinale, no, il cardinale non doveva annuire festoso e schierarsi dalla parte di chi non crede in Dio e si batte per allontanare l’uomo, tutti gli uomini, dall’unica fonte di Vita che è il Signore Gesù.

Sì, ho finito, mi manca la Santa Chiesa Mater e Magistra di un tempo, perché ancora oggi, che non c’è più il Bergoglio, non sento tuttavia  di poter camminare lungo il sentiero stretto e ben guidata e me ne devo rimanere, come mi diceva sempre il mio caro Padre P. durante i tredici anni di agonia, sotto la Croce di Gesù. Seguendo solo Lui. Ora le onde si sono calmate, il vento è ammansito e l’arcinemico è avvertito: sarà sconfitto dal Cuore Immacolato di Maria!

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5 commenti su “Nostalgia della Chiesa Mater et Magistra. Non di Bergoglio, come a un Cardinale…Benedetta De Vito”

  1. Fino al concilio Vaticano II la Chiesa non aveva mai sentito la urgenza e il bisogno di proclamare al mondo con enfasi il proprio status di “Mater et Magistra”.
    Era un dato assodato, facente parte della sua stessa natura.
    Per ironia della sorte, o forse sarebbe ancora meglio dire “con dolo”, da Mater et Magistra si è passati a “matrigna” e propalatrice di eresie, più o meno esplicite. Un bel passo in avanti, non c’è che dire… Successo assicurato: chiese semivuote, fedeli in fuga, vocazioni quasi inesistenti, pastori disorientati e depressi.

  2. Secondo piu’ di una persona umana in vita speciale (avrete capito), piu’ di una, ripeto, il defunto Caudillo e’ prigioniero “ad aeternum”,
    dentro un buco talmente profondo che nessuna preghiera e’ in condizione di raggiungerlo: affermo cio’ con “beneficio di inventario” relativo, ma devo in ogni caso divulgare questo; e, comunque sia, avvisate e spiegate tutti, in particolar maniera, ai fedeli domenicali della messa velocissima in volgare moderna da 29 minuti, che, questi che passo’ eletto cosi’ (…) facendoci tribolare per ben dodici anni pieni pieni, comunque non e’ venerabile, anche se pure ad egli la pieta’ nostra e’ dovuta, ma solo quella.
    Quindi niente gigantografie del Bergbroglio con cero dentro le Chiese cari preti moderni, per FAVORE!
    Questo Bergoglio e’ passato, ora guardiamo al nuovo papa, pare molto molto adeguato, gli Zupponi ed i Pagliari pidiuisti dovranno cedere, oppure accostarsi al protestantesimo filomassonico, ne saremmo pure lieti.

  3. philip johnson

    My thoughts entirely!I miss the Church i grew up in.My solace is the Latin Mass and ,if that was taken away from me,i dont know what i would do.

  4. E’ che il povero Zuppi rosica, rosica dal primo minuto che ha messo piede fuori dal conclave. Doveva essere lui papa. Non si capacita di come possa essere successo diversamente: tutti quegli anni spesi a parlare bene (secondo il mondo), a frequentare le persone giuste (secondo il mondo), a recitare con quel tono mellifluo (che tanto piace al mondo), a presenziare in ogni anfratto di tv e media (come vuole il mondo), a spazzolare le scarpe (della giusta gente del mondo). Il tutto per trovarsi con un pugno di mosche, un po’ come quell’atleta che sacrifica tutto (sè stesso) per l’Olimpiade, e si infortuna proprio un secondo prima della gara, perdendo l’occasione della vita per il suo successo. Questi soggetti che (come fumo etc etc) si sono insinuati nella Santa Chiesa, in ogni modo direttamente e indirettamente (cioè con azioni conseguenza della loro pochezza personale, avendo come obiettivo la propria personale affermazione) la deturpano. Speriamo (in senso cristiano) che il leone li scacci e li guidi, e guidi anche noi, a conversione,

I commenti sono chiusi.

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